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La Fotografia è diventata nobile, ecco le opere!

Sfilano qui le opere di tutti gli autori che hanno aderito all’iniziativa che EyesOpen! Magazine sta organizzando in favore della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica. Un grande progetto per il bene che vede coinvolti molti grandi nomi della fotografia italiana e internazionale insieme a emergenti e semplici appassionati, per una raccolta fondi che andrà a favore della ricerca su questa terribile malattia. Le fotografie donate da ogni autore saranno battute all’asta il 5 aprile 2018, a partire dalle ore 19, al Teatro Franco Parenti di Milano. E sarà possibile seguire tutta l’operazione anche in diretta su Facebook. L’evento sarà preceduto da una mostra delle opere, allestita presso Bottega Immagine, centro milanese per la fotografia di via Carlo Farini 60 e meravigliosi partner di questa avventura.

Aggiungeremo le foto mancanti man mano che arriveranno sia le stampe che i file jpg per la gallery.

A questo link il bando con il regolamento. C’è tempo fino al 5 marzo per partecipare.

Alcune informazioni sulle opere sono ancora parziali, la gallery è in progress e arriviamo a breve con il resto, perdonateci.

Un grande grazie a tutti i fotografi che hanno partecipato e parteciperanno!

 

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Libri – Ancora Marilyn in una imperdibile monografia di Milton H. Greene

La sintesi perfetta di un’icona raccontata milioni di volte dal cinema, dalla fotografia, dalla stampa, sta raccolta in un nuovo libro destinato a interessare collezionisti e appassionati del genere. Si intitola “The Essential Marilyn Monroe” (ACC Editions), e si tratta di una corposa monografia fotografica, stampata con cura estrema, che ci mostra fragilità, bellezza e civetterie della diva così come sono state indagate dall’obiettivo del grande Milton H. Greene. Un omaggio editoriale anche a lui, tra i più celebri fotografi di moda e celebrities della sua epoca, oltre che produttore cinematografico che con l’attrice entrò in una simbiosi professionale e personale. Questa serie infinita di scatti in una certa forma eclissa tutto ciò che è stato prodotto prima, proprio per l’intimità in qui riesce a entrare l’autore. Vent’anni di lavoro editoriale, contiene oltre 250 fotografie, restaurate dal figlio di Milton Greene, Joshua Greene, che svelano la Monroe nel pieno della sua bellezza e della sua struttura meteorica. Tra le immagini, ce ne sono 160 totalmente inedite, mai esposte e mai pubblicate, recuperate dal figlio del ritrattista che ha investito anni a risistemare e restaurare il suo archivio . Scene dal set, pose glamour, apparizioni pubbliche, ma anche il privato, gli animali domestici, la sua camera da letto, i nudi.

Il libro è in vendita anche su Amazon.

(Tutte le immagini qui pubblicate sono di Milton H. Greene ©2017 Joshua Greene e prese dal libro ‘The Essential Marilyn Monroe’, pubblicato da ACC Editions).

 

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Aste – Viaggio nell’erotismo dall’antichità a oggi

Ruota intorno a passione e desiderio, due pulsioni primarie che hanno sempre dominato la storia dell’umanità, e promette già di trasformarsi in un grande evento proprio nella settimana internazionalmente dedicata all’amore: dopo il successo della prima edizione tenutasi lo scorso anno, il 15 febbraio Coco de Mer e Sotheby’s allestiranno a Londra la seconda asta a tema erotico dal titolo “Passion & Desire – From Antiquity to Present Day”. Il viaggio, storico e artistico, si compie in novanta pezzi, di autori come Man Ray, Robert Mapplethorpe, Richard Avedon, Rankin (tra i fotografi), ma anche Francis Picabia, Pablo Picasso, Henri Matisse e molti altri tra pittori, scultori, artisti di ogni epoca e stile.  Inseguendo il fascino magnetico della figura umana, da cui ogni creativo è sempre stato attratto, in questa raccolta la scultura Pre-Colombiana verrà contrapposta alle opere di Picasso su carta; i maestri della fotografia da Man Ray a Rankin saranno messi a confronto con gli antichi rilievi e le opere neoclassiche di marmo del XIX secolo; l’erotismo sensuale di Gustav Klimt si unirà alle fantasie erotiche senza limiti di Keith Vaughn; ogni lavoro traccia la storia del soggetto dall’antichità ai giorni nostri.
La prevendita, già stimata duante la mostra allestita in questi giorni nelle gallerie di Sotheby’s New Bond Street,si aggira intorno all’ammontare di 3,8 milioni di sterline. L’asta di quest’anno sarà accompagnata da una vendita online e presenterà una gamma ancora più vasta tra continenti e secoli. Erotic Art Online sarà aperta per le offerte fino al 16 febbraio e comprenderà stampe, fotografie, dipinti, sculture, disegni, opere d’arte asiatiche e manifesti cinematografici.  Quest’anno Coco de Mer  presenta l’artista e fotografo di moda Rankin, sinonimo di ritrattistica, moda e rappresentazione della cultura popolare: è considerato uno dei fotografi di moda e ritrattistica più famosi al mondo. É particolarmente noto per il suo lavoro sulla forma umana e tre dei suoi ritratti evocativi verranno mostrati nelle aste.
Per il secondo anno consecutivo, Coco de Mer (celebre marchio di lingerie), collabora con Sotheby’s per la realizzazione della loro asta. Questa partnership dinamica tra due brand del lusso globale porta a Londra una selezione visionaria e ispirata di eventi nella settimana di San  Valentino e dimostra come il marketing possa ben sposarsi con la cultura. Un’occasione, per Coco de Mer, di presentare il 14 febbraio la sua esclusiva Private View presso le gallerie di Sotheby’s oltre a creare un cortometraggio, girato da Rankin, per mostrare le opere in vendita in un modo del tutto unico. Lo trovate a questo link https://vimeo.com/254690300
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MAST – Il mondo visto dai giovani fotografi

Il concorso “Gd4PhotoArt” organizzato dalla Manifattura di Arti, Tecnologia e Sperimentazione di Bologna, da quest’anno è diventato “MAST Foundation for photography grant on industry and work”. Era alla quinta edizione e vive con lo scopo di documentare e sostenere l’attività di ricerca sull’immagine dell’industria, le trasformazioni che questa induce nella società e nel territorio, il ruolo del lavoro per lo sviluppo economico e produttivo. Sara Cwynar, Mari Bastashewsky, Sohei Nishino e Cristóbal Olivares sono i giovani fotografi finalisti, selezionati dalla Fondazione MAST, quattro progetti, scelti su un totale di quaranta partecipanti. I vincitori ex aequo premiati sono Sara Cwynar (Canada) e Sohei Nishino (Giappone). La mostra che li raccoglie è curata da Urs Stahel, che è stato tra i fondatori del Museo della Fotografia di Winterthur.
Il progetto di Sohei Nishino è un viaggio alla scoperta della psico-geografia della Pianura Padana e dei suoi abitanti lungo il fiume Po. Dopo aver visto il film di Ermanno Olmi “Lungo il fiume”, affascinato dall’acqua che dal Monviso scorre fino all’Adriatico, il giovane fotografo percorre in 45 giorni un itinerario che parte dalle montagne e arriva fino al mare. Il suo reportage è una ricerca artistica che narra il paesaggio e i suoi incontri con pescatori, bambini, contadini. Un viaggio che segue il flusso dell’acqua che è il flusso della vita. In questo lavoro il fotografo giapponese combina micro e macro-prospettiva nel suo paesaggio di immagini incollate su una tela. “Ho camminato lungo il fiume per mesi scattando migliaia di fotografie. Le immagini mi sono capitate davanti agli occhi”. Una volta ritornato a Tokyo, Nishino ha sviluppato manualmente i rullini e ha ricostruito il viaggio, un’ opera a metà strada tra mappe e diorama, un panorama infinito.
“Colour Factory” (La fabbrica del colore) è titolo del progetto di Sara Cwynar che comprende un cortometraggio e nove fotografie. La fotografa canadese si interroga sulla “relazione che intercorre tra il colore è la nostra idea di bellezza e artificio”. “Non saprò mai come voi vedete il rosso e voi non saprete mai come lo vedo io” recita una voce fuori campo nel suo cortometraggio. Sara ci fa entrare nell’industria del colore in una fabbrica di cosmetici, dove i prodotti di serie e il processo di produzione non si fermano mai. Il suo video è una riflessione sull’importanza e l’influenza dei colori nella nostra vita e sull’idea di bellezza che è artificio e merce. Mari Bastashewsky, fotografa e scrittrice russa, ha raccontato l’avvelenamento della rete idrica delle città di Flint (Michigan) nel 2014, causata da un’alta quantità di piombo nell’acqua corrente. Il suo lavoro s’intitola “Emergency Managers” (Manager dell’emergenza).
Il progetto del cileno Cristóbal Olivares “The Desert” (Il Deserto) è una narrazione sul tema degli emigranti domenicani in Cile. Ritratti di uomini e donne che non mostrano il volto per paura di essere espulsi che dialogano con video in cui raccontano il viaggio nel deserto.

Al MAST, fino al 1° maggio con ingresso gratuito. Info: www.mast.org
Orari di apertura: 10 – 19. Chiuso lunedì.

(Testo a cura di Carolina Masserani)

 

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Portfolio – Joel Marklund e il popolo Sámi

Joel Marklund è un giovane fotografo specializzato in eventi sportivi. Classe 1985, vive e lavora a Stoccolma ed è attualmente Chief Photographer presso Bildbyrån, la più importante agenzia di fotografia sportiva svedese. Joel ha lavorato in più di 45 paesi coprendo molti eventi globali, tra cui cinque Olimpiadi. Ha pubblicato i suoi lavori in tutto il mondo e ha vinto molti premi per le sue immagini. Tra questi, il Picture of the Year International, l’NPPA Best of Photojournalism e lo Swedish Picture of the Year Award.

Joel, che è anche ambassador di Nikon, utilizzando una D5 full frame corredata di tre ottiche adatte al réportage, ha realizzato un’appassionante serie di ritratti della popolazione Sámi, comunità indigena e non rappresentata della Svezia. Sono una delle poche popolazioni indigene rimaste al mondo con lingua, cultura e costumi diversi dalle società in cui vivono. Il nome “lapponi” è stato dato a questo popolo dai coloni svedesi. Vivono in parte anche in Lapponia, in un territorio che si estende dal Circolo polare artico svedese alla Norvegia, dalla Finlandia alla Russia. Per quanto divisi dai confini formali dei quattro stati, però, continuano a esistere come un solo gruppo, unito dalla stessa cultura, dalla stessa lingua e da un’identità comune. Joel aveva come obiettivo comunicare la vera natura di questa identità, andando oltre le concezioni superficiali che li associano ai “montanari mandriani di renne”.

“Le storie migliori non vengono necessariamente dai luoghi più esotici o dagli angoli più reconditi della Terra”, commenta Marklund. “Ero deciso a trattare qualcosa in cui credo, qualcosa a cui tengo davvero. Non sono in molti ad aver raccontato la storia dei sami, così, essendo cresciuto a Boden accanto a dove risiedono alcune delle loro comunità, mi sentivo obbligato e al tempo stesso onorato ad essere io a raccontarla.”

Joel ha voluto mostrarne la vita quotidiana attraverso una serie di ritratti pieni di dettagli scattando a lungo anche nella neve e all’aria aperta e catturato tutti i particolari con estrema nitidezza. Per documentare che cosa significa vivere oggi da Sámi in Svezia, il fotografo ha trascorso sei settimane facendo visita alla comunità, integrandosi nelle vite di dodici dei suoi abitanti, tra cantanti e ballerini, fabbricanti del tradizionale tamburo e studenti, per svelarne le storie personali. Le immagini mostrano queste persone nell’ambiente al quale appartengono, con indosso l’abito tradizionale, il cosiddetto “gákti”, ma anche in scene di vita quotidiana, spesso frammisti al resto della società, in un contrasto culturale caratterizza l’intera serie.

Ha per esempio ritratto Marika Renhuvud mentre aiutava la sua famiglia con la macellazione delle renne prima di scoprire, dopo alcuni giorni trascorsi a fotografarla, che Marika studiava all’accademia di danza di Stoccolma. Nel frattempo Maxida Marak, che era cresciuta a Stoccolma prima di vivere con una comunità sami tradizionale, era tornata in città per diventare una cantante di successo. Un’altra storia segue Merethe Kuhmunen, studentessa con l’obiettivo di promuovere i diritti LGBT in Lapponia… Ogni soggetto ha svelato se stesso, ogni inquadraturia è un racconto che va in profondità.

 

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Bando – Residenza d’artista a Cascina Ronco (Varese)

Una residenza d’artista promuove il territorio, la cultura, le sinergie. E’ una formula adottata in Italia ormai da un po’ di anni e ci piace proprio per quella tendenza a mettere in comunicazione le creatività e gli operatori.  Il sistema funziona anche come percorso post accademico, andando a integrare i programmi universitari o quelli di altre istituzioni artistiche. Si tratta, in fondo, di una buona alternativa ai centri espositivi tradizionali e garantisce una crescita culturale grazie alla ricerca e agli scambi tra gli autori ospitati e ai lavori prodotti. Diventa ancora più rilevante quando sa coinvolgere il territorio e i cittadini grazie alle attività svolte, come mostre, seminari, laboratori, trasformandosi in catalizzatore.

La pratica si è diffusa anche in ambito fotografico, con successo. Segnaliamo ora un bando in scadenza il 15 marzo. Si intitola In-Between Shores ed è un’opportunità di artist-in-residence della durata di 23 giorni, aperta a fotografi di qualsiasi età e nazionalità, nata da una collaborazione tra Ardesia Projects, Jest e Witty Kiwi. Si svolgerà dal 23 maggio al 14 giugno. Cinque artisti nazionali e internazionali, un editore e un curatore saranno invitati a creare un nuovo corpo di lavoro nel territorio del lago di Varese. Gli artisti selezionati soggiorneranno a Cascina Ronco, una cascina nei boschi che circondano il comune di Daverio, dove saranno provvisti con i materiali necessari allo sviluppo dei progetti. Il fine ultimo della residenza è di provvedere a uno spazio di ricerca, sviluppo e scambio culturale. La residenza si concluderà con una mostra a Jest e con una piccola pubblicazione editoriale.

A questo link tutte le info per iscriversi.