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Portfolio – Nicole Gentile, Im-Perfezione

Per arrivare agli altri, bisogna dire la verità, costi quel che costi. Essere se stessi, senza veli, mostrando virtù e debolezze, per fare in modo che il nostro prossimo in noi si riconosca. Vale nella vita, così come in fotografia. Vi siete mai chiesti per quale ragione ci piace un libro o piangiamo guardando un film? La risposta è che tra quelle righe, in quelle scene, troviamo corrispondenze con il nostro più intimo sentire.  Tendiamo a ricondurre a nostre personali esperienze le storie che leggiamo o ci vengono raccontate, affidando agli artisti quello che non sappiamo esprimere. E più queste sono vere, più il prodigio si compie e le imprime per sempre nella nostra memoria. Lo ha capito Nicole Gentile, che dopo un iniziale tentennamento ha scelto di aprire il sipario su una delle esperienze che più l’ha resa fragile:  la sua malattia. Da questo palcoscenico, lei ci dice che soffre di vitiligine, ci prende per mano forzandoci a osservare le chiazze visibili sulla cute che la espongono a sguardi e invadenze altrui, eppure sono opportunità per crescere e diventare forti. La sua storia, le sue macchie sulla pelle, le hanno imposto un percorso di approfondimento e accettazione che sta facendo anche attraverso il medium fotografico. Obiettivo rivolto su se stessa, sulle tappe da affrontare, sulle sue radici, con una narrazione del quotidiano che comporta anche l’esplorazione frontale davanti allo specchio durante il trucco di questa amica-nemica con la quale deve convivere in pace. Nella sua indagine visuale, Nicole ha deciso di mescolare gli autoritratti a una documentazione più simbologica, sostando sugli elementi che rappresentano la sua esperienza: un referto, i farmaci, i cosmetici, le foto della nonna… E’ la prima tratta di un viaggio che la condurrà lontano.

 

Nicole Gentile

In adolescenza mi è stata diagnosticata la vitiligine, una malattia che coinvolge la pigmentazione cutanea causata dalla mancanza di melanina. Conoscevo la malattia perché anche mia nonna ne era affetta e nel momento in cui mi è stata diagnosticata ho finito per ripercorrere la strada della non accettazione intrapresa da lei anni prima. Accogliere questo cambiamento è stato difficile. La vitiligine non è una malattia limitante, non crea dolore, ma genera disagi psicologici. La sua continua evoluzione rende la mia immagine mutevole, anno dopo anno, costringendomi costantemente al confronto con nuove macchie che compaiono sul mio corpo.

In una società che promuove canoni di bellezza standardizzati e poco raggiungibili, riuscire ad accettarsi e valorizzarsi, richiede un costante lavoro su di sé per poter uscire dalla “mentalità del bello e giusto” perché socialmente condivisa.  Ho deciso quindi di fotografarmi cosi come sono, senza trucco, mostrando ciò che di solito cerco di celare, con l’intenzione di riuscire ad accettarmi valorizzando ciò che ci rende tutti unici: LA DIVERSITA’.

Credo profondamente che nulla accada per caso e che ogni situazione contenga sempre un lato positivo. Credo che la vita non remi mai contro di noi e che i problemi che incontriamo possano essere occasioni di guarigione. La mia intenzione oggi è quindi quella di cambiare prospettiva, vivendo la mia malattia come un’occasione per migliorarmi, lavorando profondamente sul mio Io interiore. Ogni segno sulla pelle, inoltre, mi permette di sentire la mia amata nonna Maria sempre vicina.

 

Note biografiche

Sono nata a Sesto San Giovanni nel 1987. Sono affascinata dalla fotografia, amo la musica cantautorale e curiosare tra i vicoli e le corti del nostro Paese. Mi sono avvicinata al mondo della fotografia grazie all’associazione GFS (Gruppo Fotoamatori Sestesi) con cui ho sperimentato l’arte dello sviluppo e l’incontro con diversi autori del panorama italiano. Ho collaborato con il Centro Ricerche Teatrali (CRT) della Valle Olona in occasione di eventi dedicati all’arte, al teatro, alla coreutica, alla promozione del patrimonio culturale. Il mio più grande desiderio è quello di riuscire a utilizzare il lavoro fotografico come strumento di riflessione in grado di generare crescente consapevolezza nei confronti della realtà sociale contemporanea, ritraendo una vita fatta di difficoltà e bellezza, verso cui vale la pena di approcciarsi sempre con grande riconoscenza.

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