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“7 SECONDS” – Foto distrutte per conservarne la memoria

La performance di un fotografo ritrattista pone l’accento sull’importanza di assaporare la bellezza prendendosi il giusto tempo per osservarla. L’era digitale, quella degli smartphone sempre connessi e dei social network, quella dove le informazioni sono accessibili h24, ci ha fatto fare indigestione di immagini che scorrono a ciclo continuo sulle nostre home page, un clic dopo l’altro, e la successiva ci fa dimenticare quella appena vista. Gattini, tramonti, selfie, fatti di cronaca e attualità, una bulimia fotografica che non ci lascia più il tempo per distinguere il bello dal brutto, l’arte dalla spazzatura.

Il fotografo napoletano Riccardo Piccirillo, RicPic il suo nome artistico, dieci anni di attività e tanti musicisti e attori che hanno scelto i suoi ritratti a rappresentarli, lancia www.7seconds.it, installazione artistica che segue le regole di questo mondo digitalizzato e poi le stravolge, per farci pensare, dopo soltanto sette secondi.  Tramite un semplice processo di selezione e distruzione, l’autore intende difendere apertamente l’importanza della memoria che, con l’aumentare del numero di fotografie scattate con gli smartphone, rischia di perdersi per sempre. Così, in www.7seconds.it, invita i visitatori di quello spazio a selezionare, da una griglia di foto da lui realizzate nel corso dei suoi dieci anni di attività, una o più di queste, che verranno visualizzate a schermo pieno solo per 7 secondi e poi si distruggeranno per sempre. Scomparire per trasformarsi in eternità, un po’ come per il ciclo vitale di ogni essere vivente, la cui esistenza acquista più valore proprio per la sua caducità

“La mia convinzione – afferma Piccirillo – è che se sapessimo di non poter mai più vedere una foto, ci verrebbe voglia di godercela e di conservarla. La bellezza va vissuta e 7 secondi sono una mia personale scommessa: puoi guardare un’immagine per quel tempo limitato, assaporandola, imprimendola nella tua mente, e ne conserverai per sempre il ricordo senza bisogno di possedere una stampa della stessa. Così, con l’attenzione, manterrai viva la memoria e l’emozione del momento. Preferisco che le mie fotografie vengano distrutte, piuttosto che restino inosservate in mezzo a miliardi di altre. Noi siamo fatti di ricordi, dobbiamo averne cura”.

7 seconds è il primo sito dove l’utente distrugge ciò che vede. Tecnicamente è basato sugli indirizzi IP, perciò le distruzioni rimarranno attive per sempre solo per il singolo visitatore. Il motore del sito, studiato “ad hoc”, prevede statistiche sulle foto più distrutte. RicPic pubblicherà in seguito le classifiche date dalle scelte dei visitatori.

Per il lancio di 7 Seconds, visibile dallo scorso 7 maggio, alcuni artisti fotografati da RicPic hanno lasciato un videomessaggio che ne ha accompagnato la nascita: https://youtu.be/he2usvUVvNg. Tra loro, Saturnino Celani, Cristina Donadio, Giovanni Block, Raiz, Sergio Maglietta dei Bisca, Dario Sansone dei Foja, Lorenzo Marone, Lino Vairetti, Fabrizio Poggi, Maldestro, Simona Boo, Emilia Zamuner, Greta Zuccoli, Annalisa Vandelli, Speaker Cenzou, Roberto Colella de La Maschera, Andrea Melis e Flo.   

“Ogni anno vengono scattate migliaia di miliardi di fotografie – afferma l’autore sul suo sito – la stragrande maggioranza con lo smartphone. Di queste, ne vengono stampate e conservate pochissime. Ho 12 album di famiglia di mio nonno che raccolgono i momenti più significativi della mia famiglia e della mia vita. Queste foto rappresentano la mia memoria, suscitano le mie emozioni e sono frutto di una selezione severa anche se naturale: “Questo era mio zio” dico a mio figlio sfogliando l’album, “questa la tua bisnonna e questo papà da piccolo”. Mio figlio invece avrà uno smartphone per fermare i suoi momenti e dopo avere fatto migliaia di foto difficilmente ne selezionerà qualcuna. Sarà Google piuttosto, a riproporgli le foto casualmente e senza criteri decisi da lui. Questa cosa mi lascia pensare: l’essenza della fotografia è la memoria e senza selezione rischiamo di perderla finendo per subire le immagini distrattamente invece di osservarle e conservarle. Perciò seleziona una mia foto. Con un clic avvii un processo di distruzione: sappi che la foto scelta vivrà solo per 7 secondi, il tempo massimo per imprimerla nella memoria. Voglio che sia tu a fare scomparire le mie foto. Voglio che sia tu a selezionarle per farne memoria”

Per altre informazioni: www.riccardopiccirillo.com

 

 

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