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Portfolio – Nicole Russo, Visioni Extratemporali

“Tra mistero e ricerca, tra luoghi e non luoghi, tra realtà e sogno: è qui che le mie visioni hanno un inizio, ma non hanno una fine.” Così esordisce questa giovane fotografa per presentarci il progetto che pubblichiamo. Parte dalle sue stesse radici, dalla memoria che il mezzo fotografico ha da sempre il compito di conservare e al quale lei affida i ricordi e la celebrazione di un antenato artista che parecchie tracce deve aver lasciato nel suo animo. Come in una sequenza filmica fatta di fotogrammi atemporali e di flashback, di reperti conservati e soste nel presente, indaga il senso stesso della sua identità svelandoci un nonno scultore che creava figure ancestrali, oniriche, utilizzando materia proveniente da altri esseri viventi: gli alberi. Legno che prende forma dalle mani e diventa altro, fino a incanta una bimba lasciandole indelebili ricordi intimisti. Dal ceppo grezzo alle forme scultoree fino all’operazione meccanica e visuale compiuta da lei anni dopo, per una lettura aggiornata che di nuovo si ritrasforma in materia nelle stampe preziose che realizza, in un dialogo costante tra mondo naturale ed esseri umani. (Barbara Silbe)

 

Come lei stessa racconta: “Ho sentito il bisogno di indagare e intraprendere un viaggio emotivo attraverso l’identità familiare e personale. Una ricerca estetica dove si intravedono connessioni con la natura e con la dimensione onirica della mente. Mio nonno Gaetano in “Visioni Extratemporali”, testo risalente agli anni ‘70’ 80, descrive minuziosamente alcune visioni che lo colgono in un momento di convalescenza dettato dalla malattia (un’influenza): un susseguirsi di immagini, alcune mostruose, altre curiose, fino all’apparizione di un angelo custode.”

“Visioni Extratemporali” nasce dall’esigenza di reinterpretare e dar nuova forma, attraverso il mezzo fotografico, alle opere in legno da lui realizzate negli anni ’80. Era scultore e artigiano. Dai suoi pensieri trascritti deriva il titolo e la natura del progetto stesso. Raccontava di visioni, volti e maschere, che prendevano poi forma nelle sue sculture. L’immagine “Incondizionato Essere” rappresenta in questo senso un punto di partenza, un’apparizione luminosa, una figura misteriosa che cerca sé stessa nel mondo.

Velatamente si parla di liaison: connessioni con la natura e con la mente, e soprattutto con la famiglia, ossia il contesto da cui veniamo e le relazioni che, come i rami di un albero, ci tengono legati alle persone a noi care, i primi modelli di riferimento che impariamo ad osservare, a conoscere e ad amare.

Si tratta di un viaggio emotivo, che diventa una ricerca verso la propria identità- personale e familiare. Da qui la progressiva scomparsa della maschera e la perdita del contatto con la natura nuda che man mano diviene legno e oggetto tangibile. L’indagine romantica ed estetica sul confronto tra la dimensione umana e quella spaziale è preponderante ma viene alternata alla ricerca psicologica e più intimistica che ha il suo apice con l’autoritratto dell’artista.

Lo scatto Hand of Memory è catartico: attraverso un’esplosione di emozioni contrastanti l’artista rivede i ricordi legati al suo passato e si ricongiunge al tocco della nonna materna.

Hand of Memory, 2018

Selfportrait

Con le poche forze che le erano rimaste, appoggiò delicatamente la sua mano stanca sulla mia. Le gocce fuori tintinnavano ininterrottamente. C’era odore d’inverno e il freddo mi penetrava le ossa. A differenza della mia, la sua mano era calda, al tatto morbida e segnata da ottantatré anni di vita. In quel momento sentii una scossa di calore scendermi per tutta la schiena. Una sensazione infinita, durata però solo il tempo di un attimo.

Mi alzai di scatto; tutto intorno a me sembrava svanire, e senza ricambiare “l’abbraccio”, me ne andai. Tra le mie paure, l’intensità del suo tocco se ne andò per sempre.

Le fotografie appaiono emblematiche ma al contempo razionali, pulite, nitide, lasciando intravedere gli insegnamenti derivati dalla formazione grafica dell’artista.

Oltre alla forte ricerca in fase preliminare, fondamentali diventano le successive fasi di post-produzione, editing e scelta delle tecniche di stampa.

 

La scelta di stampare alcune fotografie ai sali di platino e palladio, grazie al prezioso supporto di Giancarlo Vaiarelli, maestro in questa antica tecnica, è stata fatta con l’obbiettivo di ridare ai soggetti la propria essenza materica quanto più lunga nel tempo.

 

Lo scatto Madre con maschera, 2018 è l’approdo e la ricerca di equilibro di una figlia nei confronti di una madre, il punto di riferimento che ognuno ricerca nel mondo. Un corpo che crea l’orizzonte tra terra e spazio infinito. L’acqua rappresenta la vita, la nascita e il mutamento del corpo.

La maschera è la continua ricerca di identità.

 

Da essere Umano questa è stata la scintilla che mi ha spinta a percorrere un viaggio per

comprendere a pieno me stessa e i miei valori.

Quando le mie ricerche si sono focalizzate sulle sculture in legno che mio nonno Gaetano ha

lasciato in eredità alla mia famiglia, ho trovato un mezzo per mettermi in contatto con lui.

Un dialogo che ha innescato un viaggio a ritroso nel tempo fino allesatto istante in cui è stato

spinto dal bisogno di realizzare queste opere.

Più scoprivo sulle sue visioni e più prendevo coscienza del mio ruolo in questa storia.

Chi sono io quindi?

Sono un messaggero, un narratore, che con il suo linguaggio mette in contatto il passato con il futuro e la speranza di lasciare alle persone che si ritroveranno nella mia storia un modo per ritrovare se stesse.”

 

Note biografiche

Nicole Russo è nata nel 1994 sulle rive del Lago di Garda. Laureatasi in Graphic Design e Comunicazione presso l’Accademia di Belle Arti di Brescia nel 2017, fin da subito inizia a lavorare come fotografa in ambito pubblicitario, sviluppando una particolare passione per la ritrattistica e avvicinandosi al mondo della moda. Successivamente, decide di approfondire le sue conoscenze nel campo della fotografia iscrivendosi al Master presso l’Istituto Raffles di Milano, durante l’anno accademico 2017/2018. Qui ha avuto modo di lavorare con professionisti di fama internazionale e di approfondire temi legati al mondo delle belle arti e al mercato dell’arte. A giugno 2018 partecipa alla mostra collettiva “The Embarrassment Show” curata da Erik Kessels in collaborazione con Raffles Milano, esponendo le sue opere allo Spazio O’ di Milano. Nello stesso anno viene selezionata per un workshop diretto da Christopher Morris all’interno del circuito “Milano PhotoWeek”, con il supporto di Samsung Electronics Italia, ZERO e Sky Arte.

Nel 2019 partecipa alla mostra collettiva Fotografia Zero Pixel, festival fotografico internazionale pensato per dare voce alla fotografia analogica. Sempre nello stesso anno espone i suoi lavori alla mostra collettiva ImageNation Paris, dove viene confermata per l’edizione 2023.  Nel 2022/2023 è chiamata alla Direzione Artistica di un brand di hair & skin care, per il quale ha curato l’immagine dalle scelte editoriali e di branding alla realizzazione di una visual identity. Attualmente Nicole lavora come fotografa nel settore della moda e delle belle arti.

 

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Torna Photolux Festival, la Biennale propone il tema “You can call it Love”

Dal 21 maggio al 12 giugno 2022, Lucca ospita You can call it Love, la nuova edizione di Photolux Festival – Biennale Internazionale di Fotografia di Lucca, uno degli appuntamenti più interessanti e attesi del panorama europeo, interamente dedicato alla fotografia. Il tema del Festival, scelto dal comitato di direzione artistica composto da Rica Cerbarano, Francesco Colombelli, Chiara Ruberti ed Enrico Stefanelli, è l’amore. Un ricco programma di 21 esposizioni, ospitate in alcuni dei luoghi più prestigiosi nel centro della città toscana, e una serie d’iniziative collaterali come conferenze, workshop, letture portfolio, incontri con i protagonisti della fotografia internazionale.

Tra gli appuntamenti più attesi, l’esposizione Brass Mon Amour, da un’idea di Fabio Macaluso, a cura di Caterina Varzi, Enrico Stefanelli, Chiara Ruberti, Francesco Colombelli, Rica Cerbarano, che propone nella straordinaria sede di Villa Bottini, 120 fotografie che raccontano il percorso cinematografico di Tinto Brass, oltre a documenti  inediti, come sceneggiature, bozzetti di scenografie e costumi, polaroid dei provini, manifesti, lettere, tutti provenienti dall’archivio personale del regista veneziano.

A completare il programma di Villa Bottini, altre tre mostre: PhotoBoox Award 2022, a cura di Eva-Maria Kunz, nella quale trovano spazio i dummies dei progetti finalisti e il progetto vincitore, Spin, del giapponese Yusuke Takagi, un intenso lavoro che affronta il problema dell’alcolismo e della dipendenza con un approccio intimo e molto personale. Takagi “ci invita nella sua storia familiare, mescolando nel modo più efficace materiale poetico, astratto e d’archivio, in una rotazione intergenerazionale”, come afferma la motivazione della giuria internazionale del premio, promosso con L’Artiere Edizioni; la mostra delle Residenze Mediterranee, progetto internazionale realizzato in collaborazione con il Centre Méditerranéen de la Photographie di Bastia, in Corsica, dove si presentano i lavori prodotti dalle artiste Ilaria Abbiento e Diane Moulenc durante le residenze in Corsica e a Lucca; l’esposizione degli studenti dell’ultima edizione LAB/Per un laboratorio irregolare, progetto didattico a cura di Antonio Biasiucci.

A Palazzo Ducale, il tema dell’amore è affrontato nella grande collettiva, dal titolo SAY CHEESE! UN NUOVO RITRATTO DI FAMIGLIA, che indaga uno dei generi più praticati sin dall’invenzione della fotografia: il ritratto di famiglia. Nel corso del tempo, artisti e fotografi hanno esplorato e re-interpretato il canone tradizionale di questo genere, adottando approcci differenti, dalla narrazione documentaria all’elaborazione concettuale, dall’utilizzo di materiali d’archivio alla staged photography. Nel percorso espositivo, i lavori di importanti autori – come Rinko Kawauchi, Masahisa Fukase, Gillian Laub, Trish Morrissey, Diana Markosian, Sunil Gupta, Annie Wang – accanto a quello di giovani fotografi – quali Diana Markosian, Leonard Suryajaya, Moira Ricci, Alba Zari – restituiscono la complessità di un termine utilizzato per esprimere un sistema di relazioni dalle molteplici declinazioni, non sempre ben definibile e facilmente rappresentabile. Ad arricchire la rassegna anche una selezione di materiali provenienti da due importanti archivi nazionali – Home Movies-Archivio Nazionale dei Film di Famiglia (Bologna) e Archivio Diaristico Nazionale (Pieve Santo Stefano, Arezzo) – nella quale la rappresentazione del gruppo familiare è affidata rispettivamente alle immagini in movimento dei filmati di famiglia amatoriali e alle memorie scritte conservati nei carteggi e nei diari privati.

Palazzo Ducale ospita anche una serie di mostre monografiche: Amelia & the Animals, dell’artista americana Robin Schwartz, un lavoro realizzato insieme alla figlia Amelia nell’arco di circa vent’anni grazie al quale il visitatore sarà accompagnato in un vero e proprio viaggio all’interno del mondo che l’uomo abita insieme agli animali; Feste religiose in Sicilia, il reportage che Ferdinando Scianna, ventenne, ha realizzato per illustrare la sua tesi di laurea in antropologia culturale, pubblicato nel 1965 con la prefazione di Leonardo Sciascia in quello che è oggi considerato un libro seminale della fotografia italiana moderna; Delight in Colour: Autochromes and the Garden, una mostra in collaborazione con il Victoria and Albert Museum di Londra, che presenta una selezione di oltre sessanta autocromie che celebrano l’amore per la natura, dalla preziosa collezione del museo britannico; la mostra di Michael Swann, An Ascension, vincitore della terza edizione dell’intarget: Photolux Award, open call internazionale, promossa in collaborazione con intarget:; la proiezione dei lavori finalisti del Prix Pictet 2021, uno dei più importanti premi internazionali di fotografia.

In anteprima italiana, nella sede di Palazzo Guinigi, la monografica di Seiichi Furuya con il progetto Face to Face, 1978-1985: dopo la pubblicazione di cinque libri intitolati Mémoires, per la prima volta l’autore confronta le sue immagini con quelle scattate dalla moglie, aggiungendo un capitolo importante al percorso portato avanti da oltre trent’anni con l’intento di custodire, elaborare e celebrare la memoria della compagna scomparsa Christine Gössler e dei sette anni d’amore vissuti insieme. Nella stessa sede, anche Pimo Dictionary, il vocabolario domestico creato dall’artista cinese Pixy Liao insieme al compagno Moro.

Altra anteprima italiana è quella di Erik Kessels, un’installazione site-specific del sedicesimo capitolo del suo In Almost Every Picture, Sexy Sofa, dedicato alla creatività erotica messa in scena nel salotto di casa dai due coniugi olandesi Noud e Ruby, negli anni sessanta. La mostra sarà ospitata in una sede nuova per il Festival: le Scuderie Ducali (ex Museo del Fumetto), dove il percorso espositivo prosegue con altre cinque mostre. Simone Cerio, con Religo, un lavoro che indaga la relazione tra fede e omosessualità all’interno della Chiesa cattolica; Marta Bogdańska, con Love That Dare Not Speak its Name, primo capitolo di un ambizioso lavoro dell’artista e attivista polacca che intende tracciare le biografie queer di figure significative della letteratura, della cultura e dell’arte; Marco Tiberio con Enlarge Magazine, un viaggio visivo e ironico attraverso gli strumenti che dovrebbero aiutare gli uomini ad accrescere le dimensioni del proprio pene e diventare “amanti migliori”; Laura Lafon e Martin Gallone con You Could Even Die For Not Being A Real Couple, in una mostra a cura di Florent Basiletti e in collaborazione con la Manuel Rivera-Ortiz Foundation di Arles, che indaga il tema dell’amore in un contesto politico e sociale complesso, quello dei territori curdi della Turchia dell’Est, dove d’amore si può persino morire per rigide leggi e convenzioni imposte dalla legge e dalla tradizione patriarcale. E una mostra che esplora il tema dell’amicizia, la Philia degli antichi greci, attraverso una selezione di più di venti libri fotografici, che daranno al visitatore la possibilità di una contemplazione intima e personale dei progetti attraverso lo strumento che per sua natura è sempre stato spazio autentico dell’espressione fotografica: il fotolibro.

Nella sede della Casermetta San Pietro, in collaborazione con il Circolo Culture Club, la monografica dedicata a uno dei lavori più noti del fotografo italiano Stefano De Luigi, Pornoland redux, nel quale l’autore, quasi un’ombra sul set, riscrive le dinamiche di un immaginario ormai cristallizzato, quello legato al cinema pornografico.

Chiude il percorso espositivo l’affascinante sede del Sotterraneo del Baluardo San Colombano che ospita la mostra dei vincitori del World Press Photo 2022 e del vincitore del Romano Cagnoni Award 2022, Nicolò Filippo Rosso con Exodus, progetto a lungo termine che porta una testimonianza preziosa sulle condizioni di diseguaglianza sociale, di mancato accesso ai diritti primari e di difficoltà estrema nell’acquisizione delle libertà fondamentali, che caratterizzano il fenomeno delle migrazioni in America Latina.

“La selezione di autori presentati nell’edizione 2022 di Photolux – sostengono i componenti della direzione artistica del festival – porta in luce la molteplicità di approcci possibili, alcuni inediti e contemporanei, altri più classici e tradizionali, al tema dell’amore, che si traducono nel racconto di storie e incontri unici e diversi tra loro, dove ognuno di noi può ritrovare un po’ di se stesso”. “Costruendo la proposta espositiva di You can call it Love abbiamo pensato alla fotografia non più come specchio né come finestra – citando la distinzione storica di John Szarkowski –, ma come una macchina a raggi X, capace di vedere attraverso di noi e dare voce ad alcune sensazioni, desideri, emozioni che neanche sappiamo di avere”.

“Il greco antico – proseguono i componenti della direzione artistica – utilizzava diversi termini per definire le possibili declinazioni dell’amore; la maggior parte delle lingue moderne non è così precisa. Il lessico a nostra disposizione sembra, per pudore o per inadeguatezza, non riuscire a delineare nella sua completezza il caleidoscopio di sentimenti che la vita ci offre ogni giorno, comprimendo così le molteplici sfumature di quello che, per comodità, siamo abituati a chiamare Amore. La fotografia ci restituisce una rappresentazione stratificata e poliforme dell’Amore, ed è proprio nella molteplicità del linguaggio fotografico che si riversano le infinite possibilità del “discorso amoroso” di cui parlava Roland Barthes: un discorso frammentario, perché complesso, ma necessario e, nella sua inafferrabilità, onnipresente nella vita di ognuno di noi”.

 

PHOTOLUX 2022. YOU CAN CALL IT LOVE

Lucca, sedi varie

21 maggio – 12 giugno 2022

Informazioni: Tel: +39 0583 53003

Orari:    Villa Bottini (biglietteria e bookshop), dal lunedì alla domenica 10:00-19:30;

tutte le altre sedi, dal lunedì al giovedì, 15:00 – 19:30; dal venerdì alla domenica, 10:00-19:30

Biglietti: intero: 20 €, ridotto: 18€; biglietto singola sede: 10 €

Social: FB:@photoluxfestival; IG: @photoluxfest

Sito internet: www.photoluxfestival.it

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Fruit Exhibition, nona edizione al via

Ci fa piacere segnalare un’importante evento dedicato all’editoria d’arte indipentende, settore che pensiamo vada sempre sostenuto e nel quale noi stessi siamo nati nel 2014. Si terrà domenica 5 settembre 2021, al Parco della Montagnola di Bologna, dalle 10 alle 23 la nona edizione di Fruit Exhibition, il festival e market internazionale dell’editoria d’arte indipendente. Dopo l’esperienza interamente digitale del 2020, il pubblico potrà finalmente tornare a toccare con mano prodotti difficili da reperire nei grandi circuiti di distribuzione, risultato di una ricerca libera e sperimentale sia nei formati che nelle scelte editoriali. La manifestazione dà voce a un universo estremamente sfaccettato che Fruit Exhibition ha scelto di esporre in una location a cielo aperto, ma centralissima per la città, con le proposte dei 49 espositori tra micro editori d’arte, self-publisher, graphic designer, illustratori e artisti, case editrici di grafica contemporanea, magazine, etichette musicali, stampatori artigianali. Saranno presenti: Anomali – Anonima Impressori – Anna Giuntini Iroiro World – APRI – a Dance Mag – Babird Family – BEKKO – BOLO paper – Canicola Edizioni – Checkpoint Charly – Cesura Publish – Caratteri – Compulsive Archive – Collettivo Franco – Cabin Boy Studio – Damocle edizioni – Daria Tommasi – Else Edizioni – Edizioni del Frisco –  Erminia Aurora Rizzacasa – Edizioni Minoritarie – Fatma Ibrahimi– Giada Fuccelli – Giulia Ratti – Giulia Bussei – Il Muro Magazine – KABUL Magazine – King Koala – Libri Tasso – LÖK ZINE – Marmo Libreria – Mulieris Magazine – Nerofumo 680 – Numero Cromatico – Obsolete Shit – Officina Typo – Paolo Marzocchi – Patty Love Paper – Petronella Ortmann – Polenta Malgazine – Ricordorama – Scomodo – Sigaretten – Things That – Venezia Manifesto – VIAINDUSTRIAE – Vincenzo Punzo – Yuyanxinhaha – 0938psychocandy

I workshop | 4-5 settembre

Fruit Exhibition propone anche quest’anno un programma di workshop che trattano vari aspetti dell’autopubblicazione cartacea e digitale e offrono occasioni professionalizzanti per chi è già esperto o sperimentali per chi si sta avvicinando a questo mondo.

Sabato 4 settembre Tecnica Mista propone A little silkprint animation, workshop-lampo di animazione tradizionale per la realizzazione di un flip-book, mentre domenica 5 settembre Cadavere squisito a orologeria per fare animazione in modo libero, selvaggio, istintivo e gestuale, ispirato al noto gioco surrealista. Else Edizioni, casa editrice e laboratorio artigianale di stampa serigrafica, organizza invece il workshop di illustrazione, stampa serigrafica e narrazione Kamishibai, previsto per sabato 4 settembre.

Sabato 4 e domenica 5 settembre si terrà infine il laboratorio di pittura Un bosco nel parco condotto da Marta Finotti: un intervento di rigenerazione urbana con la partecipazione di in gruppo di ragazzi richiedenti asilo che stanno facendo un percorso di inserimento al lavoro nell’ambito del progetto Nausicaa con l’Associazione Serendippo.

Iscriviti cliccando su ogni singolo workshop: fruitexhibition.com/news

Gli incontri del 5 settembre:

Ore 18.00 PRESENTAZIONE DI ABITATA PIETRA – INHABITATED TOPOGRAPHY, VIAINDUSTRIAE PUBLISHING Con Antonio Cammareri e Luogo Comune. Abitata pietra è il progetto editoriale di Antonio Cammareri, Stefania D’Amato e Luogo Comune, a cura di Marco Trulli, nell’ambito della residenza Un atlante del paesaggio rupestre tenutasi nell’ambito di Matera 2019. Il libro è frutto di un’intensa ricerca visuale e di sperimentazione narrativa realizzata collettivamente dagli artisti; una riflessione sul paesaggio raccontata attraverso le immagini; un insieme di stratificazioni visive e di senso sull’abitare, sul rupestre e sulle comunità.

Ore 19.00 LA SERIGRAFIA IN ITALIA: UN MONDO INTERNO DENTRO A UN LIBRO Presenta: Francesco Ciaponi (docente di Storia della stampa e dell’editoria presso LABA Rimini, Fenomenologia dei media presso LABA Firenze e direttore delle Edizioni del Frisco). Ospiti: Daniel Tummolillo (docente di Serigrafia d’arte presso l’Accademia di belle arti di Brera e autore del libro “V.I.P. Various Italian Printmakers”).

Ore 20.00 PREMIAZIONE FIP – FRUIT INDIE PUBLISHING – SECONDA EDIZIONE Premiazione del progetto editoriale vincitore che si è distinto per aver espresso il tema del “viaggio” nel modo ritenuto più originale ed efficace.  La seconda edizione del premio FIP è in collaborazione con Favini, storica cartiera italiana, e destinata alla produzione di un’opera inedita.

Ore 20.45 FRISCOSPEAKS: IL MAGAZINE SULLA GRAFICA UNDERGROUND Presenta: Francesco Ciaponi (docente di Storia della stampa e dell’editoria presso LABA Rimini, Fenomenologia dei media presso LABA Firenze e direttore delle Edizioni del Frisco). Ospiti: Linda Cuscito e Giuseppe Di Carlo (Concretipo Studio – Firenze).

Ore 21.30 URBANER – un progetto a cura del Comune di Modena sulle Culture Urbane in Emilia-Romagna. Analisi e documentazione tra estetica, antropologia e società. Presenta  Elia Mazzotti Gentili e Simone Ferrarini (direttori scientifici assieme a Pierpaolo Ascari e Pietro Rivasi del progetto), modera Cinzia Ascari ( curatrice indipendente e responsabile del programma Media e Visual Arts per Future Education Modena)

Domenica 5 settembre ore 22.30 sarà inoltre presentato in anteprima il documentario Art Book Stories, un’indagine sul mondo dell’editoria artistica indipendente che il regista Christian Battiferro ha ideato con la collaborazione degli studenti del corso post-diploma McLuhan (Fondazione Fitstic), e il sostegno dell’Associazione Crudo. Art Book Stories ci accompagna in viaggio da Madrid a New York, da Bologna ad Amsterdam, passando per Parigi dove scopriamo che quasi ogni grande città ha la propria “art book fair”. Quello della pubblicazione di “art book”, ovvero libri fatti da artisti, è un vero e proprio fenomeno globale in espansione, che la pandemia non sembra aver intimorito. Tra i protagonisti: Yannick Bouillis, Art Director di Offpri – Paris Art Book Fair; Max Schumann, fondatore della New York e Los Angeles Art Book Fair; Anna Ferraro, fondatrice di Fruit Exhibition; Erik Kessels, artista e fondatore di KesselsKramer Publishing; Emilia van Lynden, Direttrice artistica di Unseen – Amsterdam e Mónica Carroquino di Libros Mutantes – Madrid Art Book Fair.

INGRESSO LIBERO con green pass senza bisogno di prenotazione.

Fruit Exhibition è un progetto di Crudo in collaborazione con Arci Bologna Frida nel Parco con il sostegno del Comune di Bologna, Regione Emilia Romagna e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

Informazioni: segreteria@fruitexhibition.com

www.fruitexhibition.com