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Mostra – Roberto Besana, I segni di Vaia

Dal 28 aprile al 29 ottobre, presso il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige, si terranno due manifestazioni: “I suoni di Vaia” e “I segni di Vaia”, iniziativa di forte impatto emozionale, da un’idea di Claudio Lucchin.

Centinaia di migliaia di immagini hanno raccontato la devastazione di quella tragedia avvenuta a fine ottobre 2018. Ora, con “I suoni di Vaia“, sarà l’audio a stimolare alcune urgenti riflessioni necessarie per elaborare gli effetti devastanti di quel fenomeno meteorologico estremo. La sonorizzazione e le musiche sono di Elisa Pisetta e Claudio Lucchin. L’iniziativa, in tutte le sue parti, costituisce un’opportunità per ragionare insieme sul futuro del nostro Pianeta e di noi che siamo i suoi abitanti. Forse per la prima volta, sarà possibile assistere all’incredibile sovrapposizione di suoni, armonizzazioni, rumori e dissonanze che la tempesta si è portata dietro e ci ha fatto sentire in modo sfuggente. Ma un urlo così forte, il grido di dolore di una Terra sofferente, non poteva che essere introdotto, o meglio accompagnato, da questa misurata, attenta e affascinante selezione d’immagini, che rappresenta, in termini psicologici e cognitivi, esattamente l’opposto di quello che proverete dopo.

Il percorso sonoro sarà preceduto, nell’allestimento, da “I segni di Vaia”, una serie di potenti immagini invernali del  fotografo Roberto Besana, che illustrano il prima e il dopo della distruzione di migliaia di ettari di bosco. Un video sul rapporto uomo-natura, ideato da Davide Grecchi e Roberto Besana su testo di Mimmo Sorrentino, sarà un ulteriore stimolo all’approfondimento. Besana racconta gli alberi, i boschi, la natura e la stessa tempesta con un’educazione e un punto di vista così raffinati e delicati, merito anche del sapiente uso del bianco e nero, da evitare di annichilire la nostra fragile umanità e, di conseguenza, la nostra personale curiosità. Perché queste bellissime fotografie hanno lo scopo di riattivarla, per provare a comprendere la complessità di quanto accaduto e tornare a curiosare in quei luoghi, senza timori, paure o, una più che normale titubanza, in modo da comprendere finalmente che abitare significa ontologicamente prendersi cura, dell’ambiente che ci accoglie e di tutti i viventi presenti.

I singoli fotogrammi in mostra, raccontano di presenze forti, instabili, forse ingombranti, perché Vaia ha inciso pesantemente il territorio con i segni del suo passaggio. Queste immagini, in più, ci permettono di smontare la tragedia, ci consentono una possibile interpretazione dell’evento, codificandone caratteristiche e portata, avviandoci così, sempreché se ne abbia la capacità, a capire come sia possibile procedere oltre. Sapendo, fin d’ora, che per affrontare e metabolizzare un disastro così grande è necessario innanzitutto ricorrere alla parola, con la quale provare a esorcizzare l’angoscia sul futuro; recuperare una certa capacità d’ascolto, per risintonizzare il nostro “stile di vita” con le più naturali necessità del pianeta e, infine, tornare a una più efficace cooperazione tra tutti gli uomini, meglio sarebbe fra tutti gli esseri viventi, perché, se vogliamo affrontare i problemi difficili e complessi di questo nostro tempo, è necessario connettere tra loro tutti i cervelli possibili.

Un ciclo di incontri di carattere scientifico animerà tutto il periodo di allestimento.

Con inaudita intensità la tempesta nota con il nome di Vaia, si abbatté a fine ottobre 2018 su tutto il Nordest italiano, in particolar modo sul Trentino Alto Adige e su tutta l’area delle Dolomiti patrimonio dell’UNESCO. Venti fortissimi raggiunsero la velocità di 217,3 chilometri orari sul passo Rolle. Piogge torrenziali, che in soli tre giorni fecero registrare sulle montagne del Trentino e del Veneto fino a 715,8 mm caduti, superando di molto i dati dell’alluvione del 1966. Otto persone persero la vita, i danni furono elevatissimi, stimati in oltre tre miliardi di euro. Una ricchezza forestale di milioni di alberi venne schiantata al suolo dalle potentissime raffiche di vento, vennero distrutte decine di migliaia di ettari (41.000) di foreste alpine di conifere. Gli effetti della tempesta Vaia hanno posto, da subito, molti quesiti ad esperti di vari ambiti, a tutte le persone che vivono nei territori colpiti e ad un vastissimo pubblico attento alle problematiche del genere umano. Perché quella tragedia? Perché quella pioggia torrenziale così insolita per le latitudini dell’Italia settentrionale, perché quel vento di scirocco a velocità “uragano”, perché tutti quei danni da vento mai ricordati a memoria d’uomo? Che cosa ha provocato quel fortissimo vento che, secondo le stime ha abbattuto 42 milioni di alberi, un dato mai registrato in epoca recente in Italia? Al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina saranno diverse e in varie modalità le occasioni per riflettere insieme.

Testo di Roberto Besana

Silenziosa, consapevole tristezza

È nelle occasioni come questa che sento con certezza che la fotografia riesce a parlare alla nostra mente, a documentare, a tenere vivo il ricordo del passato e, in modo particolare, di quanto avvenuto nell’ottobre del 2018 sulle Dolomiti e le Prealpi Venete a causa dell’uragano Vaia.

Momenti e sensazioni che ho cercato di fissare indelebilmente con le mie immagini e di presentare in questa mostra, portandoli al vostro sguardo per non dimenticare.

Le parole, a mio avviso, non hanno altrettanta forza nel dare evidenza dell’accaduto.

Solo il suono, i rumori e le immagini possono raccontarci quanta distruzione si è abbattuta sulle montagne, quanti alberi si sono adagiati dopo essere stati estirpati con violenza.

Perché la vista e l’udito sono i sensi che più velocemente raggiungono la mente e il cuore, e che ancora meglio della parola rimangono impressi nella memoria.

Ecco, la fotografia scuote il cuore, l’anima di chiunque non ha potuto vedere né vagare per i versanti e le valli, ammutolito come me, incredulo e tristemente consapevole che siamo di fronte alla necessità di comprendere e condividere quanto la scienza ci dice da tempo: l’equilibrio ambientale si sta rompendo, si accelerano i fenomeni dirompenti per la nostra incuria di una vita dispendiosa di energia, di suolo, di risorse.

Nulla di male per la natura, lei è riuscita a sopravvivere nei milioni di anni passati a catastrofi ben più grandi e continuerà a farlo in un eterno infinito che viene prima degli uomini e continuerà dopo di loro.

Non è certo questo mammifero “Homo” che ne causerà la distruzione, ma dovrebbe essere lui ad agitarsi nel considerare l’avvenimento come presagio, avvertimento per la sua esistenza futura.

Rispettare la natura è portare rispetto a noi stessi, alla nostra qualità di vita sul Pianeta Terra, in cui siamo ospiti.

Solo così l’uragano Vaia, con il suo nome di donna madre, ci servirà per rigenerarci come gli alberi che via via ricresceranno, noi migliori di prima, più consapevoli, più umani.

Note biografiche

Roberto Besana nasce a Monza nel 1954 e risiede a La Spezia. È un uomo curioso e di talento con un lungo passato da manager editoriale che lo ha portato fino alla direzione generale della De Agostini Editore. Opera nella realizzazione di progetti culturali con mostre, convegni e pubblicazioni come i libri “Il paesaggio” del 2021 o “L’albero” del 2020. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, quindi temi legati alla natura, all’ambiente e al paesaggio e, come tali, i suoi principali filoni di ricerca. Un continuo indagare verso questo nostro terribile e meraviglioso mondo, con una meraviglia trovata nella brina sui fili d’erba al mattino, nella pioggia, nei campi lavorati dall’uomo e, soprattutto, negli alberi. Alberi che affondano le radici nel terreno dei primordi, ma che dalle cui gemme fioriscono le stelle, il sole e l’universo.

MUSEO DEGLI USI E COSTUMI DELLA GENTE TRENTINA

Aperto da martedì a domenica, ore 9.00 – 12.30 / 14.30 – 18.00

tel. 0461 – 650314, fax 0461 – 650703

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MIA Fair torna a stupirci

Sa di primavera e di ritorno alla normalità, questa edizione 2022 di MIA Photo Fair. Rimandata per la pandemia, ripartita con una tappa lo scorso autunno in mezzo a tante incertezze, la kermesse riprende finalmente la sua collocazione temporale di sempre, per riportare a Milano lo stupore della grande fotografia d’arte e dei molti linguaggi artistici contemporanei ad essa collegati. Dal 28 aprile al 1° maggio sarà ancora SUPERSTUDIO MAXI a Milano (via Moncucco 35), in zona Famagosta, ad accogliere la XI edizione e i suoi quasi cento espositori  provenienti dall’Italia e dall’estero in 7mila metri quadrati di luminosi spazi. A partire da questa tappa, MIA Fair entra nel gruppo Fiere di Parma.

Dopo Rankin, tocca quest’anno all’artista olandese Larissa Ambachtsheer (1993) firmare l’immagine coordinata di MIA Fair, con opere tratte dalla serie You Choose, I seduce(2017), in cui indaga il comportamento umano creando set e messe in scena, per realizzare nature morte, interrogandosi sul ruolo del colore nel cibo e su come lo si possa utilizzare come strumento di manipolazione. L’autrice (1993) vive e lavora a L’Aia (Olanda), si è diplomata nel 2017 alla Royal Academy of Visual Arts deL’Aia. Il suo lavoro si concentra su temi legati al comportamento umano come la consapevolezza, lo stile di vita minimalista e la sostenibilità. Osserva ciò che accade nella vita quotidiana e lo trasforma nella sua realtà. Ciò si traduce in nature morte, creazioni di moda e serie di immagini fotografiche. Con questi lavori, Larissa Ambachtsheer pone in evidenza i meccanismi manipolatori, sociali e automatici che spesso controllano il rapporto con noi stessi e le nostre vite.

Numerosi gli appuntamenti in programma. Il più rilevante, il cuore dell’intera fiera, è rappresentato dalla Main section che accoglierà un panel di espositori, selezionato da Fabio Castelli, direttore di MIA Fair,  Gigliola Foschi ed Enrica Viganò, advisor di MIA Fair. Tra le varie sezioni, si segnala la conferma di Beyond Photography Dialogue, curata da Domenico de Chirico, che ha selezionato con le gallerie invitate artisti consolidati ed emergenti, in un dialogo tra opere di fotografia intesa come linguaggio d’arte contemporanea e altri medium  come scultura, pittura e installazione.

Si terrà la mostra Quei temerari delle strade bianche. Nuvolari, Varzi, Campari e altri eroi alla Cuneo – Colle della Maddalena, a cura di Giosuè Boetto Cohen, con il sostegno di Eberhard & Co., che racconterà, attraverso una selezione di 20 immagini, la sfida automobilistica Cuneo-Colle della Maddalena, tra il 1925 e il 1930, considerata per difficoltà e lunghezza come una delle corse più pericolose dell’epoca. Personaggio fondamentale delle fotografie in esposizione è Tazio Nuvolari, uno dei più grandi nomi dell’automobilismo mondiale, a cui, da oltre 30 anni, Eberhard & Co. dedica una speciale collezione.

Tra i premi, frutto di preziose collaborazioni con diverse istituzioni e partner culturali, segnaliamo il Premio New Post Photography, organizzato da MIA Fair, curato da Gigliola Foschi, che si propone di promuovere le tendenze più creative e innovative nel mondo della fotografia contemporanea e di essere una significativa vetrina, capace di registrare e mettere in luce i cambiamenti in atto.

La giuria, composta da Gigliola Foschi (curatrice del Premio e Advisor di MIA Fair), Sara Benaglia e Mauro Zanchi (docenti, curatori di BACO – Base Arte Contemporanea Odierna di Bergamo), Matteo Bergamini (direttore responsabile di exibart, membro del team curatoriale della biennale d’arte contemporanea milanese “BienNoLo”), Steve Bisson (direttore artistico Ragusa Foto Festival, docente al Paris College of Art), Franco Carlisi (direttore della rivista “Gente di Fotografia”) e Claudio Composti (curatore e direttore artistico di mc2 gallery), hanno selezionato Giorgia Bisanti, Mitikafe, Alessandro Cristofoletti, Daria Danilova, Francesca De Pieri, Massimiliano Gatti, Alessandro Laita / Chiaralice Rizzi, Marco Lanza, Nikola Lorenzin, Libera Mazzoleni, Sara Munari, Giangiacomo Rocco di Torrepadula, Alessandro Sambini, Filippo Tommasoli, Ulderico Tramacere, i cui lavori saranno esposti durante MIA Fair, in uno spazio dedicato.

MIA Fair 2022 accoglie la prima edizione del Premio IRINOX SAVE THE FOOD, a cura di Claudio Composti, aperto a progetti di artisti che abbiano una relazione con il tema del cibo in ogni sua forma.

Tra i molti candidati, sono stati selezionati dalla giuria finale composta da Katia Da Ros, (imprenditrice e Vicepresidente di Irinox S.p.A., Conegliano, TV), Carlo Sala (curatore e critico d’arte) ed Enrico Stefanelli (Direttore di Photolux Festival, Lucca) i 3 finalisti del Premio: Margherita del Piano, Malena Mazza e Maurizio Montagna e altri 13 autori, le cui opere saranno esposte all’interno della fiera: Simone Barberis, Giulio Cassanelli, Arnaldo Dal Bosco, Alessia De Montis, Margherita Del Piano, Mario Ermoli, Silvia Gaffurini, Giacomo Giannini, Luca Gilli, Ziqian Liu, Rohn Meijer, Ryan Mendoza, Romana Zambon, Patrizia Zelano. La giuria ha decretato Malena Mazza, Margherita Del Piano e Maurizio Montagna come vincitori del premio e l’opera Convivio di Malena Mazza entrerà a far parte della Collezione Irinox, grazie a un premio acquisto di Euro 2000. Il Premio è supportato da Irinox S.p.A., leader nella produzione di abbattitori rapidi di temperatura e di sistemi di conservazione di alta qualità per il settore professionale e domestico e di quadri elettrici in acciaio inox.

Sky Arte, media partner di MIA Fair, promuove invece il Premio Sky Arte che verrà assegnato a uno dei fotografi presenti in fiera, in palio uno speciale interamente dedicato alla sua carriera e alla sua visione artistica che sarà trasmesso sul canale tematico. La giuria è composta da Fabio Castelli, ideatore di MIA Fair, da Francesco Raganato, autore e regista, Daria Scolamacchia, photo editor e coordinatrice del dipartimento dello IED di Roma, e Dino Vannini, Head of Documentary & Factual Channels di Sky. Sky Arte, inoltre, realizzerà un servizio su MIA Fair che verrà diffuso sui canali 120 e 400 di Sky e in streaming su NOW.

I PROGETTI SPECIALI

Oltre alla Main section e ai premi, MIA Fair si completa con una serie di Progetti speciali.

BDC – Bonanni Del Rio Catalog, polo culturale di Parma (acronimo della coppia di collezionisti parmigiani Lucia Bonanni e Mauro Del Rio e ‘C’ di Catalog) promuove la prima edizione di La Nuova Scelta Italiana, che mira a valorizzare il lavoro di tre artisti che sono stati selezionati come  eredi dei grandi maestri della fotografia italiana. Gli artisti vincitori, oltre a un premio in denaro, esporranno le loro opere a MIA Fair 2022 e, in autunno, nella sede di BDC a Parma.

Fiere di Parma ha inoltre istituito un fondo di Euro 20.000 da impiegare per l’acquisto di opere selezionate durante i giorni di MIA Fair, da una commissione composta da Fabio Castelli e da esponenti dello CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, fondato da Carlo Arturo Quintavalle, che entreranno a far parte della collezione Fiere di Parma.

SNAM, principale operatore europeo nel trasporto e nello stoccaggio di gas naturale, promuove The Thin Line, progetto che documenta il viaggio fotografico lungo 4000 km, compiuto da Giada Ripa in Italia, dall’estremo nord in Friuli Venezia Giulia a Mazara del Vallo in Sicilia, il cui territorio ospita reti e infrastrutture rispettose dell’ambiente naturale e umano attraverso le quali scorrono gas verdi come idrogeno e biometano, capaci di avvicinare sempre di più le persone alle fonti di energia rinnovabili.

Il Centro di Ricerca Advanced Technology in Health and Well-Being e ICONE, il Centro Europeo di Ricerca di Storia e Teoria dell’immagine dell’Università Vita-Salute San Raffaele tornano a MIA Fair con NEFFIE, un Progetto di Neuro-Estetica Fotografica che unisce arte fotografica e innovazione tecnologica e un ciclo di incontri culturali dedicato a riflettere in senso ampio su questa relazione.

NEFFIE riattualizza l’iconica cabina delle fototessere utilizzata da Franco Vaccari nella sua opera fotografica che prendeva forma in tempo reale, Esposizione in tempo reale n. 4: Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, presentata alla Biennale di Venezia del 1972, rendendola protagonista di quella che potrebbe definirsi una nuova Esposizione virtuale in tempo reale e mostrando l’attualità anticipatrice di concetti quali “feedback” o “inconscio tecnologico”. In particolare, NEFFIE utilizza specifici biosensori e un complesso algoritmo di Intelligenza Artificiale per elaborare le risposte emotive e cognitive dei visitatori di fronte a una fotografia complessa, restituendo una rappresentazione tangibile di ciò che abbiamo visto e percepito di fronte a questa come simbolo concreto del nostro “inconscio neuro-estetico”. Dopo i riscontri ampiamenti positivi ricevuti a MIA Fair nell’ottobre del 2021, la piattaforma riapre al pubblico offrendo lo spazio per una nuova sperimentazione in prima persona, riaffermando la centralità del mezzo fotografico come dispositivo artistico di consapevolezza e di emancipazione culturale, individuale e sociale.

La Olympic Foundation for Culture and Heritage presenta Olympism Made Visible un progetto internazionale di fotografia per divulgare i valori olimpici, attraverso iniziative di sviluppo su base comunitaria in settori quali l’assistenza umanitaria, la promozione della pace, della salute e del benessere attraverso lo sport.
Per l’occasione, saranno esposte, per la prima volta in una fiera europea della fotografia, le immagini di Alex Majoli e Lorenzo Vitturi che hanno lavorato con organizzazioni, in Brasile e Cambogia, che promuovono lo sviluppo sociale attraverso lo sport.
Alex Majoli, tra i più riconosciuti fotoreporter di guerra, propone 33 scatti raccolti durante la sua visita a due organizzazioni operanti nelle favelas di Rio de Janeiro, mentre Lorenzo Vitturi, artista visivo, fotografo e scultore, espone dodici immagini ispirate dal suo incontro con la scuola di skateboard per ragazzini delle periferie povere di Phnom Penh in Cambogia.

Roberto Polillo, uno dei più conosciuti fotografi italiani a livello internazionale, porta a MIA Fair il suo progetto Invisibile. Curato da Denis Curti, Invisibile, racconta la ricerca dell’artista milanese, attraverso 21 immagini che sono lo specchio di oltre quindici anni di indagine fotografica che nei primi anni della sua carriera gli ha permesso di ritrarre alcuni dei più importanti nomi del Jazz, quindi, mosso dall’amore per il viaggio, lo ha spinto in oltre 25 paesi nel mondo, dal Marocco alla Cambogia, dal Giappone all’India. Le opere esposte a MIA Fair presentano paesaggi e architetture, colori e percezioni, che aspirano a cogliere l’anima dei luoghi e rivelare una realtà ridotta ai suoi elementi essenziali, evocativi di una realtà altra e diversa da quella registrata soltanto dagli occhi e alla volontà di trovare un linguaggio che possa diventare veicolo per una nuova espressione della realtà.
Il progetto si completa con il talk di venerdì 29 aprile alle ore 18.00 dal titolo Esplorando l’invisibile che vedrà un dialogo tra Denis Curti e Alberto Diaspro, direttore del Dipartimento di Nanofisica dell’Istituto Italiano di Tecnologia, con Mauro Pagani, polistrumentista, compositore e produttore discografico, e Francesca Taroni, direttore di Living e Abitare.

Animica è il titolo del progetto speciale di Barbara Pigazzi, curato da Angela Madesani.
Protagonista è la laguna veneta fra le provincie di Padova e Venezia, patrimonio dell’UNESCO. La mostra presenta 16 immagini, stampate su carta Hahnemühle, che propongono un paesaggio antropizzato, sul quale la fotografa lavora da molti anni. I luoghi sono teatro di brevi racconti dell’anima, popolati di personaggi, uomini e donne, in cui a dominare sono la scelta poetica della luce e il silenzio della natura. Per l’occasione Barbara Pigazzi ha realizzato un portfolio in 7 esemplari, costituito dalle 7 immagini fotografiche più significative di Animica.

La Galleria Project 2.0 de L’Aia (Paesi Bassi), con il progetto Dutch Talent Pavillion, col patrocinio del Consolato del Regno dei Paesi Bassi, ha scelto la vetrina di MIA Fair per presentare 5 tra i fotografi più originali della nuova scena olandese contemporanea: Sanja Marušič, Manon Hertog, David Hummelen, Lisanne Hoogerwerf e Larissa Ambachtsheer che ha firmato l’immagine della fiera. I cinque autori propongono altrettante visioni della vita quotidiana che si sviluppano in una narrazione fatta d’immagini collegate tra loro.

Anche in questa edizione MIA Fair rinsalda la collaborazione con Photo Independent, la fiera di fotografia di Los Angeles che sonda le nuove generazioni di fotografi indipendenti che, per l’occasione, presenterà una mostra immersiva e una selezione dei più interessanti autori, scelti tra i molti che hanno esposto nella rassegna californiana.

Onde nella Foresta. L’invisibile che esiste è il progetto fotografico di Marco Lanzetta Bertani, ideato e curato da Claudio Composti, in collaborazione con Tenuta de l’Annunziata di Uggiate Trevano (CO), un Natural Relais nato dal recupero di un’antica proprietà a lungo abbandonata, inserito in un bosco di 13 ettari, mappato dal bio architetto Marco Nieri, nel quale si può usufruire dei percorsi meditativi guidati da Margot Errante, insegnante di discipline contemplative asiatiche.
La mostra nasce dalla consapevolezza che il binomio natura-uomo è quanto mai attuale e gli scatti di Marco Lanzetta Bertani, da sempre dedicati al tema della foresta, forniscono una chiave di lettura inedita per raccontare la relazione Uomo-Albero. Per Lanzetta, fotografare i boschi e le foreste significa aprire un “portale”, per entrare attraverso l’immagine in uno stato introspettivo e per iniziare un viaggio dentro sé stessi, in un luogo dove s’incontrano l’io cosciente e l’inconscio.
A corollario, sabato 30 aprile alle ore 18.00, nell’Area Talk di MIA Fair si terrà una conversazione tra Marco Lanzetta Bertani, Margot Errante e Marco Nieri.

Mondadori Portfolio – agenzia fotografica del Gruppo Mondadori – celebra i suoi primi dieci anni di attività con Uno sguardo gentile, fotografie di Marisa Rastellini, una monografica, curata da Maria Vittoria Baravelli in collaborazione con Mondadori Portfolio, dedicata alla raffinata fotografa che ha lavorato, dagli anni sessanta fino alla fine degli anni ottanta, per i magazine Grazia ed Epoca.
In mostra saranno esposte stampe vintage di Marisa Rastellini, in grado di documentare perfettamente lo spirito del tempo da lei vissuto e molto ben rappresentato nei suoi ritratti di attori, personaggi della letteratura e della cultura italiana, e nei numerosi reportage di moda. Una fotografa dallo sguardo profondo, il cui straordinario lavoro esce per la prima volta dagli archivi della Mondadori.

A MIA Fair sarà presentato Morpheus, un progetto sviluppato da Bit For Fun che propone il meglio della tecnologia da applicare su metaverso e mostrare gallerie di opere e NFT in uno scenario personalizzato, con un livello di definizione e di realismo finora mai visto. I visitatori avranno così la possibilità di provare le funzionalità di Morpheus, accedendo alle gallerie virtuali in tempo reale.

Con questa edizione, MIA Fair inizia una collaborazione con Instagramers Milano (@IgersMilano), la community milanese di riferimento per gli appassionati di Instagram con oltre 54mila follower, che si traduce in due iniziative. La prima è un workshop in cui Orazio Spoto, esperto di comunicazione digitale, cofondatore di Newmi B Corp e presidente di Instagramers Italia ETS, parlerà di “Instagram e fotografia: 10 profili per ispirarsi” fornendo così esempi e spunti utili a professionisti e curiosi.
La seconda è una challenge, ovvero una “sfida fotografica” su Instagram aperta a tutti in cui si chiede di rappresentare con una fotografia “l’amore” in tutte le sue forme, inclusivo e solidale, e di segnalarla con il tag #AmoreMiaFair. Una giuria presieduta dal fotografo Stefano Guindani selezionerà le più interessanti che verranno poi esposte in fiera e vendute per beneficenza in collaborazione con la Fondazione Rava.

La Fondazione Rava presenta anche il progetto Emergenza Ucraina, raccontato attraverso le intense immagini di Alfredo Bosco, fotoreporter dell’Agenzia LUZ e volontario della Fondazione in Haiti. Dal primo giorno del conflitto, Alfredo Bosco si trova in territorio ucraino, continuando a testimoniare la gravissima situazione attraverso i suoi scatti.

Quale ideale prologo della fiera, MIA Fair organizza, dall’11 aprile al 19 settembre 2022, negli spazi dedicati alla fotografia d’arte dell’Università Bocconi di Milano, la mostra Ganga Ma (Madre Gange), che documenta il viaggio di dieci anni lungo il fiume sacro che il fotografo italiano Giulio Di Sturco ha intrapreso riportando gli effetti di inquinamento, industrializzazione e cambiamenti climatici. Il progetto accompagna il fiume per 2.500 miglia, dalla fonte nell’Himalaya in India al delta nella Baia di Bengal in Bangladesh, raccontando di come esso si trovi sospeso tra la crisi umanitaria e il disastro ecologico.

L’Archivio Carlo Orsi si presenta a MIA Fair con una mostra che ripercorre la carriera del fotografo milanese, attraverso 30 immagini tratte dai suoi cicli più famosi, da quelle più iconiche dedicate alla Milano degli anni sessanta, a quelle dei suoi viaggi intorno al mondo, ai ritratti di personalità della cultura, quali Riccardo Muti ed Ettore Sottsass, dello sport – Michael Schumacher, Marco Simoncelli, e altri.

Da non perdere tra gli artisti esposti durante la kermesse, il solo show di Matteo Procaccioli Della Valle presso la galleria Raffaella De Chirico Arte Contemporanea, con book signing fissato per sabato 30 aprile alle 16.30. Per mostrare il percorso dell’artista, al MIA la galleria ha scelto di presentare una selezione di polaroid che mettono al centro la figura umana, che successivamente scompare in altri lavori che fanno parte del viaggio artistico del fotografo, e un focus di ricerca sulle architetture ipercontemporanee o antiche. Qui troviamo URBAN HIVES progetto dedicato alle megalopoli densamente abitate e alle conseguenze architettoniche e umane della sovrappopolazione; MICROCITIES vedute architettoniche dall’alto che diventano non luoghi per i quali l’artista volutamente non fornisce specifiche coordinate. E ancora VESTIGES, corpus in cui Procaccioli rende omaggio alla nostra storia e alla stratificazione geologica e territoriale come memoria collettiva, ripresa anche nel ciclo STRUCTURES dove indaga la relazione tra presente e passato recente.

Torna in fiera anche Jacopo Di Cera, con una retrospettiva sulla sua produzione “fotomaterica”.  Presso lo stand di bArt, dal 28 aprile all’1 maggio, esporrà tre suoi progetti accomunati dal suo particolare sguardo: Fino alla fine del mare, lavoro che porta a galla l’emergenza sociale dell’immigrazione, ritraendo, in maniera astratta, le barche giunte fino a Lampedusa; Il Rumore dell’Assenza, tragico racconto visivo del terremoto che nel 2016 devastò parte del Centro Italia e rase al suolo la città di Amatrice; e il più recente MIRO. Milano – Roma, narrazione diaristica dello sguardo di un pendolare lungo la tratta ferroviaria Milano – Roma e viceversa che riscopre l’emozione del “guardare dal finestrino”

Un altro fiore all’occhiello di MIA Fair è il programma culturale che, nei giorni di apertura della manifestazione, organizzerà incontri, conferenze, talk su alcuni dei temi più attuali nel campo dell’arte e della fotografia.

MIA Fair – Milan Image Art Fair, organizzata da Fiere di Parma, gode del patrocinio della Regione Lombardia, della Città Metropolitana di Milano, del Comune di Milano e del Kingdom of The Netherlands.  Main sponsor BNL BNP Paribas. Sponsor Eberhard & Co.Note biografiche

MIA Fair può contare su un affezionato gruppo di sponsor. Per l’undicesimo anno consecutivo, BNL BNP Paribas è partner di MIA Fair nel ruolo di Main Sponsor, promuovendo il Premio BNL BNP Paribas, quello di maggior rilievo della manifestazione, assegnato da una giuria ad artisti che prendono parte alla fiera, esponendo con le proprie gallerie di riferimento. Il riconoscimento sottolinea il forte interesse di BNL BNP Paribas nello sviluppo della cultura e nella ricerca dell’arte contemporanea in Italia. L’opera vincitrice sarà annunciata il 27 aprile e sarà acquisita da BNL BNP Paribas entrando a far parte della collezione della banca, che a oggi conta oltre 5.000 lavori. Anche Eberhard & Co., che accompagna MIA Fair da 10 anni, conferma il proprio supporto e propone un nuovo progetto per la divulgazione di una parte dell’archivio di Adriano Scoffone (1891-1980) contenente circa 40.000 lastre e pellicole realizzate dal fotografo piemontese, nonché la contestuale digitalizzazione in una banca dati consultabile online.