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Ilaria Abbiento – Intervista

Ilaria Abbiento, artista di stanza a Napoli ha il primo incontro con la fotografia durante la sua infanzia quando uno zio fotografo la introduce per gioco in camera oscura. Ha all’attivo diverse mostre collettive e personali.

Vince Portfolio Italia 2015 al Centro Italiano Fotografia d’Autore a Bibbiena, Arezzo. Partecipa alla Residenza d’Artista BoCS Art 2015 con l’Opera “Opificio” per la collezione del Museo di Arte Contemporanea di Cosenza. Selezionata nel 2016 tra gli artisti di Smartup Optima/Premio di Arte Contemporanea con l’Opera “Harmonia”

Predilige la fotografia concettuale che le consente di costruire una poetica di immagini sospese nel tempo. Ma conoscetela meglio nella nostra videointervista

Copyright Gianluca Gulluni e EyesOpen!

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Luca Gasparro – Comunità Cinese

Generazioni #13

Al di là del muro: la comunità italo-cinese oltre i pregiudizi professionali

Luca Gasparro è andato a curiosare nella comunità Cinese in Italia, e ne fa un reportage e un’analisi accurata. Ci sono più di 300.000 cittadini cinesi in Italia. La terza comunità straniera in Italia popola le città, investe capitali e crea impresa nel sistema economico del Paese. Con 49.048 imprese, si colloca come seconda nella graduatoria per titolari di imprese individuali di cittadini nati in Paesi extra UE.

Costituitasi originariamente appena quaranta anni fa, negli ultimi vent’anni ha consolidato la sua presenza grazie a una immigrazione crescente e al comparire delle seconde generazioni che hanno completato i cicli di istruzione nelle scuole italiane.

Nonostante questa sia una comunità da anni presente sul territorio, una diffidenza di fondo nei loro confronti, unita alla loro usanza di mantenere uno stretto legame con la comunità d’origine, ha alimentato pregiudizi. Da sempre, la mancanza di informazioni che riescano a fare breccia oltre l’apparenza, porta alla costruzione spontanea di “verità” parziali a cui non sono demandate altre indagini.

Da queste premesse è nato un progetto che lo ha portato a incontrare alcuni cittadini cinesi che hanno scelto l’Italia come casa. Ha cercato quelli tra loro che non abitassero il pregiudizio professionale che li vuole tutti ristoratori o grossisti d’abbigliamento e oggettistica al dettaglio, ma cercando invece imprenditori, attori, cantanti.

Su EyesOpen! n.11

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Daniele Mele – Una storia di amore e di perdita

Generazioni #12

Daniele Mele mira a ricercare il quotidiano, quel mondo popolato da volti dalle emozioni autentiche, fatto di condivisione, ma anche di solitudine. Un mondo reale, alla portata di tutti, spesso non percepito o ignorato. Una sorta di riscoperta di quello che ci circonda, attraverso occhi nuovi.

Ci racconta di Antonio, suo nonno, affetto da morbo di Parkinson da quattordici anni, che lascia Daniele e la sua famiglia il 18 Febbraio 2016, all’età di 83 anni, dopo una settimana di coma.

“La reale documentazione del suo ultimo periodo di vita, dove la sofferenza si fa più preponderante, dove la routine, stravolta, lascia spazio a giornate dal sapore amaro, diventa un pretesto di riflessione su come i luoghi cambino in relazione agli eventi. Emilia, mia nonna, sua fedele compagna e suo bastone, il suo ultimo compleanno, l’amore di quei giorni; Jackie, il suo amico a quattro zampe, compagno assiduo delle sue giornate. Un lampo e poi il coma, gli attimi di caos ed incredulità, l’incapacità di agire, l’ospedale, il suo addio”

Su EyesOpen! n.11

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Chiara Conti – Mercanti Vietnamiti

Generazioni #11

Chiara Conti è una giovane fotografa e una viaggiatrice. Ha documentato la cultura Vietnamita, e in particolare i mercanti con il suo personale stile “retrò” che ricorda tanto i viaggi dei reporter anni ’70 e la pellicola.

“Ho cominciato a dare una spiegazione a quello che mi si presentava della cultura vietnamita il gior­no in cui ho incontrato Trang. Eravamo quasi al capolinea del nostro viaggio, stavamo attraversando le insenature del Mekong la mattina all’alba, in visita ai floating market.

Trang mi ha raccontato della guerra, della generazione di sua madre, del profondo cambiamento che sta compiendo il suo Paese, della dittatura comunista che l’attraversa e, per forza, lo caratteriz­za. La vittoria del regime ha costretto il Vietnam a un periodo di frazionamento del cibo, le famiglie avevano a disposizione 150 gr di carne al mese, trovavano sostentamento da tutto ciò che il territorio offriva spontaneamente: piante infestanti, riso, erbe, la frutta degli alberi. Ogni tanto ripenso ai mille occhi che ho incontrato e mi chiedo se siano ancora lì dove li ho lasciati, se ogni persona che mi ha sfamato abbia ancora quel sorriso tranquillo che ho conosciuto, se ogni mattina, ancora, all’alba i floating market si accendano come lucciole o se abbia smesso di piovere sulle bancarelle di Hue. Mi sembra uno spettacolo così preciso e importante che mi fa strano, ogni tanto, immaginare che ogni giorno quello che ho visto rinasce di nuovo, anche senza di me”

Su EyesOpen! n.11

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Clarissa Ceci – F-lux

Generazioni #10

F-lux è la forma dei pensieri di Clarissa Ceci, gli stimoli e le sensazioni che affollano la sua mente quando è in balia della città. Parte da un’idea molto caotica e le da un ordine/disordine visivo trasformandolo in questo “flusso di coscienza”, a un percorso di liberazione e ricerca che è avvenuto durante un anno.

“Milano per me è un luogo da scoprire, territorio di nessuno, dove i ricordi e le sensazioni si cuciono come su una grande tela; dove spesso mi sono sentita persa, dove ho visto riflesse le mie angosce, dove ho creato la mia nuova casa, un nuovo mondo di salvezza. La città dove divento donna”

Pubblicato integralmente su EyesOpen! n.11

 

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15 Dicembre – EyesOpen! festeggia

Vi aspettiamo il 15 Dicembre a partire dalle 19.00 negli spazi di Bottega Immagine (nota scuola di fotografia oltre che importante ritrovo didattico del panorama milanese) per presentarvi il nuovo numero di EyesOpen! e i giovani fotografi che abbiamo pubblicato ci racconteranno i loro lavori e la loro avventura nel mondo della fotografia. Saremo poi felici di brindare insieme ai partecipanti e agli amici di Bottega Immagine ….e vi daremo qualche anticipazione sulle novità per il 2018!

Bottega Immagine, via Carlo Farini 60 – Ingresso libero!

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Myriam De Rosa – Il cielo non cambia

Generazioni #9

Myriam De Rosa ha realizzato un’originale composizione per parlare del cielo. “Il cielo non cambia” è nato dalla sua personale esigenza.

“Io vengo dal mare, ho sempre parlato al mare, chiesto al mare. Io soprattutto lo ascolto. Poi, un giorno, mi sono ritrovata senza di lui e ho temuto che avrei dovuto iniziare a parlare agli estranei ed è stato così che ho riscoperto il cielo.

Il mare e il cielo, in fondo, un po’ si somigliano; hanno entrambi il grande potere di essere immensi, ma di non fare paura. Il cielo, poi, ha questa particolarità di non avere prospettiva. Nelle foto, infatti, sono gli oggetti a dirci se siamo sdraiati su un prato, affacciati a un balcone o se, semplicemente, alziamo lo sguardo mentre passeggiamo. Usufruirne dovrebbe essere obbligatorio”

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Greta Citti – Non è mai domenica

Generazioni #8

Greta Citti ci racconta di una casa di reclusione, un carcere, indietro di 40 anni il cui tempo è scandito da istanti sempre uguali a quelli del giorno precedente e a quelli del giorno successivo.

L’istituto penitenziario maschile di Porto Azzurro, l’unico carcere dell’Isola d’Elba, è suddiviso in tre sezioni e ospita 233 detenuti con una pena minima di sette anni, per la maggior parte ergastolani.

Osservando la natura rigogliosa che circonda la struttura, è impossibile non domandarsi se tanta bellezza aumenti il dolore per la perdita di libertà o sia solo stimolo di un’“evasione mentale”, quindi un punto di forza per andare avanti. Talvolta i giornali locali pubblicano qualche notizia, ma generalmente occorre una ragione eclatante affinché i riflettori si puntino lì, un fatto di cronaca, come evasioni, suicidi, aggressioni.

Andando oltre lo stereotipo sociale dell’individuo deviante emerge una condizione universale per la maggior parte delle carceri: la monotonia delle giornate.

 

Pubblicato integralmente su EyesOpen! n.11

 

 

 

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Davide Esposito – Capri, sogno di un’ombra

Generazioni #7

Davide Esposito fotografa per cercare e trovarsi nel mondo interiore dell’impossibile, in un surrealismo prettamente mentale. Cerca di dare luce e materia all’impossibile.

Portare il non essere nel mondo dell’essere

Giovane fotografo, vive a Capri e ci racconta la sua isola in un modo del tutto diverso dall’atteso

“L’inverno, lì c’è l’essenza di Capri. Maestosa, misteriosa, matrigna. Un’isola che obbliga all’introspezione, a fare i conti con il dualismo dell’essere umano. Ego e solitudine. Sapere chi siamo e dove stiamo andando. Luce che si staglia nel buio, ora trionfante, ora succube, ora complice del nulla. 

Capri come dimensione dell’anima, una lunga nota interiore che appartiene a ogni essere umano, Capri e il suo inverno appartengono a tutti. Si manifestano come esperienza individuale di una metarealtà, qualcosa che è possibile sentire solo ascoltando il sibilo dei cinque sensi, che insieme si incontrano con queste atmosfere”

Il suo lavoro è pubblicato su EyesOpen! n.11

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Danea Urso – Je est un autre

Generazioni #6

Vi presentiamo la giovane fotografa Danea Urso, attiva partecipante e socia dell’associazione culturale Photosintesi di Casarano (LE) che ha affrontato un tema drammatico, vissuto in prima persona, usando la fotografia per esorcizzare quanto accadutole.

“Je est un autre”: un soggetto e un verbo non coniugati, una lingua che non è quella italiana, un altro che non si sa chi è, un altro da sé stessi che non è dato conoscere. Questo progetto racconta di una storia uguale, ma anche diversa da tante altre, una storia di “mal di vivere”, una storia che parla del soggetto in se, ma anche del fotografo.

“È il racconto di un perenne senso di angoscia, soffocamento, dolore e solitudine. Qui ho esorcizzato tutta la rabbia, tutto il senso di impotenza, tutta l’atmosfera che ho vissuto prima in terza e poi in prima persona; qui chiudo un capitolo della mia vita scegliendo di reagire; qui ha chiuso la sua vita mio zio scegliendo la morte. Nel febbraio del 2002, quando aveva quasi la stessa età che ho io oggi

Ho voluto dar voce alla sua vicenda e alla sua sofferenza, ho voluto rompere il silenzio che si è creato da allora in famiglia attorno a tutta questa storia”

Pubblicato in dittici su EyesOpen! n.11