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Portfolio – Monica Testa, Habito

Un lavoro poetico e documentario, quello di Monica Testa, un viaggio segreto all’interno di un mondo – quello di un convento – quasi inaccessibile a molti di noi. Il suo osservare è stato discreto, eppure partecipe, quasi come se lei fosse parte di questo gruppo di suore che vivono nella semplicità del quotidiano. Ben reso, dal punto di vista fotografico. Ben raccontata la storia. Fatta di similitudini, confronti, assonanze, dettagli. Un approfondimento concepito nell’alternanza tra bianchi e nero e colore, visioni d’insieme e ritratti, che va ben al di là dell’esercizio ed è degno di sostenere l’accostamento con progetti di indagine dei più grandi nomi della fotografia. Come scrive l’autrice nella sua introduzione, la sua primaria volontà era quella di preservare la memoria di questa piccola comunità religiosa che sta scomparendo. Lo ha fatto mettendo a loro disposizione il suo tempo e il suo sguardo, per una lettura raffinata, delicata, premurosa su ciascuno dei soggetti.

(Barbara Silbe)

 

HABITO

Dal latino : abitare, portare abitualmente, essere solito tenere, ma anche stare, trovarsi, trattenersi, fermarsi…

Il progetto è nato con l’intento di tenere viva la memoria di una piccola congregazione religiosa: le “Ancelle della Provvidenza per la salvezza del Fanciullo” della quale sono ormai rimaste le ultime sei suore.

Ho voluto onorare le loro vite fatte di dedizione al bene, rendendole, al contempo, protagoniste attive.

Questa Congregazione religiosa ebbe umili origini e un graduale sviluppo a Milano, nell’ultimo decennio del secolo XIX, per opera del sacerdote milanese Don Carlo San Martino; nel piccolo gruppo veniva coltivato lo spirito di pietà, umiltà e obbedienza, non disgiunto da una grande abnegazione a servizio dei fanciulli poveri e abbandonati.

Le Zie, come le chiamavano le numerose piccole vite fragili che da loro hanno ricevuto accoglienza, cura, educazione, oggi, sono tutte a un bel traguardo di vita e ancora vivono umilmente per insegnare a tutti noi il profondo senso di devozione e di disponibilità verso gli altri.

Ho scattato fotografie che diventano momenti preziosi, intimi, soprattutto veri, in un mondo che sempre più tende a dimenticare chi ha dato la vita per gli altri: pregando, insegnando, costruendo.

HABITO è un omaggio a delle persone meravigliose che possono solo essere l’esempio da imitare e da seguire; è il luogo dei ricordi di chi ha fatto della Fede la propria vita e diventa anche il luogo dove trasmettere questi ricordi, un testimone da passare alle generazioni future, per non dimenticare e per continuare a coltivare l’amore verso il prossimo e l’amore per la vita.

 

Note biografiche

Mi chiamo Monica Testa e sono nata a Bergamo.

Dopo gli studi artistici ho iniziato a lavorare come fashion designer per una grossa azienda che mi ha permesso di approfondire e lavorare nel mondo grafico e stilistico. Un lavoro impegnativo e gratificante, grazie al quale ho avuto la possibilità di viaggiare tantissimo per il mondo, conoscendo gente multietnica, arricchendomi enormemente dal punto di vista culturale e personale.

Nel 2000 sono diventata brand manager di un noto marchio di abbigliamento tecnico e collaboro con persone incredibili che compiono eventi straordinari e che non si pongono limiti a nulla. Da allora cambia anche la mia visione della vita e dopo pochi anni lascio tutto per lavorare come freelance per i miei progetti personali.

La fotografia mi appassiona da sempre e a tal punto che non posso più farne a meno, dopo diversi corsi e lo studio dei più grandi fotografi della storia, qualche tempo fa mi sono decisa a iscrivermi all’Istituto Italiano di Fotografia di Milano: un’esperienza costruttiva che mi ha fatto crescere tantissimo a livello tecnico e creativo.

Amo scattare ritratti, osservare tutto ciò che mi circonda e raccontare storie attraverso l’occhio del mio obiettivo.

Mostre personali:

“Presenza nell’assenza” Hotel Art Margutta, Roma 2016.

“Once upon a time” Caffè letterario Indisparte, Bergamo 2018.

“I mille di Sgarbi” Magazzini del sale , Cervia 2020.

In my town (mostra collettiva ) CFC centro fotografico, Cagliari 2020.

Pubblicazioni:

Rapporto Italia 2015

Nell’attesa del tuo prossimo respiro (2016)

Rapporto Italia 2017

Nei tuoi occhi (2018)

HABITO (2021)

 

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Festival – A Corigliano Calabro temi sociali e lettura del presente

“La fotografia tra denuncia e speranza” è il tema della XIX edizione del bel festival guidato con passione da Gaetano Gianzi, che coinvolge le città di Corigliano e Rossano Calabro e ha trasformato la regione in un grande polo della fotografia del nostro Sud Italia. Un approfondimento 2022 dal taglio sociale, quindi, affidato allo sguardo di grandi nomi di questa disciplina, che animeranno le giornate di apertura e saranno protagonisti di alcune mostre da non perdere: Massimo Siragusa, “Il lenzuolo strappato”; Tony Gentile, “Sicilia 1992-Luce e memoria”; Pino Ninfa, “Jazz Spirit”; Livio Senigalliesi, “Effetti collaterali”; Leonello Bertolucci, “Bolli sul filo, come tutti, più di tutti”; Stefano Pia, “Non è l’America”; Ilaria Sagaria, “Piena di Grazia”; Anna Pauline Franz, “Bouquet”; e ancora “Cities, A contemporany view”; “Collettiva  Concorso fotografico Street Photography Corigliano”; Itsos Albe Steiner “Milano Face for peace, sfacciati contro la guerra”

Si apre venerdì 1 luglio, si concluderà l’11 settembre con un’intera estate di appuntamenti, presentazioni, concerti, talk e mostre. Il Festival è anche tappa di Portfolio Italia 2022, le letture portfolio si terranno sabato 2 e domenica 3 luglio al Castello Ducale, a cura di Giovanni Pelloso, Roberto Mutti. Maurizio Garofalo, Mario Laporta, Enrico Genovesi, Fulvio Merlak, Angelo Cucchetto, Stefano Mirabella, Attilio Lauria, Daniela Sidari, Leonello Bertolucci.

Questo il programma delle giornate inaugurali e gli incontri con gli autori:

Venerdi 1 luglio Castello Ducale ore 19 Livio Senigalliesi ‘’Effetti Collaterali’’ e presentazione libro ‘’Diario dal fronte’’, con Francesco Cito e Mario Laporta

Sabato 2 e Domenica 3 luglio Castello Ducale mattina e pomeriggio

Incontro con l’autore dell’anno Massimo Siragusa, presentato da Giovanni Pelloso

Roberto Mutti ‘’ Interviste impossibili’’ I maestri della fotografia

Tony Gentile, TONY GENTILE Sicilia1992-Lucee Memoria, presentato da Maurizio Garofalo

Leonello Bertolucci, Bolli sul filo, dialoga con Alessia Alboresi, Assessora alla Cultura della Città di Corigliano-Rossano

Massimo Cristaldi, Suspended, presentato da Angelo Cucchetto

Enrico Genovesi, Nomadelfia un’oasi di fraternità

Cities, Contemporary Urban Views  a cura di Angelo Cucchetto

Umberto Verdoliva, vincitore della 3a edizione del CoriglianoCalabroFotografia BOOK Award con il libro ‘’La cantata dei giorni dispari’’

Premiazione vincitori Portfolio Italia  tappa Portfolio Jonico

Queste le parole usate da Gaetano Gianzi per raccontare il suo progetto

“Il Festival, nato nel 2003, ha quasi 20 anni, infiniti, ricchi di emozioni, esperienze, contatti, incontri umani e professionali con i grandi della fotografia, che la nostra città ha ospitato a braccia aperte.Mi piace ricordare il conferimento della cittadinanza onoraria a Gianni Berengo Gardin il primo autore con l’incarico della ‘’lettura‘’ del territorio e la successiva pubblicazione del libro ‘’Viaggio a Corigliano’’ edito da Contrasto.Da allora un susseguirsi di maestri di chiara fama, come si può vedere nell’albo d’oro del presente catalogo, con lo stesso compito, in questa edizione Massimo Siragusa che bene interpreta la fusione delle nostre comunità Corigliano e Rossano in una unica grande città.Il Festival esprime l’affetto alla grande Letizia Battaglia che ci ha lasciati da poco, fotografa di spessore che abbiamo avuto la fortuna di incontrare e ospitare al castello ducale nel 2006.E come non ricordare con tanta stima e affetto Francesco Radino, stra-ordinario maestro della fotografia contemporanea che ha raccontato grandi visioni del mondo e ha realizzato per il festival del 2004 ‘’Storie di Terra e di Mare’’ Dopo due anni di pandemia cerchiamo di recuperare il tempo perduto, di ripartire con ottimismo, e la fotografia come linguaggio di luce, riesce a sostenere i nostri intenti. Adesso il nostro tempo è una ferita aperta nella Storia, con la sua guerra inaccettabile, non a caso tra gli ospiti che terranno vivo il dibattito ci saranno anche Livio Senigalliesi con il ‘’Diario dal fronte’’ affiancato da Francesco Cito e Mario Laporta. Roberto Mutti, storico, critico e docente all’Accademia del Teatro alla Scala e all’Istituto Italiano di Fotografia, ci guida con il suo testo tra gli autori e le mostre presenti.A trent’anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio siamo grati a Tony Gen-tile per la testimonianza diretta che ci offre con ‘’Sicilia 1992 – Luce e Memoria’’.Un invito agli appassionati di fotografia a visitare nelle sale del castel-lo le mostre interessanti con firme importanti che danno una visione intensa con il loro sguardo, di luoghi, persone, accadimenti. Non man-cano i workshop – Pino Ninfa -, i concorsi, i dialoghi con gli esperti, la lettura dei portfolio da parte dei lettori professionisti attenti. Un festival che include anche presentazioni di libri, concerto, collettive e spazi de-dicati, per portare ovunque la fotografia come esperienza collettiva che apre l’anima al vissuto, alle vicende quotidiane vicine e lontane”

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The Unseen

L’agenzia indipendente RANKIN CREATIVE darà voce a chi è ingiustamente stato censurato sui social media con una mostra in partnership con Quantus Gallery, aperta dal 16 al 24 giugno. Saranno esposti ritratti del grande fotografo ad altri 13 autori censurati, oltre alle loro opere. Con questa iniziativa ha voluto lanciare un progetto di comunità online che mette in luce la censura ingiusta utilizzando le sue risorse per riconfigurare coloro che sono stati ingiustamente messi a tacere online. “THE UNSEEN”, questo il titolo dell’evento, è aperto a chiunque abbia sperimentato la rimozione dei contenuti, la rimozione dell’account, promozione/divieto di annunci o divieti ombra. Il progetto intende creare un dibattito positivo attorno a questo tema, per provocare un cambiamento di atteggiamenti e
pratiche di lavoro. “La censura è uno strumento necessario per prevenire le fake news, proteggere i bambini e altro ancora. Ma viene spesso utilizzato inavvertitamente per mettere a tacere le voci emarginate”, ha affermato lo stesso Rankin, fondatore e fotografomolto noto nel panorama internazione, che con EyesOpen! Magazine ha a lungo collaborato.

THE UNSEEN sta evidenziando in modo specifico l’ampiezza e la gravità della censura ingiusta in un modo mai visto prima. Le statistiche di coloro che si sono uniti alla comunità evidenziano i motivi principali per cui le persone emarginate si sentono censurate:

• CORPO FEMMINILE E SESSISMO/MISOGINIA
• ESPERIENZE CORRELATE 29,6%
• ESPERIENZE DI HOMO/QUEERPHOBIA 10%
• ESPERIENZE POLITICAMENTE CORRELATE 7%
• DISCRIMINAZIONE FATPHOBIA/PLUS SIZE 5%
• ESPERIENZE DI ABLEISMO 4%
• ESPERIENZE DI RAZZISMO 4%

Il progetto ha suscitato grande interesse già nelle sue fasi iniziali, con centinaia di persone da tutto il mondo che hanno condiviso le loro storie e si sono unite alla discussione. Le storie condivise sul modulo di iscrizione di THE UNSEEN e i post che il partecipante aveva censurato saranno tutti inclusi nel sito Web di THE UNSEEN che verrà lanciato il 15 giugno.

“Finora abbiamo avuto una risposta incredibile e abbiamo appena iniziato”, ha detto Rankin. “Questa è una questione importante e le persone colpite meritano di avere voce in capitolo nelle politiche che li riguardano sulle piattaforme che amano e su cui costruiscono le loro attività”.

Per lanciare il progetto, RANKIN ha collaborato con la Digital-first Quantus Gallery di Shoreditch di Londra, per organizzare una mostra pubblica. Lo spettacolo conterrà tutti i post e molte delle storie inviate dai partecipanti, insieme ai ritratti di 13 membri della comunità fotografati da Rankin e resi interattivi dal team di progettazione esperienziale di Media.Monks.

“Volevamo riportare lo spettatore al controllo – prosegue RANKIN – e sovvertire il rapporto che abbiamo con le immagini che vediamo online, quindi lavorare con Media.Monks è stato l’ideale. Penso anche che sia importante mostrare come le tecnologie emergenti come 8th Wall possano essere utilizzate positivamente, per creare
cose più giuste”.

“Siamo entusiasti di lanciare questo progetto al pubblico, speriamo che il semplice atto di creare un database e la consapevolezza di queste storie aiutino a fare la differenza. Ma non abbiamo finito, lavoreremo fino a quando il sistema non sarà più equo”. hanno affermato i creativi che guidano il progetto OPALUKE (Opal Turner e Luke Lasenby.)

Il sito web (theunseen.site) e la mostra verranno lanciati il ​​15 giugno alle 19:00 e saranno aperti al pubblico dal 16 al 24 giugno presso la Quantus Gallery 11-29 Fashion Street, Londra, E1 6PX.

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Concorsi – torna URBAN Photo Awards 2022

C’è tempo fino a domenica 12 giugno per iscrivervi alla tredicesima edizione di questo contest promosso dall’associazione culturale dotART, ideatrice del festival TRIESTE PHOTO DAYS. Il concorso fotografico internazionale sarà presieduto da una giuria composta dai più importanti nomi della fotografia mondiale, tra cui Nino Migliori, Susan Meiselas e Shobha Battaglia. Per partecipare basta accedere al sito  www.urbanphotoawards.com e seguire la procedura.

Tre sono le categorie in cui si divide il concorso: Foto Singole, nelle quattro aree tematiche di Streets, People, Spaces, Creative, Progetti & Portfolio e URBAN Book Award, dedicato ai dummies, ovvero alle bozze di libri fotografici.

Nell’ambito della sezione Foto Singole Spaces s’inserisce il premio New Buildings, promosso per il terzo anno di fila in sinergia con il magazine Matrix4Design e dedicato alla fotografia architettonica contemporanea. Grazie alla collaborazione con il Comune di Palmanova, la città stellata patrimonio UNESCO ospiterà una mostra con una selezione di fotografie della sezione Foto Singole Creative e di Projects & Portfolios.

Tra le eccellenze di URBAN Photo Awards, spicca la giuria composta dai più importanti nomi della fotografia mondiale, tra cui Nino Migliori, decano dei fotografi italiani, Susan Meiselas, una delle più influenti documentariste a livello internazionale membro di Magnum Photos e Shobha, fotografa vincitrice di numerosi premi tra cui due World Press Photo.

La commissione giudicatrice vedrà anche la presenza di Jérôme Sessini (fotografo documentarista, membro dell’agenzia Magnum Photos), Manfred Baumann (ritrattista di fama internazionale), Nick Turpin (pioniere della street photography contemporanea), Sonia Jeunet (Education Director presso Magnum Photos a Londra), Sandrine Hermand-Grisel (fondatrice di “All About Photo”),  Federica Berzioli (coordinatrice editoriale de “Il Fotografo”), Max Houghton, (docente del Master in Fotogiornalismo e Fotografia Documentaria al London College of Communication), Gali Tibbon (fotografa pluripremiata, nominata Travel Photographer of the Year ai Sony World Photography Awards) e Andrea Boni (Fondatore del magazine “Matrix4Design”).

Il montepremi di €23.000 include i premi messi a disposizione dai partner di Urban Photo Awards: Fujifilm Italia, Stroppa, Vitec Imaging Group (Manfrotto e JOBY) e PhotographyCourse.net.

Le mostre-premio si terranno al Museo Sartorio di Trieste, alla Polveriera Napoleonica di Palmanova e al Museo di Parenzo (Croazia).

I vincitori saranno annunciati sabato 29 ottobre 2022, all’Auditorium del Museo Revoltella di Trieste, durante il festival Trieste Photo Days che ospiterà anche una collettiva con i lavori di tutti i premiati.

 

URBAN Photo Awards è uno degli eventi di Trieste Photo Days – Festival Internazionale della Fotografia Urbana, giunto alla IX edizione, in programma dal 28 ottobre al 6 novembre. L’iniziativa, ideata da dotART e Exhibit Around APS, con la consulenza artistica di Angelo Cucchetto, si presenta come contenitore creativo che riunisce mostre di artisti italiani e stranieri, workshop, proiezioni, contest, presentazioni di libri, incontri e altri eventi collegati alla fotografia. Il festival approfondisce tutte le forme di fotografia ambientate nel tessuto cittadino, dalla street photography alla fotografia urbana, passando per l’architettura, lo studio del territorio e l’impegno sociale grazie anche ai progetti lanciati sulla propria piattaforma www.exhibitaround.com.

Tra i partner: Ministero della Cultura Segretariato Regionale FVG, CRAF – Centro di Ricerca ed Archiviazione della Fotografia, Fondazione Nino Migliori, Comune di Palmanova, Museo del Territorio Parentino, Matrix4Design, Unicusano Trieste, Photographers.it

 

URBAN PHOTO AWARDS 2022

Iscrizioni fino a domenica 12 giugno  su

www.urbanphotoawards.com

 

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Festival – Live. Living Inside Various Experiences

Il prossimo weekend si terrà a Milano il primo festival organizzato da Selfselfbooks, piattaforma nata poco più di un anno fa legata all’editoria giovane e indipendente che utilizza il metodo del crowdfunding per produrre libri fotografici. Nato a inizio 2021, il loro prolifico progetto ha dato vita a ventitre pubblicazioni in dieci mesi.

LIVE è pensato per essere un momento d’incontro, che durerà da vernerdì 10 a domenica 12 giugno: tre giorni di fotografia e cultura, in cui vivere diversi progetti, diversi racconti, diverse esperienze all’interno dello spazio Pergola15, nel contesto della Design Week, nel quartiere più futuristico di Milano. Cinquantuno autori in mostra presenteranno i loro lavori in conversazione con fotografi inseriti nel settore di competenza, curatori e photo editor, per raccontare come la fotografia si stia muovendo al giorno d’oggi, in quali canali si inserisce e come si evolve all’interno dell’ambito artistico ed editoriale.

Le esperienze che permeeranno il festival sono frutto dello studio dei curatori e allestitori Laura Tota e Andrea Isola, che appositamente hanno studiato un allestimento fluido legato non solo al design, ma all’abitare, al vivere e convivere con le immagini, in un mondo che costantemente ce ne mette a disposizione migliaia.

Durante le giornate della kermesse sarà possibile fare esperienza del know how di diversi professionisti del settore (tra cui Francesco Merlini, Barbara Silbe e Claudio Composti per citarne alcuni) grazie a talk e letture portfolio, presenti nel palinsesto insieme a incontri con autori già pubblicati dalla piattaforma Selfself, tra i quali Francesco Sambati, Lorena Florio, Luca Meola e Federica Cocciro, cui si uniranno i nuovi autori 2022, tra i quali spiccano protagonisti Alessandra Canteri, Giulia Degasperi, Marco Barbieri, Jacopo Scarabelli.

Una talk sull’imprenditorialità nel mondo dell’immagine aprirà le porte del Festival il 10 giugno alle 18.30 insieme al team Selfself, cui si uniranno le realtà di Gogol&Company, Frab’s Magazine e Chippendale Studio per fornire al pubblico una risposta concreta sul tema in questo periodo storico.

La giornata di sabato 11 vedrà invece protagoniste le trentaquattro autrici internazionali che hanno partecipato alla campagna collettiva Selfself A Soft Gaze At Intimacy, lanciata a fine marzo e conclusasi con successo a inizio maggio. Il libro, realizzato grazie all’aiuto dei sostenitori, verrà infatti presentato durante la serata in dialogo con alcune delle autrici tra le quali Giulia Gatti, Maya Francis, Serena Salerno e Jasmine Bannister. Sarà un momento per raccontare com’è nata l’idea della campagna, con un focus sul concreto supporto fornito all’associazione ucraina ЦВІТ (fondata da una delle autrici incluse nella pubblicazione, Kris Voitkiv), e un’occasione per raccontare i lavori intimi e carnali delle autrici coinvolte, raccontate anche attraverso lo sguardo analitico di quattro curatrici italiane attive sul panorama fotografico e artistico: Benedetta Donato, Laura Davì, Alessia Locatellli e Laura Tota.

La collaborazione con il nuovo festival di fotografia torinese Liquida Photofestival, vedrà inoltre parte integrante dell’allestimento anche i lavori dei vincitori del Grant 2022 che racconteranno in prima persona le loro esperienze attraverso l’immagine, per dialogare infine insieme ai dieci autori menzioni speciali selezionati per una pubblicazione collettiva Selfself nell’inverno 2023.

Il direttore di EyesOpen! Magazine, Barbara Silbe, sabato mattina 11 giugno a partire dalle 11.30 dialogherà con Jacopo Scarabelli per presentare il libro al quale stanno lavorando insieme e che sarà affidato a SelfSelfBooks per la campagna di crowdfounding e per essere pubblicato.

 

 

LIVE – Living Inside Various Experiences

10,11,12 Giugno

Inaugurazione Venerdì 10/06 ore 17.30

Sab-Dom 11.30-23

Spazio Pergola15

Via Della Pergola 11/4

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Portfolio – Sara Peccianti, Dal mio cuore

Il progetto di Sara Peccianti, giovane fotografa il cui nome d’arte è La Sullivan, nasce di certo da un dolore. Forse più di uno. Approccio molto femminile alla fotografia, il suo, che viene utilizzata come mezzo di indagine interiore e ponte per attraversare qualche ostacolo. L’autoritratto è per lei il corrispettivo di un’esplorazione, indagine oggettiva del suo sentire, di cose subite o vissute in un recente passato. Il linguaggio che usa è persuasivo, immaginifico, materico: il cuore d’animale sanguina tra le sue mani, ce lo mette di fronte e ci costringe a restarle di fronte. Procede per metafore, allusioni e rimandi di grande impatto visivo, che le servono per analizzare i suoi stessi pensieri e inscatolare quella remota sofferenza. La vicenda che si srotola un fotogramma dopo l’altro è quella di un amore finito. Ogni tassello è il frammento di un vetro che è andato in pezzi ed è rimasto sul pavimento. L’autrice finisce quasi per calpestarlo: nel suo intervento riportato qui sotto dice “ora è tempo di andare”. Come in un processo di purificazione, fa un salto ed è oltre. E’ l’allegoria della vita stessa, dove emozioni di gioia, rabbia, turbamento, mancanza, liberazione sono tappe di una storia narrata per immagini che dicono la verità e, proprio per questo, sono efficaci.

 

“Questa è la mia storia, il mio naufragare

Ogni notte il mio cuore sboccia e fiorisce, lo sento pulsare sulla dolente canzone dell’amor perduto.

Tutto fluisce e scorre. Sangue, lacrime, tempo.

Fiumi di sogni sgorgano, sono viva eppure annego, mentre la primavera stenta ad arrivare.

 Un fiocco di neve si arena, danza l’inverno piangendo su petali secchi, sullo spettro di un tuo sorriso.

Amare e lasciare che tutto accada, ora è tempo di andare. Il mio cuore è qui, esposto.

 Te lo mostro, lo tengo tra le mani, chiuso in questo cerchio, senza rimpianto, senza rimorsi.

Trovando in me, finalmente, un porto dove approdare”

Note biografiche

Sara Peccianti, in arte “LaSullivan”, nasce a Milano nel 1992 (c’è chi giura di averla vista nascere già con i capelli blu). Da sempre amante dell’ arte intraprende gli studi di Beni Culturali all’Accademia di Brera. Conseguito il diploma capisce che una delle sue più grandi passioni è la fotografia e per alcuni anni affianca il lavoro nel settore retail con corsi riguardanti il campo fotografico. Da qui Inizia a produrre i suoi primi autoritratti perchè sente l’esigenza di raccontare se stessa nella sua continua evoluzione tramite diverse tecniche sperimentando digitale, analogico e polaroid. Nel 2019 frequenta il biennio presso l’Istituto Italiano di Fotografia, vincendo anche una borsa di studio. Finiti gli studi inizia a lavorare come fotografa professionista condividendo uno studio fotografico e si specializza nella ritrattistica.

Chi la conosce sa che due delle sue paure più grandi sono la monotonia e la banalità ed è per questo che decide di ritrarre principalmente persone che non hanno paura di mostrare se stesse per quello che sono nella loro unicità.

LaSullivan (Sara Peccianti) –  lasullivan.ph@gmail.com

Sito: https://www.lasullivanph.it

IG: https://www.instagram.com/lasullivan.ph

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Mostra – #addiction, 22 artisti si interrogano sui concetti di dipendenza e indipendenza

Barbara Silbe

Questa collettiva di arte, fotografia e design vede protagonisti ventidue artisti italiani: fino al 31 settembre 2022 saranno ospitati negli spazi di hotel Nhow Milano, in via Tortona 35, con lavori sviluppati seguendo il filo conduttore delle dipendenze e indipendenze del mondo moderno. L’arte, uno degli aspetti più rappresentativi di questo hotel, sarà allora lo strumento espressivo attraverso cui distruggere i vincoli della società, le regole del consumismo e le imposizioni nate negli ultimi anni, specialmente durante la pandemia. Ogni forma di dipendenza viene quindi analizzata, scomposta e in seguito restituita e resa più comprensibile grazie a forme, colori, immagini e consistenze che ognuno degli autori ha indagato seguendo il suo stile unico e personale. Il progetto, di ampio respiro, punta infatti a sensibilizzare su temi importanti, in primis gli aspetti fisici e psicologici della dipendenza stessa. Grande spazio viene dato alla pop-art e all’arte concettuale, che ben si sposano con l’effetto “wow” della struttura stessa. Consumismo, viaggi, giochi, ma anche amore, isteria, vizio e standard sociali sono al centro della riflessione artistica della mostra, che torna a popolare uno degli hotel più singolari di tutta Milano.

Consumismo. Gaming. Viaggio. Questi i tre temi su cui si concentrano i 7 artisti che scelgono di parlare di dipendenza fisica: il  consumismo al centro della vita e dell’esperienza di ognuno, il gioco come liberazione e allo stesso tempo provocazione, e infine il viaggio come ispirazione dalla quotidianità e dai luoghi più esotici.

Loro sono:

Fabrizio Fontana, brindisino di nascita ma con un forte spirito internazionale, vira la sua ricerca artistica sull’idea di gioco, che riveste un ruolo di primo piano non solo come metodologia d’azione ma anche e soprattutto come indice di discriminazione sociale e codice d’accesso a una nuova visione della realtà. Il suo è un consumismo che sorpassa il brand e si inserisce nella società, nelle sue caratteristiche e nelle sue nevrosi, rendendo tangibile e ben visibile la dipendenza dal consumismo dell’uomo moderno.
Anche Antonella Casazza inventa attraverso il gioco, sottolineando la sua idea di arte lontana dalle élite ma rivolta al vasto pubblico, abbracciando in particolare la cultura pop e il mondo favolistico, noir e grottesco. Molto interessante anche la visione di Alessandro Piano, che utilizza mattoncini Lego, pedine del Monopoli e carri armati di Risiko per raccontarsi. In questi casi, la dipendenza è scandagliata
dalle sue origini, traducendosi in opere pop dal sapore e dai colori infantili ma dalla retorica decisamente attuale.

Non meno singolare il percorso di Luca Mancone: l’artista si distingue infatti per il materiale protagonista delle sue opere, lo scontrino, che viene ogni volta imprigionato nel quadro solo nella sua essenza, non nella sostanza. La carta termica si modifica nel tempo, dando vita ad un processo di “invecchiamento” attraverso il quale l’aria e il calore trasformano le tonalità, rendendole più calde. L’arte contemporanea e astratta di Luca Mancone muta quindi nel tempo e le sue opere, lentamente, accompagnano chi le vive in un vero e proprio viaggio che a partire dal consumismo e la dipendenza da esso crea opere senza tempo.

Infine Alessandro Gaudio, che sfrutta il video come strumento per rafforzare e amplificare il suo messaggio per denunciare la subdola dipendenza dal gioco. Infine, Elisabetta Reicher e Valentina Ambrosi, artiste entrambi milanesi profondamente legate alla loro città, ritratta da Reicher con le sue strade e i suoi dettagli e raccontata da Ambrosi con impegno alle arti manuali,
in particolare scultura e pittura. Viaggio metaforico, quindi, che ripercorre le vie della città natale e la reinventa grazie all’arte, in un viaggio intimo e positivo.

Dipendenza psicologica: amore, vizio, norme sociali. A questo hanno lavorato 12 autori:

Impattante: è descrivibile con questo aggettivo la Screw Art di Alessandro Padovan, un sorprendente processo del quale l’artista è tra i maggiori esponenti a livello internazionale. Ogni opera è realizzata con viti autofilettanti inserite nel legno che ne creano la tridimensionalità, per poi essere rifinita con colori acrilici, generando di conseguenza un forte impatto emotivo, tattile e artistico.
Paola Bartolacci, nata a Milano, è artista autodidatta e da sempre attratta dalla natura e dal mondo animale. La sua produzione parla di natura, emozioni e molto altro: attraverso l’utilizzo dei materiali più vari e spesso di riciclo, infatti, l’artista crea affascinanti sculture di parti anatomiche come cuori e cervelli, pezzi di eterno equilibrio tra passione e razionalità. La gabbia toracica è allora protagonista delle sculture esposte e rappresenta il vero e proprio fulcro della dipendenza, simboleggiando in ultimo l’uscita da questo mondo.

Parte di Domingo Salotti, Adrenalina è un nome molto noto nel mondo dell’arredo. Il brand e le sue opere simboleggiano la libertà di esprimersi, di fantasticare ad alta voce, di dare colore all’immaginazione, che prende forma in sedute iconiche e all’avanguardia. Adrenalina attinge all’esperienza e alla sapienza della manifattura artigianale coniugata alla ricerca di materiali innovativi, trasporando su un piano materico di forme e tessuti il concetto di dipendenza.

Fotografo, musicista, grafico e videomaker: si definisce così Alessandro Sinyus e il connubio di questi elementi origine a creazioni fotografiche con una spiccata ricerca dell’essenziale. Gli anni di studi nel settore della grafica, i suoi viaggi e le sue esperienze nel campo della moda e della musica internazionale l’hanno forgiato artisticamente, dando ai suoi scatti e alle sue creazioni un mix di estro e rigore grafico che le rende riconoscibili sin dal primo sguardo. Per la mostra #addiction, l’artista sceglie di rappresentare il corpo umano nella sua essenzialità, ricoperto solo di un velo trasparente di plastica: una denuncia agli standard sociali e alla dipendenza estetica e psicologica che ne derivano.

È una plasmatrice della materia Cristina Accettulli in arte Crisiplastica. Da sempre attratta dal grottesco e dal surreale, si è specializzata nella formatura artistica e negli effetti speciali. In una giocosa dialettica tra purezza e ossessione, le sue personali creazioni restituiscono un’esperienza carnale e visionaria, talvolta disturbante, che anche in questo caso pone l’accento sul corpo umano e le dipendenze che può creare, riscrivendo completamente l’idea di bellezza.
Giovanni Minelli nasce a Bergamo il 15 dicembre 1976. Durante gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera frequenta i corsi di design industriale con Davide Boriani e Roberto Semprini. Nascono in questo periodo di formazione i primi progetti, che si collocano tra l’oggetto d’arte e il design industriale. Questo percorso lo porta rapidamente a inserirsi nell’emergente segmento dell’art design, facendosi notare ed avvicinandosi alle aziende emergenti del design italiano. Attraverso le sue opere e i suoi progetti, Minelli coniuga le sue radici artistiche con le tecnologie e la ricerca tipiche dell’industrial design, rendendo
comprensibile ai più la complicatezza delle dipendenze.

Architetto e fotografo, Marcello Campora vede nel suo lavoro uno strumento di indagine e riflessione sulle trasformazioni sociali e rinnovamenti culturali. Questi cambiamenti sono raccontati attraverso le storie degli uomini e delle donne che ne sono protagonisti inconsapevoli: è proprio così, attraverso le sue foto, che l’artista rende visibile la dipendenza e i suoi effetti sul corpo di uomini e donne.
Pioniere del writing italiano, inventore della pittura 3D su muro e su tela, Pongo con la sua arte crea fuori fuoco e successioni di piani in 3 dimensioni, strutturando immagini con diversi livelli di lettura attraverso l’uso degli occhialini. Dal figurativo alla pop all’arte concettuale astratta, le sue opere in 3D a spray e acrilici regalano emozioni, offrono universi di interpretazioni e restituiscono eleganza ad ogni ambiente. In occasione della mostra #addiction, Pongo realizza un neurone di luci dotato di sinapsi, opera che rende visibile e comprensibile il processo psichico che porta alla dipendenza.

La passione per l’arte e l’interesse nei confronti delle dipendenze si fondono nell’opera di Alessandra Pierelli, artista anconese che, oltre ad organizzare numerose mostre personali, collabora anche con la Bg gallery di Santa Monica Los Angeles e lo Spazio Cima di Roma. In occasione di questa mostra, l’artista gioca con la resina, le puntine e il polistirolo, portando in esposizione una testimonianza
dell’oggi e il bisogno sempre più forte di assistenza dei problemi dell’epoca moderna. Il tutto, in chiave squisitamente pop.

Nato nel 1943 e diplomatosi in geometra, Anacleto Spazzapan nella sua vita si è cimentato in diversi lavori: progettista, assistente di produzione, ristrutturazioni e commercio. Dopo diverse esperienze, nel 2011 il designer e artista ha cominciato a disegnare e produrre elementi d’arredo con una tecnica originale che vede l’utilizzo esclusivo di tondini in ferro delle dimensioni molto ridotte, dai 3,5 agli 8 millimetri. È con questa tecnica minimalista che l’artista comunica la conseguenza ultima delle dipendenze, in particolare il vizio, nella mostra dedicata all’hotel nhow di Milano.

Andrea Rocca è un artista e designer Italiano nato e cresciuto a Milano, città nella quale ha iniziato il suo percorso professionale e artistico. Le diverse e numerose esperienze personali e professionali in Italia e all’estero hanno contribuito alla costruzione e all’evoluzione di una nuova identità artistica eclettica e creativa. In occasione di questa mostra, l’artista trasferisce sulla tela richiami cinematografici e iconici che parlano di una dipendenza, il vizio, che rimane latente nell’animo e non viene mai scoperta.

Peter Hide 311065 (Franco Crugnola) nasce a Varese nel 1965. Creativo di professione, concepisce e progetta con la moglie il primo ebook della storia nel 1992 ed è il precursore di quella corrente artistica di carattere globale definita “MONEY ART”, che attraverso l’uso sistematico di banconote nelle opere, utilizzate proprio come supportomateria del lavoro, sonda il delicato rapporto tra societàeconomia e individuodenaro come messaggio di un malessere contemporaneo. È proprio attraverso le banconote che l’artista dialoga con lo spettatore, allertandolo su quanto sia facile diventare vittima
del desiderio e del vizio derivanti proprio dal denaro.

Arte in galleria e arte in strada. Dipendenza dall’indipendenza: è questo il filo conduttore che unisce gallerie d’arte, spazi di design
e collettivi di street art.

HYSTERIA ART Gallery nasce con l’intento di dar vita ad un luogo totalmente dedicato alla cultura, un vero e proprio ponte che riavvalora l’importanza dell’arte quale strumento di comprensione e traduzione del periodo storico contemporaneo, dove gli artisti stessi ne sono interpreti assoluti. Tre le categorie presenti: Drama, Abstract e New Pop, rispettivamente basati su una filosofia introspettiva e teoretica dell’arte, sulla ricerca del segno, della materia e l’utilizzo del colore e infine sul linguaggio vorace dell’immagine in stile hype.
Theinteriordesign.it è una società nata dall’idea di un gruppo di giovani appassionati di design e professionisti che si propone di riconoscere ed esaltare l’enorme valore di questa professione, spesso sottovalutata. L’obiettivo è quello di creare un network in grado di far circolare le idee più giovani e creative nell’attuale panorama del design e dell’arte, permettendo l’incontro tra domanda e offerta in modo semplice, diretto e trasparente. Dove? Presso lo showroom in via Monte Pordoi 8 a Baranzate, alle porte di Milano.

Street Art In Store, realtà unconventional con sede a Milano, è una costellazione eclettica di collezionisti, amanti dell’arte in ogni sua forma ed espressione, artisti affermati e talenti emergenti, ognuno con il proprio universo poetico, che condividono l’ambizione di offrire e di vivere esperienze sempre più immersive. È un’atmosfera che consente una connessione armoniosa tra gli amanti della street art e gli artisti, grazie a esposizioni in location di prestigio che diventano punto di incontro relazionale e di interscambio culturale alla scoperta di nuove tendenze artistiche, tra cui i famosi murales.

L’hotel
Fulcro d’arte, design e moda, nhow Milano è situato nel polo milanese della creatività, in via Tortona 35. Progettato dall’architetto Daniele Beretta e arredato dall’interior designer Matteo Thun, è nato dalla vecchia fabbrica della General Electric ristrutturata e riconvertita, è in uno spazio multifunzionale, una scatola di esperienze che ospita oggetti di design e opere d’arte da scoprire, ma, soprattutto, da vivere. nhow Milano ribalta completamente il concetto architettonico e strutturale di spaziohotel preferendo quello di installazione interattiva, frutto di contaminazioni glamour e lifestyle italiano. Stile eclettico, spazi ampi e confortevoli che alternano pezzi d’arte e di design, rimanendo sempre funzionali. Nhow è il brand lifestyle e unconventional di NH Hotel Group. Questi hotel iconici sono stati progettati da Foster + Partners, OMA (fondato da Rem Koolhaas), Karim Rashid, Sergei Tchoban e Matteo Thun, tra gli altri. www.nh-hotels.com

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Mostra – Guido Harari, Remain in Light

La Mole Vanvitelliana di Ancona, dal 2 giugno al 9 ottobre 2022, ospita l’antologica dedicata a “50 anni di fotografie e incontri” di Guido Harari. Il titolo, sfilato al celebre disco dei Talking Heads,Remain in Light”, è forse una dichiarazione di intenti, un imperativo, o piuttosto un augurio scaramantico. «Restare in luce» è più dell’esortazione che il fotografo indirizza ai suoi soggetti prima di far scattare l’otturatore: è soprattutto una preghiera, perché la memoria di quanto si è voluto fissare non evapori. La mostra è concepita come un diario di incontri, un caleidoscopio, un ottovolante dei momenti di una vita da
osservatore di mestiere (o per sensibilità), un percorso che svela un incredibile scrigno di passioni e sentimenti. È lo sviluppo di tante storie che gli sguardi di Guido Harari hanno saputo cogliere e fissare.
La mostra è promossa dal Comune di Ancona e La Mole, in collaborazione con Rjma progetti culturali, Wall Of Sound Gallery e Maggioli Cultura, col contributo speciale del main sponsor MAN Truck & Bus
Italia.

Oltre 300 fotografie, installazioni, filmati originali e proiezioni, raccontano tutte le fasi della eclettica carriera di uno dei maggiori fotografi italiani: dagli esordi degli anni Settanta come fotografo e giornalista
in ambito musicale, ai ritratti intesi come racconto intimo degli incontri con i maggiori artisti e personalità del suo tempo, da Fabrizio De André a Bob Dylan, Vasco Rossi, Lou Reed, Kate Bush, Paolo Conte,
Ennio Morricone, Renzo Piano, Wim Wenders, Giorgio Armani, Carla Fracci, Greta Thunberg, Dario Fo e Franca Rame, Rita Levi Montalcini, Zygmunt Bauman, Josè Saramago, fino all’affermazione di un
lavoro che nel tempo ha incluso editoria, pubblicità, moda e reportage. I visitatori saranno guidati in mostra da un’audioguida con la voce narrante dello stesso Harari. Videointerviste e il documentario di Sky Arte a lui dedicato, li condurranno nel cuore del suo processo creativo. Al termine del percorso espositivo, troveranno una stanza, la “Caverna Magica”, che in alcune giornate dedicate, sarà allestita con un set fotografico. Qui, su prenotazione, chi lo desidera potrà essere ritratto da Harari e ricevere una stampa Fine Art in formato cm.30×42, firmata dall’autore. I ritratti realizzati verranno anche esposti in tempo reale nello stesso ambiente in una specie di mostra nella mostra. Inoltre, in occasione della mostra, Rizzoli Lizard ha pubblicato un volume omonimo di oltre 400 pagine e 500 illustrazioni, di cui molte inedite, disponibile nelle librerie e sui principali store online, e in vendita al bookshop della Mole Vanvitelliana.
Il percorso espositivo si compone di otto sezioni, partendo dagli anni Settanta quando Harari, ancora adolescente, inizia a coniugare le sue due grandi passioni: la musica e la fotografia. Si prosegue via via con
immagini e sequenze inedite insieme a filmati d’epoca, videointerviste e un documentario di Sky Arte  a lui dedicato.


SEZIONI MOSTRA
1. LIGHT MY FIRE. IL BIG BANG DI UNA PASSIONE
La mostra inizia con la ricostruzione idealizzata della stanza di Harari adolescente, con tutta l’iconografia che lo ha ispirato: poster, foto, riviste d’epoca, pagine di diario, copertine di dischi, autografi e memorabilia.
2. ALL AREAS ACCESS
Uno sguardo privilegiato e molto ravvicinato sul backstage di tournée, alla ricerca di un’intimità con gli artisti, che esploderà presto nella dimensione più esclusiva del ritratto: da Fabrizio De André a Paolo Conte, Lou Reed, Peter Gabriel, Kate Bush, Vinicio Capossela, Vasco Rossi, Mark Knopfler, Claudio Baglioni, Gianna Nannini, Frank Zappa e altri.
3. FRONTE DEL PALCO
I concerti: rivelazioni e melodia cinetica, da Bowie ai Queen, da Dylan a Lou Reed, Queen, Springsteen, Bob Marley, Pink Floyd, McCartney, Rolling Stones, Miles Davis, Neil Young, Clash, Led Zeppelin, Prince, Police, Talking Heads, Michael Jackson, Stevie Wonder, James Brown, Nirvana, Simon & Garfunkel, Santana, Giorgio Gaber, Ray Charles, Tina Turner e molti altri.
4. WOODSTOCK’94
La coda della cometa. Una riflessione su quel che rimane dell’utopia musicale degli anni Sessanta in un intenso reportage sul festival del 25° anniversario, dove il pubblico è protagonista assoluto.

5. SEE ME, FEEL ME. NUOVE COMPLICITÀ
I ritratti dei musicisti del cuore: Tom Waits, Lou Reed e Laurie Anderson, Jeff Buckley, George Harrison, Keith Richards, Patti Smith, Bob Dylan, B.B. King, Frank Zappa, Van Morrison, Bob Marley, Eric Clapton, Elton John,  Kate Bush, Clash, Joni Mitchell, Leonard Cohen, Philip Glass, Peter Gabriel, Nick Cave, George Michael, R.E.M., Iggy Pop, Paolo Conte, Battiato, De André, Vinicio Capossela, Vasco Rossi, Battiato, Morgan, Litfiba, Giorgio Gaber, Milva, Mia Martini, Enzo Jannacci, Pino Daniele, Lucio Dalla, Ivano Fossati, De Gregori, Zucchero, Guccini, Ezio Bosso e molti altri.
6. IL RITRATTO COME INCONTRO
Gli incontri del cuore: lunghe frequentazioni e collisioni isolate. José Saramago, Wim Wenders, Richard Gere, Pina Bausch, Greta Thunberg, Luis Sepulveda, Zygmunt Bauman, Allen Ginsberg, Hanna Schygulla, Lindsay Kemp, Daniel Ezralow, Alejandro Jodorowsky, Mikhail Baryshnikov, Richard Avedon, Sebastiao Salgado, Helmut Newton, Frank O. Gehry, Robert Altman, Madre Teresa e molti altri.
7. ITALIANS
I protagonisti della cultura e della società, eccellenze italiane tra Novecento e Duemila, fotografate quasi come fossero tutte rockstar, dall’avvocato Gianni Agnelli a Rita Levi Montalcini, Ennio Morricone, Nanni Moretti, Roberto Benigni, Umberto Eco, Michelangelo Antonioni, Dario Fo e Franca Rame, Bernardo Bertolucci, Carmelo Bene, Roberto Baggio, Ettore Sottsass, Renzo Piano, Carla Fracci, Vittorio Gassman, Lina
Wertmuller, Monica Vitti, Gino Strada, Luciano Pavarotti, Sophia Loren, Giorgio Armani, Carla Fracci, Margherita Hack, Alda Merini, Marcello Mastroianni, Enzo Biagi, Miuccia Prada, Toni Servillo e molti altri.
8. RESTARE IN LUCE. I FOTOGRAFI
Alcuni dei grandi fotografi che hanno ispirato Harari, colti in ritratti che sembrano emergere dal buio, quasi a volerlo esorcizzare: Duane Michals, Richard Avedon, Sebastiao Salgado, Helmut Newton, Paolo Pellegrin, Steve McCurry, Letizia Battaglia, Ferdinando Scianna, Nino Migliori, Gianni Berengo Gardin, Mario Giacomelli.
9. FOTOGRAFARE SENZA MACCHINA FOTOGRAFICA
Una passione parallela: la curatela dei libri, l’editing di testi, documenti e immagini, il recupero e il restauro di archivi dimenticati, il progetto grafico come elemento essenziale del racconto, libri come occasioni di incontri vecchi e nuovi. Le biografie illustrate di Fabrizio De André, Fernanda Pivano, Mia Martini, Giorgio Gaber e Pier Paolo Pasolini, presentate con doppie pagine tratte dai libri e una video proiezione con filmati inediti di lavorazione con Fernanda Pivano e presso l’Archivio Pasolini.
10. IN CERCA DI UN ALTROVE
Antidoti ai rituali della fotografia commerciale e ai ritratti di celebrities: schegge di reportage, ricerche e sperimentazioni inedite, alla ricerca di nuovi linguaggi. Una sezione della mostra che Harari intende in
progress.
11. CAVERNA MAGICA
Al termine del percorso espositivo, in alcune giornate dedicate, visionabili sul sito della mostra, sarà allestito un set fotografico dove su prenotazione il visitatore, potrà essere ritratto da Harari e ricevere una stampa Fine Art del proprio ritratto in formato 30x42cm, firmata dall’autore. I ritratti realizzati verranno esposti in tempo reale nello stesso ambiente in una specie di mostra nella mostra.

Sede della mostra
Mole Vanvitelliana, Sala Vanvitelli, Banchina Giovanni da Chio, n.28 Ancona
Orari di apertura
2 giugno 9 ottobre 2022
Da martedì a domenica 10-13 e 15.30-20.30. Aperture serali dopo le 20.30 in occasione di eventi nella Mole.
Chiuso il lunedì ad eccezione del 15 agosto
Biglietti (audioguida inclusa)
Intero € 11,00
Ridotto € 9,00 gruppi di minimo 12 persone e titolari di apposite convenzioni,
Ridotto speciale € 5,00 per scuole e ragazzi dai 6 ai 18 anni,
Gratuito minori di 6 anni, disabili e accompagnatori, giornalisti accreditati, guide turistiche con
patentino, docenti accompagnatori
Prevendita € 1,00
Sito web mostra per info: www.mostraguidoharari.it

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Giugno al Castello di Postignano

Giugno di fotografia, musica, disegno, racconti e incontri nel cuore dell’Umbria: appuntamento a Castello di Postignano (Perugia), che sarà scenografia naturale di eventi aperti al pubblico per la rassegna “Un Castello all’Orizzonte” che apre sabato 11. In programma la mostra fotografica dedicata ai racconti africani di Pietro del Re, il concerto di musica classica del duo Souvenir mandolino e chitarra tra Ottocento e Novecento, la masterclass di disegno tenuta da Michèle Delisle direttamente dal Canada.

Pasquale Testa e Matteo Scaramella presentano “Un po’ più a sud” di Pietro del Re, la mostra fotografica che si articola all’interno del borgo nell’appartamento Sabbioneta, aperta al pubblico fino al 30 ottobre: si tratta di racconti africani dell’inviato degli esteri di Repubblica, immagini e brevi racconti dedicati a luoghi e persone del continente Nero, che parlano direttamente al cuore dello spettatore. Un’esperienza vissuta in tredici Paesi africani che il reporter Pietro del Re ha raccolto in appunti presi con la sua Leica, un viaggio tra fotografie e parole che fermano una storia, già esposta ad Amsterdam, Milano, Roma e a Castello di Postignano e raccolta nel catalogo realizzato da Iod edizioni, con prefazione di Lucio Caracciolo e introduzione di Denis Curti.

Sabato 18 giugno alle 18.30 la Chiesa SS. Annunziata ospita il concerto di musica classica “Mandolino e Chitarra tra Ottocento e Novecento” eseguito dal duo Souvenir, con Carla Senese al mandolino e Riccardo Del Prete alla chitarra. Il duo, nato proprio per valorizzare la formazione cameristica con un repertorio originale, ha al suo attivo numerosi concerti e premi prestigiosi di livello internazionale e, dalle rassegne concertistichedi tutto il mondo, trova ora a Postignano la scenografia naturale per una serata d’atmosferacon musiche che spaziano da Niccolò Paganini ad Astor Piazzolla, da Luis Bacalov a Ennio Morricone, fino alla canzone partenopea e non solo.

Il mese di giugno si concluderà con la Masterclass di Disegno, che prende il via mercoledì 29 giugno per concludersi domenica 4 luglio, grazie alla maestria di Michèle Delisle, della Concordia University in Canada: gli amanti di questa forma d’arte possono registrarsi direttamente sul sito italieartculturesaveurs.weebly.com

Nel mese di giugno, poi, è sempre possibile visitare la mostra di disegni “Città e Atmosfere” di Patrice Warnant, aperta fino al 4 ottobre, insieme alle mostre permanenti: “Artisti per Castello di Postignano” di arte contemporanea, la fotografia di Norman Carver Jr dedicata ai borghi collinari italianie la mostra fotografica “1900-1930 tra tradizione e avanguardia” di Gennaro Matacena Sr.

La rassegna “Un Castello all’orizzonte”, giunta quest’anno alla decima edizione, comprende una serie di eventi e iniziative, tutti aperti al pubblico a titolo gratuito, che spaziano dall’arte alla musica, dalla letteratura alla fotografia al cinema, grazie alla presenza di importanti autori italiani e internazionali. Castello di Postignano è un antico borgo medievale nel cuore dell’Umbria, in Valnerina, a pochi chilometri da Spoleto, tornato alla vita grazie a un accurato e sapiente restauro, definito Esemplare dall’Unesco.Castello di Postignano è stato inserito tra i “Borghi più belli d’Italia”, definito dall’architetto americano Norman F. Carver Jr. “l’archetipo dei borghi collinari italiani” con le caratteristiche case-torri aggettanti l’una sull’altra. Le mostre, realizzate con il Patrocinio di Regione Umbria, Provincia di Perugia e Comune di Sellano, sono aperte al pubblico dalle ore 10 alle ore 22 e tutti gli eventi sono a ingresso libero.

Per ulteriori informazioni:Castello di Postignano www.castellodipostignano.it

tel. +39 0743 788911 info@castellodipostignano.it

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Mostra – Fausto Giaccone. Commedia umana

La personale del fotografo umanista Fausto Giaccone (San Vincenzo, 1943), è ospitata alla galleria Valeria Bella e si intitola “Commedia umana”. La selezione attinge al suo vasto archivio. Il suo lavoro merita di essere studiato, apprezzato e collocato tra quello dei grandi fotografi italiani della seconda metà del Novecento. L’uomo, in tutte le sue sfaccettature, sta al centro del suo mondo. L’universo di Fausto è trasversale ed è popolato da uomini, donne e bambini di tutte le tipologie umane, che catturano il suo interesse senza alcuna distinzione.

L’autore comincia a fotografare nel fatidico 1968, l’anno delle grandi proteste sociali.  Gli eventi di quegli anni, turbolenti o pacifici, offrono grandissimi spunti per il suo lavoro. L’ interesse di Giaccone non è tanto la documentazione di un evento, quanto il minimalismo della quotidianità, di cui diventa un magistrale interprete. Fotografa gente di ogni genere, impegnata in ogni tipo di attività, non importa quale.

A volte sono i gesti più semplici a ispirare uno scatto, e l’occhio di Giaccone è pronto a catturare questi momenti, visti spesso con quel pizzico di ironia che sdrammatizza tutto, e che caratterizza molte delle sue fotografie. Il suo punto di vista è generalmente ottimista e positivo, il suo sguardo sul genere umano mostra sempre i lati migliori, anche se in profondità si possono intuire difficoltà e aspetti cupi. Lavoratori, contadini, operai, studenti, giovani, anziani, professionisti. Che in testa abbiano la bombetta degli operatori dello Stock Exchange di Londra, oppure coppole siciliane, a Giaccone non importa. La cosa fondamentale per lui è fotografare questa umanità, non per farne uno studio sociologico o documentarista, ma per farne emergere le caratteristiche più basiche, e fare un grande ritratto corale di questa commedia umana. Aperta con ingresso libero fino al 10 giugno 2022

 

FAUSTO GIACCONE Commedia umana

Galleria Valeria Bella

Via Santa Cecilia 2, ingresso da via San Damiano

20122 Milano

Orari: da martedì a sabato dalle 10 alle 19 orario continuato. Lunedì 15 – 19.

www.valeriabella.com