MIA Photo Fair, la grande fotografia fa tappa a Milano

La tredicesima edizione di MIA, importante fiera dedicata all’arte fotografica in programma dall’11 al 14 aprile a Milano, annuncia molte novità. Si cambia di nuovo sede con la scelta dell’Allianz MiCo, il centro congressi gestito da Fiera Milano e situato nel nuovo quartiere di Citylife, posizione strategica per essere più facilmente raggiungibili dal grande pubblico, in ampi spazi che possano accogliere i cento espositori, otto tra mostre e progetti speciali, quattro premi e oltre settanta gallerie italiane e straniere.

Protagonisti di quest’anno, che vede la direzione artistica di Francesca Malgara, saranno i grandi temi del mondo contemporaneo: rispetto dell’ambiente, valorizzazione dell’universo femminile, centralità dell’individuo, identità e forza della comunità. Con un focus importante e un’intera sezione dedicata al Mare Nostrum: “Oltre i confini del Mediterraneo“, a cura di Rischa Paterlini, che raccoglie più di trenta fotografi impegnati a raccontare la vita quotidiana e le esperienze degli abitanti di questa regione, per un uso del mezzo fotografico che trascende i confini geografici e culturali per trasformare quel bacino d’acqua in un ponte di connessione e dialogo tra i popoli. Tra i nomi coinvolti, Ramak Fazel, che dopo aver vissuto alcuni anni a Milano si è trasferito a Brooklyn, New York, dove attualmente vive e lavora e che presenta una serie di fotografie realizzate dall’artista in Iran (paese natale che però abbandonerà presto). C’è poi il lavoro di Gabriele Basilico con scatti vintage tratti dalla serie Iran realizzata nel 1970, durante un avventuroso viaggio on the road con una Fiat 124 verso Kabul. Le foto in mostra spaziano poi dai performer circensi nei Paesi a maggioranza musulmana, come Palestina e Afghanistan, di Johanna-Maria Fritz,  ai concetti di identità e femminilità della visual artist egiziana Najla Said, che crea rappresentazioni alternative e decolonizzate dell’essere donna in una società patriarcale. In mostra anche la fotografa russo svedese, residente al Cairo, Xenia Nikolskaya, che documenta l’architettura coloniale dell’Egitto, catturando con urgenza ciò che resta di luoghi ormai quasi dimenticati. Ad arricchire ulteriormente questa esperienza ci sarà un podcast realizzato in collaborazione con il Giornale dell’Arte.

La “main section“, cuore dell’intera fiera, declina il tema scelto per il 2024, Changing, e vede protagoniste gallerie italiane established, che ritrovano qui il loro spazio di incontro e scambio commerciale. Cresce anche la presenza internazionale con significativi nuovi ingressi di gallerie provenienti da diversi Paesi come Stati Uniti, Iran, Paesi Bassi, Francia e Svizzera, oltre alle riconferme delle gallerie estere che hanno scelto la fiera come polo privilegiato di attrazione per i collezionisti.

Da non perdere le sezioni principali:

Beyond Photography – Dialogue, curata da Domenico de Chirico e riservata a gallerie che fanno dialogare la fotografia con altri linguaggi dell’arte: scultura, installazioni, pittura, performance e video. Si spazia dalle fotografie di Julien Spiewak presentate da NM CONTEMPORARY con sede nel Principato di Monaco alla pittura di Augusta Alexander in dialogo con le creazioni fotografiche di Eugene Shishkin della galleria SERENE di Lugano, passando per la fotografia dell’artista di fama mondiale Shirin Neshat circondata dalle sculture di Nika Neelova presso lo stand della galleria NOIRE di Torino e così via.

Reportage Beyond Reportage, a cura di Emanuela Mazzonis di Pralafera, viaggio visivo tra le immagini di fotografi di diverse generazioni e nazionalità, provenienti da differenti continenti e una parte di loro presentati a Milano per la prima volta. Quest’anno la sezione sviluppa un focus dedicato al cambiamento del paesaggio in relazione a diversi fattori che hanno contribuito a modificarne l’aspetto e la conformazione. Trovano spazio la fotografa e attivista Anne de Carbuccia con un racconto sull’irreversibile scioglimento dei ghiacciai e sul tentativo dell’uomo di rallentarne il processo; J. Henry Fair, con un focus sull’inquinamento ambientale a sfavore del paesaggio marino e terrestre; le immersive visioni aeree  di Jeffrey Milstein una sequenza delle moderne metropoli come esempio del cambiamento del paesaggio urbano; e Francesco Zizola, il cui progetto è un’analisi del rapporto tra uomo e natura, attraverso il racconto visivo del lento e paziente lavoro dei tonnarotti nelle acque notturne del Mediterraneo

Le mostre

I collezionisti italiani saranno protagonisti della mostra “La forma delle relazioni”, a cura di Rica Cerbarano, giornalista e scrittrice. Con un progetto espositivo dallo studio di architettura Lissoni & Partners, al centro della fiera, l’esposizione presenta una selezione unica di oltre 50 opere provenienti dalle più importanti collezioni private italiane, con cui viene celebrato il potere relazionale della fotografia.

In mostra ci sono progetti fotografici che sono il risultato di un legame profondo tra gli autori e i soggetti delle immagini: a emergere sono le relazioni intessute nell’ambiente familiare (come nei lavori di Ettore Sottsass ed Efrem Raimondi), nelle comunità fragili e sottorappresentate di cui spesso gli artisti fanno parte (come Zanele Muholi), e quelle che legano i fotografi a figure con cui hanno un rapporto di affetto (vedi Bruna Esposito) o di ammirazione (tra gli altri, i ritratti di artisti realizzati da Robert Mapplethorpe e Man Ray, o quelli di Jacopo Benassi). Allo stesso tempo, viene dato spazio alla collaborazione tra autori che lavorano in duo o come collettivi, evidenziando l’importanza dello scambio interpersonale nel processo artistico (come con Bernd & Hilla Becher e The Cool Couple), così come la creazione di progetti collettivi, esito di una partecipazione attiva da parte dei soggetti fotografati (ad esempio attraverso le opere di Vanessa Beecroft e Maurizio Cattelan). Gli incontri, i confronti, le relazioni e le connessioni sono il punto focale delle opere in mostra e invitano a riconsiderare i parametri con cui definire la validità di un progetto fotografico, che va oltre l’impatto estetico, il suo valore economico e la ricerca artistica fine a se stessa.

Doveroso l’omaggio al maestro Carlo Bavagnoli, scomparso in febbraio, con una retrospettiva realizzata in collaborazione con Fondazione Cariparma dal titolo “Bavagnoli e i ritratti: omaggio al maestro del fotogiornalismo” – che propone ritratti di artisti, musicisti, intellettuali attraverso i suoi scatti meno conosciuti,  per raccontare la sua forza evocativa.

Le istituzioni presenti a MIA 2024 con progetti speciali sono Museo di Fotografia Contemporanea, Deloitte Italia con il Photo Grant, Fondazione Sella, Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, Fondazione Rava, Fondazione Luciana Matalon.

Ricchissimo il programma culturale di questa quattro giorni di fotografia: oltre ai talk curati da Michele Smargiassi, che coinvolgeranno personaggi come Erik Kessels, Simone Arcangeli e Serena Tabacchi, Arturo Carlo Quintavalle e Simone Brahmino. Altri incontri sono con Anne de Carbuccia, Emeric Lhuisset, Demetrio Paparoni, Ljubograd Andric… Settimio Benedusi porta di nuovo in fiera i suoi “Ritratti stampati”.

Da menzionare anche i premi: il BNL BNP Paribas, che verrà conferito al miglior artista scelto tra quelli che esporranno nelle gallerie; il IRINOX SAVE THE FOOD curato da Claudio Composti e dedicato al tema del cibo; il premio Welcome to my Unknown” per gli under 35 e curato da Erik Kessels.

Informazioni e biglietti:
Segreteria Organizzativa MIA Photo Fair-Fiere di Parma

Tel: +39 334.6441440 | info@miafair.itwww.miafair.it

Articolo di Barbara Silbe


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