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Mostre – Willy Sanson, Un oceano infinito di anime

La personale di questo pluripremiato fotografo viaggiatore inaugura venerdì 10 settembre alle ore 18, e resterà aperta fino al 24 ottobre, presso il Mercato Centro Culturale Arte Contemporanea di Argenta, Ferrara. Curata da Mihaela Merzin, e promossa in collaborazione con l’Associazione Culturale Giovan Battista Aleotti 1546, raccoglie  il racconto per immagini realizzato da Sanson tra India e Sud-est asiatico. Un approccio, il suo, che è incontro e scoperta già annunciato nel titolo, con l’obiettivo sempre rivolto alle persone ritratte percorrendo tracciati lontani dalle grandi rotte turistiche. Willy ha iniziato a viaggiare a 29 anni, attratto dall’Oriente, area geografica che ha sognato e studiato a lungo ancora prima di partire. Laos, Cambogia, Thailandia, Vietnam, Malesia, India, Nepal, Myanmar, Cina, Indonesia… molte le genti che compaiono nel suo portfolio, avvicinate con curiosità e grande attenzione, per un’antologia di colori e volti che emozionano lo spettatore. L’autore predilige il  colore, quasi volesse riportarcelo da quegli stessi Paesi visitati, e il ritratto ravvicinato, quasi fosse sempre alla ricerca di una relazione intensa con i suoi soggetti, come un uomo che incontra lo sguardo di un altro uomo e con rispetto si presenta a lui.

Aperta con ingresso Libero, obbligo di green pass.
Accessibile anche alle persone disabili
Info:
Mercato Centro Culturale | Comune di Argenta
P.zza Marconi, n.1 | 44011 Argenta – FE
Tel. 0532-330276
N. Verde 800111760
r.rizzioli@comune.argenta.fe.it
iatargenta@comune.argenta.fe.it

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Fruit Exhibition, nona edizione al via

Ci fa piacere segnalare un’importante evento dedicato all’editoria d’arte indipentende, settore che pensiamo vada sempre sostenuto e nel quale noi stessi siamo nati nel 2014. Si terrà domenica 5 settembre 2021, al Parco della Montagnola di Bologna, dalle 10 alle 23 la nona edizione di Fruit Exhibition, il festival e market internazionale dell’editoria d’arte indipendente. Dopo l’esperienza interamente digitale del 2020, il pubblico potrà finalmente tornare a toccare con mano prodotti difficili da reperire nei grandi circuiti di distribuzione, risultato di una ricerca libera e sperimentale sia nei formati che nelle scelte editoriali. La manifestazione dà voce a un universo estremamente sfaccettato che Fruit Exhibition ha scelto di esporre in una location a cielo aperto, ma centralissima per la città, con le proposte dei 49 espositori tra micro editori d’arte, self-publisher, graphic designer, illustratori e artisti, case editrici di grafica contemporanea, magazine, etichette musicali, stampatori artigianali. Saranno presenti: Anomali – Anonima Impressori – Anna Giuntini Iroiro World – APRI – a Dance Mag – Babird Family – BEKKO – BOLO paper – Canicola Edizioni – Checkpoint Charly – Cesura Publish – Caratteri – Compulsive Archive – Collettivo Franco – Cabin Boy Studio – Damocle edizioni – Daria Tommasi – Else Edizioni – Edizioni del Frisco –  Erminia Aurora Rizzacasa – Edizioni Minoritarie – Fatma Ibrahimi– Giada Fuccelli – Giulia Ratti – Giulia Bussei – Il Muro Magazine – KABUL Magazine – King Koala – Libri Tasso – LÖK ZINE – Marmo Libreria – Mulieris Magazine – Nerofumo 680 – Numero Cromatico – Obsolete Shit – Officina Typo – Paolo Marzocchi – Patty Love Paper – Petronella Ortmann – Polenta Malgazine – Ricordorama – Scomodo – Sigaretten – Things That – Venezia Manifesto – VIAINDUSTRIAE – Vincenzo Punzo – Yuyanxinhaha – 0938psychocandy

I workshop | 4-5 settembre

Fruit Exhibition propone anche quest’anno un programma di workshop che trattano vari aspetti dell’autopubblicazione cartacea e digitale e offrono occasioni professionalizzanti per chi è già esperto o sperimentali per chi si sta avvicinando a questo mondo.

Sabato 4 settembre Tecnica Mista propone A little silkprint animation, workshop-lampo di animazione tradizionale per la realizzazione di un flip-book, mentre domenica 5 settembre Cadavere squisito a orologeria per fare animazione in modo libero, selvaggio, istintivo e gestuale, ispirato al noto gioco surrealista. Else Edizioni, casa editrice e laboratorio artigianale di stampa serigrafica, organizza invece il workshop di illustrazione, stampa serigrafica e narrazione Kamishibai, previsto per sabato 4 settembre.

Sabato 4 e domenica 5 settembre si terrà infine il laboratorio di pittura Un bosco nel parco condotto da Marta Finotti: un intervento di rigenerazione urbana con la partecipazione di in gruppo di ragazzi richiedenti asilo che stanno facendo un percorso di inserimento al lavoro nell’ambito del progetto Nausicaa con l’Associazione Serendippo.

Iscriviti cliccando su ogni singolo workshop: fruitexhibition.com/news

Gli incontri del 5 settembre:

Ore 18.00 PRESENTAZIONE DI ABITATA PIETRA – INHABITATED TOPOGRAPHY, VIAINDUSTRIAE PUBLISHING Con Antonio Cammareri e Luogo Comune. Abitata pietra è il progetto editoriale di Antonio Cammareri, Stefania D’Amato e Luogo Comune, a cura di Marco Trulli, nell’ambito della residenza Un atlante del paesaggio rupestre tenutasi nell’ambito di Matera 2019. Il libro è frutto di un’intensa ricerca visuale e di sperimentazione narrativa realizzata collettivamente dagli artisti; una riflessione sul paesaggio raccontata attraverso le immagini; un insieme di stratificazioni visive e di senso sull’abitare, sul rupestre e sulle comunità.

Ore 19.00 LA SERIGRAFIA IN ITALIA: UN MONDO INTERNO DENTRO A UN LIBRO Presenta: Francesco Ciaponi (docente di Storia della stampa e dell’editoria presso LABA Rimini, Fenomenologia dei media presso LABA Firenze e direttore delle Edizioni del Frisco). Ospiti: Daniel Tummolillo (docente di Serigrafia d’arte presso l’Accademia di belle arti di Brera e autore del libro “V.I.P. Various Italian Printmakers”).

Ore 20.00 PREMIAZIONE FIP – FRUIT INDIE PUBLISHING – SECONDA EDIZIONE Premiazione del progetto editoriale vincitore che si è distinto per aver espresso il tema del “viaggio” nel modo ritenuto più originale ed efficace.  La seconda edizione del premio FIP è in collaborazione con Favini, storica cartiera italiana, e destinata alla produzione di un’opera inedita.

Ore 20.45 FRISCOSPEAKS: IL MAGAZINE SULLA GRAFICA UNDERGROUND Presenta: Francesco Ciaponi (docente di Storia della stampa e dell’editoria presso LABA Rimini, Fenomenologia dei media presso LABA Firenze e direttore delle Edizioni del Frisco). Ospiti: Linda Cuscito e Giuseppe Di Carlo (Concretipo Studio – Firenze).

Ore 21.30 URBANER – un progetto a cura del Comune di Modena sulle Culture Urbane in Emilia-Romagna. Analisi e documentazione tra estetica, antropologia e società. Presenta  Elia Mazzotti Gentili e Simone Ferrarini (direttori scientifici assieme a Pierpaolo Ascari e Pietro Rivasi del progetto), modera Cinzia Ascari ( curatrice indipendente e responsabile del programma Media e Visual Arts per Future Education Modena)

Domenica 5 settembre ore 22.30 sarà inoltre presentato in anteprima il documentario Art Book Stories, un’indagine sul mondo dell’editoria artistica indipendente che il regista Christian Battiferro ha ideato con la collaborazione degli studenti del corso post-diploma McLuhan (Fondazione Fitstic), e il sostegno dell’Associazione Crudo. Art Book Stories ci accompagna in viaggio da Madrid a New York, da Bologna ad Amsterdam, passando per Parigi dove scopriamo che quasi ogni grande città ha la propria “art book fair”. Quello della pubblicazione di “art book”, ovvero libri fatti da artisti, è un vero e proprio fenomeno globale in espansione, che la pandemia non sembra aver intimorito. Tra i protagonisti: Yannick Bouillis, Art Director di Offpri – Paris Art Book Fair; Max Schumann, fondatore della New York e Los Angeles Art Book Fair; Anna Ferraro, fondatrice di Fruit Exhibition; Erik Kessels, artista e fondatore di KesselsKramer Publishing; Emilia van Lynden, Direttrice artistica di Unseen – Amsterdam e Mónica Carroquino di Libros Mutantes – Madrid Art Book Fair.

INGRESSO LIBERO con green pass senza bisogno di prenotazione.

Fruit Exhibition è un progetto di Crudo in collaborazione con Arci Bologna Frida nel Parco con il sostegno del Comune di Bologna, Regione Emilia Romagna e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

Informazioni: segreteria@fruitexhibition.com

www.fruitexhibition.com

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Festival – Torna “Corigliano Calabro Fotografia”

Dopo lo stop forzato dalla pandemia, torna più fertile che mai il Festival Corigliano Calabro Fotografia giunto alla XVIII edizione. L’edizione 2020/2021 si terrà dal 3 al 5 settembre presso il Castello Ducale di Corigliano Rossano, con mostre allestite fino al 31 ottobre.. Autore dell’anno sarà Lorenzo Cicconi Massi. L’evento di cui è Direttore Artistico Gaetano Gianzi, diventa maggiorenne, ma mantiene sempre la formula che ne ha decretato il successo negli scorsi anni: un contenitore di mostre, presentazioni di libri, workshop in aula e sul campo, proiezioni e chiacchierate di fotografia e lettura di portfolio.

Di seguito illustriamo il programma.

PORTFOLIO JONICO XIV EDIZIONE

Il Festival contiene la quattordicesima edizione del PORTFOLIO JONICO della Fiaf che si svolgerà sabato 4 e domenica 5 di mattina al castello Ducale. Numerosi e di prestigio saranno i lettori: Angelo Cucchetto, Giorgio Galimberti, Maurizio Garofalo, Elena Givone Cosmo Laera, Attilio Lauria, Lorenzo Cicconi Massi, Massimo Mazzoli, Fulvio Merlak, Roberto Strano, Valentina Tamborra,

 

CORIGLIANO CALABRO BOOK AWARD II EDIZIONE

Verrà premiato dalla giuria (Gaetano Gianzi, Francesco Cito, Angelo Cucchetto) il lavoro “Non è l’America” di Stefano Pia. il progetto vincitore del secondo Corigliano Calabro Fotografia Book Award, lanciato in partnership con Photographers.it.

 

MOSTRE

Le mostre autoriali di questa edizione saranno di: Michele Di Donato, Antonello Di Gennaro, Danilo Garcia Di Meo, Lorenzo Cicconi Massi, Maria Cristina Comparato, Francesco Faraci, Giorgio Galimberti, Rosa Mariniello, Pierpaolo Mittica, Raffaele Petralla, Roberto Polillo, Clorinda Scura (autrice del circolo organizzatore Corigliano per la Fotografia), Roberto Strano, Valentina Tamborra.

 

WORKSHOP

I workshop di quest’anno saranno due:

Il primo di Francesco Cito dal titolo «MARE NOSTRUM barche pescatori e pesca, il racconto della notte dei tempi» (3-4-5 settembre)

Il secondo di Angelo Ferrillo dal titolo: «Dal progetto al portfolio, tre giorni per raccontare una storia». (3-4-5 settembre).

 

PRESENTAZIONI DI LIBRI

Numerose saranno anche le presentazioni editoriali, con proiezione:

Giuseppe Cardoni, Vita e Morte Rapsodia Messicana

Angelo Cucchetto: DREAMLANDS A.v.

Roberto Polillo: Tra il visibile e l’invisibile

Valentina Tamborra: Skrei- Il Viaggio, una storia tra Italia e Norvegia

Francesco Faraci: Atlante Umano Siciliano

Roberto Strano: Compagni di viaggio

TALK E INCONTRI


Incontro con l’autore dell’anno Lorenzo Cicconi Massi. 
Incontro con Pierpaolo Mittica.

Lo stato dell’arte del fotogiornalismo oggi con Francesco Cito, Pierpaolo Mittica, Valentina Tamborra e Roberto Strano.

 

Trovate il programma completo e tutte le altre informazioni sul sito internet www.coriglianocalabrofotografia.it

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Festival – ColornoPhotoLife e “Il Fattore Umano”

Barbara Silbe

L’edizione 2021 del festival fotografico di Colorno (Parma), si terrà dall’11 settembre all’8 dicembre, con un tema portante che anticipa un approfondimento sulla fotografia umanista. Fra i protagonisti di questa puntata della kermesse, ormai appuntamento consolidato del circuito dei festival italiani, ci saranno Ferdinando Scianna e Carla Cerati, GIulio Di Meo e Luigi Ottani. Previsti diversi eventi, mostre, workshop e visite guidate. Si punta su “Il Fattore Umano” per mettere in comunicazione “radici e nuove frontiere”, con una miscela di artisti che hanno fatto la storia della fotografia e giovani autori emergenti sempre bisognosi di spazi e attenzione, per offrire agli appassionati di ogni livello l’occasione di esporre le proprie opere al fianco di quelle dei maestri e vedere le tendenze in atto nell’ambito della fotografia nazionale. Saranno ospitati alla Reggia di Colorno gli scatti delle mostre “Il Ritratto, Sciascia a Borges” del fotografo siciliano Ferdinando Scianna (dal 12 settembre all’8 dicembre) e “Uno sguardo di donna su volti, corpi, paesaggi” della fotografa Carla Cerati (dal 16 ottobre all’8 dicembre) curate da Sandro Parmiggiani e organizzate in collaborazione con ANTEA e grazie ai prestigiosi prestiti del Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università degli Studi di Parma.

Nello spazio museale del MUPAC di Colorno, sito nel locale settecentesco dell’Aranciaia, dall’11 settembre al 10 ottobre, saranno esposte le mostre di giovani autori emergenti: “Il condominio” di Veronica Benedetti (vincitrice premio MUSA per le donne); “Brian Damage” di Michele Di Donato a cura di Loredana De Pace; “Crossing the Balkans” di Matteo Placucci, sempre a cura di Loredana De Pace.
Dal 15 ottobre al 7 novembre, proseguirà l’esposizione “Crossing the Balkans” di Matteo Placucci e si aggiungeranno le mostre “Anticorpi Bolognesi” di Giulio Di Meo in collaborazione con Stop – piccolo festival indipendente di fotografia; “Ruggine” di Francesca Artoni (vincitrice Colornophotolife 2020), “Della presenza” di Maria Cristina Comparato (vincitrice Portfolio Italia 2020) e Shooting in Sarajevo di Luigi Ottani, su progetto di Roberta Biagiarelli e Luigi Ottani.
Altre esposizioni mostreranno i risultati dei laboratori tematici “L’uomo e L’umanità” del dipartimento cultura della FIAF in rappresentanza dei festival gemellati e si terranno workshop con docenti selezionati tra i migliori professioni del settore.
Nel week end del 16 e 17 ottobre si terrà una delle tappe di Portfolio Italia, il più importante concorso di lettura portfolio sul territorio nazionale.
Il Festival è possibile grazie al patrocinio di Fiaf, Comune di Colorno, Regione Emilia Romagna e Provincia di Parma. È organizzato dal Gruppo Fotografico Color’s Light e da ANTEA.
Per informazioni sulle mostre della Reggia di Colorno
Tel. 0521 312545
Per informazioni sulle mostre nello spazio museale del MUPAC
Tel. 0521 313790
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Portfolio – Claudia Benevento, Chiama quando vuoi

Il progetto di Claudia Benevento nasce dall’esercizio (e dalla necessità), di indagare se stessa attraverso il racconto di un fatto intimo, personale. Ci parla dell’assenza incolmabile con la quale convive da sempre:  la perdita del padre quando era una bambina. Una figura rimasta importante, una presenza mantenuta viva da un dialogo tra loro che lei ha continuato ad alimentare. Claudia in questa serie si è immaginata di telefonargli, alternando autoritratti tristi e sorridenti, immagini del passato e oggetti recuperati oggi che sembrano uscire da quelle vecchie fotografie. La cornetta di quello stesso telefono anni Settanta, una macchina da scrivere… reperti che l’autrice ha cercato per rafforzare la sua narrazione e rimasti a ricordarle chi fosse quell’uomo tanto amato. Tra flashback e dissolvenze, riflette sulle relazioni familiari e prova a conservare la memoria che lei stessa ha del genitore, ridonandogli una forma fisica reale. La presenza del padre vive in lei, e in questa serie sospesa nel ricordo che è riuscita a concettualizzare.

 

CIAO Papà

Mi chiedo spesso perché sei dovuto andar via all’improvviso, lasciandomi sola ad affrontare questa vita, senza la tua stretta e i tuoi sorrisi rassicuranti, senza la tua presenza importante, senza il tuo amore.

Sono passati 30 anni da quando la vita mi ha imposto questa sottrazione, ma io ti porto sempre con me, nei momenti felici e in quelli bui.

Ti percepisco, sento la tua vicinanza, il vento mi porta la tua voce, le tue parole mi arrivano con l’intenzione di rimarginare il dolore della tua assenza, facendomi vivere questo amore senza fine.

Sento che siamo legati profondamente.

TI VOGLIO BENE PAPA’

CHIAMA QUANDO VUOI

MI MANCHI

SEMPRE

 

TUA CLAUDIA

 

Note biografiche

Mi chiamo Claudia Benevento, ho 35 anni, sono nata a Vimercate e da sempre vivo a Cornate d’Adda (MB). Mi sono diplomata all’Istituto Statale d’Arte di Monza dove ho potuto studiare fotografia e cinema. Dopo il diploma ho fatto svariati lavori non inerenti all’arte, ma dopo poco tempo ho capito che la mia più grande passione è la fotografia. Così, in parallelo al mio attuale lavoro, ho iniziato a seguire corsi di fotografia presso diversi enti, appassionandomi sempre più e capendo dentro di me che fotografare mi fa stare bene.

Contatto Instagram : @claudia_benevento

 

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Celine Croze – The Drifters

L’autrice sembra voler inconsciamente analizzare se stessa attraverso i sogni che si manifestano costantemente da diverso tempo. Con le sue foto Celine cattura frammenti di queste esperienze e li mette insieme, analizzandoli alla ricerca della verità. Ci restituisce un mondo inquieto, le sue immagini attraggono lo sguardo, ma allo stesso tempo quando le hai davanti senti la necessità di trovare una via d’uscita, come all’interno di un labirinto appena illuminato cosi come le figure che lo popolano. Guardando il suo lavoro ti sembra di essere all’interno di una versione ancora più inquieta e tormentata del famoso romanzo di Lewis Carroll, dove Celine prende il posto della protagonista Alice.

Antonio Verrascina

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Sono anni che faccio lo stesso sogno, è notte e sono circondato dall’acqua.

Conosco il posto nel profondo, vorrei dire che è la mia città, ma non lo è.

L’atmosfera è pesante. Nuoto senza meta quando mi ricordo che devo salvare qualcuno, questa persona appare in mezzo al nulla o al tutto. La conosco, la tiro, la porto a riva. Guardo il cielo, le stelle mi dicono di non avere paura. Mi sveglio.

Il giorno dopo, sono nell’acqua, è notte. Qui è un mondo sull’orlo di un precipizio. L’urgenza di un gesto, di un grido. È un’oscillazione costante dal visibile all’invisibile, tra ciò che si rivela e ciò che scompare.

Sempre al limite della rottura che traduce la vulnerabilità del mondo che guardo.

Poi ci sono questi corpi come territori e questi luoghi che traboccano su questi corpi. Il mio occhio fa scorrere lentamente i personaggi che incrocio verso una storia dal clima inquieto,

Come i fantasmi di una società fratturata attraverso una sacra ricerca visiva.

Come le ombre del mio passato che cercano solo di essere rivelate per scomparire e rinascere.

E se fossero tutti me, una stessa persona dispersa che si sforza di trovare la sua unità.

Celine Croze

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Note biografiche

Celine Croze è un’artista visiva nata in Marocco e residente a Parigi con un background nel cinema. Sensibile alle crepe che la nostra società sta attraversando, Celine usa i codici del cinema per trasgredire il mondo che sta guardando.

Il suo lavoro parte sempre dal mostrare una storia. Per entrare nella frattura. Svanire e trovare il tempo del mondo. C’è questo impulso animale che rasenta l’urgenza e culla il pericolo. Ricava dal suo background cinematografico e di scrittura narrativa una visione del mondo nascosto, per andare oltre i limiti che viviamo e vediamo. Ombre e luce, la dualità interiore dell’essere umano diventano una sorta di pura ricerca umana.

Nel 2019, vince il Festival In Cadaqués con ” SQEVNV “, e il Revelation Price

tra Festival Map e il Face à la mer.

Nel 2020 vince il Prix Mentor 2020 con “Male Madre”.

Nel 2021, è una delle finaliste del premio HSBC 2021 con ” SQEVNV ” che è stato esposto in aprile al Festival Instantes in Portogallo.

Il suo lavoro “Nothing Happenned” è stato esposto in aprile 2021 al Rencontres de la jeune photographie internationale de Niort. È una delle vincitrici del “Tremplin Jeunes talents” del Festival Planches Contact di Deauville 2021.

 

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Portfolio – Nicole Gentile, Im-Perfezione

Per arrivare agli altri, bisogna dire la verità, costi quel che costi. Essere se stessi, senza veli, mostrando virtù e debolezze, per fare in modo che il nostro prossimo in noi si riconosca. Vale nella vita, così come in fotografia. Vi siete mai chiesti per quale ragione ci piace un libro o piangiamo guardando un film? La risposta è che tra quelle righe, in quelle scene, troviamo corrispondenze con il nostro più intimo sentire.  Tendiamo a ricondurre a nostre personali esperienze le storie che leggiamo o ci vengono raccontate, affidando agli artisti quello che non sappiamo esprimere. E più queste sono vere, più il prodigio si compie e le imprime per sempre nella nostra memoria. Lo ha capito Nicole Gentile, che dopo un iniziale tentennamento ha scelto di aprire il sipario su una delle esperienze che più l’ha resa fragile:  la sua malattia. Da questo palcoscenico, lei ci dice che soffre di vitiligine, ci prende per mano forzandoci a osservare le chiazze visibili sulla cute che la espongono a sguardi e invadenze altrui, eppure sono opportunità per crescere e diventare forti. La sua storia, le sue macchie sulla pelle, le hanno imposto un percorso di approfondimento e accettazione che sta facendo anche attraverso il medium fotografico. Obiettivo rivolto su se stessa, sulle tappe da affrontare, sulle sue radici, con una narrazione del quotidiano che comporta anche l’esplorazione frontale davanti allo specchio durante il trucco di questa amica-nemica con la quale deve convivere in pace. Nella sua indagine visuale, Nicole ha deciso di mescolare gli autoritratti a una documentazione più simbologica, sostando sugli elementi che rappresentano la sua esperienza: un referto, i farmaci, i cosmetici, le foto della nonna… E’ la prima tratta di un viaggio che la condurrà lontano.

 

Nicole Gentile

In adolescenza mi è stata diagnosticata la vitiligine, una malattia che coinvolge la pigmentazione cutanea causata dalla mancanza di melanina. Conoscevo la malattia perché anche mia nonna ne era affetta e nel momento in cui mi è stata diagnosticata ho finito per ripercorrere la strada della non accettazione intrapresa da lei anni prima. Accogliere questo cambiamento è stato difficile. La vitiligine non è una malattia limitante, non crea dolore, ma genera disagi psicologici. La sua continua evoluzione rende la mia immagine mutevole, anno dopo anno, costringendomi costantemente al confronto con nuove macchie che compaiono sul mio corpo.

In una società che promuove canoni di bellezza standardizzati e poco raggiungibili, riuscire ad accettarsi e valorizzarsi, richiede un costante lavoro su di sé per poter uscire dalla “mentalità del bello e giusto” perché socialmente condivisa.  Ho deciso quindi di fotografarmi cosi come sono, senza trucco, mostrando ciò che di solito cerco di celare, con l’intenzione di riuscire ad accettarmi valorizzando ciò che ci rende tutti unici: LA DIVERSITA’.

Credo profondamente che nulla accada per caso e che ogni situazione contenga sempre un lato positivo. Credo che la vita non remi mai contro di noi e che i problemi che incontriamo possano essere occasioni di guarigione. La mia intenzione oggi è quindi quella di cambiare prospettiva, vivendo la mia malattia come un’occasione per migliorarmi, lavorando profondamente sul mio Io interiore. Ogni segno sulla pelle, inoltre, mi permette di sentire la mia amata nonna Maria sempre vicina.

 

Note biografiche

Sono nata a Sesto San Giovanni nel 1987. Sono affascinata dalla fotografia, amo la musica cantautorale e curiosare tra i vicoli e le corti del nostro Paese. Mi sono avvicinata al mondo della fotografia grazie all’associazione GFS (Gruppo Fotoamatori Sestesi) con cui ho sperimentato l’arte dello sviluppo e l’incontro con diversi autori del panorama italiano. Ho collaborato con il Centro Ricerche Teatrali (CRT) della Valle Olona in occasione di eventi dedicati all’arte, al teatro, alla coreutica, alla promozione del patrimonio culturale. Il mio più grande desiderio è quello di riuscire a utilizzare il lavoro fotografico come strumento di riflessione in grado di generare crescente consapevolezza nei confronti della realtà sociale contemporanea, ritraendo una vita fatta di difficoltà e bellezza, verso cui vale la pena di approcciarsi sempre con grande riconoscenza.

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ANDY ROCCHELLI GRANT 2021, premio al miglior dummy

C’è tempo fino al 1° settembre per candiarsi all’Andy Rocchelli Grant, premio fotografico internazionale promosso da CESURA in nome del suo cofondatore Andy Rocchelli, fotoreporter ucciso in Ucraina nel 2014. Andy era una fiamma insostituibile, e per fare in modo che i suoi valori come fotografo e come uomo possano continuare ad ardere, è stato istituito un importante grant in suo nome. Lo scopo è individuare il migliore dummy fotografico inedito e premiare il vincitore con la produzione e la pubblicazione del libro da parte di Cesura Publish, casa editrice del collettivo.

La giuria si riunirà a settembre 2021 per selezionare una short list di finalisti. A dicembre 2021 verrà annunciato il libro vincitore.

La prima edizione del grant è un progetto promosso e sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

Il 24 settebre saranno annunciati i finalisti, a dicembre avverrà l’annuncio del vincitore e il lancio del libro fotografico.

 

La giuria

-David Campany, curatore, scrittore e Managing Director del Programs al Centro Internazionale di Fotografia a New York

-Tamara Corm, senior director alla Pace gallery di Londra

-Arianna Arcara, co-fondatrice di CESURA, fotografa e co-direttrice artistica di Cesura Publish

-Lucia Rocchelli, membro onorario della giuria, architetto

* un quinto giudice verrà annunciato a breve

-Alex Majoli, presidente di giuria, fotografo, membro di Magnum Photos, cofondatore di CESURA e co-direttore artistico di Cesura Publish

 

IN MEMORIA DI ANDY

Andy Rocchelli è stato un fotoreporter italiano, membro e fondatore di Cesura. Ha lavorato come fotogiornalista per otto anni, documentando l’Europa orientale, la Primavera Araba in Libia ed in Tunisia, le violazioni dei diritti umani in Kyrgyzstan e Inguscezia. In Italia, ha lavorato sul fenomeno del velinismo e il rapporto tra migranti e la criminalità organizzata. Al momento della sua morte, nei pressi della città di Sloviansk in Ucraina il 24 maggio 2014, stava documentando le condizioni dei civili intrappolati nel conflitto del Donbass. Russian Interiors, il suo libro fotografico, è stato pubblicato postumo da Cesura Publish. Era un esempio di integrità e correttezza: nel suo lavoro era animato da grande passione e costante determinazione, lo viveva in maniera fisica e intuitiva. I suoi valori sono ancora oggi una delle colonne portanti del nostro gruppo. Aveva la capacità di vedere grandi possibilità nelle piccole cose, e di creare molto da quel poco. La produzione editoriale stampata era un passaggio fondamentale della sua ricerca, in quanto strumento di diffusione e completamento del lavoro. Andy era una insostituibile pietra accendi fuoco e per fare in modo che i suoi valori come fotografo e come uomo possano continuare ad ardere, abbiamo voluto istituire un Grant in suo nome e di permettere a un autore o a un nuovo talento di creare un libro fotografico in piena libertà di espressione, come Andy avrebbe voluto.

 

CESURA

CESURA  è un collettivo fotografico, casa editrice ed un laboratorio attivo in Italia nel campo della fotografia documentaria, di ricerca e sperimentazione visiva il cui intento è creare una forza indipendente e autonoma nel panorama della fotografia nazionale ed internazionale. Dal 2008 è impegnata nel racconto dei fenomeni sociali della contemporaneità, come la documentazione della Primavera Araba e la più recente documentazione della pandemia di Covid-19. I suoi progetti sono stati pubblicati sui principali quotidiani e magazine nazionali e internazionali come Time Magazine, New York Times Magazine, The New Yorker, The Guardian, Le Monde, Internazionale, Repubblica, L’Espresso), ed esposti presso musei come Le Bal (Parigi), MoCP (Chicago), Nobel Peace Center (Oslo), Deichhtorhallen (Amburgo), Draiflessen Collection (Mettingen) e Kulturhuset (Stoccolma).

Per informazioni e contatti:

info@cesura.it  | andyrocchelligrant@cesura.it |+39 0523997198 | Via del Campo Sportivo, 6 Pianello V. T. (PC) 29010 Italy

 

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Romano Cagnoni Award, il tema della “Libertà” invita alla call 2021

Al via la seconda edizione del Romano Cagnoni Award, premio internazionale di fotogiornalismo rivolto ai fotografi di tutto il mondo che, fino al 15 novembre 2021, potranno presentare le proprie candidature. Promosso dalla Fondazione Romano Cagnoni, in collaborazione con Photolux Festival, il Premio nasce nel 2019, in memoria del grande fotoreporter Romano Cagnoni (1935-2018), con l’intento di supportare i fotografi che indagano, con profondità e partecipazione, argomenti legati alla condizione umana, al cambiamento sociale e ambientale, alle crisi umanitarie e alla violazione dei diritti umani nel mondo.Dopo la prima edizione del 2019, che ha premiato come vincitore Gianluca Panella, il Premio si presenta in una veste rinnovata, ad iniziare dal nome RCA-Romano Cagnoni Awardper sottolineare la matrice internazionale dell’iniziativa, che vuole accogliere candidature da tutto il mondo. «Romano è stato un fotoreporter che ha lavorato a livello internazionale, collaborando e pubblicando sulle testate che hanno fatto la storia del fotgoiornalismo, come LIFE Magazine, Sunday Times, The New York Times e tante altre-dichiara Patricia Franceschetti Cagnoni, Presidente della Fondazione Romano Cagnoni – l’idea che un premio porti il suo nome, vuol dire continuare a ricordare quelli che sono stati i valori alla base della sua ricerca e a trasmetterli anche alle giovani generazioni. Allo stesso tempo è un segnale importante per supportare il fotogiornalismo, in un momento di crisi e di cambiamento come quello chestiamo attraversando». Si conferma la fondamentale collaborazione della Fondazione con il Photolux Festival – Biennale Internazionale di Fotografia, co-diretta da Enrico Stefanelli, Chiara Ruberti, Rica Cerbarano e Francesco Colombelli e si instaura una nuova parternship con LensCulture, tra le principali piattaforme online dedicate alla fotografia contemporanea. La Giuria sarà composta da autorevoli esperti del settore: Martina Bacigalupo, fotografa e photo editor Revue 6MOIS; Elena Boille, vice-direttrice e photo editor della rivista Internazionale; Daria Bonera, fondatrice della DB Agency e visual editor di CESURA; Jim Casper, direttore di LensCulture; Manuel Rivera-Ortiz, fotografo e Presidente della Manuel Rivera-Ortiz Foundation (Arles); Moshe Rosenzveig, fondatore e direttore dell’Head On Photo Festival (Sydney); Patricia Franceschetti Cagnoni, Presidente di Giuria. Direttore del Premio è Benedetta Donato.

Il concept per questa edizione è: LIBERTÀ/FREEDOM. Tema che caratterizza la storia dell’umanità, come condizione acquisita dalla nascita o ideale da perseguire e da affermare attraverso i movimenti sociali, la libertà è oggi e mai come prima d’ora, al centro di una riflessione, che si svolge intorno a questioni più ampie. Il fotogiornalismo è innanzitutto una manifestazione della libertà di espressione e di movimento. Libertà che spesso sono ancora negate, se si pensa a fenomeni come i flussi migratori, la possibilità di accesso e la garanzia alle cure sanitarie, gli episodi di razzismo, l’impatto delle azioni intensive perpetrate dall’uomo sul territorio, a scapito delle risorse ambientali e delle popolazioni coinvolte in determinati luoghi della terra. Sono solamente alcuni degli aspetti su cui soffermarsi. Attraverso la narrazione fotografica, la libertà diventa un ambito da indagare ulteriormente per documentare la sua presenza, la sua assenza e il cammino per ricercarla, come condizione che dovrebbe riguardare ogni essere vivente. Al progetto vincitore verrà riconosciuto un premio in denaro del valore di 5.000 euro. Il lavoro primo classificato sarà protagonista di una mostra nell’ambito del Photolux Festival che si svolgerà dal 28 Maggio al 19 Giugno 2022 e di una pubblicazione nel catalogo ufficiale della manifestazione. Il vincitore riceverà inoltre una scultura simbolo del Premio, realizzata da Armen Agop, artista che opera a Pietrasanta, luogo di nascita di Romano Cagnoni. Il Premio prevede inoltre l’assegnazione di menzioni speciali e la pubblicazione, di uno dei lavori finalisti indicati nella shortlist, sulla rivista Internazionale. Il Premio Romano Cagnoni si avvale della media partnership del Photolux Magazine e del patrocinio del Comune di Pietrasanta.

Dead line per l’invio delle candidature: 15 Novembre 2021.

Pubblicazione della shortlist con i nomi dei 10 finalisti: febbraio 2022

Annuncio del vincitore: marzo 2022, in occasione della conferenza stampa del Photolux Festival Edizione 2022.

In quella stessa data verranno rese note le menzioni speciali e il lavoro scelto per la pubblicazione sulla rivista Internazionale. Premiazione e inaugurazione della mostra del primo classificato: maggio –giugno 2022

MATERIALE DA PRESENTARE TRAMITE PIATTAFORMA LENSCULTURE:

-20 Immagini corredate da didascalie, in formato jpeg, lato lungo 1500 pixel, risoluzionemassima 300 dpi, a colori e/o in bianco e nero;

-un testo introduttivo di presentazione del progetto (max 2.000 battute)

-una biografia (max 1.500 battute) e un cv aggiornato formato PDF

-tutti i testi dovranno essere redatti in lingua inglese.

Prima di iscriversi, i candidati dovranno aver preso visione del Regolamento, consultabile sul sito della Fondazione Romano Cagnoni, presentando il materiale come descritto e attenendosi alla procedura indicata: https://www.fondazioneromanocagnoni.com/it/romano-cagnoni-award/

Tutte le informazioni sono reperibili sul sito e per ulteriori quesiti, è possibile scrivere alla Fondazione, tramite questo indirizzo mail: fondazioneromanocagnoni@gmail.com

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Mostra – Ilaria Abbiento, Καρδια.

Inaugura il prossimo 31 luglio, presso Plaza Project Art Room (Hotel Plaza e De Russie, piazza D’Azeglio 1, Viareggio, Lucca, la personale di Ilaria Abbiento dal titolo Καρδια. Resterà aperta fino al 3 ottobre 2021.

Capraia è un’isola vulcanica, l’unica dell’arcipelago toscano.

La prima eruzione, circa nove milioni di anni fa, provocò un violento terremoto e metà dell’isola sprofondò nel mare.

 

καρδια è un lavoro elaborato durante una residenza d’artista sull’isola di Capraia, Plaza Art Residency

a cura di Claudio Composti, mc2gallery.

Il corpo del lavoro si compone di alcune opere fotografiche, una pietra vulcanica, un mareografo costruito con un elettrocardiogramma registrato sull’isola e un video, un diario e due antiche carte nautiche di Capraia dipinte a mano con il rame.

 

Riprendiamo qui alcuni appunti della stessa autrice:

 

[καρδιά, dal greco antico, vuol dire cuore.]

ho mal d’amore

Osservo da giorni la carta nautica di Capraia. Il mio sguardo, che segue le dolci linee di costa, d’un tratto

s’incanta sui frammenti delle rive e il profilo dell’isola mi appare come i contorni di un cuore lacerato.

Mi chiedo se le mie fratture collimino con le erosioni dell’isola.

 

Capraia, febbraio 2020

L’isola è un cuore sospeso sull’acqua.

Dal mare mi infiltro nelle sue arterie.

 

La percorro nei suoi molteplici sentieri.

La polvere vulcanica, le pietre sanguigne che ho ritrovato e le lesioni nei suoi bordi forse sono la verifica di

ciò che avevo immaginato. Registro la mia presenza sull’isola con il diagramma del mio ritmo cardiaco,

un mareografo immaginario che si accorda all’ondeggiare del mare e pulsa come la luce che lampeggia dalla lanterna del faro.

Nell’assenza di un segnale imparo a leggere il vento e ascoltare il mare, dolce anestetico di ogni mio dolore.

Così l’oceano, che circonda l’isola e il mio cuore, rimarginerà, almeno in parte, le vermiglie abrasioni.

 

Mentre il mio cuore prova a guarire, quello di mio padre sta per fermarsi.

 

φιλικῶς

con amore.

 

 

Claudio Composti

 

“Ognuno rinasce ogni giorno. Non sapremo mai se la conseguenza di quello che ci accade ci porta da una parte o dall’altra…credo nel “giusto tempo” anche nell’accettare quel tempo… e accettare quello che c’è”.

(Ezio Bosso, compositore – 1971/2020)

 

La sincronicità è un principio di nessi acausali che consiste in un legame tra due eventi che avvengono in contemporanea, connessi tra loro, ma non in maniera causale, cioè non in modo tale che l’uno influisca materialmente sull’altro, bensì come due orologi che siano stati sincronizzati su una stessa ora.

Così ha fatto Ilaria Abbiento, sincronizzando il battito del suo cuore ad ogni passo fatto per i sentieri lungo la costa dell’isola di Capraia. E non solo. Ha trascorso lì un periodo, in inverno, da sola, per una residenza d’artista… “Registro la mia presenza sull’isola con il diagramma del mio ritmo cardiaco, un mareografo immaginario che si accorda all’ondeggiare del mare e pulsa come la luce che lampeggia dalla lanterna del faro…”.  Le rosse “vene” rocciose che solcano questa isola di origine vulcanica sembrano darle ragione. Mappandone le linee di costa, si è spinta prima del tramonto fino in cima al faro, di fronte alla lanterna spenta fino a che, improvvisamente, si è accesa, come un cuore che improvvisamente torna a battere. E illumina. Unica luce per i marinai nella notte o nella tempesta, in quel buio che a volte arriva troppo presto nella vita di ognuno. Ha studiato le carte nautiche dell’isola, scorgendo nelle sue linee la forma di un cuore appoggiato sul mare, di cui ha scoperto essersi persi dei pezzi di costa in passato, sprofondati nel mare in seguito ad eruzioni… “Osservo da giorni la carta nautica di Capraia. Il mio sguardo, che segue le dolci linee di costa, d’un tratto s’incanta sui frammenti delle rive e il profilo dell’isola mi appare come i contorni di un cuore lacerato. Mi chiedo se le mie fratture collimino con le erosioni dell’isola” scrive nel suo diario di bordo immaginario, capitano esperto di un viaggio dell’anima. Pezzi di “cuore” perduti, ricuciti con la sua arte e il suo amore viscerale per il mare, che la aiutano a tracciare nuove rotte per navigare tra le isole del suo arcipelago interiore, come lo chiama lei e a lenire le sue ferite del cuore. Quelle che lascia la vita, quando accade…“Così l’oceano, che circonda l’isola e il mio cuore, rimarginerà, almeno in parte, le vermiglie abrasioni. Mentre il mio cuore prova a guarire, quello di mio padre sta per fermarsi.” E si ferma. Sincronicità.

Καρδια assume così una forte valenza personale e simbolica che rende omaggio al ciclo della vita e all’amore puro, di cuore, che vive all’unisono di gesti e silenzi, distanze e parole, in un tempo tutto suo, sincronico, oltre la nostra volontà. Il “giusto tempo”. Dante, nella Divina Commedia, descrive Ulisse come chi, ubbidendo al suo destino di curioso giramondo, “per seguir virtute e canoscenza” ha ripreso il mare una volta giunto a Itaca e ha varcato le Colonne d’Ercole, giungendo ai piedi del monte Purgatorio. Ilaria Abbiento si fa mare e ci naviga, novella Ulisse, in quel viaggio che chiamiamo vita, in cerca della propria isola interiore dove approdare e da cui, forse, non ripartire. E traccia per noi nuove rotte sulle coordinate della sua poesia e del suo amore folle e irresistibile per il mare. Da batticuore.