Zone di confusione, l’identità biculturale italo-svizzera in un contest

Con piacere segnaliamo il progetto fotografico “Zone di Confusione”, filo conduttore di un’iniziativa culturale dedicata alla riflessione sul tema dell’identità biculturale, in particolar modo tra Italia e Svizzera, attraverso il linguaggio della fotografia contemporanea. L’iniziativa nasce da due associazioni di giovani italo-svizzeri ed è senza scopo di lucro. Si pone l’obiettivo di indagare affinità, divergenze, armonie e tensioni, contaminazioni reciproche attraverso, appunto, le zone di contatto tra due culture, mettendo in dialogo esperienze di appartenenza multipla, confini geografici e simbolici, processi di trasformazione sociale e culturale. Attraverso una call rivolta ad artiste e artisti legati direttamente o indirettamente ai due contesti culturali, una giuria selezionerà i lavori più significativi, che confluiranno in una mostra fotografica collettiva. L’esposizione sarà realizzata in collaborazione con la Società Svizzera di Milano, con il patrocinio del Consolato Generale di Svizzera a Milano, della Biennale di Fotografia Femminile e del Municipio 1 del Comune di Milano.

Le opere scelte sapranno raccontare la complessità dell’identità nel dialogo tra due culture, per costruire un racconto visivo che riesce rispecchiare le molteplici sfumature dell’appartenenza culturale di una zona di confine, intesa non solo come insieme di tradizioni, ma anche come costruzione dinamica e reattiva a una società che si trasforma. I lavori selezionati entreranno a far parte di una mostra fotografica, realizzata in collaborazione con la Società Svizzera di Milano e con il sostegno del Consolato Generale di Svizzera a Milano. Tale esposizione si configura come uno spazio di dialogo aperto, in cui lo sguardo fotografico diventa veicolo di narrazione e comprensione, contribuendo a delineare nuove consapevolezze sul concetto di identità culturale, che non sempre è fissa e ben definita ma può conservare un’anima fluida e dai confini in continua evoluzione.

Il concetto di confine è da intendersi come uno dei perni fondanti dell’intero percorso di indagine. Possiamo pensarlo da un punto di vista geografico, politico, ma soprattutto come costrutto simbolico e culturale capace di generare appartenenza e al tempo stesso esclusione. Il confine diventa così un luogo di tensione e di possibilità, di separazione e di scambio, di chiusura e di apertura. È un margine in cui si manifestano in modo evidente le differenze, ma anche le similitudini, le contaminazioni, le zone grigie in cui le identità si sovrappongono, si sfumano e si trasformano.

Per partecipare: https://unionegiovanisvizzeri.org/eventi/

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