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Portfolio – Sara Peccianti, Dal mio cuore

Il progetto di Sara Peccianti, giovane fotografa il cui nome d’arte è La Sullivan, nasce di certo da un dolore. Forse più di uno. Approccio molto femminile alla fotografia, il suo, che viene utilizzata come mezzo di indagine interiore e ponte per attraversare qualche ostacolo. L’autoritratto è per lei il corrispettivo di un’esplorazione, indagine oggettiva del suo sentire, di cose subite o vissute in un recente passato. Il linguaggio che usa è persuasivo, immaginifico, materico: il cuore d’animale sanguina tra le sue mani, ce lo mette di fronte e ci costringe a restarle di fronte. Procede per metafore, allusioni e rimandi di grande impatto visivo, che le servono per analizzare i suoi stessi pensieri e inscatolare quella remota sofferenza. La vicenda che si srotola un fotogramma dopo l’altro è quella di un amore finito. Ogni tassello è il frammento di un vetro che è andato in pezzi ed è rimasto sul pavimento. L’autrice finisce quasi per calpestarlo: nel suo intervento riportato qui sotto dice “ora è tempo di andare”. Come in un processo di purificazione, fa un salto ed è oltre. E’ l’allegoria della vita stessa, dove emozioni di gioia, rabbia, turbamento, mancanza, liberazione sono tappe di una storia narrata per immagini che dicono la verità e, proprio per questo, sono efficaci.

 

“Questa è la mia storia, il mio naufragare

Ogni notte il mio cuore sboccia e fiorisce, lo sento pulsare sulla dolente canzone dell’amor perduto.

Tutto fluisce e scorre. Sangue, lacrime, tempo.

Fiumi di sogni sgorgano, sono viva eppure annego, mentre la primavera stenta ad arrivare.

 Un fiocco di neve si arena, danza l’inverno piangendo su petali secchi, sullo spettro di un tuo sorriso.

Amare e lasciare che tutto accada, ora è tempo di andare. Il mio cuore è qui, esposto.

 Te lo mostro, lo tengo tra le mani, chiuso in questo cerchio, senza rimpianto, senza rimorsi.

Trovando in me, finalmente, un porto dove approdare”

Note biografiche

Sara Peccianti, in arte “LaSullivan”, nasce a Milano nel 1992 (c’è chi giura di averla vista nascere già con i capelli blu). Da sempre amante dell’ arte intraprende gli studi di Beni Culturali all’Accademia di Brera. Conseguito il diploma capisce che una delle sue più grandi passioni è la fotografia e per alcuni anni affianca il lavoro nel settore retail con corsi riguardanti il campo fotografico. Da qui Inizia a produrre i suoi primi autoritratti perchè sente l’esigenza di raccontare se stessa nella sua continua evoluzione tramite diverse tecniche sperimentando digitale, analogico e polaroid. Nel 2019 frequenta il biennio presso l’Istituto Italiano di Fotografia, vincendo anche una borsa di studio. Finiti gli studi inizia a lavorare come fotografa professionista condividendo uno studio fotografico e si specializza nella ritrattistica.

Chi la conosce sa che due delle sue paure più grandi sono la monotonia e la banalità ed è per questo che decide di ritrarre principalmente persone che non hanno paura di mostrare se stesse per quello che sono nella loro unicità.

LaSullivan (Sara Peccianti) –  lasullivan.ph@gmail.com

Sito: https://www.lasullivanph.it

IG: https://www.instagram.com/lasullivan.ph

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Portfolio – Federica Malgrati, L’eleganza del saper sentire

Un fiore che si schiude, è questa la prima metafora evocata dalla serie di Federica Malgrati. Bianco bocciolo fatto di carne e sangue e pensieri, che lentamente, morbidamente, si apre e svela molti dei temi cari a questa giovane autrice. Celati tra le pieghe di una lettura puramente estetica, ci sono grandi interrogativi, emozioni, la timidezza che si scioglie e lascia spazio a una verità talmente abbagliante da non lasciare neanche un dubbio. Nessun intento voyeuristico muove il suo sguardo. Piuttosto è teso a cogliere ogni sfumatura che i gesti sottolineano. Mostrare se stessi costa fatica, tanto più se si cerca di rendere il concetto ritraendo il corpo di una modella con una fotocamera. Sapientemente altalenante tra l’io interiore e il suo soggetto, Federica in fondo ci consegna un frammento che le appartiene. E con queste parole spiega il portfolio che pubblichiamo:

Si dice che la delicatezza sia l’eleganza del saper sentire sottilmente lo stato d’animo degli altri.

Lo schiudersi al mondo può essere un processo lento.

Richiede tempistiche differenti per ciascuna persona.

Ci si apre spontaneamente? Ci si nasconde? Si è titubanti nel mostrarsi?

A volte si ha paura di essere giudicati. O criticati.

Ognuno di noi ha una risposta intima e personale a questi interrogativi.

Ma universalmente la delicatezza sa spogliare dalle proprie paure.

Accarezza dolcemente, ma si spinge a fondo.

Così a fondo da toccare l’animo. Lavarlo dai timori. Renderlo lieve. Leggero.

Fin tanto che ci si sente pronti a mostrarsi. Così come si è.

(Federica Malgrati)

 

Note biografiche

Federica Malgrati è nata nel 1979 a Milano, città nella quale tuttora vive. Da sempre desiderosa di conoscere differenti culture, effettua numerosi viaggi. Si avvicina così inizialmente alla fotografia di reportage.

Scopre una nuova passione, un mondo da esplorare. Decide di frequentare l’Istituto Italiano di Fotografia, dove ha modo di sperimentare diversi generi fotografici. Si rende conto di voler utilizzare la fotografia come mezzo per entrare in empatia con le persone e unire un’altra sua grande passione, quella per la moda. Si sta attualmente specializzando in fashion photography presso l’Istituto Europeo di Design.

 

Contatto instagram: @federicamalgrati

 

Modella: Clelia Bastari

Contatto Instagram: @cleliabastari

Sito: www.cleliabastari.com 

 

 

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Mostre – Enrica Gjuzi, Svestirsi

Riprendono a Istituto Italiano di Fotografia, via Enrico Caviglia 3 a Milano, le mostre appartenenti alla rassegna fotografica “Venti Rosa. Nuovi sguardi femminili sul contemporaneo”, ciclo di esposizioni inserite nel palinsesto “I Talenti delle donne” promosso dal Comune di Milano per l’anno 2020.  che sono l’occasione per dare visibilità a nuovi punti di vista originali e alle sensibilità proprie dell’universo femminile. Sono dedicate ai progetti inediti di talentuose autrici neo diplomate all’Istituto e raccontano condizioni, percorsi e aspettative dell’esistenza umana.

Dopo lo stop obbligato dettato dall’emergenza sanitaria che ha interrotto la rassegna al primo appuntamento, Istituto Italiano di Fotografia ha calendarizzato nuovamente gli appuntamenti a partire da settembre 2020, prevedendo la partecipazione delle mostre al palinsesto del Milano Photofestival 2020.

La rassegna riprende giovedì 17 settembre 2020 alle ore 18:30 con l’inaugurazione della mostra Svestirsi di Enrica Gjuzi, che resterà visitabile fino al 28 settembre.

“Un racconto intorno all’identità sessuale, tematica data per scontata ma che ancora oggi crea incomprensioni e pregiudizi”.

 

Biografia

Enrica Gjuzi nasce a Sant’Elpidio a Mare nel 1997, dove frequenta il Liceo Artistico.

Dopo l’arte comincia ad appassionarsi alla fotografia, diplomata arriva a Milano dove frequenta l’Istituto Italiano di Fotografia, come studentessa e assistente.

Terminato il percorso di studi, lavora e manda avanti alcuni dei suoi progetti personali, alcuni intimi concentrati sul rapporto umano, altri sul rapporto uomo natura.

Enrica ci presenta il suo progetto “Svestirsi” dove affronta l’argomento dell’identità sessuale, intesa come infinita e mutabile, formata da strati differenti di verità e lati nascosti dove cerca di mettere a nudo il lato emotivo e non solo fisico.