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Martin Parr e la variopinta British culture in mostra a Milano

Di Jacopo Scarabelli

Ho fatto visita in anteprima alla mostra fotografica di Martin Parr, da domani al 30 giugno allestita al Mudec, per un progetto interamente curato dallo stesso autore in collaborazione con Magnum Photos e con il museo milanese.
Ho una certa ammirazione verso la fotografia a colori per un semplice motivo: saperla esprimere con criterio, competenza e intelligenza è tutt’altro che semplice e purtroppo non capita spesso di vedere una fotografia a colori pensata.

I colori invece hanno un significato, creano forti contrasti e hanno un potere totale sul nostro cervello. Ma questo avviene, appunto, solo se sono utilizzati nel modo giusto.

Rosso, bianco e blu. Questi i toni dell’Union Jack, la bandiera inglese e icona dello stile British. “Short & Sweet”, il titolo della mostra, si presenta così. Con questa sintesi cromatica che non solo riprende i colori della nazione dell’autore, ma sono anche tra i più rappresentati e utilizzati nella sua produzione.
Ma cosa significano?
Martin Parr (classe 1952) è il fotografo dissacrante e delle contraddizioni. La sua produzione si concentra nel rappresentare l’ironia e la comicità di certe situazioni. Come se fosse un antropologo con la fotocamera in mano. Definizione che lui stesso ha gradito: “Viviamo in un mondo che fa propaganda di perfezione – ha detto– La realtà è che viviamo in una contraddizione continua e quello che faccio è fotografarla.”

Il rosso e il blu sono complementari, quindi in netto contrasto cromatico. Antagonisti su un territorio dove da una parte possiamo pensare al primo come l’idea di società perfetta di cui viene fatta propaganda mediatica etc… e l’altro che è invece l’esatto opposto: l’imperfezione e il fallimento di quell’idea.

Ed è proprio nel loro scontro che nasce la fotografia di Martin Parr.
Quella superficie bianca, neutra, dove sintetizza con la sua fotografia quel cortocircuito che viviamo ogni giorno.
E non lo fa con l’atteggiamento da reporter. Lui è un documentarista e ci tiene a ribadirlo.
La sua produzione non nasce da fortuite casualità, ma è attenzione, ricerca, visione.

“La differenza tra reporter e fotografo documentario – prosegue – sta nella scelta di scattare e proporre fotografie che abbiano un’interpretazione più complessa e comunicativa nel suo insieme e che possano essere rappresentative di una società che cambia. Le persone sono divertenti. Anche vedere i fotografi che prima mi han fotografato qui al museo mi diverte. E questo contrasto con i problemi della vita, sia i più insignificanti che quelli più importanti, mi porta a quella che è la mia visione. ” 

Il percorso inizia coi suoi lavori in bianco e nero: esposta una piccola sezione delle serie “The Non-Conformists” e “Bad Weather”, per poi trovare espressività in quell’utilizzo dei colori che tanto lo connota. Perché non si tratta solo di saturarli o di metterne tanti insieme. La sensibilità sta nel cucinarli nel modo giusto. Nel dosare gli ingredienti.

Si parte con “The Last Resort” realizzato tra il 1982 e il 1985, ironico reportage sulle spiagge di Brighton dove mixa sapientemente satira, crudeltà e tenerezza verso i suoi connazionali. Segue il mosaico installazione di duecento scatti dal titolo “Common Sense” sul consumo di massa e la cultura consumistica dello spreco, dal quale emerge la volgarità, il cinismo e il cattivo gusto della cultura contemporanea osservata di nuovo con amabile ironia. In questa sezione sembra quasi di vedere quegli ingredienti sopracitati sapientemente utilizzati. E noi siamo proprio là in mezzo. In quel pentolone che è l’umanità fatta di piccole ed enormi contraddizioni e dove continuiamo a dire “Cheese!” quando Martin Parr ci scatta una foto.

Il catalogo è pubblicato da 24 ORE Cultura, contiene 70 immagini e un’intervista all’autore realizzata da Roberta Valtorta.

 

La mostra:

MARTIN PARR “Short & Sweet”

Mudec Photo, via Tortona 56, dal 10 febbraio al 30 giugno 2024

Oltre 60 fotografie selezionate dall’autore insieme all’installazione “Common Sense”, composta da circa 200 scatti e una intervista inedita, per ripercorrere la carriera di uno dei più famosi fotografi documentaristi contemporanei.

A cura di Martin Parr con la collaborazione di Magnum Photos

Orari: 9.30-19.30; lunedì 14.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30.

Telefono: 02 54917

 

 

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