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15 Dicembre – EyesOpen! festeggia

Vi aspettiamo il 15 Dicembre a partire dalle 19.00 negli spazi di Bottega Immagine (nota scuola di fotografia oltre che importante ritrovo didattico del panorama milanese) per presentarvi il nuovo numero di EyesOpen! e i giovani fotografi che abbiamo pubblicato ci racconteranno i loro lavori e la loro avventura nel mondo della fotografia. Saremo poi felici di brindare insieme ai partecipanti e agli amici di Bottega Immagine ….e vi daremo qualche anticipazione sulle novità per il 2018!

Bottega Immagine, via Carlo Farini 60 – Ingresso libero!

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Myriam De Rosa – Il cielo non cambia

Generazioni #9

Myriam De Rosa ha realizzato un’originale composizione per parlare del cielo. “Il cielo non cambia” è nato dalla sua personale esigenza.

“Io vengo dal mare, ho sempre parlato al mare, chiesto al mare. Io soprattutto lo ascolto. Poi, un giorno, mi sono ritrovata senza di lui e ho temuto che avrei dovuto iniziare a parlare agli estranei ed è stato così che ho riscoperto il cielo.

Il mare e il cielo, in fondo, un po’ si somigliano; hanno entrambi il grande potere di essere immensi, ma di non fare paura. Il cielo, poi, ha questa particolarità di non avere prospettiva. Nelle foto, infatti, sono gli oggetti a dirci se siamo sdraiati su un prato, affacciati a un balcone o se, semplicemente, alziamo lo sguardo mentre passeggiamo. Usufruirne dovrebbe essere obbligatorio”

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Greta Citti – Non è mai domenica

Generazioni #8

Greta Citti ci racconta di una casa di reclusione, un carcere, indietro di 40 anni il cui tempo è scandito da istanti sempre uguali a quelli del giorno precedente e a quelli del giorno successivo.

L’istituto penitenziario maschile di Porto Azzurro, l’unico carcere dell’Isola d’Elba, è suddiviso in tre sezioni e ospita 233 detenuti con una pena minima di sette anni, per la maggior parte ergastolani.

Osservando la natura rigogliosa che circonda la struttura, è impossibile non domandarsi se tanta bellezza aumenti il dolore per la perdita di libertà o sia solo stimolo di un’“evasione mentale”, quindi un punto di forza per andare avanti. Talvolta i giornali locali pubblicano qualche notizia, ma generalmente occorre una ragione eclatante affinché i riflettori si puntino lì, un fatto di cronaca, come evasioni, suicidi, aggressioni.

Andando oltre lo stereotipo sociale dell’individuo deviante emerge una condizione universale per la maggior parte delle carceri: la monotonia delle giornate.

 

Pubblicato integralmente su EyesOpen! n.11

 

 

 

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Davide Esposito – Capri, sogno di un’ombra

Generazioni #7

Davide Esposito fotografa per cercare e trovarsi nel mondo interiore dell’impossibile, in un surrealismo prettamente mentale. Cerca di dare luce e materia all’impossibile.

Portare il non essere nel mondo dell’essere

Giovane fotografo, vive a Capri e ci racconta la sua isola in un modo del tutto diverso dall’atteso

“L’inverno, lì c’è l’essenza di Capri. Maestosa, misteriosa, matrigna. Un’isola che obbliga all’introspezione, a fare i conti con il dualismo dell’essere umano. Ego e solitudine. Sapere chi siamo e dove stiamo andando. Luce che si staglia nel buio, ora trionfante, ora succube, ora complice del nulla. 

Capri come dimensione dell’anima, una lunga nota interiore che appartiene a ogni essere umano, Capri e il suo inverno appartengono a tutti. Si manifestano come esperienza individuale di una metarealtà, qualcosa che è possibile sentire solo ascoltando il sibilo dei cinque sensi, che insieme si incontrano con queste atmosfere”

Il suo lavoro è pubblicato su EyesOpen! n.11

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Danea Urso – Je est un autre

Generazioni #6

Vi presentiamo la giovane fotografa Danea Urso, attiva partecipante e socia dell’associazione culturale Photosintesi di Casarano (LE) che ha affrontato un tema drammatico, vissuto in prima persona, usando la fotografia per esorcizzare quanto accadutole.

“Je est un autre”: un soggetto e un verbo non coniugati, una lingua che non è quella italiana, un altro che non si sa chi è, un altro da sé stessi che non è dato conoscere. Questo progetto racconta di una storia uguale, ma anche diversa da tante altre, una storia di “mal di vivere”, una storia che parla del soggetto in se, ma anche del fotografo.

“È il racconto di un perenne senso di angoscia, soffocamento, dolore e solitudine. Qui ho esorcizzato tutta la rabbia, tutto il senso di impotenza, tutta l’atmosfera che ho vissuto prima in terza e poi in prima persona; qui chiudo un capitolo della mia vita scegliendo di reagire; qui ha chiuso la sua vita mio zio scegliendo la morte. Nel febbraio del 2002, quando aveva quasi la stessa età che ho io oggi

Ho voluto dar voce alla sua vicenda e alla sua sofferenza, ho voluto rompere il silenzio che si è creato da allora in famiglia attorno a tutta questa storia”

Pubblicato in dittici su EyesOpen! n.11

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Camilla Ferrari – Ribeira

Generazioni #5

Camilla Ferrari nasce a Milano il 22 ottobre del 1992 e scatta la sua prima fotografia 14 anni dopo. Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione all’Università degli Studi di Milano può dedicarsi totalmente alla fotografia.  Frequenta alcuni workshop con i fotografi per lei di riferimento – tra i quali Gueorgui Pinkhassov, Harry Gruyaert e John Stanmeyer e nel 2012 inizia a lavorare per un fotografo di moda italiano e nel 2014 lavora come assistente per il fotografo David Alan Harvey (Magnum Photos). Dall’aprile 2016 ad oggi tiene la rubrica “Dietro lo scatto” sulla rivista Osservatorio Digitale, nella quale racconta le storie e le sensazioni che si celano dietro ad uno scatto fotografico.

Inizialmente attirata dalla fotografia di paesaggio, il suo interesse si è gradualmente spostato negli anni sulla relazione tra l’essere umano e ciò che lo circonda e sulle storie che quotidianamente lo segnano.

Qui via diamo un’anteprima di Ribeira, lavoro che abbiamo pubblicato su EyesOpen! #11

“Trovare la bellezza nelle cose più semplici. Nel vedere il sole nelle scaglie dei pesci al tramonto, nell’ombra che crea una ruga profonda sul viso di una donna. Nella curiosità nel bussare ad ogni porta di ogni container che popola il cemento affacciato sul fiume. Quello stesso fiume che si unirà al mare per diventare oceano.

Come ci si sente? Cosa significa avere quel potere e quella magnificenza di fronte a te ogni giorno della tua vita? Cosa si prova a camminare per le strade del tuo piccolo villaggio e riconoscere ogni singolo viso che si incontra, sapendo di far parte di una generazione che conserva tradizioni di cui un giorno le persone sentiranno la mancanza?

Trovare la bellezza nelle cose più semplici. Nel salto di un giovane ragazzo esperto, che conosce ogni roccia in equilibrio nel fiume Douro, nella saggezza e conoscenza dei marinai, nei lavoratori che ogni mattina salutano il fiume sulla riva.

Mi hanno accolto senza dire una parola, mi hanno incluso nel loro mondo e hanno condiviso con me le loro storie e tradizioni. Infine, mi hanno resa parte dell’Afurada, di Lomba, di Areja, di Ribeira: i luoghi che li hanno cresciuti, i luoghi che loro chiamano Casa.”

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Paolo Pettigiani – Infrared NYC

Generazioni #4

Paolo Pettigiani, è un fotografo e un graphic designer di 25 anni, vive a Torino ma viaggia molto e ama la fotografia fin da bambino. Abbiamo pubblicato su EyesOpen! #11 il suo lavoro Infrared New York City e ve ne diamo un’anticipazione

William Blake disse che “Se le porte della percezione venissero sgombrate, tutto apparirebbe all’uomo come in effetti è, l’infinito”. Aveva intuito che è possibile “vedere oltre il visibile”.

L’essere umano pensa che esista solo ciò che è in grado di individuare, vedere o sentire. La realtà è molto più ampia di quanto i nostri occhi ci permettano di focalizzare. Per questo motivo che Paolo Pettigiani si è specializzato nella fotografia infrarossa e nel ricreare paesaggi surreali mediante questa tecnica fotografica.

Ha iniziato a produrre fotografie infrarosse nel 2014, dopo tre anni di corsi d’arte e di design al Politecnico di Torino, che hanno suscitato una grandissima voglia di usare il colore e di distorcere la realtà. Guarda il mondo dal suo punto di vista e con occhi diversi. Innamoratosi di New York e dei suoi contrasti ha realizzato questo nuovo progetto con l’obbiettivo principale di evidenziare soprattutto il contrasto tipico di questa città tra il cielo, la natura, i grattacieli e le costruzioni, invitando gli spettatori in un nuovo mondo “invisibile”. Il suo obiettivo è quello di mostrare qualcosa di riconoscibile sotto un nuovo punto di vista inaspettato e personale.

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Vito Margiotta – Toxicalm

Generazioni #3

Il progetto TOXICALM di Vito Margiotta è un progetto che si anima solo negli ultimi mesi, ma parte da lontano: si tratta di uno studio e una ricerca di vecchia data, a tratti incoerente con il trascorso da “fotografo tradizionale” vicino alla fotografia dall’età di quattordici anni, laureato all’Accademia di Belle Arti di Napoli e specializzato in graphic-design.

Questo lavoro comprende varie situazioni e stati d’animo in cui una scena usuale viene reinterpretata. Vito Margiotta si è ispirato alla velocità dei tempi moderni, con uno stile fatto di richiami al Futurismo e dèja-vu contemporanei. Luci e colori hanno sempre un ruolo chiave, a volte soggetti umani animano gli ambienti a prima vista calmi, tra alcune inquadrature ricche di movimenti e azioni o altre più minimal in cui anche l’unico elemento presente crea una mossa sinuosa a rubare l’intera scena. Alcuni scatti sono invece sommersi da linee, create dal gesto portato all’estremo, che portano l’occhio ad attraversare l’immagine e ripercorrerla infinite volte, in loop.

TOXICALM è la frenesia della calma.

Lo abbiamo pubblicato EyesOpen! #11

 

 

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Jodi Bieber – Tra luce e ombra, in mostra a La Spezia

“Between Darkness and Light. Selected Works: South Africa 1994-2010” è il titolo della mostra di Jodi Bieber da poco inaugurata a La Spezia, presso la Fondazione Carispezia. E’ la terza tappa del percorso dedicato alla fotografia contemporanea promosso dalla Fondazione a partire dal 2015 e la prima grande personale dell’artista sudafricana che ha vinto numerosi premi internazionali tra cui il World Press Photo of the Year 2010, con l’immagine pubblicata sulla copertina del Time di Bibi Aisha, una giovane afghana con il volto sfigurato. La Bieber ha pubblicato i suoi scatti sulle maggiori testate internazionali e viene dalla scuola e dallo stile ritrattistico di David Goldblatt. Ha lavorato in Sudafrica, Medio Oriente, Pakistan, Iraq, Stati Uniti. Il percorso espositivo presenta 100 fotografie in bianco e nero e a colori che saranno ospitate negli spazi della Fondazione fino al 4 marzo 2018. Una raccolta che narra la storia recente del Sudafrica, articolata in 4 serie complete tra le più rilevanti dell’intera produzione dell’artista: “Between dogs & wolves”, “Growing up with South Africa”, “Going home”, “Illegality and Repatriation”, “Women who murdered their husband” e “Soweto”.
Gli scatti di Bieber mostrano un paese in pieno sviluppo economico libero, democratico, ma dove le differenze sociali, le discriminazioni persistono ancora. Le immagini in mostra ritraggono le differenti comunità mettendo in risalto anche il buio e la luce che è in ognuno di noi. Jodi Bieber, che ha dedicato una lunga parte della sua carriera al racconto dei giovani che nel suo Paese vivono nei sobborghi ai margini della società, in questo viaggio è una testimone del tempo che esplora il suo mondo negli anni di passaggio da un’epoca a un’altra. una realtà in fermento, dalla fine dell’apartheid ai nostri giorni.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Skira che oltre alle opere in esposizione contiene una conversazione fra Jodi Bieber e Filippo Maggia.

Per infornazioni pratiche: www.fondazionecarispezia.it

(Testo di Carolina Masserani)

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Bartolomeo Rossi – Saga

Generazioni #2

Bartolomeo Rossi, classe 1993, è un vagabondo con radici a Udine. Prova a fare il geometra nella sua città, ma sposta presto le sue attenzioni verso i nuovi media laureandosi così in Scienze e Tecnologie Multimediali all’Università degli Studi di Udine. Da sempre affascinato dal mondo della fotografia e incoraggiato dal nonno, dallo zio e dal padre, inizia il suo percorso da autodidatta, ma oggi, dopo 8 anni di sperimentazioni, corsi e workshop (l’ultimo in Islanda con Giovanni Marrozzini), non ha ancora le idee chiare e di questo è molto contento. Fotografa il circo contemporaneo, dal Circo all’inCirca di Udine (associazione di cui fa parte) ai MagdaClan fino ad arrivare al festival Brocante, le montagne del suo Friuli e l’Islanda, terra che è diventata la sua seconda casa.

Su EyesOpen! #11 abbiamo pubblicato il suo lavoro dal titolo “Saga”

“Le abitazioni immerse nel crepuscolo mi accolgono nel mio vagabondare notturno e subito mi sento a casa, le migliaia di chilometri che mi dividono dal Friuli si annullano immediatamente. Capisco che ho finalmente trovato quello che l’anno prima non ero riuscito ad incontrare: la mia Islanda.”

(dal diario di viaggio)

“Il viaggio nei fiordi occidentali, quella mano di terra che si allunga verso la Groenlandia, è un percorso alla ricerca dell’Islanda più vera. Era già la seconda volta che volavo verso nord: l’anno precedente avevo girato l’isola lungo la famosa ring road, ma avevo deciso di tornarci per concentrarmi sull’unica parte che avevo tralasciato. Il mio è il racconto onirico di un’avventura che mi ha permesso di conoscere meglio questa terra, lontano dal rumore del turismo; una storia fatta di visioni, più che di foto.

E’ la mia saga, la storia che ho voluto narrare di questo popolo e della sua terra, che tanto viene decantata e fotografata. ed è per questo che ho deciso che a guidarmi sarebbe stato il cuore e non la testa: volevo cercare di dar forma a un racconto meno razionale e descrittivo, che lasciasse spazio all’immaginazione”

www.bartolomeorossi.com