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Camilla Ferrari – Ribeira

Generazioni #5

Camilla Ferrari nasce a Milano il 22 ottobre del 1992 e scatta la sua prima fotografia 14 anni dopo. Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione all’Università degli Studi di Milano può dedicarsi totalmente alla fotografia.  Frequenta alcuni workshop con i fotografi per lei di riferimento – tra i quali Gueorgui Pinkhassov, Harry Gruyaert e John Stanmeyer e nel 2012 inizia a lavorare per un fotografo di moda italiano e nel 2014 lavora come assistente per il fotografo David Alan Harvey (Magnum Photos). Dall’aprile 2016 ad oggi tiene la rubrica “Dietro lo scatto” sulla rivista Osservatorio Digitale, nella quale racconta le storie e le sensazioni che si celano dietro ad uno scatto fotografico.

Inizialmente attirata dalla fotografia di paesaggio, il suo interesse si è gradualmente spostato negli anni sulla relazione tra l’essere umano e ciò che lo circonda e sulle storie che quotidianamente lo segnano.

Qui via diamo un’anteprima di Ribeira, lavoro che abbiamo pubblicato su EyesOpen! #11

“Trovare la bellezza nelle cose più semplici. Nel vedere il sole nelle scaglie dei pesci al tramonto, nell’ombra che crea una ruga profonda sul viso di una donna. Nella curiosità nel bussare ad ogni porta di ogni container che popola il cemento affacciato sul fiume. Quello stesso fiume che si unirà al mare per diventare oceano.

Come ci si sente? Cosa significa avere quel potere e quella magnificenza di fronte a te ogni giorno della tua vita? Cosa si prova a camminare per le strade del tuo piccolo villaggio e riconoscere ogni singolo viso che si incontra, sapendo di far parte di una generazione che conserva tradizioni di cui un giorno le persone sentiranno la mancanza?

Trovare la bellezza nelle cose più semplici. Nel salto di un giovane ragazzo esperto, che conosce ogni roccia in equilibrio nel fiume Douro, nella saggezza e conoscenza dei marinai, nei lavoratori che ogni mattina salutano il fiume sulla riva.

Mi hanno accolto senza dire una parola, mi hanno incluso nel loro mondo e hanno condiviso con me le loro storie e tradizioni. Infine, mi hanno resa parte dell’Afurada, di Lomba, di Areja, di Ribeira: i luoghi che li hanno cresciuti, i luoghi che loro chiamano Casa.”

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