Mostra – #addiction, 22 artisti si interrogano sui concetti di dipendenza e indipendenza

Barbara Silbe

Questa collettiva di arte, fotografia e design vede protagonisti ventidue artisti italiani: fino al 31 settembre 2022 saranno ospitati negli spazi di hotel Nhow Milano, in via Tortona 35, con lavori sviluppati seguendo il filo conduttore delle dipendenze e indipendenze del mondo moderno. L’arte, uno degli aspetti più rappresentativi di questo hotel, sarà allora lo strumento espressivo attraverso cui distruggere i vincoli della società, le regole del consumismo e le imposizioni nate negli ultimi anni, specialmente durante la pandemia. Ogni forma di dipendenza viene quindi analizzata, scomposta e in seguito restituita e resa più comprensibile grazie a forme, colori, immagini e consistenze che ognuno degli autori ha indagato seguendo il suo stile unico e personale. Il progetto, di ampio respiro, punta infatti a sensibilizzare su temi importanti, in primis gli aspetti fisici e psicologici della dipendenza stessa. Grande spazio viene dato alla pop-art e all’arte concettuale, che ben si sposano con l’effetto “wow” della struttura stessa. Consumismo, viaggi, giochi, ma anche amore, isteria, vizio e standard sociali sono al centro della riflessione artistica della mostra, che torna a popolare uno degli hotel più singolari di tutta Milano.

Consumismo. Gaming. Viaggio. Questi i tre temi su cui si concentrano i 7 artisti che scelgono di parlare di dipendenza fisica: il  consumismo al centro della vita e dell’esperienza di ognuno, il gioco come liberazione e allo stesso tempo provocazione, e infine il viaggio come ispirazione dalla quotidianità e dai luoghi più esotici.

Loro sono:

Fabrizio Fontana, brindisino di nascita ma con un forte spirito internazionale, vira la sua ricerca artistica sull’idea di gioco, che riveste un ruolo di primo piano non solo come metodologia d’azione ma anche e soprattutto come indice di discriminazione sociale e codice d’accesso a una nuova visione della realtà. Il suo è un consumismo che sorpassa il brand e si inserisce nella società, nelle sue caratteristiche e nelle sue nevrosi, rendendo tangibile e ben visibile la dipendenza dal consumismo dell’uomo moderno.
Anche Antonella Casazza inventa attraverso il gioco, sottolineando la sua idea di arte lontana dalle élite ma rivolta al vasto pubblico, abbracciando in particolare la cultura pop e il mondo favolistico, noir e grottesco. Molto interessante anche la visione di Alessandro Piano, che utilizza mattoncini Lego, pedine del Monopoli e carri armati di Risiko per raccontarsi. In questi casi, la dipendenza è scandagliata
dalle sue origini, traducendosi in opere pop dal sapore e dai colori infantili ma dalla retorica decisamente attuale.

Non meno singolare il percorso di Luca Mancone: l’artista si distingue infatti per il materiale protagonista delle sue opere, lo scontrino, che viene ogni volta imprigionato nel quadro solo nella sua essenza, non nella sostanza. La carta termica si modifica nel tempo, dando vita ad un processo di “invecchiamento” attraverso il quale l’aria e il calore trasformano le tonalità, rendendole più calde. L’arte contemporanea e astratta di Luca Mancone muta quindi nel tempo e le sue opere, lentamente, accompagnano chi le vive in un vero e proprio viaggio che a partire dal consumismo e la dipendenza da esso crea opere senza tempo.

Infine Alessandro Gaudio, che sfrutta il video come strumento per rafforzare e amplificare il suo messaggio per denunciare la subdola dipendenza dal gioco. Infine, Elisabetta Reicher e Valentina Ambrosi, artiste entrambi milanesi profondamente legate alla loro città, ritratta da Reicher con le sue strade e i suoi dettagli e raccontata da Ambrosi con impegno alle arti manuali,
in particolare scultura e pittura. Viaggio metaforico, quindi, che ripercorre le vie della città natale e la reinventa grazie all’arte, in un viaggio intimo e positivo.

Dipendenza psicologica: amore, vizio, norme sociali. A questo hanno lavorato 12 autori:

Impattante: è descrivibile con questo aggettivo la Screw Art di Alessandro Padovan, un sorprendente processo del quale l’artista è tra i maggiori esponenti a livello internazionale. Ogni opera è realizzata con viti autofilettanti inserite nel legno che ne creano la tridimensionalità, per poi essere rifinita con colori acrilici, generando di conseguenza un forte impatto emotivo, tattile e artistico.
Paola Bartolacci, nata a Milano, è artista autodidatta e da sempre attratta dalla natura e dal mondo animale. La sua produzione parla di natura, emozioni e molto altro: attraverso l’utilizzo dei materiali più vari e spesso di riciclo, infatti, l’artista crea affascinanti sculture di parti anatomiche come cuori e cervelli, pezzi di eterno equilibrio tra passione e razionalità. La gabbia toracica è allora protagonista delle sculture esposte e rappresenta il vero e proprio fulcro della dipendenza, simboleggiando in ultimo l’uscita da questo mondo.

Parte di Domingo Salotti, Adrenalina è un nome molto noto nel mondo dell’arredo. Il brand e le sue opere simboleggiano la libertà di esprimersi, di fantasticare ad alta voce, di dare colore all’immaginazione, che prende forma in sedute iconiche e all’avanguardia. Adrenalina attinge all’esperienza e alla sapienza della manifattura artigianale coniugata alla ricerca di materiali innovativi, trasporando su un piano materico di forme e tessuti il concetto di dipendenza.

Fotografo, musicista, grafico e videomaker: si definisce così Alessandro Sinyus e il connubio di questi elementi origine a creazioni fotografiche con una spiccata ricerca dell’essenziale. Gli anni di studi nel settore della grafica, i suoi viaggi e le sue esperienze nel campo della moda e della musica internazionale l’hanno forgiato artisticamente, dando ai suoi scatti e alle sue creazioni un mix di estro e rigore grafico che le rende riconoscibili sin dal primo sguardo. Per la mostra #addiction, l’artista sceglie di rappresentare il corpo umano nella sua essenzialità, ricoperto solo di un velo trasparente di plastica: una denuncia agli standard sociali e alla dipendenza estetica e psicologica che ne derivano.

È una plasmatrice della materia Cristina Accettulli in arte Crisiplastica. Da sempre attratta dal grottesco e dal surreale, si è specializzata nella formatura artistica e negli effetti speciali. In una giocosa dialettica tra purezza e ossessione, le sue personali creazioni restituiscono un’esperienza carnale e visionaria, talvolta disturbante, che anche in questo caso pone l’accento sul corpo umano e le dipendenze che può creare, riscrivendo completamente l’idea di bellezza.
Giovanni Minelli nasce a Bergamo il 15 dicembre 1976. Durante gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera frequenta i corsi di design industriale con Davide Boriani e Roberto Semprini. Nascono in questo periodo di formazione i primi progetti, che si collocano tra l’oggetto d’arte e il design industriale. Questo percorso lo porta rapidamente a inserirsi nell’emergente segmento dell’art design, facendosi notare ed avvicinandosi alle aziende emergenti del design italiano. Attraverso le sue opere e i suoi progetti, Minelli coniuga le sue radici artistiche con le tecnologie e la ricerca tipiche dell’industrial design, rendendo
comprensibile ai più la complicatezza delle dipendenze.

Architetto e fotografo, Marcello Campora vede nel suo lavoro uno strumento di indagine e riflessione sulle trasformazioni sociali e rinnovamenti culturali. Questi cambiamenti sono raccontati attraverso le storie degli uomini e delle donne che ne sono protagonisti inconsapevoli: è proprio così, attraverso le sue foto, che l’artista rende visibile la dipendenza e i suoi effetti sul corpo di uomini e donne.
Pioniere del writing italiano, inventore della pittura 3D su muro e su tela, Pongo con la sua arte crea fuori fuoco e successioni di piani in 3 dimensioni, strutturando immagini con diversi livelli di lettura attraverso l’uso degli occhialini. Dal figurativo alla pop all’arte concettuale astratta, le sue opere in 3D a spray e acrilici regalano emozioni, offrono universi di interpretazioni e restituiscono eleganza ad ogni ambiente. In occasione della mostra #addiction, Pongo realizza un neurone di luci dotato di sinapsi, opera che rende visibile e comprensibile il processo psichico che porta alla dipendenza.

La passione per l’arte e l’interesse nei confronti delle dipendenze si fondono nell’opera di Alessandra Pierelli, artista anconese che, oltre ad organizzare numerose mostre personali, collabora anche con la Bg gallery di Santa Monica Los Angeles e lo Spazio Cima di Roma. In occasione di questa mostra, l’artista gioca con la resina, le puntine e il polistirolo, portando in esposizione una testimonianza
dell’oggi e il bisogno sempre più forte di assistenza dei problemi dell’epoca moderna. Il tutto, in chiave squisitamente pop.

Nato nel 1943 e diplomatosi in geometra, Anacleto Spazzapan nella sua vita si è cimentato in diversi lavori: progettista, assistente di produzione, ristrutturazioni e commercio. Dopo diverse esperienze, nel 2011 il designer e artista ha cominciato a disegnare e produrre elementi d’arredo con una tecnica originale che vede l’utilizzo esclusivo di tondini in ferro delle dimensioni molto ridotte, dai 3,5 agli 8 millimetri. È con questa tecnica minimalista che l’artista comunica la conseguenza ultima delle dipendenze, in particolare il vizio, nella mostra dedicata all’hotel nhow di Milano.

Andrea Rocca è un artista e designer Italiano nato e cresciuto a Milano, città nella quale ha iniziato il suo percorso professionale e artistico. Le diverse e numerose esperienze personali e professionali in Italia e all’estero hanno contribuito alla costruzione e all’evoluzione di una nuova identità artistica eclettica e creativa. In occasione di questa mostra, l’artista trasferisce sulla tela richiami cinematografici e iconici che parlano di una dipendenza, il vizio, che rimane latente nell’animo e non viene mai scoperta.

Peter Hide 311065 (Franco Crugnola) nasce a Varese nel 1965. Creativo di professione, concepisce e progetta con la moglie il primo ebook della storia nel 1992 ed è il precursore di quella corrente artistica di carattere globale definita “MONEY ART”, che attraverso l’uso sistematico di banconote nelle opere, utilizzate proprio come supportomateria del lavoro, sonda il delicato rapporto tra societàeconomia e individuodenaro come messaggio di un malessere contemporaneo. È proprio attraverso le banconote che l’artista dialoga con lo spettatore, allertandolo su quanto sia facile diventare vittima
del desiderio e del vizio derivanti proprio dal denaro.

Arte in galleria e arte in strada. Dipendenza dall’indipendenza: è questo il filo conduttore che unisce gallerie d’arte, spazi di design
e collettivi di street art.

HYSTERIA ART Gallery nasce con l’intento di dar vita ad un luogo totalmente dedicato alla cultura, un vero e proprio ponte che riavvalora l’importanza dell’arte quale strumento di comprensione e traduzione del periodo storico contemporaneo, dove gli artisti stessi ne sono interpreti assoluti. Tre le categorie presenti: Drama, Abstract e New Pop, rispettivamente basati su una filosofia introspettiva e teoretica dell’arte, sulla ricerca del segno, della materia e l’utilizzo del colore e infine sul linguaggio vorace dell’immagine in stile hype.
Theinteriordesign.it è una società nata dall’idea di un gruppo di giovani appassionati di design e professionisti che si propone di riconoscere ed esaltare l’enorme valore di questa professione, spesso sottovalutata. L’obiettivo è quello di creare un network in grado di far circolare le idee più giovani e creative nell’attuale panorama del design e dell’arte, permettendo l’incontro tra domanda e offerta in modo semplice, diretto e trasparente. Dove? Presso lo showroom in via Monte Pordoi 8 a Baranzate, alle porte di Milano.

Street Art In Store, realtà unconventional con sede a Milano, è una costellazione eclettica di collezionisti, amanti dell’arte in ogni sua forma ed espressione, artisti affermati e talenti emergenti, ognuno con il proprio universo poetico, che condividono l’ambizione di offrire e di vivere esperienze sempre più immersive. È un’atmosfera che consente una connessione armoniosa tra gli amanti della street art e gli artisti, grazie a esposizioni in location di prestigio che diventano punto di incontro relazionale e di interscambio culturale alla scoperta di nuove tendenze artistiche, tra cui i famosi murales.

L’hotel
Fulcro d’arte, design e moda, nhow Milano è situato nel polo milanese della creatività, in via Tortona 35. Progettato dall’architetto Daniele Beretta e arredato dall’interior designer Matteo Thun, è nato dalla vecchia fabbrica della General Electric ristrutturata e riconvertita, è in uno spazio multifunzionale, una scatola di esperienze che ospita oggetti di design e opere d’arte da scoprire, ma, soprattutto, da vivere. nhow Milano ribalta completamente il concetto architettonico e strutturale di spaziohotel preferendo quello di installazione interattiva, frutto di contaminazioni glamour e lifestyle italiano. Stile eclettico, spazi ampi e confortevoli che alternano pezzi d’arte e di design, rimanendo sempre funzionali. Nhow è il brand lifestyle e unconventional di NH Hotel Group. Questi hotel iconici sono stati progettati da Foster + Partners, OMA (fondato da Rem Koolhaas), Karim Rashid, Sergei Tchoban e Matteo Thun, tra gli altri. www.nh-hotels.com

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