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Alan Gallo – Giappone selvaggio

Alan Gallo

Abbiamo chiesto ad Alan Gallo le fotografie di un suo recente viaggio in Giappone. Come tanti, scopre la fotografia da giovanissimo, a 14 anni, ma si impegna per migliorare ed imparare grazie ad un lavoro come aiutante presso lo studio di un fotografo matrimonialista e continua la pratica fotografando in autonomia gruppi musicali. Con il tempo però mette ordine a tutti i suoi interessi trovando una strada ben chiara e definita: gli animali, i viaggi, la natura e concilia il tutto con la fotografia.

Oggi si dedica al paesaggio e agli animali selvatici. Dal suo viaggio in Giappone (paese da lui visitato già due volte) non ci aspettavamo fotografie urbane ma esattamente quello che potete vedere in questa piccola e non esaustiva selezione: natura e animali in libertà alle prese con un rigido inverno. Chi non è mai stato in Giappone si stupisce nel vedere che è anche e soprattutto un territorio che per il 70% è coperto da montagne e da abbondanti nevicate dove gli animali vivono in libertà. Alan ha colto perfettamente espressioni e momenti di “vita quotidiana” degli abitanti di questi territori.

 

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Christian Weber – Terrestrial

Christian Weber Banc Sabadell

Parlano della vita e della morte, queste immagini enigmatiche. Per capire bisogna guardarle molte volte e andarci dentro per poi uscire e studiarle ancora da lontano. Da principio lo sguardo si posa su parti di animali: zampe, schiene, corna, pance, pelle che sembra una texture.

Le scene sono tagliate, ravvicinate, come se il racconto non volesse dirci la verità e non contasse approfondire di quale bestia si stia parlando. Si tratta di un corpus di fotografie che destruttura alcuni diorami di un museo di storia naturale dedicati alla fauna selvatica americana. L’autore non ci dice il dove o il perché. Ferma pose, l’obiettivo è a pochi centimetri e tu che guardi non capisci. Ogni scatto può avere una valenza singola, ma fa parte di una collezione e acquista valore proprio perché collocato nel suo insieme.

Il progetto porta la firma di Christian Weber, un artista universalmente noto per voler sfidare le interpretazioni più convenzionali della realtà e della bellezza. La sua narrazione si sofferma sull’evoluzione e sulle trasformazioni che affronta la vita per adattarsi e sopravvivere. Preferisce farlo attraverso i dettagli, incorniciando cose apparentemente insignificanti, sottolineando l’anonimato di ogni animale eppure mostrandocene il fascino. Questi soggetti sono morti e impagliati, inseriti immobili in un teatro statico esposto a milioni di visitatori. Eppure svelano il mistero della creazione, della formula semplice della natura che esiste in una eterna contraddizione: produce massa e per sopravvivere poi la elimina. Queste immagini parlano di vita e morte e del suo ciclo infinito e selvaggio. E stare a osservare è irresistibile.

Pubblicato su EyesOpen! n.9