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Mostra – Reka Nyari, Ink Stories

DART | Dynamic Art Museum presenta la prima mostra personale in Italia dell’artista Reka Nyari, aperta fino al prossimo 6 febbraio 2022 presso il Museo della Permanente di Milano.
Ink Stories è una mostra di fotografie in bianco e nero su larga scala e di opere digitali in NFT realizzate dall’artista. Questa selezione di opere fa parte di un progetto di ritrattistica in corso che Nyari ha iniziato nel 2017 con la sua prima mostra personale a New York, intitolata Geisha Ink. Questo corpus di opere, diviso in tre sezioni (Geisha Ink, Blooming Ink e Punctured Ink) continua a esplorare un elemento centrale della pratica di Nyari: studi intimi di auto-identità ed emancipazione femminile attraverso la ritrattistica di nudo.
Reka Nyari inserisce la serie Ink Stories nel filone dell’immaginario femminile senza limiti
con i racconti di quattro donne e la loro risposta alla lotta e al dolore. Gli intricati fili d’inchiostro sulla loro pelle rafforzano il loro spirito come atti di sfida, voti di potere ed emblemi di trasformazione della mente attraverso la fisicità del corpo.
Nella serie Punctured Ink, Nyari lavora attraverso un processo di perforazione della superficie di ogni stampa che, a differenza della pittura o del disegno, crea fori in rilievo che lasciano un risultato permanente, proprio come fa un tatuaggio sulla pelle. Le immagini di Nyari di figure nude non sono strettamente intese come ritratti seducenti, al contrario comunicano la loro carica emotiva ed espandono il vocabolario artistico al regno delle narrazioni, stratificando storie personali e contenuti fittizi: la nudità, il gesto, lo sguardo, così come gli oggetti, si legano intrinsecamente all’identità femminile.

Reka Nyari (Helsinki, 1979) vive e lavora a New York. Il suo lavoro è stato esposto in numerose gallerie negli Stati Uniti e in Europa. Ha ricevuto premi da organizzazioni prestigiose, tra cui il primo premio al  Miami Photo Center Vision Excellence Awards 2018 e all’International Photography Awards (IPA) 2010, categoria Beauty Pro. La sua monografia di 225 pagine intitolata “Femme Fatale: Female Erotic Photography” è pubblicata in 6 lingue ed è sold out in tutto il mondo. Ha cominciato quest’anno a pubblicare i suoi lavori come NFT e questa è la sua prima mostra in un museo in Italia.


Reka Nyari

Ink Stories

DART | Dynamic Art Museum
Via Filippo Turati, 34, 20121 Milano
Fino al 6 febbraio 2022

Orari d’apertura: lunedì – venerdì: 10-19
sabato – domenica: 11-19
biglietto intero: 10 euro
biglietto ridotto: 6 euro
card semestrale DART valida per ingressi illimitati per tutte le mostre: 15 euro

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CONTATTI

www.dartmilano.com

dart@dartmilano.it

+39 02 94382885

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Pinterest come “musa”

E’ trascorso un po’ di tempo dal mio ultimo intervento qui, ma sono tornata carica di argomenti e tips utili per i vostri canali social.

Questa volta mi piacerebbe raccontarvi un po’ di Pinterest, un social ancora un po’ di nicchia, ma d’ispirazione per tanti, soprattutto per chi fa della fotografia la sua passione.

 

INTELLIGENZA ARTIFICIALE LEGATA ALLA FOTOGRAFIA

Il web ci offre una svariata offerta  di piattaforme, per crescere, e accrescere, la nostra visione fotografica e Pinterest rientra perfettamente in questo meraviglioso e duttile pacchetto. La differenza, rispetto a social come Instagram, sta proprio nell’A.I. di Pinterest. La sua intelligenza artificiale sfrutta in modo incredibile la tecnologia legata alla fotografia.

Pinterest è forse la piattaforma che premia, stimola e aiuta la condivisione plurima di immagini o contenuti realizzati in contesti diversificati. Non a caso è stato il luogo prescelto per immagazzinare e discernere lavori di autori affermati come Vivian Maier – che difficilmente sono fruibili in altre piattaforme.

Il social dell’ispirazione per eccellenza dove il termine “adozione” di un lavoro altrui non porta magagne dal punto di vista morale o legale.

Basta un nome, un tag o un luogo e il gioco è fatto: ti si aprirà un mondo vastissimo che difficilmente si consumerà, o ti annoierà, nel breve termine.

 

LE AZIONI SU PINTEREST

All’interno di Pinterest, potrai compiere le seguenti azioni:

  1. Ricercare contenuti sulla search bar;                                                        2. Pinnare i contenuti;                                                                      3. Raccoglierli all’interno di una determinata Board.

Quando parlo di Pinnare (Pin) su Pinterest, faccio riferimento ad una azione molto semplice: salvare una determinata immagine.

Una volta cliccato infatti su “Salva” (anticamente definito come “Pin”) potrai scegliere in quale Board o Bacheca conservare l’immagine stessa.

Per creare una Board personalizzata dovrai semplicemente visitare il tuo Profilo Pinterest e cliccare sull’immagine a forma di croce scegliendo se creare una bacheca o un pin.

Ma la cosa eccezionale di questa piattaforma è la creazione di una bacheca dove promuovere la tua attività in pochi semplici passaggi:

  • convertire l’account in profilo aziendale, in modo da aver accesso ad una serie di dati da analizzare e che vi saranno d’aiuto per affermare la vostra presenza su questo social.
  • Compilare tutti i campi del profilo per aiutare le persone a capire chi siete e cosa fate.
  • Aggiungere il link del vostro sito ed eseguire la procedura di verifica dal menu impostazioni, sezione verifica.
  • Aggiungere il pulsante “salva” al vostro sito in modo da facilitare la condivisione dei contenuti.
  • Aggiungere il pulsante “segui” al vostro sito.

 

COMINCIAMO!

Ora siete pronti per cominciare.

Sarebbe bene salvare almeno 10-15 contenuti di valore tutti i giorni, non solo quelli propri, ma anche altrui, di cui è sempre raccomandato verificarne l’attinenza.

La cosa fantastica è che i post condivisi hanno un tempo di vita maggiore rispetto ad altri social. Un’immagine può diventare virale anche a distanza di 5-6 mesi dal salvataggio, mentre su Instagram, Facebook e Twitter un post ha una visibilità di circa 20-30 minuti dal momento della pubblicazione.

 

IL “GOOGLE” DELL’ISPIRAZIONE

Infine Pinterest può essere considerato un vero e proprio motore di ricerca per  trovare la propria ispirazione…quasi meglio di Google per alcuni.

Pinterest è uno di quei social insieme a YouTube ad essere dotato di una search bar interna davvero perfetta. Ti basterà utilizzare la keyword che preferisci, come ad esempio “still life”, oppure perchè no, per l’ambientazione del tuo servizio fotografico natalizio, e avere accesso ad una moltitudine di risultati differenti.

Idee, nuove proposte e nuova linfa vitale per la nostra mente, Un luogo sicuro dove poter riaccendere la miccia della nostra creatività, con l’obiettivo di condividere contenuti visivi.

Tutto questo è Pinterest!

 

Stefania La Rosa

email: info@stefanialarosa.com

sito web: www.stefanialarosa.com                                                                                     FB : @stefaniawebmarketing

LINKEDIN: https://www.linkedin.com/in/stefania-la-rosa-07525b37/

IG: @stefaledo

 

 

 

 

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Libri – Armando Rotoletti, Marina di Ventimiglia

Il libro fotografico “Marina di Ventimiglia”, realizzato dal fotografo siciliano Armando Rotoletti e dallo storico ventimigliese Mario Ascheri, svela il passato e il presente della città ligure attraverso un susseguirsi di immagini e racconti. Promosso da Marina Development Corporation, attore principale di un grande progetto di rigenerazione urbana volto a valorizzare la qualità paesaggistica-naturale e l’identità storico-artistica di Ventimiglia, il volume – costituito da 128 pagine, formato 34×32 cm, 89 fotografie, rilegatura e rifiniture di pregio – vuole essere un omaggio alla città, alla sua gente e al suo futuro di nuova destinazione turistico-ricettiva, di portata internazionale ma a forte vocazione italiana.

Armando Rotoletti è nato a Messina, ha studiato fotografia a Londra, si è dedicato al fotogiornalismo prima di essere protagonista di numerose mostre personali e collettive. Ha esplorato la realtà antropologica di un paese alle pendici dell’Etna, e ha documentato lo straordinario territorio del vulcano. Le pietre e i volti della sua Sicilia. Marina di Ventimiglia è l’accorata testimonianza del suo primo incontro con la Riviera ligure di ponente. Un colpo di fulmine… a cielo sereno.

 Mario Ascheri, invece a Ventimiglia è nato e la sua presenza in questo libro attesta il suo legame profondo con la sua città da cui partì dopo il liceo classico, avviato a una carriera universitaria e professionale che lo vide presto Professore di Storia del diritto medievale e moderno e all’occorrenza di Storia delle istituzioni politiche, di Istituzioni medievali e Storia del Rinascimento. A Ventimiglia i suoi soggiorni da ‘spantegau’ (emigrato, disperso) sono stati brevi ma continui e intensi, e le ferie non gli hanno impedito di organizzare seminari di storia dai quali sono nate pubblicazioni e si è consolidato un gruppo di validi cultori di storia.

Il loro incontro culturale e artistico si traduce in un volume intriso di luoghi e monumenti, di volti, tradizioni e cultura, che narrano la storia di un territorio sospeso tra il bianco e nero del passato, e i colori del presente guardando con ottimismo al futuro.  “Bisogna pensare – si legge nella prefazione di Rotoletti – al passato di questo luogo per capire come mai il nucleo antico di una città di mare abbia trovato la sua dimensione nella sommità di uno sperone di roccia, ‘sospeso’ tra il mare e la montagna”.

“L’occhio del ‘foresto’ – gli fa eco Ascheri nell’introduzione – vede quel che la routine mette in ombra per i residenti. Un libro così elegante invita a ripetere l’esperienza di Rotoletti, e non si resterà delusi. E poi c’è un’ulteriore motivazione per questa avventura: si può sempre tentare di andare oltre le sue scoperte”.

E in questo rincorrersi tra passato e presente che si inserisce la visione di “Marina di Ventimiglia”, sintesi tra le radici del centro storico, ora protagonista di una nuova riqualificazione, e lo sviluppo che sta interessando il litorale.

Il libro è disponibile online sul sito dell’autore www.armandorotoletti.com e in alcuni punti vendita di Ventimiglia (offerta minima suggerita 40 euro). Il ricavato sarà devoluto in beneficenza in collaborazione con l’associazione “Le ragazze di Vilma” che si occupa di attività benefiche nella città alta.

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Mostra – 40 ANNI POSITIVI – Dalla pandemia di AIDS a una generazione HIV FREE

di Fabrizio Bonfanti

A proposito di pandemie…

Il dramma dell’AIDS, purtroppo, non è ancora stato risolto e non sempre ci ricordiamo di questa pandemia che rischia di rimanere silenziosa, ma che continua a mietere vittime soprattuto in Paesi dove l’accesso alle cure è difficile se non impossibile.

Il 1 Dicembre ricorre il “World AIDS Day” ovvero una giornata commemorativa per le vittime dell’AIDS e di sensibilizzazione sul tema.

Pochi giorni fa è stata inaugurata la mostra “40 anni positivi” nello spazio dei Frigoriferi Milanesi, che raccoglie documenti di archivio, fotografie, campagne pubblicitarie che ripercorrono i 40 anni di lotta all’AIDS.

Accolgono i visitatori una serie di pannelli che ripercorrono la storia drammatica dei primi anni di diffusione dell’infezione di HIV, dell’evoluzione del movimenti di sensibilizzazione nel mondo e delle terapie. Vi sono poi testimonianze concrete, come un gruppo di fotografie realizzate da un anonimo in un reparto di malattie infettive, i manifesti pubblicitari degli anni in cui si stava diffondendo il virus.

Molto emozionante è vedere la stanza dedicata le coperte del Names Project AIDS Memorial Quilt che venivano realizzate, in passato, per ricordare le persone che non sono sopravvissute alla malattia.

La seconda parte del percorso espositivo, invece, racconta di come si siano evolute le terapie che permettono a un positivo di vivere una vita normale con una pillola al giorno senza il rischio di di diffondere la malattia. Sono presenti video della performance “I Miss You” di Franco B oltre che alcune sue fotografie, ritratti dell’artista Larry Stanton realizzati prima della sua morte, il video “Last Night I took a man” di David Wojnarowicz

Il percorso si chiude con il messaggio U=U (Undetectable=Untrasmittable) ovvero una persona sieropositiva in terapia non trasmette il virus e quindi è sicuro.

Promossa e organizzata da Milano Check Point, con il supporto di ALA Milano Onlus, Anlaids sezione Lombarda, ASA Milano Onlus, CIG – Arcigay Milano, Fondazione LILA Milano Onlus e NPS Italia Onlus e Simit Lombardia, col patrocinio del Consiglio Regionale di Regione Lombardia, del Comune di Milano, Assessorato alla Cultura e Assessorato al Welfare e Salute, main sponsor Viiv Healthcare, Gilead Sciences, Durex, top sponsor Janssen and Cilag, Cepheid, UniCredit, media partner Corriere della Sera e Fondazione Corriere della Sera, la

 

“40 ANNI POSITIVI. Dalla pandemia di AIDS a una generazione HIV free”

Milano, Frigoriferi Milanesi | Sala Galleria (via Piranesi 10)

Orari:

Lunedì e martedì chiuso. Da mercoledì a venerdì 15.00-20.00. Sabato e domenica 10.00-20.00

Per altre informazioni:  40annipositivi@gmail.com

www.milanocheckpoint.it

FB: milanocheckpoint

IG: milano.checkpoint

TW: @MiCheckPoi

 

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La fiera delle meraviglie – Viaggio intorno al Paris Photo

di Benedetta Donato

A due anni di distanza dall’ultima edizione del 2019 al Grand Palais, dopo essere stata cancellata nel 2020 a causa della pandemia, finalmente la fiera di fotografia più importante del mondo, ha riaperto i battenti dal 10 al 14 novembre a Parigi. Svoltasi presso il Grand Palais Éphémère, struttura adiacente la Tour Eiffel, in attesa che le operazioni di ristruttrazione del Grand Palais giungano al termine, ha accolto oltre 190 espositori provenienti da 30 paesi, tra gallerie presenti fisicamente e sul web, grazie a Online Viewing Room (di cui 16 esclusivamente on line), premi internazionali e case editrici con oltre 863 artisti presentati nei Solo & Duo Shows e nei Group Shows. 118 i musei e le istituzioni internazionali che hanno confermato la loro visita.

Questi i numeri riguardanti la sola fiera ed è possibile dunque farsi un’idea dell’imponenza di una vera e propria macchina pensata, costruita, funzionante al solo scopo di diffondere la fotografia non solo in termini commerciali, ma di promozione della cultura visiva.

Il merito certamente va agli organizzatori e alla direttrice Florence Bourgeois che, per chi non lo sapesse, dopo una lunga esperienza nel mondo della finanza e dell’industria, si rimette a studiare, perfezionando il suo curriculum formativo presso l’École du Louvre e la Sorbonne Paris IV, al fine di approfondire la storia dell’arte e della cultura visiva per, come lei stessa ha affermato: «far convergere il mio interesse per il mondo dell’arte con la specializzazione professionale e legittimare la mia scelta di lavorare in questo settore». In un’intervista rilasciata a Madame Figaro all’alba del 15 novembre, dichiara: «Cerco di conciliare gli imperativi commerciali e di redditività di una grande fiera internazionale con l’eccellenza artistica. Dal mio arrivo, nel 2015, ho subito notato la mancanza di visibilità delle donne artiste presenti in fiera; in qualche anno siamo passati dal 20% al 32% e con la piattaforma EllesXParis Photo continuiamo a crescere». Si tratta un programma avviato nel 2018 in collaborazione con il Ministero della Cultura e sostenuto da Women In Motion per promuovere la visibilità delle donne artiste e il loro contributo alla storia della fotografia. Per questa edizione 2021, Nathalie Herschdorfer, storica dell’arte specializzata nella fotografia e direttrice del museo Locle in Svizzera, presenta una selezione di opere scelte tra le proposte delle gallerie. Le artiste selezionate beneficiano di una visibilità sul sito web, uno spazio online contenente interviste, articoli e statistiche sulla rappresentazione delle donne fotografe.

Trovate tutto qui e c’è da rifarsi gli occhi: https://ellesxparisphoto.com/

Non solo artiste selezionate tra gli espositori, ma anche presenti nel settore CURIOSA, uno spazio dedicato agli emergenti, a cura di Shoair Mavlian Direttrice di Photoworks. Qui il programma completo e gli autori esposti in questa ultima edizione:

https://www.parisphoto.com/fr-fr/foire/actu/curiosa-2021.html

Ogni giorno, si sono svolte iniziative di interesse, rivolte ad ogni tipo di pubblico: dalle preview riservate ai collezionisti e alla stampa, dalle conversazioni aperte al pubblico per LE PLATFORME con esperti del settore ai talk curati da THE EYES con diversi autori, dalle proiezioni cinematografiche alle presentazioni di premi prestigiosi, dalle pubblicazioni editoriali per finire con i booksigning.

A questo proposito, tra gli eventi più attesi, sicuramente c’è stato l’annuncio dei vincitori del Paris Photo – Aperture Foundation Photobook Awards, anticipato dall’esposizione con le pubblicazioni finaliste, consultabili presso lo spazio editoria.

Il prestigioso riconoscimento internazionale, che ogni anno conferisce il premio per tre categorie riguardanti le pubblicazioni di settore: Miglior libro fotografico, Miglior catalogo fotografico e Miglior primo libro fotografico. Quest’anno, nell’ordine, sono stati premiati: Muhammad Faldi e Fatris MF con The Banda Journal (Jordan, jordan Édition, Jacarta Indonesia)

What They Saw: Historical Photobook by Women, 1843-1999 di Russet Lederman e Olga Yatskevitch, eds. (10×10 Photobooks, New York)

Sasha Phyars-Burgess con Untitled (Capricious Publishing, New York)

Infine la menzione speciale della giuria è andata a Vasantha Yogananthan per Amma, l’ultimo capitolo della serie di pubblicazioni del progetto A Myth of Two Souls (Chose Chommune, Marseille, France)

La mia visita in fiera è avvenuta nella giornata di mercoledì 10 novembre, in occasione della preview riservata alla stampa proveniente da tutto il mondo. Non nascondo l’emozione di accedere ad uno dei luoghi più importanti per la fotografia, dopo un lungo periodo di stop. E non solo perché è stato un modo di ritornare a quella modalità di fruizione che consideriamo normale, ma per il lavoro di selezione elevatissima che si percepisce e si può quasi toccare con mano, girando per gli stand di questa fiera.

Tra i primi lavori in cui mi sono imbattuta, quello di Thomasz Machiński (1942), presentato dalla Galleria Christian Berst è sicuramente degno di nota. Si tratta di un meccanico di origine polacca, la cui produzione è stata scoperta non molto tempo fa ed è stata esposta ai Rencontres Internationales de la Photographie ad Arles nel 2019 nella sezione “Photo Brut”. Ebbene, questo autore ha realizzato 22.000 autoritratti in neanche mezzo secolo!

Proseguo la mia visita e ritrovo un’altra presenza già notata ad Arles, si tratta dell’installazione ospitata dallo stand di Polka Galerie “TV Nation” di The Anonymous Project, nato nel 2017 in seguito all’acquisto di diapositive vintage da parte del regista Lee Shulman. Si tratta di materiale a colori degli ultimi 70 anni di storie di vita quotidiana senza tempo, che rischiano di essere dimenticate. The Anonymus Project è diventato una vera e propria impresa artistica, che vuole restituire significato a questi ricordi, creando nuovi modi di interpretazione e narrazione.

La stessa galleria presenta “The Day May Break”, di Nick Brandt, artista impegnato, che propone immagini di rara potenza e raffinatezza, in cui compaiono persone e animali colpiti dal degrado ambientale e dalla distruzione, in un’atmosfera di sospensione, come in attesa che il destino comune si compia. La potenza di queste fotografie, riesce a far isolare i visitatori e a creare un’immersione totale nella narrazione proposta da questo grande autore.

Il tema della salvaguardia ambientale ricorre in “Allegoria” di Omar Victor Diop, presentato da MAGNIN-A Art Gallery, dove l’autore pone la questione fondamentale dell’ambiente, a partire dal continente africano. Si tratta di una rappresentazione allegorica in cui il fotografo – come per le serie precedentemente prodotte – è protagonista delle sue immagini, ispirate dalle preoccupazioni dell’umanità per un mondo naturale che potrebbe diventare un ricordo, da rivedere in un futuro non poi così lontano soltanto nei libri.

La narrazione prodotta in Africa è ultimamente al centro di grande interesse da parte della critica e del pubblico dell’arte. Non a caso, in concomitanza al Paris Photo, si svolge la fiera AKAA, acronimo di Also Know As Africa, giunta quest’anno alla sesta edizione.

Ho visitato la manifestazione, riscontrando anche qui una qualità molto elevata e una selezione davvero interessante. Tra le varie gallerie, ho avuto il piacere di intrattenermi negli spazi di Fisheye Gallery e di VisionQuesT 4rosso contemporary photography, presenti rispettivamente con i Solo Show dedicati a Delphine Diallo e alcuni tra i suoi lavori più noti e a Bruno Cattani con il progetto “VODOO”.

Altri lavori interessanti da segnalare ad AKAA: Kader Diaby, Mário Macilau, José Chambel, Justin Dingwall, James Barnor, Marc Posso e l’ipnotica opera di Angèle Etoundi Essamba. Tra le diverse proposte, non è raro trovare autori presenti in entrambe le fiere, come nel caso di Saïdou Dicko, artista visivo autodidatta, che nel 2005, inizia a lavorare con la fotografia e a soli sei mesi dal suo debutto fotografico, presenta la sua prima mostra alla Dakar Biennial Off 2006, dove ha vinto un premio, il primo di una lunga serie.

A proposito di premi, durante la mia visita al Paris Photo, incontro Gosette Lubondo Diakota, vincitrice del Prix Maison Ruinart, giunto alla terza edizione. Il suo lavoro è una riflessione sulla memoria, l’eredità e il tempo, che merita di essere osservato con molta attenzione. Credo sia l’unica artista presente in fiera di cui non ho scattato fotografie, per godermi il piacere di parlare con lei e gustare le sue opere dal vivo. Ha un profilo Instagram che potete seguire: https://www.instagram.com/gosettelubondo/?hl=it

Terminata la piacevole conversazione con questa autrice, ammiro le opere di Zanele Muholi, artista, fotografa e attivista sudafricana, che si è impegnata per la causa LGBTQI e per l’affermazione dell’identità lesbica nel suo paese. La sua ricerca più recente la vede molto spesso partecipante e creatrice delle sue immagini, che fanno riferimento ad esventi specifici della storia politica sudafricana. Esagerando l’oscurità del suo tono della pelle, Muholi rivendica un’oscurità più profonda, per stravolgere le immagini della cultura dominante.

Proseguo ancora la mia visita, notando come l’indagine artistica possa essere tramite per veicolare messaggi diversi che non hanno a che fare solo con l’estetica. Trovo così un mix che varia dalla fotografia documentaria al fotogiornalismo, come nel caso di Alex Majoli, Antoine D’Agata, Diana Markosian, e un racconto di spaccati di società che attraversano gli anni, con i lavori di Diane Arbus, Hiro e Sofia Valiente. Il rapporto tra uomo e natura emerge nelle rappresentazioni di Laura Henno, Aino Kannisto e Erwin Olaf Cartella 3 Immagini 19, mentre i ritratti del mondo animale sono protagonisti dell’obiettivo di Michael Ackerman e Todd Hido.

Poi ci sono i mondi altri, le diverse culture presenti nelle fotografie di Charles Fréger, Chester Higgins, Hannah Darabi, Edith Roux, Alfred Seiland, Adriana Lestido, Ilit Azoulay. Ancora la stravaganza e l’irriverenza di Juergen Teller e Boris Mikjailov.  Le immagini di impatto di Pieter Henket. L’autore ha presentato in anteprima a Paris Photo presso lo stand della Kahmann Gallery, il progetto su una nuova generazione di messicani che sta sfidando le rigidi tradizioni sull’espressione di genere, sesso, sessualità e religione.

La figura umana torna sotto altre forme nelle fotografie di Aaron Siskind, Sara Punt e Sofia Uslenghi, l’indagine sul territorio di William Christenberry, la metafotografia di Tòth Gàbor e ancora autori come Irving Penn, Gordon Parks, Saul Leiter, Cy Twombly, Vivian Maier, Edward Burtynsky, Paolo Roversi, Paolo Ventura, Cathleenn Naundorf, Mary Ellen Mark che ti fanno rimanere senza fiato. Ma se ne ha ancora bisogno perché usciti da qui, dopo essersi rifatti gli occhi e le orecchie grazie ai tanti confronti cui si è potuto assistere, mi aspetta un tour per musei, accademie, gallerie e librerie.

Mi precipito quindi al Prix de Photographie de l’Académie des beaux-arts William Klein che quest’anno è stato conferito ad Annie Leibovitz, cui è stata dedicata la mostra esposta fino al 5 dicembre 2021. Poi è la volta della MEP-Maison Européenne de la Photographie per la grande mostra dedicata ai 50 anni di carriera di Samule Fosso. Ancora la Magnum Photos, che ospita la doppia personale Bruce Davidson e Khalik Allah, “New York”; l’inaugurazione di ImageNation Paris con una selezione di autori tra cui Delgina Carmona, Theo Gosselin, Cihan Bektas, Claire Luxten e al piano superiore la collettiva “Tell me a Story” curata da Laura Tota.

Il mio tour parigino prosegue con il percorso Off print, la rassegna organizzata in diverse librerie della città, dove oltre ad un’ampia selezione di libri, si possono visitare mostre temporanee. La conclusione di queste giornate mi vede nello studio di Frank Horvat, per una visita guidata alla mostra “J’aime le strip-tease. Frank Horvat vu par Valérie Belin”. Condotta da Fiammetta Horvat, questa visita diviene una sorpresa con accesso al prezioso archivio e alla collezione privata dell’autore, che negli anni ha acquisito centinaia di opere di altri fotografi, costituendo una collezione da museo!

Moltissimi altri gli autori esposti nelle diverse sedi di un enorme circuito: da Peter Lindbergh a Michale Kenna, da Mona Kuhn a Vivian Maier e ancora Daidō Moriyama, Raymond Depardon, William Klein e mostre incredibili come “Chefs d’Oeuvre Photografiques du MoMA. La Collection Thomas Walther” allestita al Jeu de Paume fino a febbraio 2022 e infine “Automated Photography”. Quest’ultima nasce da un progetto di ricerca sviluppato dal Master in Fotografia dell’ECAL – École cantonale d’art de Lausanne che mette in discussione questa situazione esaminando le tecnologie di produzione e distribuzione di immagini. Una mostra audiovisiva coinvolgente, un simposio e un libro presentano sguardi critici e una selezione di progetti che esplorano il potenziale estetico e concettuale della fotografia automatizzata.

Bisogna immaginare Parigi, in questo periodo dell’anno, come un contenitore di eventi dedicati quasi esclusivamente alla fotografia. Si passa dalle fiere sopra menzionate, alle grandi esposizioni allestite in diverse sedi della città, tra musei, fondazioni, accademie, gallerie, istituti di cultura, circuiti di librerie, fino agli archivi d’autore e alle manifestazioni concomitanti come Photo Saint Germain e Paris Photo Days, i festival come la Biennale de L’Image Tangible, il Festival du regard o i Rencontres Photographique du 10 e la Bourse de Commerce con una programmazione incredibile. Davvero impossibile menzionarli tutti!

Francamente è impensabile di venire qui solo per visitare il Paris Photo! Bisogna pianificare per bene il proprio tempo e certamente operare una selezione delle cose da fare e vedere, ma organizzarsi in modo da capire che la fiera di fotografia più importante del mondo è parte di un sistema molto più complesso con tante diramazioni, caratterizzato dal sostegno del Governo francese, dall’elevata e curata qualità dell’offerta, in tutte le possibili articolazioni in cui si può declinare la fotografia, intesa come espressione artistica e come campo professionale di altissima specializzazione.

Immaginate un caleidoscopio gigantesco e infinito, che non vi stanchereste mai di guardare… E riscoprirete Parigi che, a novembre, torna a splendere!

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Mostre – Willy Sanson, Un oceano infinito di anime

La personale di questo pluripremiato fotografo viaggiatore inaugura venerdì 10 settembre alle ore 18, e resterà aperta fino al 24 ottobre, presso il Mercato Centro Culturale Arte Contemporanea di Argenta, Ferrara. Curata da Mihaela Merzin, e promossa in collaborazione con l’Associazione Culturale Giovan Battista Aleotti 1546, raccoglie  il racconto per immagini realizzato da Sanson tra India e Sud-est asiatico. Un approccio, il suo, che è incontro e scoperta già annunciato nel titolo, con l’obiettivo sempre rivolto alle persone ritratte percorrendo tracciati lontani dalle grandi rotte turistiche. Willy ha iniziato a viaggiare a 29 anni, attratto dall’Oriente, area geografica che ha sognato e studiato a lungo ancora prima di partire. Laos, Cambogia, Thailandia, Vietnam, Malesia, India, Nepal, Myanmar, Cina, Indonesia… molte le genti che compaiono nel suo portfolio, avvicinate con curiosità e grande attenzione, per un’antologia di colori e volti che emozionano lo spettatore. L’autore predilige il  colore, quasi volesse riportarcelo da quegli stessi Paesi visitati, e il ritratto ravvicinato, quasi fosse sempre alla ricerca di una relazione intensa con i suoi soggetti, come un uomo che incontra lo sguardo di un altro uomo e con rispetto si presenta a lui.

Aperta con ingresso Libero, obbligo di green pass.
Accessibile anche alle persone disabili
Info:
Mercato Centro Culturale | Comune di Argenta
P.zza Marconi, n.1 | 44011 Argenta – FE
Tel. 0532-330276
N. Verde 800111760
r.rizzioli@comune.argenta.fe.it
iatargenta@comune.argenta.fe.it

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Fruit Exhibition, nona edizione al via

Ci fa piacere segnalare un’importante evento dedicato all’editoria d’arte indipentende, settore che pensiamo vada sempre sostenuto e nel quale noi stessi siamo nati nel 2014. Si terrà domenica 5 settembre 2021, al Parco della Montagnola di Bologna, dalle 10 alle 23 la nona edizione di Fruit Exhibition, il festival e market internazionale dell’editoria d’arte indipendente. Dopo l’esperienza interamente digitale del 2020, il pubblico potrà finalmente tornare a toccare con mano prodotti difficili da reperire nei grandi circuiti di distribuzione, risultato di una ricerca libera e sperimentale sia nei formati che nelle scelte editoriali. La manifestazione dà voce a un universo estremamente sfaccettato che Fruit Exhibition ha scelto di esporre in una location a cielo aperto, ma centralissima per la città, con le proposte dei 49 espositori tra micro editori d’arte, self-publisher, graphic designer, illustratori e artisti, case editrici di grafica contemporanea, magazine, etichette musicali, stampatori artigianali. Saranno presenti: Anomali – Anonima Impressori – Anna Giuntini Iroiro World – APRI – a Dance Mag – Babird Family – BEKKO – BOLO paper – Canicola Edizioni – Checkpoint Charly – Cesura Publish – Caratteri – Compulsive Archive – Collettivo Franco – Cabin Boy Studio – Damocle edizioni – Daria Tommasi – Else Edizioni – Edizioni del Frisco –  Erminia Aurora Rizzacasa – Edizioni Minoritarie – Fatma Ibrahimi– Giada Fuccelli – Giulia Ratti – Giulia Bussei – Il Muro Magazine – KABUL Magazine – King Koala – Libri Tasso – LÖK ZINE – Marmo Libreria – Mulieris Magazine – Nerofumo 680 – Numero Cromatico – Obsolete Shit – Officina Typo – Paolo Marzocchi – Patty Love Paper – Petronella Ortmann – Polenta Malgazine – Ricordorama – Scomodo – Sigaretten – Things That – Venezia Manifesto – VIAINDUSTRIAE – Vincenzo Punzo – Yuyanxinhaha – 0938psychocandy

I workshop | 4-5 settembre

Fruit Exhibition propone anche quest’anno un programma di workshop che trattano vari aspetti dell’autopubblicazione cartacea e digitale e offrono occasioni professionalizzanti per chi è già esperto o sperimentali per chi si sta avvicinando a questo mondo.

Sabato 4 settembre Tecnica Mista propone A little silkprint animation, workshop-lampo di animazione tradizionale per la realizzazione di un flip-book, mentre domenica 5 settembre Cadavere squisito a orologeria per fare animazione in modo libero, selvaggio, istintivo e gestuale, ispirato al noto gioco surrealista. Else Edizioni, casa editrice e laboratorio artigianale di stampa serigrafica, organizza invece il workshop di illustrazione, stampa serigrafica e narrazione Kamishibai, previsto per sabato 4 settembre.

Sabato 4 e domenica 5 settembre si terrà infine il laboratorio di pittura Un bosco nel parco condotto da Marta Finotti: un intervento di rigenerazione urbana con la partecipazione di in gruppo di ragazzi richiedenti asilo che stanno facendo un percorso di inserimento al lavoro nell’ambito del progetto Nausicaa con l’Associazione Serendippo.

Iscriviti cliccando su ogni singolo workshop: fruitexhibition.com/news

Gli incontri del 5 settembre:

Ore 18.00 PRESENTAZIONE DI ABITATA PIETRA – INHABITATED TOPOGRAPHY, VIAINDUSTRIAE PUBLISHING Con Antonio Cammareri e Luogo Comune. Abitata pietra è il progetto editoriale di Antonio Cammareri, Stefania D’Amato e Luogo Comune, a cura di Marco Trulli, nell’ambito della residenza Un atlante del paesaggio rupestre tenutasi nell’ambito di Matera 2019. Il libro è frutto di un’intensa ricerca visuale e di sperimentazione narrativa realizzata collettivamente dagli artisti; una riflessione sul paesaggio raccontata attraverso le immagini; un insieme di stratificazioni visive e di senso sull’abitare, sul rupestre e sulle comunità.

Ore 19.00 LA SERIGRAFIA IN ITALIA: UN MONDO INTERNO DENTRO A UN LIBRO Presenta: Francesco Ciaponi (docente di Storia della stampa e dell’editoria presso LABA Rimini, Fenomenologia dei media presso LABA Firenze e direttore delle Edizioni del Frisco). Ospiti: Daniel Tummolillo (docente di Serigrafia d’arte presso l’Accademia di belle arti di Brera e autore del libro “V.I.P. Various Italian Printmakers”).

Ore 20.00 PREMIAZIONE FIP – FRUIT INDIE PUBLISHING – SECONDA EDIZIONE Premiazione del progetto editoriale vincitore che si è distinto per aver espresso il tema del “viaggio” nel modo ritenuto più originale ed efficace.  La seconda edizione del premio FIP è in collaborazione con Favini, storica cartiera italiana, e destinata alla produzione di un’opera inedita.

Ore 20.45 FRISCOSPEAKS: IL MAGAZINE SULLA GRAFICA UNDERGROUND Presenta: Francesco Ciaponi (docente di Storia della stampa e dell’editoria presso LABA Rimini, Fenomenologia dei media presso LABA Firenze e direttore delle Edizioni del Frisco). Ospiti: Linda Cuscito e Giuseppe Di Carlo (Concretipo Studio – Firenze).

Ore 21.30 URBANER – un progetto a cura del Comune di Modena sulle Culture Urbane in Emilia-Romagna. Analisi e documentazione tra estetica, antropologia e società. Presenta  Elia Mazzotti Gentili e Simone Ferrarini (direttori scientifici assieme a Pierpaolo Ascari e Pietro Rivasi del progetto), modera Cinzia Ascari ( curatrice indipendente e responsabile del programma Media e Visual Arts per Future Education Modena)

Domenica 5 settembre ore 22.30 sarà inoltre presentato in anteprima il documentario Art Book Stories, un’indagine sul mondo dell’editoria artistica indipendente che il regista Christian Battiferro ha ideato con la collaborazione degli studenti del corso post-diploma McLuhan (Fondazione Fitstic), e il sostegno dell’Associazione Crudo. Art Book Stories ci accompagna in viaggio da Madrid a New York, da Bologna ad Amsterdam, passando per Parigi dove scopriamo che quasi ogni grande città ha la propria “art book fair”. Quello della pubblicazione di “art book”, ovvero libri fatti da artisti, è un vero e proprio fenomeno globale in espansione, che la pandemia non sembra aver intimorito. Tra i protagonisti: Yannick Bouillis, Art Director di Offpri – Paris Art Book Fair; Max Schumann, fondatore della New York e Los Angeles Art Book Fair; Anna Ferraro, fondatrice di Fruit Exhibition; Erik Kessels, artista e fondatore di KesselsKramer Publishing; Emilia van Lynden, Direttrice artistica di Unseen – Amsterdam e Mónica Carroquino di Libros Mutantes – Madrid Art Book Fair.

INGRESSO LIBERO con green pass senza bisogno di prenotazione.

Fruit Exhibition è un progetto di Crudo in collaborazione con Arci Bologna Frida nel Parco con il sostegno del Comune di Bologna, Regione Emilia Romagna e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

Informazioni: segreteria@fruitexhibition.com

www.fruitexhibition.com

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Festival – Torna “Corigliano Calabro Fotografia”

Dopo lo stop forzato dalla pandemia, torna più fertile che mai il Festival Corigliano Calabro Fotografia giunto alla XVIII edizione. L’edizione 2020/2021 si terrà dal 3 al 5 settembre presso il Castello Ducale di Corigliano Rossano, con mostre allestite fino al 31 ottobre.. Autore dell’anno sarà Lorenzo Cicconi Massi. L’evento di cui è Direttore Artistico Gaetano Gianzi, diventa maggiorenne, ma mantiene sempre la formula che ne ha decretato il successo negli scorsi anni: un contenitore di mostre, presentazioni di libri, workshop in aula e sul campo, proiezioni e chiacchierate di fotografia e lettura di portfolio.

Di seguito illustriamo il programma.

PORTFOLIO JONICO XIV EDIZIONE

Il Festival contiene la quattordicesima edizione del PORTFOLIO JONICO della Fiaf che si svolgerà sabato 4 e domenica 5 di mattina al castello Ducale. Numerosi e di prestigio saranno i lettori: Angelo Cucchetto, Giorgio Galimberti, Maurizio Garofalo, Elena Givone Cosmo Laera, Attilio Lauria, Lorenzo Cicconi Massi, Massimo Mazzoli, Fulvio Merlak, Roberto Strano, Valentina Tamborra,

 

CORIGLIANO CALABRO BOOK AWARD II EDIZIONE

Verrà premiato dalla giuria (Gaetano Gianzi, Francesco Cito, Angelo Cucchetto) il lavoro “Non è l’America” di Stefano Pia. il progetto vincitore del secondo Corigliano Calabro Fotografia Book Award, lanciato in partnership con Photographers.it.

 

MOSTRE

Le mostre autoriali di questa edizione saranno di: Michele Di Donato, Antonello Di Gennaro, Danilo Garcia Di Meo, Lorenzo Cicconi Massi, Maria Cristina Comparato, Francesco Faraci, Giorgio Galimberti, Rosa Mariniello, Pierpaolo Mittica, Raffaele Petralla, Roberto Polillo, Clorinda Scura (autrice del circolo organizzatore Corigliano per la Fotografia), Roberto Strano, Valentina Tamborra.

 

WORKSHOP

I workshop di quest’anno saranno due:

Il primo di Francesco Cito dal titolo «MARE NOSTRUM barche pescatori e pesca, il racconto della notte dei tempi» (3-4-5 settembre)

Il secondo di Angelo Ferrillo dal titolo: «Dal progetto al portfolio, tre giorni per raccontare una storia». (3-4-5 settembre).

 

PRESENTAZIONI DI LIBRI

Numerose saranno anche le presentazioni editoriali, con proiezione:

Giuseppe Cardoni, Vita e Morte Rapsodia Messicana

Angelo Cucchetto: DREAMLANDS A.v.

Roberto Polillo: Tra il visibile e l’invisibile

Valentina Tamborra: Skrei- Il Viaggio, una storia tra Italia e Norvegia

Francesco Faraci: Atlante Umano Siciliano

Roberto Strano: Compagni di viaggio

TALK E INCONTRI


Incontro con l’autore dell’anno Lorenzo Cicconi Massi. 
Incontro con Pierpaolo Mittica.

Lo stato dell’arte del fotogiornalismo oggi con Francesco Cito, Pierpaolo Mittica, Valentina Tamborra e Roberto Strano.

 

Trovate il programma completo e tutte le altre informazioni sul sito internet www.coriglianocalabrofotografia.it

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Festival – ColornoPhotoLife e “Il Fattore Umano”

Barbara Silbe

L’edizione 2021 del festival fotografico di Colorno (Parma), si terrà dall’11 settembre all’8 dicembre, con un tema portante che anticipa un approfondimento sulla fotografia umanista. Fra i protagonisti di questa puntata della kermesse, ormai appuntamento consolidato del circuito dei festival italiani, ci saranno Ferdinando Scianna e Carla Cerati, GIulio Di Meo e Luigi Ottani. Previsti diversi eventi, mostre, workshop e visite guidate. Si punta su “Il Fattore Umano” per mettere in comunicazione “radici e nuove frontiere”, con una miscela di artisti che hanno fatto la storia della fotografia e giovani autori emergenti sempre bisognosi di spazi e attenzione, per offrire agli appassionati di ogni livello l’occasione di esporre le proprie opere al fianco di quelle dei maestri e vedere le tendenze in atto nell’ambito della fotografia nazionale. Saranno ospitati alla Reggia di Colorno gli scatti delle mostre “Il Ritratto, Sciascia a Borges” del fotografo siciliano Ferdinando Scianna (dal 12 settembre all’8 dicembre) e “Uno sguardo di donna su volti, corpi, paesaggi” della fotografa Carla Cerati (dal 16 ottobre all’8 dicembre) curate da Sandro Parmiggiani e organizzate in collaborazione con ANTEA e grazie ai prestigiosi prestiti del Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università degli Studi di Parma.

Nello spazio museale del MUPAC di Colorno, sito nel locale settecentesco dell’Aranciaia, dall’11 settembre al 10 ottobre, saranno esposte le mostre di giovani autori emergenti: “Il condominio” di Veronica Benedetti (vincitrice premio MUSA per le donne); “Brian Damage” di Michele Di Donato a cura di Loredana De Pace; “Crossing the Balkans” di Matteo Placucci, sempre a cura di Loredana De Pace.
Dal 15 ottobre al 7 novembre, proseguirà l’esposizione “Crossing the Balkans” di Matteo Placucci e si aggiungeranno le mostre “Anticorpi Bolognesi” di Giulio Di Meo in collaborazione con Stop – piccolo festival indipendente di fotografia; “Ruggine” di Francesca Artoni (vincitrice Colornophotolife 2020), “Della presenza” di Maria Cristina Comparato (vincitrice Portfolio Italia 2020) e Shooting in Sarajevo di Luigi Ottani, su progetto di Roberta Biagiarelli e Luigi Ottani.
Altre esposizioni mostreranno i risultati dei laboratori tematici “L’uomo e L’umanità” del dipartimento cultura della FIAF in rappresentanza dei festival gemellati e si terranno workshop con docenti selezionati tra i migliori professioni del settore.
Nel week end del 16 e 17 ottobre si terrà una delle tappe di Portfolio Italia, il più importante concorso di lettura portfolio sul territorio nazionale.
Il Festival è possibile grazie al patrocinio di Fiaf, Comune di Colorno, Regione Emilia Romagna e Provincia di Parma. È organizzato dal Gruppo Fotografico Color’s Light e da ANTEA.
Per informazioni sulle mostre della Reggia di Colorno
Tel. 0521 312545
Per informazioni sulle mostre nello spazio museale del MUPAC
Tel. 0521 313790
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Portfolio – Claudia Benevento, Chiama quando vuoi

Il progetto di Claudia Benevento nasce dall’esercizio (e dalla necessità), di indagare se stessa attraverso il racconto di un fatto intimo, personale. Ci parla dell’assenza incolmabile con la quale convive da sempre:  la perdita del padre quando era una bambina. Una figura rimasta importante, una presenza mantenuta viva da un dialogo tra loro che lei ha continuato ad alimentare. Claudia in questa serie si è immaginata di telefonargli, alternando autoritratti tristi e sorridenti, immagini del passato e oggetti recuperati oggi che sembrano uscire da quelle vecchie fotografie. La cornetta di quello stesso telefono anni Settanta, una macchina da scrivere… reperti che l’autrice ha cercato per rafforzare la sua narrazione e rimasti a ricordarle chi fosse quell’uomo tanto amato. Tra flashback e dissolvenze, riflette sulle relazioni familiari e prova a conservare la memoria che lei stessa ha del genitore, ridonandogli una forma fisica reale. La presenza del padre vive in lei, e in questa serie sospesa nel ricordo che è riuscita a concettualizzare.

 

CIAO Papà

Mi chiedo spesso perché sei dovuto andar via all’improvviso, lasciandomi sola ad affrontare questa vita, senza la tua stretta e i tuoi sorrisi rassicuranti, senza la tua presenza importante, senza il tuo amore.

Sono passati 30 anni da quando la vita mi ha imposto questa sottrazione, ma io ti porto sempre con me, nei momenti felici e in quelli bui.

Ti percepisco, sento la tua vicinanza, il vento mi porta la tua voce, le tue parole mi arrivano con l’intenzione di rimarginare il dolore della tua assenza, facendomi vivere questo amore senza fine.

Sento che siamo legati profondamente.

TI VOGLIO BENE PAPA’

CHIAMA QUANDO VUOI

MI MANCHI

SEMPRE

 

TUA CLAUDIA

 

Note biografiche

Mi chiamo Claudia Benevento, ho 35 anni, sono nata a Vimercate e da sempre vivo a Cornate d’Adda (MB). Mi sono diplomata all’Istituto Statale d’Arte di Monza dove ho potuto studiare fotografia e cinema. Dopo il diploma ho fatto svariati lavori non inerenti all’arte, ma dopo poco tempo ho capito che la mia più grande passione è la fotografia. Così, in parallelo al mio attuale lavoro, ho iniziato a seguire corsi di fotografia presso diversi enti, appassionandomi sempre più e capendo dentro di me che fotografare mi fa stare bene.

Contatto Instagram : @claudia_benevento