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Mostra – Guido Harari, Remain in Light

La Mole Vanvitelliana di Ancona, dal 2 giugno al 9 ottobre 2022, ospita l’antologica dedicata a “50 anni di fotografie e incontri” di Guido Harari. Il titolo, sfilato al celebre disco dei Talking Heads,Remain in Light”, è forse una dichiarazione di intenti, un imperativo, o piuttosto un augurio scaramantico. «Restare in luce» è più dell’esortazione che il fotografo indirizza ai suoi soggetti prima di far scattare l’otturatore: è soprattutto una preghiera, perché la memoria di quanto si è voluto fissare non evapori. La mostra è concepita come un diario di incontri, un caleidoscopio, un ottovolante dei momenti di una vita da
osservatore di mestiere (o per sensibilità), un percorso che svela un incredibile scrigno di passioni e sentimenti. È lo sviluppo di tante storie che gli sguardi di Guido Harari hanno saputo cogliere e fissare.
La mostra è promossa dal Comune di Ancona e La Mole, in collaborazione con Rjma progetti culturali, Wall Of Sound Gallery e Maggioli Cultura, col contributo speciale del main sponsor MAN Truck & Bus
Italia.

Oltre 300 fotografie, installazioni, filmati originali e proiezioni, raccontano tutte le fasi della eclettica carriera di uno dei maggiori fotografi italiani: dagli esordi degli anni Settanta come fotografo e giornalista
in ambito musicale, ai ritratti intesi come racconto intimo degli incontri con i maggiori artisti e personalità del suo tempo, da Fabrizio De André a Bob Dylan, Vasco Rossi, Lou Reed, Kate Bush, Paolo Conte,
Ennio Morricone, Renzo Piano, Wim Wenders, Giorgio Armani, Carla Fracci, Greta Thunberg, Dario Fo e Franca Rame, Rita Levi Montalcini, Zygmunt Bauman, Josè Saramago, fino all’affermazione di un
lavoro che nel tempo ha incluso editoria, pubblicità, moda e reportage. I visitatori saranno guidati in mostra da un’audioguida con la voce narrante dello stesso Harari. Videointerviste e il documentario di Sky Arte a lui dedicato, li condurranno nel cuore del suo processo creativo. Al termine del percorso espositivo, troveranno una stanza, la “Caverna Magica”, che in alcune giornate dedicate, sarà allestita con un set fotografico. Qui, su prenotazione, chi lo desidera potrà essere ritratto da Harari e ricevere una stampa Fine Art in formato cm.30×42, firmata dall’autore. I ritratti realizzati verranno anche esposti in tempo reale nello stesso ambiente in una specie di mostra nella mostra. Inoltre, in occasione della mostra, Rizzoli Lizard ha pubblicato un volume omonimo di oltre 400 pagine e 500 illustrazioni, di cui molte inedite, disponibile nelle librerie e sui principali store online, e in vendita al bookshop della Mole Vanvitelliana.
Il percorso espositivo si compone di otto sezioni, partendo dagli anni Settanta quando Harari, ancora adolescente, inizia a coniugare le sue due grandi passioni: la musica e la fotografia. Si prosegue via via con
immagini e sequenze inedite insieme a filmati d’epoca, videointerviste e un documentario di Sky Arte  a lui dedicato.


SEZIONI MOSTRA
1. LIGHT MY FIRE. IL BIG BANG DI UNA PASSIONE
La mostra inizia con la ricostruzione idealizzata della stanza di Harari adolescente, con tutta l’iconografia che lo ha ispirato: poster, foto, riviste d’epoca, pagine di diario, copertine di dischi, autografi e memorabilia.
2. ALL AREAS ACCESS
Uno sguardo privilegiato e molto ravvicinato sul backstage di tournée, alla ricerca di un’intimità con gli artisti, che esploderà presto nella dimensione più esclusiva del ritratto: da Fabrizio De André a Paolo Conte, Lou Reed, Peter Gabriel, Kate Bush, Vinicio Capossela, Vasco Rossi, Mark Knopfler, Claudio Baglioni, Gianna Nannini, Frank Zappa e altri.
3. FRONTE DEL PALCO
I concerti: rivelazioni e melodia cinetica, da Bowie ai Queen, da Dylan a Lou Reed, Queen, Springsteen, Bob Marley, Pink Floyd, McCartney, Rolling Stones, Miles Davis, Neil Young, Clash, Led Zeppelin, Prince, Police, Talking Heads, Michael Jackson, Stevie Wonder, James Brown, Nirvana, Simon & Garfunkel, Santana, Giorgio Gaber, Ray Charles, Tina Turner e molti altri.
4. WOODSTOCK’94
La coda della cometa. Una riflessione su quel che rimane dell’utopia musicale degli anni Sessanta in un intenso reportage sul festival del 25° anniversario, dove il pubblico è protagonista assoluto.

5. SEE ME, FEEL ME. NUOVE COMPLICITÀ
I ritratti dei musicisti del cuore: Tom Waits, Lou Reed e Laurie Anderson, Jeff Buckley, George Harrison, Keith Richards, Patti Smith, Bob Dylan, B.B. King, Frank Zappa, Van Morrison, Bob Marley, Eric Clapton, Elton John,  Kate Bush, Clash, Joni Mitchell, Leonard Cohen, Philip Glass, Peter Gabriel, Nick Cave, George Michael, R.E.M., Iggy Pop, Paolo Conte, Battiato, De André, Vinicio Capossela, Vasco Rossi, Battiato, Morgan, Litfiba, Giorgio Gaber, Milva, Mia Martini, Enzo Jannacci, Pino Daniele, Lucio Dalla, Ivano Fossati, De Gregori, Zucchero, Guccini, Ezio Bosso e molti altri.
6. IL RITRATTO COME INCONTRO
Gli incontri del cuore: lunghe frequentazioni e collisioni isolate. José Saramago, Wim Wenders, Richard Gere, Pina Bausch, Greta Thunberg, Luis Sepulveda, Zygmunt Bauman, Allen Ginsberg, Hanna Schygulla, Lindsay Kemp, Daniel Ezralow, Alejandro Jodorowsky, Mikhail Baryshnikov, Richard Avedon, Sebastiao Salgado, Helmut Newton, Frank O. Gehry, Robert Altman, Madre Teresa e molti altri.
7. ITALIANS
I protagonisti della cultura e della società, eccellenze italiane tra Novecento e Duemila, fotografate quasi come fossero tutte rockstar, dall’avvocato Gianni Agnelli a Rita Levi Montalcini, Ennio Morricone, Nanni Moretti, Roberto Benigni, Umberto Eco, Michelangelo Antonioni, Dario Fo e Franca Rame, Bernardo Bertolucci, Carmelo Bene, Roberto Baggio, Ettore Sottsass, Renzo Piano, Carla Fracci, Vittorio Gassman, Lina
Wertmuller, Monica Vitti, Gino Strada, Luciano Pavarotti, Sophia Loren, Giorgio Armani, Carla Fracci, Margherita Hack, Alda Merini, Marcello Mastroianni, Enzo Biagi, Miuccia Prada, Toni Servillo e molti altri.
8. RESTARE IN LUCE. I FOTOGRAFI
Alcuni dei grandi fotografi che hanno ispirato Harari, colti in ritratti che sembrano emergere dal buio, quasi a volerlo esorcizzare: Duane Michals, Richard Avedon, Sebastiao Salgado, Helmut Newton, Paolo Pellegrin, Steve McCurry, Letizia Battaglia, Ferdinando Scianna, Nino Migliori, Gianni Berengo Gardin, Mario Giacomelli.
9. FOTOGRAFARE SENZA MACCHINA FOTOGRAFICA
Una passione parallela: la curatela dei libri, l’editing di testi, documenti e immagini, il recupero e il restauro di archivi dimenticati, il progetto grafico come elemento essenziale del racconto, libri come occasioni di incontri vecchi e nuovi. Le biografie illustrate di Fabrizio De André, Fernanda Pivano, Mia Martini, Giorgio Gaber e Pier Paolo Pasolini, presentate con doppie pagine tratte dai libri e una video proiezione con filmati inediti di lavorazione con Fernanda Pivano e presso l’Archivio Pasolini.
10. IN CERCA DI UN ALTROVE
Antidoti ai rituali della fotografia commerciale e ai ritratti di celebrities: schegge di reportage, ricerche e sperimentazioni inedite, alla ricerca di nuovi linguaggi. Una sezione della mostra che Harari intende in
progress.
11. CAVERNA MAGICA
Al termine del percorso espositivo, in alcune giornate dedicate, visionabili sul sito della mostra, sarà allestito un set fotografico dove su prenotazione il visitatore, potrà essere ritratto da Harari e ricevere una stampa Fine Art del proprio ritratto in formato 30x42cm, firmata dall’autore. I ritratti realizzati verranno esposti in tempo reale nello stesso ambiente in una specie di mostra nella mostra.

Sede della mostra
Mole Vanvitelliana, Sala Vanvitelli, Banchina Giovanni da Chio, n.28 Ancona
Orari di apertura
2 giugno 9 ottobre 2022
Da martedì a domenica 10-13 e 15.30-20.30. Aperture serali dopo le 20.30 in occasione di eventi nella Mole.
Chiuso il lunedì ad eccezione del 15 agosto
Biglietti (audioguida inclusa)
Intero € 11,00
Ridotto € 9,00 gruppi di minimo 12 persone e titolari di apposite convenzioni,
Ridotto speciale € 5,00 per scuole e ragazzi dai 6 ai 18 anni,
Gratuito minori di 6 anni, disabili e accompagnatori, giornalisti accreditati, guide turistiche con
patentino, docenti accompagnatori
Prevendita € 1,00
Sito web mostra per info: www.mostraguidoharari.it

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Mostra – Ilaria Abbiento, Καρδια.

Inaugura il prossimo 31 luglio, presso Plaza Project Art Room (Hotel Plaza e De Russie, piazza D’Azeglio 1, Viareggio, Lucca, la personale di Ilaria Abbiento dal titolo Καρδια. Resterà aperta fino al 3 ottobre 2021.

Capraia è un’isola vulcanica, l’unica dell’arcipelago toscano.

La prima eruzione, circa nove milioni di anni fa, provocò un violento terremoto e metà dell’isola sprofondò nel mare.

 

καρδια è un lavoro elaborato durante una residenza d’artista sull’isola di Capraia, Plaza Art Residency

a cura di Claudio Composti, mc2gallery.

Il corpo del lavoro si compone di alcune opere fotografiche, una pietra vulcanica, un mareografo costruito con un elettrocardiogramma registrato sull’isola e un video, un diario e due antiche carte nautiche di Capraia dipinte a mano con il rame.

 

Riprendiamo qui alcuni appunti della stessa autrice:

 

[καρδιά, dal greco antico, vuol dire cuore.]

ho mal d’amore

Osservo da giorni la carta nautica di Capraia. Il mio sguardo, che segue le dolci linee di costa, d’un tratto

s’incanta sui frammenti delle rive e il profilo dell’isola mi appare come i contorni di un cuore lacerato.

Mi chiedo se le mie fratture collimino con le erosioni dell’isola.

 

Capraia, febbraio 2020

L’isola è un cuore sospeso sull’acqua.

Dal mare mi infiltro nelle sue arterie.

 

La percorro nei suoi molteplici sentieri.

La polvere vulcanica, le pietre sanguigne che ho ritrovato e le lesioni nei suoi bordi forse sono la verifica di

ciò che avevo immaginato. Registro la mia presenza sull’isola con il diagramma del mio ritmo cardiaco,

un mareografo immaginario che si accorda all’ondeggiare del mare e pulsa come la luce che lampeggia dalla lanterna del faro.

Nell’assenza di un segnale imparo a leggere il vento e ascoltare il mare, dolce anestetico di ogni mio dolore.

Così l’oceano, che circonda l’isola e il mio cuore, rimarginerà, almeno in parte, le vermiglie abrasioni.

 

Mentre il mio cuore prova a guarire, quello di mio padre sta per fermarsi.

 

φιλικῶς

con amore.

 

 

Claudio Composti

 

“Ognuno rinasce ogni giorno. Non sapremo mai se la conseguenza di quello che ci accade ci porta da una parte o dall’altra…credo nel “giusto tempo” anche nell’accettare quel tempo… e accettare quello che c’è”.

(Ezio Bosso, compositore – 1971/2020)

 

La sincronicità è un principio di nessi acausali che consiste in un legame tra due eventi che avvengono in contemporanea, connessi tra loro, ma non in maniera causale, cioè non in modo tale che l’uno influisca materialmente sull’altro, bensì come due orologi che siano stati sincronizzati su una stessa ora.

Così ha fatto Ilaria Abbiento, sincronizzando il battito del suo cuore ad ogni passo fatto per i sentieri lungo la costa dell’isola di Capraia. E non solo. Ha trascorso lì un periodo, in inverno, da sola, per una residenza d’artista… “Registro la mia presenza sull’isola con il diagramma del mio ritmo cardiaco, un mareografo immaginario che si accorda all’ondeggiare del mare e pulsa come la luce che lampeggia dalla lanterna del faro…”.  Le rosse “vene” rocciose che solcano questa isola di origine vulcanica sembrano darle ragione. Mappandone le linee di costa, si è spinta prima del tramonto fino in cima al faro, di fronte alla lanterna spenta fino a che, improvvisamente, si è accesa, come un cuore che improvvisamente torna a battere. E illumina. Unica luce per i marinai nella notte o nella tempesta, in quel buio che a volte arriva troppo presto nella vita di ognuno. Ha studiato le carte nautiche dell’isola, scorgendo nelle sue linee la forma di un cuore appoggiato sul mare, di cui ha scoperto essersi persi dei pezzi di costa in passato, sprofondati nel mare in seguito ad eruzioni… “Osservo da giorni la carta nautica di Capraia. Il mio sguardo, che segue le dolci linee di costa, d’un tratto s’incanta sui frammenti delle rive e il profilo dell’isola mi appare come i contorni di un cuore lacerato. Mi chiedo se le mie fratture collimino con le erosioni dell’isola” scrive nel suo diario di bordo immaginario, capitano esperto di un viaggio dell’anima. Pezzi di “cuore” perduti, ricuciti con la sua arte e il suo amore viscerale per il mare, che la aiutano a tracciare nuove rotte per navigare tra le isole del suo arcipelago interiore, come lo chiama lei e a lenire le sue ferite del cuore. Quelle che lascia la vita, quando accade…“Così l’oceano, che circonda l’isola e il mio cuore, rimarginerà, almeno in parte, le vermiglie abrasioni. Mentre il mio cuore prova a guarire, quello di mio padre sta per fermarsi.” E si ferma. Sincronicità.

Καρδια assume così una forte valenza personale e simbolica che rende omaggio al ciclo della vita e all’amore puro, di cuore, che vive all’unisono di gesti e silenzi, distanze e parole, in un tempo tutto suo, sincronico, oltre la nostra volontà. Il “giusto tempo”. Dante, nella Divina Commedia, descrive Ulisse come chi, ubbidendo al suo destino di curioso giramondo, “per seguir virtute e canoscenza” ha ripreso il mare una volta giunto a Itaca e ha varcato le Colonne d’Ercole, giungendo ai piedi del monte Purgatorio. Ilaria Abbiento si fa mare e ci naviga, novella Ulisse, in quel viaggio che chiamiamo vita, in cerca della propria isola interiore dove approdare e da cui, forse, non ripartire. E traccia per noi nuove rotte sulle coordinate della sua poesia e del suo amore folle e irresistibile per il mare. Da batticuore.