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Mostra – Angelo Ferrillo e Sara Rossatelli “Behind Three Stars”

Officine Fotografiche Milano riapre coraggiosamente la stagione espositiva con l’esposizione “Behind Three Stars” di Angelo Ferrillo e Sara Rossatelli, un progetto fotografico che coinvolge i ristoranti italiani insigniti delle tanto bramate tre stelle della Guida Michelin. La mostra è a cura di Barbara Silbe e Chiara Oggioni Tiepolo ed è parte del circuito di Photofestival.

Testo di Barbara Silbe

“La cucina, come la fotografia o qualunque altra arte, è tutta questione di ingredienti e pensiero. E il cibo è stato ed è, per l’umanità, inesauribile fonte di ispirazione. Necessità di sopravvivenza, certo, ma anche gioia per il palato, modo per esprimere il bisogno di bellezza, materia plasmabile percepita da tutti i sensi. Noi italiani mangiamo con gli occhi e, attraverso ciò che prepariamo, ci prendiamo cura degli altri. E’ segno della nostra stessa civiltà al quale molti artisti in ogni tempo si sono dedicati. Apripista della natura morta fu Caravaggio, ma andando a ritroso si trovano raffigurazioni di tavole imbandite anche nelle necropoli etrusche, nella Roma antica, nel Medioevo… Di cibo si parla nell’Odissea, nella Divina Commedia, nelle Sacre Scritture, nel Gattopardo, nel Signore degli Anelli, in Montalbano.

Cucinare, insomma, è cultura e lo spiegano bene queste immagini dedicate agli undici ristoranti che nel nostro Paese hanno ricevuto le prestigiose tre stelle dalla guida Michelin. Una faccenda seria, fatta di impegno costante, di ricerca, di creatività, collaborazione e passione, e non è strano che a indagare queste eccellenze siano stati due fotografi che in queste caratteristiche si riconoscano da diverso tempo. Sara e Angelo hanno condiviso questo percorso nella ristorazione top in perfetta simbiosi, tanto da rendere quasi impossibile distinguere chi ha scattato cosa, con l’intento di dare risposte a domande che si facevano da un po’ e che, forse, ci siamo posti anche noi. Per esempio, come si arriva a realizzare piatti che sono opere d’arte?

Affrancandosi dai classici canoni estetici con i quali tendiamo a immaginare un racconto dedicato a questo universo patinato che non tutti i palati e i portafogli possono permettersi, i due fotografi hanno privilegiato spontaneità ed empatia dietro le quinte, cercando di non interferire con i soggetti inquadrati. Si sono soffermati sui gesti, sull’atmosfera in cucina, sulla naturalezza del flusso di lavoro, sulla cura dei clienti in sala, sui rapporti tra i componenti di queste affiatate brigate organizzate come un’orchestra il cui direttore è lo chef. La ricerca stellare a quattro mani, nata da un’idea dei due autori, è durata due mesi e mezzo. Alla base c’è sicuramente uno studio iconografico approfondito sui generi più comunemente abbinati alla ristorazione, la fotografia di food o, più in generale, i lavori “corporate” e pubblicitari. Lo stile usato da Sara e Angelo si colloca però a metà fra lo storytelling e il reportage, mette in primo piano proprio il pensiero e gli ingredienti di questi piatti inarrivabili, affidandosi alle testimonianze dirette dei vari soggetti fino a svelare, a chi osserva la serie, quanto il backstage di una sfilata sia determinante per la riuscita di qualunque passerella.”

Info mostra

Inaugurazione 17 settembre, ore 19. Aperta dal 18 settembre al 16 ottobre 2020

Orario di visita
da lunedì a giovedì 15.00-20.00
venerdì 11:00 – 13:00 e 14:00 – 18:00

Ingresso gratuito*

*Stando alle attuali limitazioni previste nei regolamenti nazionali e regionali per il contenimento della diffusione del Covid-19, potrebbe essere richiesto ai visitatori della mostra di indossare protezioni personali (mascherine e guanti), oltre al rispetto delle regole di distanziamento.

L’accesso alla mostra è contingentato, max 20 persone contemporaneamente. Consigliata ma non obbligatoria la prenotazione della visita tramite email, scrivendo a ofm@officinefotografiche.org. in caso di mancata prenotazione potrebbe essere necessario attendere.

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Mostra – Gianmarco Maraviglia, “Under Covid”

Apre il 15 settembre, presso l’associazione culturale Zona K via Spalato 11, a Milano, la personale di Gianmarco Maraviglia a cura di Chiara Oggioni Tiepolo. La serie di fotografie esposte racconta il tempo sospeso del lockdown e la conseguente riapertura, in una narrazione a metà fra il racconto intimo e l’indagine fotogiornalistica, pur evitando la dimensione più dettagliata della malattia. Ma anche lui si è ritrovato di fronte al dilemma del “disallineamento”. Come rappresentare e sintetizzare dunque visivamente il cambio di piano sequenza del reale che le nostre esistenze hanno subito? Nasce così il glitch, l’errore di sistema. Immagini di “matrixiana” suggestione che lasciano aperto un interrogativo sul nostro futuro prossimo.

E’ come se qualcosa si fosse inceppato e poi rotto. Rotto il tempo, la realtà, le abitudini. Il senso di libertà, la leggerezza, una certa arroganza nel dare per scontata la vita, perfino. Quella vita. Poi è arrivato il giorno in cui è cambiato tutto. Stroncata la spensieratezza, annullata una gestualità tipicamente italica, spazzato via lo scorrere “normale” delle consuetudini e delle giornate. Ci si è scoperti vulnerabili, l’universo tutto da conquistare si è rimpicciolito fino a entrare
all’interno delle pareti domestiche. Polverizzate le certezze, spogliate le impalcature, ci si è stretti alle uniche sicurezze ancora solide.
Si è aspettato, come se fossimo rinchiusi in un bunker, che un’entità altra ci desse nuovamente il via libera. Si è affidata la nostra esistenza prima a un bollettino, poi alle tecnologie. La parola “controllo” ha assunto le tinte rassicuranti di un mantello di protezione. E infine la riapertura. Evviva. Ecco dunque tutti riversarsi in strada, con la fretta e l’urgenza di riappropriarsi del tempo che fu, la necessità quasi fisica di convincersi che fosse tutto finito, passato, pronto a essere dimenticato. Eppure. Abbiamo fatto finta che non fosse successo niente, volevamo che non fosse successo niente. Ma qualcosa continua a non funzionare. Ed è solo adesso, probabilmente, ora che le emozioni si depositano e sedimentano, che abbiamo il coraggio e la lucidità di comprendere quanto davvero quella frattura del normale si sia fissata dentro di noi in maniera irreversibile.

Inaugurazione – 15 settembre 2020, ore 19. Aperta fino al 24 settembre

Orari: da martedì a domenica 17.00 – 21.00, lunedì 17.00 – 19.00. Ingresso gratuito contingentato a max 20 persone contemporaneamente
ZONA K è un’associazione culturale con attività riservate ai soci. Per accedere alla mostra
occorre inviare la richiesta tesseramento almeno 24 ore prima sul sito www.zonak.it, costo tessera € 2,00.

INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI:
ZONA K – Via Spalato 11 – 20124 Milano
biglietti@zonak.it |T. 02.97378443 – CELL: 393.8767162 (da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle
19.00)
www.zonak.it