Hikibi, viaggio a sud del pianeta Giappone

 

.

Tra le svariate iniziative di valore di Istituto Italiano di Fotografia, Milano, che spende molte energie per la formazione dei suoi studenti, c’è la pubblicazione di un libro che sembra un cahier d’art per l’accuratezza e il gusto con il quale è stato confezionato. Si intitola Hikibi, parola giapponese che in italiano significa Risonanza, e riunisce i lavori di Alice Re, Matteo Colella e Alvise Crovato. I tre autori, che in questa scuola si sono formati e hanno vinto una borsa di studio, hanno scelto di indagare una parte di mondo ciascuno con il suo stile, per costruire una narrazione univoca piena di incanto. Il risultato è un raro equilibrio di visioni e confronti, dove gli elementi naturali, le tradizioni, i dettagli e i gesti della vita quotidiana delle comunità si combinano alla perfezione.

Il volume, che si compone di 192 pagine, è stato pubblicato da Corsiero Editore lo corso novembre.

La sinossi recita così:

“Nel cuore dell’isola di Kyushu, nella quieta città di Ukiha, il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso. Lontano dalla frenesia delle metropoli, qui la vita quotidiana custodisce un equilibrio raro, fatto di gesti antichi, ascolto e profondo rispetto per la natura. L’acqua, elemento vitale, simbolo di purezza e rigenerazione, attraversa questi paesaggi e ne guida il respiro, influenzando il lavoro degli artigiani e il modo stesso di abitare il territorio. Qui la fotografia è più di un linguaggio: diventa un atto di relazione. Hibiki racconta ciò che accade quando tre sguardi diversi imparano a percepire lo stesso respiro, entrando in dialogo con una comunità e con la propria interiorità. Le immagini nascono lentamente, da un processo di ascolto reciproco fatto di incontri, sospensioni, scambi e meraviglia. Il nostro fare fotografia assume un ritmo più lento: nasce per custodire la cura degli artigiani, la dedizione con cui i maestri (Sensei) tramandano il sapere in continua evoluzione tra tradizione e contemporaneità. Le 192 pagine del volume compongono un racconto corale che alterna ritratti, ambienti e dettagli, restituendo la delicatezza delle storie che abitano questi luoghi. Le immagini non solo documentano: ascoltano, si lasciano attraversare e custodiscono quel legame invisibile che unisce persone, gesti e paesaggi.
Hibiki invita il lettore a rallentare e a lasciarsi guidare dalla risonanza, addentrandosi nei volti e nei luoghi significa intraprendere un viaggio inatteso, in cui le storie incontrate diventano un dono per chi sa osservare. È un viaggio visivo in cui emerge il legame intimo tra l’uomo e la natura, che conduce all’introspezione e apre a quella sottile armonia capace di unire persone, culture e tempi diversi”.

Note biografiche

Alice Re è una narratrice visiva che vive e lavora a Milano. Diplomata nel 2023 presso l’Istituto Italiano di Fotografia di Milano, dà vita a fotografie e immagini in movimento esplorando i concetti di legame, memoria collettiva e la relazione uomo-ambiente. La sua pratica si distingue per un approccio poetico e l’uso frequente di media diversi. Ha esposto in mostre nazionali e internazionali.

Alvise Crovato nasce a Milano nel 1977. Inizia a fotografare a sedici anni, avvicinandosi al paesaggio e alla caccia fotografica in quanto volontario presso la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), esperienza che durerà due anni. Dopo un lungo stop fotografico con alcune brevi parentesi, riprende a fotografare con continuità dal 2007, abbracciando la pratica e il linguaggio del digitale. La fotografia è diventata negli anni lo strumento che gli ha permesso di approfondire creativamente gli studi geografici, portandolo in diverse zone del mondo, tra cui molti paesi africani, l’India, gli Stati Uniti e, ultimamente, il Giappone. Dal 2019 è il fotografo di Campsirago Residenza – centro di ricerca e produzione di arti performative in natura e teatro per l’infanzia – presso cui la dinamica uomo-ambiente viene approfondita e ulteriormente sviluppata. Ha collaborato e collabora con agenzie di comunicazione, organizzazioni non governative in Italia e all’estero (AMREF, Soleterre), centri di produzione e compagnie teatrali. La conoscenza degli ambienti naturali maturata durante gli studi accademici, insieme alla sempre maggiore attenzione verso chi l’ambiente lo anima e trasforma, animali compresi, hanno condotto la sua fotografia verso un’indagine visiva per cui soggetto e ambiente diventano tutt’uno in reciproco rapporto.

Matteo Colella è nato a Roma. Laureato in Legge, di recente ha intrapreso a Milano, un percorso legato alla fotografia. Lega lo studio della luce nella pittura alla fotografia, interessandosi del ritratto fino al Surrealismo. “Cerco l’Anima nei Volti, nel silenzio di qualcuno”.
Attivista nei diritti umani, ad oggi fotografo di moda, di ritratto e di ricerca.

Lascia un commento