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Mostre – Bruno Cattani, l’arte dei luoghi

Il nucleo esposto al Leica Store di Roma fino al 4 marzo fa parte di un lavoro, molto più ampio che Bruno Cattani sta portando avanti da alcuni anni sui luoghi dell’arte. Si tratta di siti che sono come una vera macchina del tempo dentro la quale poter viaggiare con gli occhi e con la mente e perfino sentirsi vivere a ritroso nella storia passata, per ritrovare le radici della nostra cultura. Sono musei dove la statua, il quadro, l’opera d’arte, sono spettatori, fermi testimone del tempo e della nostra storia.

“Nel fotografare ho tentato di tenere vivo sempre il rapporto dell’uomo con le proprie opere” – dice Bruno Cattani. “La presenza dell’uomo è continua, e anche là dove sono rappresentati oggetti materiali, il punto di vista non è quello della pura forma, del gioco della luce e dell’ombra, ma quello dell’assidua memoria della nostra vita e dei segni che l’usura del tempo lascia sugli oggetti che ci sono compagni, non mi sono soffermato a mostrare dettagli, ma voglio riprendere l’insieme indissolubile formato dall’oggetto d’arte e dallo sguardo del visitatore.

Per arrivare a questa particolare visione dove l’atto del guardare e la cosa da vedere si confondono in una sola materia, ho impiegato la pellicola a infrarossi sensibile al calore e, proprio per questo, adatta a cogliere il calore dei corpi vedenti che si muovono all’interno dei musei  ovunque l’arte sia esposta. Il risultato è che lo spettatore perde la sua sostanza, come se si dissolvesse nel gesto rituale della contemplazione.

Il messaggio del museo trovo che sia molto complesso, è un luogo che invita non solo alla consultazione, ma anche all’emozione estetica, in pratica non è solo un luogo dove si stratificano oggetti e reperti secondo i loro tempi storici, ma è anche un deposito. D’emozioni.

 

Bio

Bruno Cattani inizia a fotografare nel 1982 ed è fotogiornalista dal 1988. Nel 1996 partecipa a una ricerca fotografica sui Musei di Reggio Emilia, iniziando il suo studio su i luoghi dell’arte. Negli anni riceve numerosi incarichi nell’ambito della ricerca fotografica per musei quali il Musée Rodin, il Musée du Louvre, l’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi, l’Istituto Nazionale per la Grafica, il Pergamonmuseum di Berlino e la Soprintendenza Archeologica di Pompei. Nel 2000 è presente nell’esposizione D’après l’Antique al Museo du Louvre e, nello stesso anno, la sua mostra L’arte dei luoghi è inserita all’interno del programma del Mois de la Photo di Parigi. Figure Nel Tempo è il titolo della personale che si tiene, nel 2002,  alla Galleria Civica di Modena a cura di Walter Guadagnini. Nel 2003 espone alcune sue fotografie che gli sono state commissionate dal Musée Rodin di Parigi, nella mostra curata da Sandro Parmiggiani  Camille Claudel. Anatomie della vita interiore tenutasi a Palazzo Magnani di Reggio Emilia.

Nel 2005 inizia la sua ricerca sulla memoria che si snoda come un viaggio all’interno del ricordo, nel quale egli cerca di far rivivere il passato emozionale attraverso immagini narrative ed evocative. Nel 2008 partecipa alla terza edizione della manifestazione Fotografia Europea di Reggio Emilia. Nella primavera del 2010 presenta la mostra personale Memorie con un libro edito da Allemandi a cura di Sandro Parmiggiani.

E’ tra gli artisti invitati ad esporre al Padiglione Italia della 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia con sei fotografie del lavoro Memorie selezionate da Italo Zannier.

Il suo progetto Eros, dedicato alle forme corporee nel mondo della statuaria, frutto di anni di ricerca stilistica all’interno di spazi espositivi in tutta Europa, viene proposto per la prima volta al Chic Art Fair di Parigi nel 2012

Sognare giocando, un’incursione nel mondo fantastico dell’infanzia attraverso i giocattoli, è tra i suoi ultimi lavori e viene proposto ad Arte Fiera di Bologna 2013 e al Mia di Milano nel 2014.

Il 2014 è l’anno della ristampa del volume Memorie, edito da Danilo Montanari Editore, nuovo capitolo della sua ricerca che prosegue con molti nuovi scatti, in  occasione della personale alla Bugno Art Gallery di Venezia e di quella al festival di Spilimbergo, promossa dal CRAF e a fine 2015 presso la Photographica Fine Art di Lugano.  Il coreografo Valerio Longo sceglie le sue immagini per il video di Nude Anime, spettacolo realizzato per La Fondazione Nazionale per la Danza Aterballetto.

Nel 2016 partecipa a collettive in diverse gallerie. Il progetto The Memory Box, tratto dalla serie Memorie, è esposto a Palazzo Ducale, Fondazione per la Cultura di Genova, durante lo stesso anno. Nel mese di dicembre presenta, sempre a Genova, una sua personale Carousel  presso la VisionQuesT contemporary photography.  Qualche mese più tardi, nel numero di Febbraio 2017, il British Journal of Photography gli dedica un articolo sul progetto Carousel nella sezione Projects.

È presente in molte fiere di fotografia in tutto il mondo (Arte Fiera Bologna, Mia Milano, Torino, Verona, Parigi, Bruxelles, Miami,Lione e Photo London ). Per due anni consecutivi è tra i finalisti del premio BNL al Mia  2013- 2014 e vicitore nel 2015.

Sue fotografie sono conservate presso: Archives Photographiques du Musée du Louvre, Maison Européenne de la Photographie di Parigi, The New York Public Library for the Performing Arts, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Bibliotéque Nationale de France di Parigi, Musée Réattu  d’Arles, Musée de la photographie di Charleroi, Musée Nicephore Niépce Ville de Chalon sur Saône, Maison Europeenne de la Photographie di Parigi, Polaroid  Collections, Stati Uniti Museum of Photography, Museo di Thessaloniki (Grecia).

http://www.brunocattani.it/

La mostra è aperta con i seguenti orari: lunedi 14.30/19.30; martedi – sabato 10.30/19.30. Domenica chiuso.
Leica Store, Via dei Due Macelli 57, 00187, Roma.

 

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Mostre – Massimo Sestini guarda il mondo in perpendicolare

Massimo Sestini è uno dei grandi fotografi italiani. Nasce come paparazzo, ma oltre agli scoop da prima pagina di giornali scandalistici è anche autore, artista e giornalista testimone di molti fatti del mondo. Oggi viene celebrato a Roma dalla mostra “L’aria del tempo”, a cura di Alessandra Mauro, con una quarantina di fotografie di grande e medio formato. Da sempre alla ricerca del punto di vista impossibile dal quale inquadrare il mondo, questa volta ci regala uno sguardo zenitale sulla nostra penisola, preciso e appassionato itinerario alla scoperta del paesaggio e delle genti italiane. Fatti di cronaca, bellezze naturali, drammi, avvenimenti politici, tragedie e momenti di svago: è riuscito a raccontare tutto con la sua macchina fotografica e tutto con un punto di vista nuovo e diverso. Le immagini in mostra, alcune di grande formato, permettono di vivere e di sentire le visioni aeree ed eteree dei luoghi che l’autore ci propone. Sempre alla ricerca della “foto diversa”, nel corso degli anni Sestini ha perfezionato il suo metodo fino alla ripresa perpendicolare che gli permette di ottenere un impatto dimensionale amplificato. Con questa visione perpendicolare, il fotografo gioca nel capovolgere le nostre percezioni visive, fa navigare la Concordia spiaggiata, ribalta cielo e terra inseguendo un Eurofighter, osa nelle proiezioni delle ombre animate. Dall’alto di un elicottero o di un aereo, attraverso la visione completa di un fatto di cronaca (il barcone dei migranti fotografato dal cielo: un’immagine che ha fatto storia e ha vinto numerosi premi come il prestigioso World Press Photo, o ancora l’affondamento della Costa Concordia all’isola del Giglio), di una consuetudine (il ferragosto sulla spiaggia di Ostia), di un dramma naturale (il terremoto del Centro-Italia), di avvenimenti storici e culturali (dalla strage di Capaci al funerale del Papa), nelle immagini di Sestini l’Italia svela in un modo unico le sue bellezze, le sue fragilità, la sua grandiosa complessità.

L’ARIA DEL TEMPO, Fotografie di Massimo Sestini. Fino al 10 marzo 2019 presso WEGIL, Largo Ascianghi 5, Trastevere – Roma. Catalogo edizioni Contrasto.