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Torna la Maratona Fotografica di Bergamo

Dopo il successo delle edizioni precedenti, l’Associazione Culturale I’Mm Spazio Cam organizza la settima edizione della Maratona Fotografica della città di Bergamo, l’evento culturale che unisce fotografia e territorio, cammino e immagini, passeggiate e osservazione. Aperta a chiunque, cittadini e turisti, amanti e appassionati di fotografia, amici e curiosi che abbiano in dotazione un qualsiasi strumento fotografico, la Maratona si svolge il 4 settembre. La partenza è prevista alle ore 9, presso la sede di I’Mm Spazio Cam e si concluderà alle ore 18.

Nove ore durante le quali i partecipanti dovranno raggiungere alcuni dei punti della città di Bergamo, dove poter vidimare il foglietto di partecipazione e scattare fotografie. Quattro i temi su cui lavorare ed esprimersi, che verranno assegnati nell’arco della giornata: due temi verranno dati alla partenza e due alle 12,30 in Piazza Vecchia.

La capitale orobica è un soggetto perfetto da scoprire camminando e da fissare in uno scatto fotografico. Immergersi nei paesaggi collinari, nelle vie medievali, nell’armonia dei monumenti, nella quotidianità dei borghi, nella ruralità delle scalette e renderli immagini uniche, farne racconto, cogliendo tutte le anime della città.

I partecipanti potranno inviare un unico scatto per ogni tema, per un totale di quattro scatti, che verranno messi on-line sul sito maratonafotograficabergamo.com e andranno a costituire una narrazione per immagini della città. Saranno poi valutati da una giuria di esperti ed entro 60 giorni verranno proclamati i vincitori.

Le foto vincitrici di ogni tema saranno esposte, per un mese, presso lo Spazio Cam di Bergamo. 

 Per iscrizioni e info: maratonafotograficabergamo.com

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In mostra a Milano i vincitori del Sony World Photography Award 2022

Dal 14 settembre al 30 ottobre, i prestigiosi spazi di Fondazione Stelline di Milano ospiteranno la mostra italiana dei vincitori di uno dei più seguiti contest internazionali, il Sony World Photography Award. Giunto alla 15esima edizione, e promosso da World Photography Organisation e Sony, il contest quest’anno ha visto in finale otto autori italiani, tra i quali Giacomo d’Orlando, Lorenzo Poli, Alessandro Gandolfi, Federico Borella, con oltre 340.000 immagini inviate, provenienti da 211 territori, e più di 156.000 presentate al solo concorso Professional, il numero più alto di concorrenti nella storia degli Awards. La collettiva, possibile grazie alla main partnership di Fondazione Fiera Milano e al grande impegno di Cristina Papis, responsabile comunicazione di Sony, dopo la tappa dello scorso aprile alla Somerset House di Londra, è stata nuovamente prodotta in Italia e curata da Barbara Silbe, direttore di EyesOpen! Magazine. Sarà un’occasione unica per ammirare da vicino alcune delle migliori produzioni fotografiche contemporanee, come il progetto “Migrantes” del fotografo australiano Adam Ferguson, che si è aggiudicato il titolo di Photographer of the Year; le opere di Federico Borrella sul traffico di animali esotici, premiato con il 2° posto per la categoria Wildlife and Nature all’edizione Professional, quelle di Giacomo Orlando e Alessandro Gandolfi, che si sono aggiudicati il 3° posto rispettivamente nella categoria Ambiente e Natura Morta, oltre al progetto di Antonio Pellicano, vincitore del National Award, Rise Up Again.

“Gli scatti proposti costituiscono testimonianze preziose del nostro tempo perché racchiudono storie che non conosciamo e che meritano di essere raccontate e condivise. Siamo particolarmente orgogliosi dei riconoscimenti conquistati ogni anno, e mai come in questa edizione, dai fotografi italiani grazie al valore culturale e all’eccellenza tecnica che distinguono le loro opere. È importante sottolineare la natura internazionale del concorso, aspetto che Sony desidera valorizzare attraverso le tappe locali di un tour globale che permette a un pubblico sempre più vasto di ammirare le fotografie premiate. E ricordare che Sony World Photography Awards rappresenta solo uno dei modi, sebbene sicuramente tra i più importanti, con cui Sony si impegna a sostenere il mondo della fotografia, attraverso la continua innovazione tecnologica da un lato e un supporto fattivo al lavoro dei fotografi di ogni livello dall’altro. Il premio, infatti, rappresenta una piattaforma internazionale di grande visibilità che ci auguriamo possa aprire per vincitori e finalisti nuove opportunità di lavoro”. Federico Cappone, Country Manager di Sony in Italia.

Il nostro direttore, Barbara Silbe, afferma: “I vincitori di questa competizione raccontano le storie dell’umanità e portano fino a noi frammenti di terre vicine e lontane, riassegnando alla fotografia il suo ruolo nodale, quello che da sempre mi incanta: la sua capacità di testimoniare gli avvenimenti contemporanei e consegnarli alla futura memoria collettiva. Le vicende che emergono dagli sguardi originali dei tanti fotografi premiati, riguardano segnatamente la natura, le migrazioni, la crisi climatica, l’inclusività, le fonti energetiche, la bellezza, i giovani, la scienza… Riguardano noi, i cambiamenti che abbiamo attraversato e che ci attendono. E selezionare l’insieme della produzione 2022 nelle sue dieci categorie, mi ha rinnovato la convinzione che gli Awards siano di grande valore, proprio perché il gran numero di progetti inviati da tutto il mondo sollecitano quell’empatia tra gli individui che talvolta sembriamo dimenticare. Negli altri ci riconosciamo, ci ritroviamo, e i fotografi lo sanno”. 

Tutto l’incasso della biglietteria, grazie anche alla collaborazione con Fondazione Fiera Milano e Fondazione Stelline, verrà totalmente devoluto a Fondazione Progetto Arca, onlus che lo scorso 30 marzo ha avviato una collaborazione con Fondazione Fiera Milano per supportare il popolo ucraino. La collaborazione ha visto a oggi l’invio di 22 tir con a bordo oltre 170 tonnellate di materiali (alimentari, prodotti per l’igiene personale, pannolini, stoviglie monouso, coperte, sacchi a pelo e altri beni di prima necessità, oltre a giocattoli e pelouche) e la recente realizzazione di un video nel quale sei fra i più famosi comici milanesi (Giacomo Poretti, Raul Cremona, Elio, Pucci, Enrico Bertolino e Andrea Pisani) invitano a donare per il sostentamento di due mense per gli sfollati gestite dai volontari di Progetto Arca, attive rispettivamente ai confini dell’Ucraina con Polonia e Romania. Fondazione Fiera Milano, insieme al Gruppo Fiera Milano, ha messo a disposizione di questo appello risorse, relazioni e capacità logistica, in linea con la propria missione che include il sostegno ai territori e alle comunità.

Alberto Sinigallia, presidente di Fondazione Progetto Arca: “È un onore essere partner in questo importante progetto artistico che vede la sua manifestazione finale a Milano, la città in cui Progetto Arca è nata e da cui siamo partiti per ogni missione umanitaria che abbiamo affrontato in questi anni di aiuto ai più fragili. Come quella in Ucraina, iniziata il giorno dopo l’inizio della guerra. Oggi siamo ancora lì: abbiamo dispensato aiuti, alimenti e conforto alle tante famiglie che abbiamo accolto, e abbiamo costruito in tempo record mense da migliaia di pasti al giorno per gli sfollati. Questo è stato possibile in particolare grazie al sodalizio con Fondazione Fiera Milano e oggi proseguiamo accompagnati da altri sostegni concreti come questo con Sony World Photography Awards. Grazie di cuore da parte mia e di tutti gli operatori e volontari che ogni giorno sono in prima linea con il loro tempo, le loro competenze e la loro energia”.

Creati dalla World Photography Organisation e acclamati in tutto il mondo, i Sony World Photography Awards rappresentano uno degli appuntamenti più importanti per il settore fotografico internazionale. Aperti a tutti a titolo gratuito, rappresentano un importante sguardo sul mondo della fotografia contemporanea e offrono agli artisti, sia affermati che emergenti, la straordinaria opportunità di esporre il proprio lavoro. Inoltre, oltre a consentire l’occasione per riconoscere i fotografi più influenti al mondo attraverso il premio Outstanding Contribution to Photography; tra i vincitori degli anni passati figurano Martin Parr, William Eggleston, Candida Hofer, Nadav Kander, Graciela Iturbide, Elliott Erwitt.

LA MOSTRA

Fondazione Stelline, dal 14 settembre al 30 ottobre 2022.

Orari: da martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 20 al costo di €12 (ridotto €8).

CREDITI FOTOGRAFICI, DA SINISTRA A DESTRA, PER RIGA:

© Adrees Latif, Stati Uniti, shortlist, concorso Professional, Portfolio, Sony World Photography Awards 2022

© Fabian Ritter, Germania, finalista, concorso Professional, Documentaristica, Sony World Photography Awards 2022

© Andrea Bettancini, Italia, shortlist, concorso Professional, Documentaristica, Sony World Photography Awards 2022

© Hugh Kinsella Cunningham, Regno Unito, shortlist, concorso Professional, Fotografia creativa, Sony World Photography Awards 2022

© Luca Locatelli, Italia, shortlist, concorso Professional, Portfolio, Sony World Photography Awards 2022

© Serena Dzenis, Australia, shortlist, concorso Professional, Architettura e Design, Sony World Photography Awards 2022

© Raphaël Neal, Regno Unito, finalista, concorso Professional, Fotografia creativa, Sony World Photography Awards 2022

© Anna Neubauer, Austria, finalista, concorso Professional, Portfolio, Sony World Photography Awards 2022

© Adam Ferguson, Austrialia, finalista, concorso Professional, Ritratto, Sony World Photography Awards 2022

© Georgios Tatakis, Grecia, finalista, concorso Professional, Ritratto, Sony World Photography Awards 2022

© Areshina Nadezhda, Federazione Russa, shortlist, concorso Open, Ritratto, Sony World Photography Awards 2022

© Phillip Walter Wellman, Stati Uniti, shortlist, concorso Professional, Ritratto, Sony World Photography Awards 2022

© Oana Baković, Romania, finalista, concorso Professional, Vita selvaggia e natura,  Sony World Photography Awards 2022

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Wadi AlFann, la Valle dell’Arte

Barbara Silbe

Esiste un luogo misterioso, pieno di suggestioni, dove il passato si mescola con il presente e con il futuro; dove natura, cultura e storia coesistono all’interno di un paesaggio monumentale che incanta gli occhi di ogni viaggiatore. Si tratta di AlUla, regione desertica dell’Arabia Saudita nord-occidentale, a circa 325 chilometri a nord di Medina e a 1.100 da Riyadh, che ora è pronta ad aprirsi ai viaggi internazionali e aspira a diventare iconica destinazione turistica e culturale mondiale. L’annuncio più recente viene dalla Royal Commission for AlUla, che ha rivelato i progetti per Wadi AlFann, ovvero la “Valle dell’Arte”, un nuovo contenitore per l’arte contemporanea, dove opere epocali di alcuni degli artisti più interessanti di tutto il mondo saranno collocate in modo permanente tra i canyon magici di AlUla pronte ad accogliere chi andrà laggiù. Le nuove grandi opere site-specific, ideate e create per questo spazio, sono di Manal AlDowayan (nata nel 1973, Arabia Saudita), Agnes Denes (nata nel 1931, Ungheria), Michael Heizer (nato nel 1944, Stati Uniti), Ahmed Mater (nato nel 1979, Arabia Saudita) e James Turrell (nato nel 1943, Stati Uniti), e saranno le prime cinque concepite per Wadi AlFann, una spettacolare valle di circa 65 chilometri quadrati. Queste prime cinque opere saranno completate e inaugurate entro il 2024, segnando l’inizio di un programma di commissioni ad altri artisti e di attività che saranno annunciati in futuro.

Creati da alcuni dei più celebri pionieri della land art e da artisti all’avanguardia nell’arte contemporanea, i concetti, la visione e la dimensione storica delle commissioni intergenerazionali di Wadi AlFann segnano un nuovo capitolo nella storia dell’arte. Accostata alle tracce storiche delle antiche comunità del deserto, questa vetrina senza precedenti, contemporanea, ambiziosa e visionaria di opere d’arte, continuerà a crescere negli anni a venire, aggiungendosi all’eredità di questo luogo millenario. Wadi AlFann offrirà una profonda opportunità di sperimentare l’arte in dialogo con la natura. Imparando dal deserto, gli artisti rispondono al paesaggio di AlUla, traendo ispirazione dalla sua topografia scenografica, dai panorami ondulati, dalle notevoli strutture geologiche e dal complesso ecosistema naturale. Le opere saranno realizzate nel rispetto del paesaggio, sullo sfondo delle stupefacenti formazioni di arenaria e dei canyon di questo vasto territorio.

Wadi AlFann offrirà alle comunità locali opportunità senza precedenti di sperimentare l’arte come fonte di educazione, arricchimento, dialogo. Attraverso la creazione di posti di lavoro, lo sviluppo di competenze e l’impegno dei creativi locali, Wadi AlFann rafforzerà l’economia culturale di AlUla, ispirando una nuova generazione di artisti e incrementando la qualità della vita dei suoi residenti. Questa nuova destinazione epica accoglierà anche gli amanti dell’arte, gli avventurieri e gli esploratori di tutto il mondo in un viaggio culturale trasformativo in un luogo unico, contraddistinto dalla meraviglia creativa e geografica, dando seguito alla storia della regione con il suo ruolo di luogo di scambio interculturale.

Testimone attenta e sensibile delle metamorfosi culturali, la pratica dell’artista saudita Manal AlDowayan ruota attorno ai temi dell’invisibilità, della memoria collettiva e dello status e della rappresentazione della donna. La sua installazione labirintica The Oasis of Stories si ispira ai muri di fango della città vecchia di AlUla, invitando gli spettatori a camminare e a perdersi in una scultura architettonica che riproduce gli antichi spazi degli insediamenti arabi. Sulle pareti dei passaggi labirintici di AlDowayan saranno incise le storie personali e il folklore raccolti dall’artista nelle comunità di AlUla.

Figura di spicco tra gli artisti concettuali degli anni ’60 e ’70 e pioniera dell’arte ambientale, Agnes Denes con la sua opera artistica si distingue per la notevole estetica e per l’impegno con la scienza, la filosofia, la psicologia, la linguistica, la poesia, la storia, la musica e le idee sociopolitiche. Il suo nuovo lavoro continuerà la serie di piramidi monumentali: attraverso un attento esame delle caratteristiche delle rocce, queste nuove piramidi risveglieranno i canyon silenziosi in cui si trovano, rappresentando il passato, il presente e il futuro dell’umanità, esplorando la civiltà, l’avanzamento e la realizzazione, per creare un ambiente mozzafiato.

Influente nella seconda metà del XX secolo e nel XXI, Michael Heizer è noto per la produzione di grandi sculture di terra all’aperto e per il suo lavoro con la roccia, il cemento e l’acciaio presente sia all’esterno che all’interno di musei e gallerie. Le opere di terra, essendo all’aperto nell’ambiente, sono note per suscitare risposte non comuni alle opere d’arte architettoniche. A Wadi AlFann, l’artista introduce incisioni lineari nella roccia arenaria del tutto nuove, che si riferiscono direttamente alla straordinaria geologia della zona e alla varietà di dettagli dell’arenaria di Quweira. Visibili da lontano, la maggior parte di queste opere di grandi dimensioni cambierà aspetto man mano che gli spettatori si sposteranno nell’area. Heizer aprirà presto al pubblico, su base limitata, la sua scultura monumentale “City”, lunga un miglio e mezzo, realizzata a Garden Valley, in Nevada, nel corso di oltre cinquant’anni.

Il medico-artista Ahmed Mater, una voce culturale importante che documenta e analizza la realtà dell’Arabia Saudita contemporanea, crea la sua nuova opera Ashab Al-Lal che esplorerà lo spazio mitico tra l’immaginazione soggettiva e la realtà oggettiva generando un miraggio all’interno delle dune di sabbia. L’artista sfida l’idea del punto di riferimento come simbolo di status e autorità, considerandolo invece un luogo di trasmissione della conoscenza. Creando un’esperienza spirituale e trascendentale per lo spettatore, Mater ha tratto ispirazione dai grandi pensatori scientifici e filosofici dell’età dell’oro islamica. Una mostra di maquette e disegni che illustrano la visione di Mater per quest’opera ha aperto l’8 giugno 2022 ad AlJadidah Village, il quartiere artistico e culturale di AlUla.

Per oltre mezzo secolo James Turrell, figura di spicco del movimento Light and Space degli anni ‘60, ha dedicato la sua pratica all’arte percettiva, indagando la materialità della luce e i limiti della percezione umana. A Wadi AlFann, Turrell si baserà sull’esperienza sensoriale dello spazio, del colore e della percezione, creando una serie di spazi sul suolo del canyon. Sperimentando la consistenza della luce e gli elementi del cielo e del terreno, lo spettatore esplorerà questi spazi attraverso una serie di tunnel e scale.  L’opera esamina la natura stessa del vedere, creando un’esperienza di pensiero senza parole.

La presentazione delle prime cinque opere d’arte sarà accompagnata da un programma pubblico, dinamico e coinvolgente, che includerà spettacoli e visite guidate nella valle. In collaborazione con Madrasat AdDeera, le commissioni di Wadi AlFann offriranno opportunità educative alle comunità locali, tra cui un impegno pratico e basato sulle competenze nel processo di ideazione e installazione delle opere d’arte, sessioni con professionisti dell’arte per sviluppare le competenze e masterclass per i creativi locali con gli artisti incaricati da Wadi AlFann. Alla fine del 2022 è previsto un programma di mostre temporanee, residenze d’artista e simposi pubblici che riuniranno artisti, architetti, ambientalisti, archeologi, agricoltori e comunità locali.

Considerando la conservazione della valle come obiettivo principale, Wadi AlFann è sviluppato in linea con l’impegno della Royal Commission for AlUla nei confronti della biodiversità e il patrimonio naturale della regione, che comprende la reintroduzione di specie selvatiche e la protezione della flora e della fauna autoctone. I padiglioni, le passerelle e i punti panoramici del sito saranno realizzati utilizzando materiali di provenienza locale e saranno posizionati in modo da consentire il libero movimento delle mandrie di cammelli e di altre specie autoctone. Wadi AlFann collegherà anche le due capitali storiche di AlUla: Qurh, una delle sette grandi piazze di mercato dell’Arabia ed Hegra, costruita dai Nabatei oltre 2.000 anni fa, aggiungendo una nuova e ricca dimensione al viaggio attraverso AlUla che collega il suo passato con il suo futuro.

L’arte e la creatività sono una componente importante della Vision 2030 del Regno dell’Arabia Saudita e una parte fondamentale dell’esperienza di AlUla. Il progetto estende l’eredità del sito dalle antiche civiltà al presente, posizionando AlUla come crocevia culturale contemporaneo e destinazione forgiata da artisti. Parte di un nuovo polo di esplorazione, espressione e produzione artistica, Wadi AlFann è uno dei vari nuovi punti di riferimento creativi previsti per AlUla nell’ambito del Masterplan Journey Through Time, insieme alle Perspectives Galleries, all’Arts District e ai Water Pavilions. Il Masterplan Journey Through Time, presentato da Sua Altezza Reale il Principe Ereditario, prevede l’apertura di 15 nuove destinazioni per la cultura, il patrimonio e la creatività entro il 2035.

AlUla è una regione maestosa, ricca di patrimonio naturale e creativo, che vanta una grande eredità di scambi interculturali. Sede dell’antica città nabatea di Hegra, il primo patrimonio mondiale dell’UNESCO in Arabia Saudita, la regione è stata il crocevia degli scambi culturali per millenni, storicamente sulla via del commercio dell’incenso e un tempo capitale dell’antico Regno di Dadan. Oggi è un museo vivente DI arte e natura, che sta riaccendendo la sua eredità come destinazione culturale vitale. La vasta area, che copre 22.561km², include una valle ricca di oasi lussureggianti, imponenti montagne di arenaria e antichi siti culturali risalenti a migliaia di anni fa, ai regni di Lihyan e dei Nabatei. Il più importante sito di AlUla è Hegra, primo sito UNESCO Patrimonio dell’Umanità dell’Arabia Saudita. Distesa su un’area di 52 ettari, Hegra era la principale città della parte meridionale del Regno dei Nabatei; attualmente conta oltre 100 monumenti funerari in ottimo stato di conservazione con facciate scolpite finemente negli affioramenti di arenaria che circondano l’insediamento urbano fortificato. Le ultime ricerche effettuate suggeriscono inoltre che Hegra fosse l’avamposto più a sud dell’Impero-Romano dopo la conquista dei Nabatei avvenuta nel 106. Oltre a Hegra, AlUla è sede di affascinanti siti archeologici come l’antica Dadan, capitale dei regni di Dadan e Lihyan, considerata una delle città più sviluppate della penisola arabica nel corso del primo millennio a.C. Si trovano inoltre migliaia di rocce in siti di arte rupestre tra incisioni e petroglifi a Jabal Ikmah. Altri siti di grande interesse sono la Old Town di AlUla, un dedalo di oltre 900 case costruite con mattoni di fango a partire da almeno il XII Secolo, la ferrovia di Hijaz e il forte di Hegra, luoghi fondamentali nella storia e nelle conquiste di Lawrence d’Arabia.

Per ulteriori informazioni visitare: www.livingmuseum.com

@artsalula

#wadialfann

 

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Portfolio – Paolo Di Clemente, Ronda di carità

Nell’inverno della pandemia, l’autore ha trascorso quattro mesi a seguire le azioni sul territorio dell’associazione Caritas “Ronda Carità e Solidarietà Milano ODV”, uscendo con loro la notte per documentare gli interventi di sostegno ai senzatetto della città meneghina. Ricorda il freddo, i cinema del centro storico chiusi e le strade deserte a causa del coprifuoco imposto per tutelare tutti i cittadini contro la diffusione del virus, gli interventi per portare bevande calde, biancheria intima, alla ricerca di persone avvistate e segnalate dai cittadini, insistendo per lasciare loro cibo, sacchi a pelo, aiuti di ogni genere.

“Stiamo parlando di oltre dodicimila persone – racconta Paolo Di Clemente – che trovavamo raccolte ai piedi delle vetrine, nei parchi, sulle panchine, agli angoli delle vie di Milano. Sono senzatetto, che ho scelto di inquadrare raccontandone la loro routine quotidiana, vissuta ai margini della società, separati dai milanesi come due universi distinti, fatti di regole e cadenze proprie, che si affiancano su binari paralleli che mai si toccano. A fare da ponte, ci sono i volontari, che tendono la mano, con pazienza, rispettando i tempi e le dinamiche di queste persone che quella mano, nella maggior parte dei casi, la rifiutano o la temono. Ho voluto conoscere e indagare questa realtà coi miei occhi, stanco di rappresentazioni stereotipate e disturbato dalle foto scattate dal marciapiede di fronte col teleobiettivo, che finiscono per ledere la dignità dei soggetti, per strumentalizzarli, senza una sincera volontà di conoscenza. Il mio desiderio è stato quello di incontrare questi uomini e donne che vivono per la strada e tra gli alberi dei parchi urbani, così come i volontari e gli operatori civili che lavorano tra frustrazione e sorrisi, nel tentativo, a volte boicottato dal sistema stesso e dalla burocrazia, di riconoscerli, nominarli, censirli, aiutarli e, nel migliore dei casi, reinserire qualcuno di loro. Con le mie fotografie ho cercato di prestare attenzione, chiamarli per nome, considerarli come persone, rompendo il bozzolo che li protegge dall’umiliazione dell’essere sempre giudicati, e ho voluto narrare senza retorica i gesti di chi li aiuta e li assiste, in due distinti piani di osservazione”

 

Note biografiche

Mi chiamo Paolo Di Clemente, sono nato a Milano nel luglio del 1971. Negli anni ’90 ho collaborato prima come assistente nello studio del fotografo Gik Piccardi per servizi di moda e beauty, e in seguito ho lavorato come fotografo nello stesso campo, in parallelo alla mia professione di disegnatore di fumetti e illustratore che continua ancora oggi per la Sergio Bonelli Editore e altre realtà internazionali. Sono attratto dalle storie e amo la foto documentaristica e di réportage, il ritratto, e mi interessano tutte le declinazioni della figura umana.

Instagram: @paulmartdicle

www.paolodiclemente.myportfolio.com

 

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A Brescia nasce LAC, Libera Accademia Creativa

Per dare sempre maggior valore alla fotografia, nel nostro Paese servono proposte di alto livello culturale, lo affermiamo da sempre. Serve un approccio serio a ogni livello di competenza – artistica, commerciale, documentale – partendo da una  formazione che prepari alla grande competizione professionale che questo ambiente riserva. E’ anche per queste ragioni che siamo felici di annunciare e sostenere la nascita di una nuova realtà accademica. Si chiama LAC, Libera Accademia Creativa, e avrà sede a Brescia. La scuola nasce con particolare attenzione alla preparazione di professionisti dell’immagine e del video che possano operare nel settore della moda e della pubblicità e con l’obiettivo di formare gli studenti in un ambiente a contatto diretto con i clienti e le richieste del mercato. Saranno affrontate tutte le specifiche figure del settore tra cui fotografia, produzione, styling, makeup, teoria e storia della fotografia nella moda, postproduzione, video making, editing e direzione artistica. La sezione dedicata ai laboratori è quella di maggiore concentrazione con un corposo numero di ore attive dedicate sia agli aspetti tecnici che creativi di questo mestiere. Nel corso dell’anno accademico che aprirà a settembre, saranno organizzati anche workshop specifici e interventi con personaggi di spicco nel panorama della fotografia italiana, nonché talk con gli stessi sponsor tecnici dell’accademia.
LAC si propone come scuola innovativa specializzata, che punterà su un team di docenti d’eccezione e  si occuperà in forma attiva delle produzioni di clienti e brand con un team interno specializzato in fotografia e video commerciali, altro step importante nel percorso di formazione degli iscritti.
Per maggiori informazioni: https://www.lac-accademiacreativa.it/
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Portfolio – Monica Testa, Habito

Un lavoro poetico e documentario, quello di Monica Testa, un viaggio segreto all’interno di un mondo – quello di un convento – quasi inaccessibile a molti di noi. Il suo osservare è stato discreto, eppure partecipe, quasi come se lei fosse parte di questo gruppo di suore che vivono nella semplicità del quotidiano. Ben reso, dal punto di vista fotografico. Ben raccontata la storia. Fatta di similitudini, confronti, assonanze, dettagli. Un approfondimento concepito nell’alternanza tra bianchi e nero e colore, visioni d’insieme e ritratti, che va ben al di là dell’esercizio ed è degno di sostenere l’accostamento con progetti di indagine dei più grandi nomi della fotografia. Come scrive l’autrice nella sua introduzione, la sua primaria volontà era quella di preservare la memoria di questa piccola comunità religiosa che sta scomparendo. Lo ha fatto mettendo a loro disposizione il suo tempo e il suo sguardo, per una lettura raffinata, delicata, premurosa su ciascuno dei soggetti.

(Barbara Silbe)

 

HABITO

Dal latino : abitare, portare abitualmente, essere solito tenere, ma anche stare, trovarsi, trattenersi, fermarsi…

Il progetto è nato con l’intento di tenere viva la memoria di una piccola congregazione religiosa: le “Ancelle della Provvidenza per la salvezza del Fanciullo” della quale sono ormai rimaste le ultime sei suore.

Ho voluto onorare le loro vite fatte di dedizione al bene, rendendole, al contempo, protagoniste attive.

Questa Congregazione religiosa ebbe umili origini e un graduale sviluppo a Milano, nell’ultimo decennio del secolo XIX, per opera del sacerdote milanese Don Carlo San Martino; nel piccolo gruppo veniva coltivato lo spirito di pietà, umiltà e obbedienza, non disgiunto da una grande abnegazione a servizio dei fanciulli poveri e abbandonati.

Le Zie, come le chiamavano le numerose piccole vite fragili che da loro hanno ricevuto accoglienza, cura, educazione, oggi, sono tutte a un bel traguardo di vita e ancora vivono umilmente per insegnare a tutti noi il profondo senso di devozione e di disponibilità verso gli altri.

Ho scattato fotografie che diventano momenti preziosi, intimi, soprattutto veri, in un mondo che sempre più tende a dimenticare chi ha dato la vita per gli altri: pregando, insegnando, costruendo.

HABITO è un omaggio a delle persone meravigliose che possono solo essere l’esempio da imitare e da seguire; è il luogo dei ricordi di chi ha fatto della Fede la propria vita e diventa anche il luogo dove trasmettere questi ricordi, un testimone da passare alle generazioni future, per non dimenticare e per continuare a coltivare l’amore verso il prossimo e l’amore per la vita.

 

Note biografiche

Mi chiamo Monica Testa e sono nata a Bergamo.

Dopo gli studi artistici ho iniziato a lavorare come fashion designer per una grossa azienda che mi ha permesso di approfondire e lavorare nel mondo grafico e stilistico. Un lavoro impegnativo e gratificante, grazie al quale ho avuto la possibilità di viaggiare tantissimo per il mondo, conoscendo gente multietnica, arricchendomi enormemente dal punto di vista culturale e personale.

Nel 2000 sono diventata brand manager di un noto marchio di abbigliamento tecnico e collaboro con persone incredibili che compiono eventi straordinari e che non si pongono limiti a nulla. Da allora cambia anche la mia visione della vita e dopo pochi anni lascio tutto per lavorare come freelance per i miei progetti personali.

La fotografia mi appassiona da sempre e a tal punto che non posso più farne a meno, dopo diversi corsi e lo studio dei più grandi fotografi della storia, qualche tempo fa mi sono decisa a iscrivermi all’Istituto Italiano di Fotografia di Milano: un’esperienza costruttiva che mi ha fatto crescere tantissimo a livello tecnico e creativo.

Amo scattare ritratti, osservare tutto ciò che mi circonda e raccontare storie attraverso l’occhio del mio obiettivo.

Mostre personali:

“Presenza nell’assenza” Hotel Art Margutta, Roma 2016.

“Once upon a time” Caffè letterario Indisparte, Bergamo 2018.

“I mille di Sgarbi” Magazzini del sale , Cervia 2020.

In my town (mostra collettiva ) CFC centro fotografico, Cagliari 2020.

Pubblicazioni:

Rapporto Italia 2015

Nell’attesa del tuo prossimo respiro (2016)

Rapporto Italia 2017

Nei tuoi occhi (2018)

HABITO (2021)

 

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Festival – A Corigliano Calabro temi sociali e lettura del presente

“La fotografia tra denuncia e speranza” è il tema della XIX edizione del bel festival guidato con passione da Gaetano Gianzi, che coinvolge le città di Corigliano e Rossano Calabro e ha trasformato la regione in un grande polo della fotografia del nostro Sud Italia. Un approfondimento 2022 dal taglio sociale, quindi, affidato allo sguardo di grandi nomi di questa disciplina, che animeranno le giornate di apertura e saranno protagonisti di alcune mostre da non perdere: Massimo Siragusa, “Il lenzuolo strappato”; Tony Gentile, “Sicilia 1992-Luce e memoria”; Pino Ninfa, “Jazz Spirit”; Livio Senigalliesi, “Effetti collaterali”; Leonello Bertolucci, “Bolli sul filo, come tutti, più di tutti”; Stefano Pia, “Non è l’America”; Ilaria Sagaria, “Piena di Grazia”; Anna Pauline Franz, “Bouquet”; e ancora “Cities, A contemporany view”; “Collettiva  Concorso fotografico Street Photography Corigliano”; Itsos Albe Steiner “Milano Face for peace, sfacciati contro la guerra”

Si apre venerdì 1 luglio, si concluderà l’11 settembre con un’intera estate di appuntamenti, presentazioni, concerti, talk e mostre. Il Festival è anche tappa di Portfolio Italia 2022, le letture portfolio si terranno sabato 2 e domenica 3 luglio al Castello Ducale, a cura di Giovanni Pelloso, Roberto Mutti. Maurizio Garofalo, Mario Laporta, Enrico Genovesi, Fulvio Merlak, Angelo Cucchetto, Stefano Mirabella, Attilio Lauria, Daniela Sidari, Leonello Bertolucci.

Questo il programma delle giornate inaugurali e gli incontri con gli autori:

Venerdi 1 luglio Castello Ducale ore 19 Livio Senigalliesi ‘’Effetti Collaterali’’ e presentazione libro ‘’Diario dal fronte’’, con Francesco Cito e Mario Laporta

Sabato 2 e Domenica 3 luglio Castello Ducale mattina e pomeriggio

Incontro con l’autore dell’anno Massimo Siragusa, presentato da Giovanni Pelloso

Roberto Mutti ‘’ Interviste impossibili’’ I maestri della fotografia

Tony Gentile, TONY GENTILE Sicilia1992-Lucee Memoria, presentato da Maurizio Garofalo

Leonello Bertolucci, Bolli sul filo, dialoga con Alessia Alboresi, Assessora alla Cultura della Città di Corigliano-Rossano

Massimo Cristaldi, Suspended, presentato da Angelo Cucchetto

Enrico Genovesi, Nomadelfia un’oasi di fraternità

Cities, Contemporary Urban Views  a cura di Angelo Cucchetto

Umberto Verdoliva, vincitore della 3a edizione del CoriglianoCalabroFotografia BOOK Award con il libro ‘’La cantata dei giorni dispari’’

Premiazione vincitori Portfolio Italia  tappa Portfolio Jonico

Queste le parole usate da Gaetano Gianzi per raccontare il suo progetto

“Il Festival, nato nel 2003, ha quasi 20 anni, infiniti, ricchi di emozioni, esperienze, contatti, incontri umani e professionali con i grandi della fotografia, che la nostra città ha ospitato a braccia aperte.Mi piace ricordare il conferimento della cittadinanza onoraria a Gianni Berengo Gardin il primo autore con l’incarico della ‘’lettura‘’ del territorio e la successiva pubblicazione del libro ‘’Viaggio a Corigliano’’ edito da Contrasto.Da allora un susseguirsi di maestri di chiara fama, come si può vedere nell’albo d’oro del presente catalogo, con lo stesso compito, in questa edizione Massimo Siragusa che bene interpreta la fusione delle nostre comunità Corigliano e Rossano in una unica grande città.Il Festival esprime l’affetto alla grande Letizia Battaglia che ci ha lasciati da poco, fotografa di spessore che abbiamo avuto la fortuna di incontrare e ospitare al castello ducale nel 2006.E come non ricordare con tanta stima e affetto Francesco Radino, stra-ordinario maestro della fotografia contemporanea che ha raccontato grandi visioni del mondo e ha realizzato per il festival del 2004 ‘’Storie di Terra e di Mare’’ Dopo due anni di pandemia cerchiamo di recuperare il tempo perduto, di ripartire con ottimismo, e la fotografia come linguaggio di luce, riesce a sostenere i nostri intenti. Adesso il nostro tempo è una ferita aperta nella Storia, con la sua guerra inaccettabile, non a caso tra gli ospiti che terranno vivo il dibattito ci saranno anche Livio Senigalliesi con il ‘’Diario dal fronte’’ affiancato da Francesco Cito e Mario Laporta. Roberto Mutti, storico, critico e docente all’Accademia del Teatro alla Scala e all’Istituto Italiano di Fotografia, ci guida con il suo testo tra gli autori e le mostre presenti.A trent’anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio siamo grati a Tony Gen-tile per la testimonianza diretta che ci offre con ‘’Sicilia 1992 – Luce e Memoria’’.Un invito agli appassionati di fotografia a visitare nelle sale del castel-lo le mostre interessanti con firme importanti che danno una visione intensa con il loro sguardo, di luoghi, persone, accadimenti. Non man-cano i workshop – Pino Ninfa -, i concorsi, i dialoghi con gli esperti, la lettura dei portfolio da parte dei lettori professionisti attenti. Un festival che include anche presentazioni di libri, concerto, collettive e spazi de-dicati, per portare ovunque la fotografia come esperienza collettiva che apre l’anima al vissuto, alle vicende quotidiane vicine e lontane”

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The Unseen

L’agenzia indipendente RANKIN CREATIVE darà voce a chi è ingiustamente stato censurato sui social media con una mostra in partnership con Quantus Gallery, aperta dal 16 al 24 giugno. Saranno esposti ritratti del grande fotografo ad altri 13 autori censurati, oltre alle loro opere. Con questa iniziativa ha voluto lanciare un progetto di comunità online che mette in luce la censura ingiusta utilizzando le sue risorse per riconfigurare coloro che sono stati ingiustamente messi a tacere online. “THE UNSEEN”, questo il titolo dell’evento, è aperto a chiunque abbia sperimentato la rimozione dei contenuti, la rimozione dell’account, promozione/divieto di annunci o divieti ombra. Il progetto intende creare un dibattito positivo attorno a questo tema, per provocare un cambiamento di atteggiamenti e
pratiche di lavoro. “La censura è uno strumento necessario per prevenire le fake news, proteggere i bambini e altro ancora. Ma viene spesso utilizzato inavvertitamente per mettere a tacere le voci emarginate”, ha affermato lo stesso Rankin, fondatore e fotografomolto noto nel panorama internazione, che con EyesOpen! Magazine ha a lungo collaborato.

THE UNSEEN sta evidenziando in modo specifico l’ampiezza e la gravità della censura ingiusta in un modo mai visto prima. Le statistiche di coloro che si sono uniti alla comunità evidenziano i motivi principali per cui le persone emarginate si sentono censurate:

• CORPO FEMMINILE E SESSISMO/MISOGINIA
• ESPERIENZE CORRELATE 29,6%
• ESPERIENZE DI HOMO/QUEERPHOBIA 10%
• ESPERIENZE POLITICAMENTE CORRELATE 7%
• DISCRIMINAZIONE FATPHOBIA/PLUS SIZE 5%
• ESPERIENZE DI ABLEISMO 4%
• ESPERIENZE DI RAZZISMO 4%

Il progetto ha suscitato grande interesse già nelle sue fasi iniziali, con centinaia di persone da tutto il mondo che hanno condiviso le loro storie e si sono unite alla discussione. Le storie condivise sul modulo di iscrizione di THE UNSEEN e i post che il partecipante aveva censurato saranno tutti inclusi nel sito Web di THE UNSEEN che verrà lanciato il 15 giugno.

“Finora abbiamo avuto una risposta incredibile e abbiamo appena iniziato”, ha detto Rankin. “Questa è una questione importante e le persone colpite meritano di avere voce in capitolo nelle politiche che li riguardano sulle piattaforme che amano e su cui costruiscono le loro attività”.

Per lanciare il progetto, RANKIN ha collaborato con la Digital-first Quantus Gallery di Shoreditch di Londra, per organizzare una mostra pubblica. Lo spettacolo conterrà tutti i post e molte delle storie inviate dai partecipanti, insieme ai ritratti di 13 membri della comunità fotografati da Rankin e resi interattivi dal team di progettazione esperienziale di Media.Monks.

“Volevamo riportare lo spettatore al controllo – prosegue RANKIN – e sovvertire il rapporto che abbiamo con le immagini che vediamo online, quindi lavorare con Media.Monks è stato l’ideale. Penso anche che sia importante mostrare come le tecnologie emergenti come 8th Wall possano essere utilizzate positivamente, per creare
cose più giuste”.

“Siamo entusiasti di lanciare questo progetto al pubblico, speriamo che il semplice atto di creare un database e la consapevolezza di queste storie aiutino a fare la differenza. Ma non abbiamo finito, lavoreremo fino a quando il sistema non sarà più equo”. hanno affermato i creativi che guidano il progetto OPALUKE (Opal Turner e Luke Lasenby.)

Il sito web (theunseen.site) e la mostra verranno lanciati il ​​15 giugno alle 19:00 e saranno aperti al pubblico dal 16 al 24 giugno presso la Quantus Gallery 11-29 Fashion Street, Londra, E1 6PX.

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Concorsi – torna URBAN Photo Awards 2022

C’è tempo fino a domenica 12 giugno per iscrivervi alla tredicesima edizione di questo contest promosso dall’associazione culturale dotART, ideatrice del festival TRIESTE PHOTO DAYS. Il concorso fotografico internazionale sarà presieduto da una giuria composta dai più importanti nomi della fotografia mondiale, tra cui Nino Migliori, Susan Meiselas e Shobha Battaglia. Per partecipare basta accedere al sito  www.urbanphotoawards.com e seguire la procedura.

Tre sono le categorie in cui si divide il concorso: Foto Singole, nelle quattro aree tematiche di Streets, People, Spaces, Creative, Progetti & Portfolio e URBAN Book Award, dedicato ai dummies, ovvero alle bozze di libri fotografici.

Nell’ambito della sezione Foto Singole Spaces s’inserisce il premio New Buildings, promosso per il terzo anno di fila in sinergia con il magazine Matrix4Design e dedicato alla fotografia architettonica contemporanea. Grazie alla collaborazione con il Comune di Palmanova, la città stellata patrimonio UNESCO ospiterà una mostra con una selezione di fotografie della sezione Foto Singole Creative e di Projects & Portfolios.

Tra le eccellenze di URBAN Photo Awards, spicca la giuria composta dai più importanti nomi della fotografia mondiale, tra cui Nino Migliori, decano dei fotografi italiani, Susan Meiselas, una delle più influenti documentariste a livello internazionale membro di Magnum Photos e Shobha, fotografa vincitrice di numerosi premi tra cui due World Press Photo.

La commissione giudicatrice vedrà anche la presenza di Jérôme Sessini (fotografo documentarista, membro dell’agenzia Magnum Photos), Manfred Baumann (ritrattista di fama internazionale), Nick Turpin (pioniere della street photography contemporanea), Sonia Jeunet (Education Director presso Magnum Photos a Londra), Sandrine Hermand-Grisel (fondatrice di “All About Photo”),  Federica Berzioli (coordinatrice editoriale de “Il Fotografo”), Max Houghton, (docente del Master in Fotogiornalismo e Fotografia Documentaria al London College of Communication), Gali Tibbon (fotografa pluripremiata, nominata Travel Photographer of the Year ai Sony World Photography Awards) e Andrea Boni (Fondatore del magazine “Matrix4Design”).

Il montepremi di €23.000 include i premi messi a disposizione dai partner di Urban Photo Awards: Fujifilm Italia, Stroppa, Vitec Imaging Group (Manfrotto e JOBY) e PhotographyCourse.net.

Le mostre-premio si terranno al Museo Sartorio di Trieste, alla Polveriera Napoleonica di Palmanova e al Museo di Parenzo (Croazia).

I vincitori saranno annunciati sabato 29 ottobre 2022, all’Auditorium del Museo Revoltella di Trieste, durante il festival Trieste Photo Days che ospiterà anche una collettiva con i lavori di tutti i premiati.

 

URBAN Photo Awards è uno degli eventi di Trieste Photo Days – Festival Internazionale della Fotografia Urbana, giunto alla IX edizione, in programma dal 28 ottobre al 6 novembre. L’iniziativa, ideata da dotART e Exhibit Around APS, con la consulenza artistica di Angelo Cucchetto, si presenta come contenitore creativo che riunisce mostre di artisti italiani e stranieri, workshop, proiezioni, contest, presentazioni di libri, incontri e altri eventi collegati alla fotografia. Il festival approfondisce tutte le forme di fotografia ambientate nel tessuto cittadino, dalla street photography alla fotografia urbana, passando per l’architettura, lo studio del territorio e l’impegno sociale grazie anche ai progetti lanciati sulla propria piattaforma www.exhibitaround.com.

Tra i partner: Ministero della Cultura Segretariato Regionale FVG, CRAF – Centro di Ricerca ed Archiviazione della Fotografia, Fondazione Nino Migliori, Comune di Palmanova, Museo del Territorio Parentino, Matrix4Design, Unicusano Trieste, Photographers.it

 

URBAN PHOTO AWARDS 2022

Iscrizioni fino a domenica 12 giugno  su

www.urbanphotoawards.com

 

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Festival – Live. Living Inside Various Experiences

Il prossimo weekend si terrà a Milano il primo festival organizzato da Selfselfbooks, piattaforma nata poco più di un anno fa legata all’editoria giovane e indipendente che utilizza il metodo del crowdfunding per produrre libri fotografici. Nato a inizio 2021, il loro prolifico progetto ha dato vita a ventitre pubblicazioni in dieci mesi.

LIVE è pensato per essere un momento d’incontro, che durerà da vernerdì 10 a domenica 12 giugno: tre giorni di fotografia e cultura, in cui vivere diversi progetti, diversi racconti, diverse esperienze all’interno dello spazio Pergola15, nel contesto della Design Week, nel quartiere più futuristico di Milano. Cinquantuno autori in mostra presenteranno i loro lavori in conversazione con fotografi inseriti nel settore di competenza, curatori e photo editor, per raccontare come la fotografia si stia muovendo al giorno d’oggi, in quali canali si inserisce e come si evolve all’interno dell’ambito artistico ed editoriale.

Le esperienze che permeeranno il festival sono frutto dello studio dei curatori e allestitori Laura Tota e Andrea Isola, che appositamente hanno studiato un allestimento fluido legato non solo al design, ma all’abitare, al vivere e convivere con le immagini, in un mondo che costantemente ce ne mette a disposizione migliaia.

Durante le giornate della kermesse sarà possibile fare esperienza del know how di diversi professionisti del settore (tra cui Francesco Merlini, Barbara Silbe e Claudio Composti per citarne alcuni) grazie a talk e letture portfolio, presenti nel palinsesto insieme a incontri con autori già pubblicati dalla piattaforma Selfself, tra i quali Francesco Sambati, Lorena Florio, Luca Meola e Federica Cocciro, cui si uniranno i nuovi autori 2022, tra i quali spiccano protagonisti Alessandra Canteri, Giulia Degasperi, Marco Barbieri, Jacopo Scarabelli.

Una talk sull’imprenditorialità nel mondo dell’immagine aprirà le porte del Festival il 10 giugno alle 18.30 insieme al team Selfself, cui si uniranno le realtà di Gogol&Company, Frab’s Magazine e Chippendale Studio per fornire al pubblico una risposta concreta sul tema in questo periodo storico.

La giornata di sabato 11 vedrà invece protagoniste le trentaquattro autrici internazionali che hanno partecipato alla campagna collettiva Selfself A Soft Gaze At Intimacy, lanciata a fine marzo e conclusasi con successo a inizio maggio. Il libro, realizzato grazie all’aiuto dei sostenitori, verrà infatti presentato durante la serata in dialogo con alcune delle autrici tra le quali Giulia Gatti, Maya Francis, Serena Salerno e Jasmine Bannister. Sarà un momento per raccontare com’è nata l’idea della campagna, con un focus sul concreto supporto fornito all’associazione ucraina ЦВІТ (fondata da una delle autrici incluse nella pubblicazione, Kris Voitkiv), e un’occasione per raccontare i lavori intimi e carnali delle autrici coinvolte, raccontate anche attraverso lo sguardo analitico di quattro curatrici italiane attive sul panorama fotografico e artistico: Benedetta Donato, Laura Davì, Alessia Locatellli e Laura Tota.

La collaborazione con il nuovo festival di fotografia torinese Liquida Photofestival, vedrà inoltre parte integrante dell’allestimento anche i lavori dei vincitori del Grant 2022 che racconteranno in prima persona le loro esperienze attraverso l’immagine, per dialogare infine insieme ai dieci autori menzioni speciali selezionati per una pubblicazione collettiva Selfself nell’inverno 2023.

Il direttore di EyesOpen! Magazine, Barbara Silbe, sabato mattina 11 giugno a partire dalle 11.30 dialogherà con Jacopo Scarabelli per presentare il libro al quale stanno lavorando insieme e che sarà affidato a SelfSelfBooks per la campagna di crowdfounding e per essere pubblicato.

 

 

LIVE – Living Inside Various Experiences

10,11,12 Giugno

Inaugurazione Venerdì 10/06 ore 17.30

Sab-Dom 11.30-23

Spazio Pergola15

Via Della Pergola 11/4