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Mostra – Reka Nyari, Ink Stories

DART | Dynamic Art Museum presenta la prima mostra personale in Italia dell’artista Reka Nyari, aperta fino al prossimo 6 febbraio 2022 presso il Museo della Permanente di Milano.
Ink Stories è una mostra di fotografie in bianco e nero su larga scala e di opere digitali in NFT realizzate dall’artista. Questa selezione di opere fa parte di un progetto di ritrattistica in corso che Nyari ha iniziato nel 2017 con la sua prima mostra personale a New York, intitolata Geisha Ink. Questo corpus di opere, diviso in tre sezioni (Geisha Ink, Blooming Ink e Punctured Ink) continua a esplorare un elemento centrale della pratica di Nyari: studi intimi di auto-identità ed emancipazione femminile attraverso la ritrattistica di nudo.
Reka Nyari inserisce la serie Ink Stories nel filone dell’immaginario femminile senza limiti
con i racconti di quattro donne e la loro risposta alla lotta e al dolore. Gli intricati fili d’inchiostro sulla loro pelle rafforzano il loro spirito come atti di sfida, voti di potere ed emblemi di trasformazione della mente attraverso la fisicità del corpo.
Nella serie Punctured Ink, Nyari lavora attraverso un processo di perforazione della superficie di ogni stampa che, a differenza della pittura o del disegno, crea fori in rilievo che lasciano un risultato permanente, proprio come fa un tatuaggio sulla pelle. Le immagini di Nyari di figure nude non sono strettamente intese come ritratti seducenti, al contrario comunicano la loro carica emotiva ed espandono il vocabolario artistico al regno delle narrazioni, stratificando storie personali e contenuti fittizi: la nudità, il gesto, lo sguardo, così come gli oggetti, si legano intrinsecamente all’identità femminile.

Reka Nyari (Helsinki, 1979) vive e lavora a New York. Il suo lavoro è stato esposto in numerose gallerie negli Stati Uniti e in Europa. Ha ricevuto premi da organizzazioni prestigiose, tra cui il primo premio al  Miami Photo Center Vision Excellence Awards 2018 e all’International Photography Awards (IPA) 2010, categoria Beauty Pro. La sua monografia di 225 pagine intitolata “Femme Fatale: Female Erotic Photography” è pubblicata in 6 lingue ed è sold out in tutto il mondo. Ha cominciato quest’anno a pubblicare i suoi lavori come NFT e questa è la sua prima mostra in un museo in Italia.


Reka Nyari

Ink Stories

DART | Dynamic Art Museum
Via Filippo Turati, 34, 20121 Milano
Fino al 6 febbraio 2022

Orari d’apertura: lunedì – venerdì: 10-19
sabato – domenica: 11-19
biglietto intero: 10 euro
biglietto ridotto: 6 euro
card semestrale DART valida per ingressi illimitati per tutte le mostre: 15 euro

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CONTATTI

www.dartmilano.com

dart@dartmilano.it

+39 02 94382885

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Pinterest come “musa”

E’ trascorso un po’ di tempo dal mio ultimo intervento qui, ma sono tornata carica di argomenti e tips utili per i vostri canali social.

Questa volta mi piacerebbe raccontarvi un po’ di Pinterest, un social ancora un po’ di nicchia, ma d’ispirazione per tanti, soprattutto per chi fa della fotografia la sua passione.

 

INTELLIGENZA ARTIFICIALE LEGATA ALLA FOTOGRAFIA

Il web ci offre una svariata offerta  di piattaforme, per crescere, e accrescere, la nostra visione fotografica e Pinterest rientra perfettamente in questo meraviglioso e duttile pacchetto. La differenza, rispetto a social come Instagram, sta proprio nell’A.I. di Pinterest. La sua intelligenza artificiale sfrutta in modo incredibile la tecnologia legata alla fotografia.

Pinterest è forse la piattaforma che premia, stimola e aiuta la condivisione plurima di immagini o contenuti realizzati in contesti diversificati. Non a caso è stato il luogo prescelto per immagazzinare e discernere lavori di autori affermati come Vivian Maier – che difficilmente sono fruibili in altre piattaforme.

Il social dell’ispirazione per eccellenza dove il termine “adozione” di un lavoro altrui non porta magagne dal punto di vista morale o legale.

Basta un nome, un tag o un luogo e il gioco è fatto: ti si aprirà un mondo vastissimo che difficilmente si consumerà, o ti annoierà, nel breve termine.

 

LE AZIONI SU PINTEREST

All’interno di Pinterest, potrai compiere le seguenti azioni:

  1. Ricercare contenuti sulla search bar;                                                        2. Pinnare i contenuti;                                                                      3. Raccoglierli all’interno di una determinata Board.

Quando parlo di Pinnare (Pin) su Pinterest, faccio riferimento ad una azione molto semplice: salvare una determinata immagine.

Una volta cliccato infatti su “Salva” (anticamente definito come “Pin”) potrai scegliere in quale Board o Bacheca conservare l’immagine stessa.

Per creare una Board personalizzata dovrai semplicemente visitare il tuo Profilo Pinterest e cliccare sull’immagine a forma di croce scegliendo se creare una bacheca o un pin.

Ma la cosa eccezionale di questa piattaforma è la creazione di una bacheca dove promuovere la tua attività in pochi semplici passaggi:

  • convertire l’account in profilo aziendale, in modo da aver accesso ad una serie di dati da analizzare e che vi saranno d’aiuto per affermare la vostra presenza su questo social.
  • Compilare tutti i campi del profilo per aiutare le persone a capire chi siete e cosa fate.
  • Aggiungere il link del vostro sito ed eseguire la procedura di verifica dal menu impostazioni, sezione verifica.
  • Aggiungere il pulsante “salva” al vostro sito in modo da facilitare la condivisione dei contenuti.
  • Aggiungere il pulsante “segui” al vostro sito.

 

COMINCIAMO!

Ora siete pronti per cominciare.

Sarebbe bene salvare almeno 10-15 contenuti di valore tutti i giorni, non solo quelli propri, ma anche altrui, di cui è sempre raccomandato verificarne l’attinenza.

La cosa fantastica è che i post condivisi hanno un tempo di vita maggiore rispetto ad altri social. Un’immagine può diventare virale anche a distanza di 5-6 mesi dal salvataggio, mentre su Instagram, Facebook e Twitter un post ha una visibilità di circa 20-30 minuti dal momento della pubblicazione.

 

IL “GOOGLE” DELL’ISPIRAZIONE

Infine Pinterest può essere considerato un vero e proprio motore di ricerca per  trovare la propria ispirazione…quasi meglio di Google per alcuni.

Pinterest è uno di quei social insieme a YouTube ad essere dotato di una search bar interna davvero perfetta. Ti basterà utilizzare la keyword che preferisci, come ad esempio “still life”, oppure perchè no, per l’ambientazione del tuo servizio fotografico natalizio, e avere accesso ad una moltitudine di risultati differenti.

Idee, nuove proposte e nuova linfa vitale per la nostra mente, Un luogo sicuro dove poter riaccendere la miccia della nostra creatività, con l’obiettivo di condividere contenuti visivi.

Tutto questo è Pinterest!

 

Stefania La Rosa

email: info@stefanialarosa.com

sito web: www.stefanialarosa.com                                                                                     FB : @stefaniawebmarketing

LINKEDIN: https://www.linkedin.com/in/stefania-la-rosa-07525b37/

IG: @stefaledo

 

 

 

 

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Libri – Armando Rotoletti, Marina di Ventimiglia

Il libro fotografico “Marina di Ventimiglia”, realizzato dal fotografo siciliano Armando Rotoletti e dallo storico ventimigliese Mario Ascheri, svela il passato e il presente della città ligure attraverso un susseguirsi di immagini e racconti. Promosso da Marina Development Corporation, attore principale di un grande progetto di rigenerazione urbana volto a valorizzare la qualità paesaggistica-naturale e l’identità storico-artistica di Ventimiglia, il volume – costituito da 128 pagine, formato 34×32 cm, 89 fotografie, rilegatura e rifiniture di pregio – vuole essere un omaggio alla città, alla sua gente e al suo futuro di nuova destinazione turistico-ricettiva, di portata internazionale ma a forte vocazione italiana.

Armando Rotoletti è nato a Messina, ha studiato fotografia a Londra, si è dedicato al fotogiornalismo prima di essere protagonista di numerose mostre personali e collettive. Ha esplorato la realtà antropologica di un paese alle pendici dell’Etna, e ha documentato lo straordinario territorio del vulcano. Le pietre e i volti della sua Sicilia. Marina di Ventimiglia è l’accorata testimonianza del suo primo incontro con la Riviera ligure di ponente. Un colpo di fulmine… a cielo sereno.

 Mario Ascheri, invece a Ventimiglia è nato e la sua presenza in questo libro attesta il suo legame profondo con la sua città da cui partì dopo il liceo classico, avviato a una carriera universitaria e professionale che lo vide presto Professore di Storia del diritto medievale e moderno e all’occorrenza di Storia delle istituzioni politiche, di Istituzioni medievali e Storia del Rinascimento. A Ventimiglia i suoi soggiorni da ‘spantegau’ (emigrato, disperso) sono stati brevi ma continui e intensi, e le ferie non gli hanno impedito di organizzare seminari di storia dai quali sono nate pubblicazioni e si è consolidato un gruppo di validi cultori di storia.

Il loro incontro culturale e artistico si traduce in un volume intriso di luoghi e monumenti, di volti, tradizioni e cultura, che narrano la storia di un territorio sospeso tra il bianco e nero del passato, e i colori del presente guardando con ottimismo al futuro.  “Bisogna pensare – si legge nella prefazione di Rotoletti – al passato di questo luogo per capire come mai il nucleo antico di una città di mare abbia trovato la sua dimensione nella sommità di uno sperone di roccia, ‘sospeso’ tra il mare e la montagna”.

“L’occhio del ‘foresto’ – gli fa eco Ascheri nell’introduzione – vede quel che la routine mette in ombra per i residenti. Un libro così elegante invita a ripetere l’esperienza di Rotoletti, e non si resterà delusi. E poi c’è un’ulteriore motivazione per questa avventura: si può sempre tentare di andare oltre le sue scoperte”.

E in questo rincorrersi tra passato e presente che si inserisce la visione di “Marina di Ventimiglia”, sintesi tra le radici del centro storico, ora protagonista di una nuova riqualificazione, e lo sviluppo che sta interessando il litorale.

Il libro è disponibile online sul sito dell’autore www.armandorotoletti.com e in alcuni punti vendita di Ventimiglia (offerta minima suggerita 40 euro). Il ricavato sarà devoluto in beneficenza in collaborazione con l’associazione “Le ragazze di Vilma” che si occupa di attività benefiche nella città alta.

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Mostra – 40 ANNI POSITIVI – Dalla pandemia di AIDS a una generazione HIV FREE

di Fabrizio Bonfanti

A proposito di pandemie…

Il dramma dell’AIDS, purtroppo, non è ancora stato risolto e non sempre ci ricordiamo di questa pandemia che rischia di rimanere silenziosa, ma che continua a mietere vittime soprattuto in Paesi dove l’accesso alle cure è difficile se non impossibile.

Il 1 Dicembre ricorre il “World AIDS Day” ovvero una giornata commemorativa per le vittime dell’AIDS e di sensibilizzazione sul tema.

Pochi giorni fa è stata inaugurata la mostra “40 anni positivi” nello spazio dei Frigoriferi Milanesi, che raccoglie documenti di archivio, fotografie, campagne pubblicitarie che ripercorrono i 40 anni di lotta all’AIDS.

Accolgono i visitatori una serie di pannelli che ripercorrono la storia drammatica dei primi anni di diffusione dell’infezione di HIV, dell’evoluzione del movimenti di sensibilizzazione nel mondo e delle terapie. Vi sono poi testimonianze concrete, come un gruppo di fotografie realizzate da un anonimo in un reparto di malattie infettive, i manifesti pubblicitari degli anni in cui si stava diffondendo il virus.

Molto emozionante è vedere la stanza dedicata le coperte del Names Project AIDS Memorial Quilt che venivano realizzate, in passato, per ricordare le persone che non sono sopravvissute alla malattia.

La seconda parte del percorso espositivo, invece, racconta di come si siano evolute le terapie che permettono a un positivo di vivere una vita normale con una pillola al giorno senza il rischio di di diffondere la malattia. Sono presenti video della performance “I Miss You” di Franco B oltre che alcune sue fotografie, ritratti dell’artista Larry Stanton realizzati prima della sua morte, il video “Last Night I took a man” di David Wojnarowicz

Il percorso si chiude con il messaggio U=U (Undetectable=Untrasmittable) ovvero una persona sieropositiva in terapia non trasmette il virus e quindi è sicuro.

Promossa e organizzata da Milano Check Point, con il supporto di ALA Milano Onlus, Anlaids sezione Lombarda, ASA Milano Onlus, CIG – Arcigay Milano, Fondazione LILA Milano Onlus e NPS Italia Onlus e Simit Lombardia, col patrocinio del Consiglio Regionale di Regione Lombardia, del Comune di Milano, Assessorato alla Cultura e Assessorato al Welfare e Salute, main sponsor Viiv Healthcare, Gilead Sciences, Durex, top sponsor Janssen and Cilag, Cepheid, UniCredit, media partner Corriere della Sera e Fondazione Corriere della Sera, la

 

“40 ANNI POSITIVI. Dalla pandemia di AIDS a una generazione HIV free”

Milano, Frigoriferi Milanesi | Sala Galleria (via Piranesi 10)

Orari:

Lunedì e martedì chiuso. Da mercoledì a venerdì 15.00-20.00. Sabato e domenica 10.00-20.00

Per altre informazioni:  40annipositivi@gmail.com

www.milanocheckpoint.it

FB: milanocheckpoint

IG: milano.checkpoint

TW: @MiCheckPoi

 

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Fruit Exhibition, nona edizione al via

Ci fa piacere segnalare un’importante evento dedicato all’editoria d’arte indipentende, settore che pensiamo vada sempre sostenuto e nel quale noi stessi siamo nati nel 2014. Si terrà domenica 5 settembre 2021, al Parco della Montagnola di Bologna, dalle 10 alle 23 la nona edizione di Fruit Exhibition, il festival e market internazionale dell’editoria d’arte indipendente. Dopo l’esperienza interamente digitale del 2020, il pubblico potrà finalmente tornare a toccare con mano prodotti difficili da reperire nei grandi circuiti di distribuzione, risultato di una ricerca libera e sperimentale sia nei formati che nelle scelte editoriali. La manifestazione dà voce a un universo estremamente sfaccettato che Fruit Exhibition ha scelto di esporre in una location a cielo aperto, ma centralissima per la città, con le proposte dei 49 espositori tra micro editori d’arte, self-publisher, graphic designer, illustratori e artisti, case editrici di grafica contemporanea, magazine, etichette musicali, stampatori artigianali. Saranno presenti: Anomali – Anonima Impressori – Anna Giuntini Iroiro World – APRI – a Dance Mag – Babird Family – BEKKO – BOLO paper – Canicola Edizioni – Checkpoint Charly – Cesura Publish – Caratteri – Compulsive Archive – Collettivo Franco – Cabin Boy Studio – Damocle edizioni – Daria Tommasi – Else Edizioni – Edizioni del Frisco –  Erminia Aurora Rizzacasa – Edizioni Minoritarie – Fatma Ibrahimi– Giada Fuccelli – Giulia Ratti – Giulia Bussei – Il Muro Magazine – KABUL Magazine – King Koala – Libri Tasso – LÖK ZINE – Marmo Libreria – Mulieris Magazine – Nerofumo 680 – Numero Cromatico – Obsolete Shit – Officina Typo – Paolo Marzocchi – Patty Love Paper – Petronella Ortmann – Polenta Malgazine – Ricordorama – Scomodo – Sigaretten – Things That – Venezia Manifesto – VIAINDUSTRIAE – Vincenzo Punzo – Yuyanxinhaha – 0938psychocandy

I workshop | 4-5 settembre

Fruit Exhibition propone anche quest’anno un programma di workshop che trattano vari aspetti dell’autopubblicazione cartacea e digitale e offrono occasioni professionalizzanti per chi è già esperto o sperimentali per chi si sta avvicinando a questo mondo.

Sabato 4 settembre Tecnica Mista propone A little silkprint animation, workshop-lampo di animazione tradizionale per la realizzazione di un flip-book, mentre domenica 5 settembre Cadavere squisito a orologeria per fare animazione in modo libero, selvaggio, istintivo e gestuale, ispirato al noto gioco surrealista. Else Edizioni, casa editrice e laboratorio artigianale di stampa serigrafica, organizza invece il workshop di illustrazione, stampa serigrafica e narrazione Kamishibai, previsto per sabato 4 settembre.

Sabato 4 e domenica 5 settembre si terrà infine il laboratorio di pittura Un bosco nel parco condotto da Marta Finotti: un intervento di rigenerazione urbana con la partecipazione di in gruppo di ragazzi richiedenti asilo che stanno facendo un percorso di inserimento al lavoro nell’ambito del progetto Nausicaa con l’Associazione Serendippo.

Iscriviti cliccando su ogni singolo workshop: fruitexhibition.com/news

Gli incontri del 5 settembre:

Ore 18.00 PRESENTAZIONE DI ABITATA PIETRA – INHABITATED TOPOGRAPHY, VIAINDUSTRIAE PUBLISHING Con Antonio Cammareri e Luogo Comune. Abitata pietra è il progetto editoriale di Antonio Cammareri, Stefania D’Amato e Luogo Comune, a cura di Marco Trulli, nell’ambito della residenza Un atlante del paesaggio rupestre tenutasi nell’ambito di Matera 2019. Il libro è frutto di un’intensa ricerca visuale e di sperimentazione narrativa realizzata collettivamente dagli artisti; una riflessione sul paesaggio raccontata attraverso le immagini; un insieme di stratificazioni visive e di senso sull’abitare, sul rupestre e sulle comunità.

Ore 19.00 LA SERIGRAFIA IN ITALIA: UN MONDO INTERNO DENTRO A UN LIBRO Presenta: Francesco Ciaponi (docente di Storia della stampa e dell’editoria presso LABA Rimini, Fenomenologia dei media presso LABA Firenze e direttore delle Edizioni del Frisco). Ospiti: Daniel Tummolillo (docente di Serigrafia d’arte presso l’Accademia di belle arti di Brera e autore del libro “V.I.P. Various Italian Printmakers”).

Ore 20.00 PREMIAZIONE FIP – FRUIT INDIE PUBLISHING – SECONDA EDIZIONE Premiazione del progetto editoriale vincitore che si è distinto per aver espresso il tema del “viaggio” nel modo ritenuto più originale ed efficace.  La seconda edizione del premio FIP è in collaborazione con Favini, storica cartiera italiana, e destinata alla produzione di un’opera inedita.

Ore 20.45 FRISCOSPEAKS: IL MAGAZINE SULLA GRAFICA UNDERGROUND Presenta: Francesco Ciaponi (docente di Storia della stampa e dell’editoria presso LABA Rimini, Fenomenologia dei media presso LABA Firenze e direttore delle Edizioni del Frisco). Ospiti: Linda Cuscito e Giuseppe Di Carlo (Concretipo Studio – Firenze).

Ore 21.30 URBANER – un progetto a cura del Comune di Modena sulle Culture Urbane in Emilia-Romagna. Analisi e documentazione tra estetica, antropologia e società. Presenta  Elia Mazzotti Gentili e Simone Ferrarini (direttori scientifici assieme a Pierpaolo Ascari e Pietro Rivasi del progetto), modera Cinzia Ascari ( curatrice indipendente e responsabile del programma Media e Visual Arts per Future Education Modena)

Domenica 5 settembre ore 22.30 sarà inoltre presentato in anteprima il documentario Art Book Stories, un’indagine sul mondo dell’editoria artistica indipendente che il regista Christian Battiferro ha ideato con la collaborazione degli studenti del corso post-diploma McLuhan (Fondazione Fitstic), e il sostegno dell’Associazione Crudo. Art Book Stories ci accompagna in viaggio da Madrid a New York, da Bologna ad Amsterdam, passando per Parigi dove scopriamo che quasi ogni grande città ha la propria “art book fair”. Quello della pubblicazione di “art book”, ovvero libri fatti da artisti, è un vero e proprio fenomeno globale in espansione, che la pandemia non sembra aver intimorito. Tra i protagonisti: Yannick Bouillis, Art Director di Offpri – Paris Art Book Fair; Max Schumann, fondatore della New York e Los Angeles Art Book Fair; Anna Ferraro, fondatrice di Fruit Exhibition; Erik Kessels, artista e fondatore di KesselsKramer Publishing; Emilia van Lynden, Direttrice artistica di Unseen – Amsterdam e Mónica Carroquino di Libros Mutantes – Madrid Art Book Fair.

INGRESSO LIBERO con green pass senza bisogno di prenotazione.

Fruit Exhibition è un progetto di Crudo in collaborazione con Arci Bologna Frida nel Parco con il sostegno del Comune di Bologna, Regione Emilia Romagna e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

Informazioni: segreteria@fruitexhibition.com

www.fruitexhibition.com

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Festival – ColornoPhotoLife e “Il Fattore Umano”

Barbara Silbe

L’edizione 2021 del festival fotografico di Colorno (Parma), si terrà dall’11 settembre all’8 dicembre, con un tema portante che anticipa un approfondimento sulla fotografia umanista. Fra i protagonisti di questa puntata della kermesse, ormai appuntamento consolidato del circuito dei festival italiani, ci saranno Ferdinando Scianna e Carla Cerati, GIulio Di Meo e Luigi Ottani. Previsti diversi eventi, mostre, workshop e visite guidate. Si punta su “Il Fattore Umano” per mettere in comunicazione “radici e nuove frontiere”, con una miscela di artisti che hanno fatto la storia della fotografia e giovani autori emergenti sempre bisognosi di spazi e attenzione, per offrire agli appassionati di ogni livello l’occasione di esporre le proprie opere al fianco di quelle dei maestri e vedere le tendenze in atto nell’ambito della fotografia nazionale. Saranno ospitati alla Reggia di Colorno gli scatti delle mostre “Il Ritratto, Sciascia a Borges” del fotografo siciliano Ferdinando Scianna (dal 12 settembre all’8 dicembre) e “Uno sguardo di donna su volti, corpi, paesaggi” della fotografa Carla Cerati (dal 16 ottobre all’8 dicembre) curate da Sandro Parmiggiani e organizzate in collaborazione con ANTEA e grazie ai prestigiosi prestiti del Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università degli Studi di Parma.

Nello spazio museale del MUPAC di Colorno, sito nel locale settecentesco dell’Aranciaia, dall’11 settembre al 10 ottobre, saranno esposte le mostre di giovani autori emergenti: “Il condominio” di Veronica Benedetti (vincitrice premio MUSA per le donne); “Brian Damage” di Michele Di Donato a cura di Loredana De Pace; “Crossing the Balkans” di Matteo Placucci, sempre a cura di Loredana De Pace.
Dal 15 ottobre al 7 novembre, proseguirà l’esposizione “Crossing the Balkans” di Matteo Placucci e si aggiungeranno le mostre “Anticorpi Bolognesi” di Giulio Di Meo in collaborazione con Stop – piccolo festival indipendente di fotografia; “Ruggine” di Francesca Artoni (vincitrice Colornophotolife 2020), “Della presenza” di Maria Cristina Comparato (vincitrice Portfolio Italia 2020) e Shooting in Sarajevo di Luigi Ottani, su progetto di Roberta Biagiarelli e Luigi Ottani.
Altre esposizioni mostreranno i risultati dei laboratori tematici “L’uomo e L’umanità” del dipartimento cultura della FIAF in rappresentanza dei festival gemellati e si terranno workshop con docenti selezionati tra i migliori professioni del settore.
Nel week end del 16 e 17 ottobre si terrà una delle tappe di Portfolio Italia, il più importante concorso di lettura portfolio sul territorio nazionale.
Il Festival è possibile grazie al patrocinio di Fiaf, Comune di Colorno, Regione Emilia Romagna e Provincia di Parma. È organizzato dal Gruppo Fotografico Color’s Light e da ANTEA.
Per informazioni sulle mostre della Reggia di Colorno
Tel. 0521 312545
Per informazioni sulle mostre nello spazio museale del MUPAC
Tel. 0521 313790
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Portfolio – Claudia Benevento, Chiama quando vuoi

Il progetto di Claudia Benevento nasce dall’esercizio (e dalla necessità), di indagare se stessa attraverso il racconto di un fatto intimo, personale. Ci parla dell’assenza incolmabile con la quale convive da sempre:  la perdita del padre quando era una bambina. Una figura rimasta importante, una presenza mantenuta viva da un dialogo tra loro che lei ha continuato ad alimentare. Claudia in questa serie si è immaginata di telefonargli, alternando autoritratti tristi e sorridenti, immagini del passato e oggetti recuperati oggi che sembrano uscire da quelle vecchie fotografie. La cornetta di quello stesso telefono anni Settanta, una macchina da scrivere… reperti che l’autrice ha cercato per rafforzare la sua narrazione e rimasti a ricordarle chi fosse quell’uomo tanto amato. Tra flashback e dissolvenze, riflette sulle relazioni familiari e prova a conservare la memoria che lei stessa ha del genitore, ridonandogli una forma fisica reale. La presenza del padre vive in lei, e in questa serie sospesa nel ricordo che è riuscita a concettualizzare.

 

CIAO Papà

Mi chiedo spesso perché sei dovuto andar via all’improvviso, lasciandomi sola ad affrontare questa vita, senza la tua stretta e i tuoi sorrisi rassicuranti, senza la tua presenza importante, senza il tuo amore.

Sono passati 30 anni da quando la vita mi ha imposto questa sottrazione, ma io ti porto sempre con me, nei momenti felici e in quelli bui.

Ti percepisco, sento la tua vicinanza, il vento mi porta la tua voce, le tue parole mi arrivano con l’intenzione di rimarginare il dolore della tua assenza, facendomi vivere questo amore senza fine.

Sento che siamo legati profondamente.

TI VOGLIO BENE PAPA’

CHIAMA QUANDO VUOI

MI MANCHI

SEMPRE

 

TUA CLAUDIA

 

Note biografiche

Mi chiamo Claudia Benevento, ho 35 anni, sono nata a Vimercate e da sempre vivo a Cornate d’Adda (MB). Mi sono diplomata all’Istituto Statale d’Arte di Monza dove ho potuto studiare fotografia e cinema. Dopo il diploma ho fatto svariati lavori non inerenti all’arte, ma dopo poco tempo ho capito che la mia più grande passione è la fotografia. Così, in parallelo al mio attuale lavoro, ho iniziato a seguire corsi di fotografia presso diversi enti, appassionandomi sempre più e capendo dentro di me che fotografare mi fa stare bene.

Contatto Instagram : @claudia_benevento

 

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ANDY ROCCHELLI GRANT 2021, premio al miglior dummy

C’è tempo fino al 1° settembre per candiarsi all’Andy Rocchelli Grant, premio fotografico internazionale promosso da CESURA in nome del suo cofondatore Andy Rocchelli, fotoreporter ucciso in Ucraina nel 2014. Andy era una fiamma insostituibile, e per fare in modo che i suoi valori come fotografo e come uomo possano continuare ad ardere, è stato istituito un importante grant in suo nome. Lo scopo è individuare il migliore dummy fotografico inedito e premiare il vincitore con la produzione e la pubblicazione del libro da parte di Cesura Publish, casa editrice del collettivo.

La giuria si riunirà a settembre 2021 per selezionare una short list di finalisti. A dicembre 2021 verrà annunciato il libro vincitore.

La prima edizione del grant è un progetto promosso e sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

Il 24 settebre saranno annunciati i finalisti, a dicembre avverrà l’annuncio del vincitore e il lancio del libro fotografico.

 

La giuria

-David Campany, curatore, scrittore e Managing Director del Programs al Centro Internazionale di Fotografia a New York

-Tamara Corm, senior director alla Pace gallery di Londra

-Arianna Arcara, co-fondatrice di CESURA, fotografa e co-direttrice artistica di Cesura Publish

-Lucia Rocchelli, membro onorario della giuria, architetto

* un quinto giudice verrà annunciato a breve

-Alex Majoli, presidente di giuria, fotografo, membro di Magnum Photos, cofondatore di CESURA e co-direttore artistico di Cesura Publish

 

IN MEMORIA DI ANDY

Andy Rocchelli è stato un fotoreporter italiano, membro e fondatore di Cesura. Ha lavorato come fotogiornalista per otto anni, documentando l’Europa orientale, la Primavera Araba in Libia ed in Tunisia, le violazioni dei diritti umani in Kyrgyzstan e Inguscezia. In Italia, ha lavorato sul fenomeno del velinismo e il rapporto tra migranti e la criminalità organizzata. Al momento della sua morte, nei pressi della città di Sloviansk in Ucraina il 24 maggio 2014, stava documentando le condizioni dei civili intrappolati nel conflitto del Donbass. Russian Interiors, il suo libro fotografico, è stato pubblicato postumo da Cesura Publish. Era un esempio di integrità e correttezza: nel suo lavoro era animato da grande passione e costante determinazione, lo viveva in maniera fisica e intuitiva. I suoi valori sono ancora oggi una delle colonne portanti del nostro gruppo. Aveva la capacità di vedere grandi possibilità nelle piccole cose, e di creare molto da quel poco. La produzione editoriale stampata era un passaggio fondamentale della sua ricerca, in quanto strumento di diffusione e completamento del lavoro. Andy era una insostituibile pietra accendi fuoco e per fare in modo che i suoi valori come fotografo e come uomo possano continuare ad ardere, abbiamo voluto istituire un Grant in suo nome e di permettere a un autore o a un nuovo talento di creare un libro fotografico in piena libertà di espressione, come Andy avrebbe voluto.

 

CESURA

CESURA  è un collettivo fotografico, casa editrice ed un laboratorio attivo in Italia nel campo della fotografia documentaria, di ricerca e sperimentazione visiva il cui intento è creare una forza indipendente e autonoma nel panorama della fotografia nazionale ed internazionale. Dal 2008 è impegnata nel racconto dei fenomeni sociali della contemporaneità, come la documentazione della Primavera Araba e la più recente documentazione della pandemia di Covid-19. I suoi progetti sono stati pubblicati sui principali quotidiani e magazine nazionali e internazionali come Time Magazine, New York Times Magazine, The New Yorker, The Guardian, Le Monde, Internazionale, Repubblica, L’Espresso), ed esposti presso musei come Le Bal (Parigi), MoCP (Chicago), Nobel Peace Center (Oslo), Deichhtorhallen (Amburgo), Draiflessen Collection (Mettingen) e Kulturhuset (Stoccolma).

Per informazioni e contatti:

info@cesura.it  | andyrocchelligrant@cesura.it |+39 0523997198 | Via del Campo Sportivo, 6 Pianello V. T. (PC) 29010 Italy

 

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Mostra – Ilaria Abbiento, Καρδια.

Inaugura il prossimo 31 luglio, presso Plaza Project Art Room (Hotel Plaza e De Russie, piazza D’Azeglio 1, Viareggio, Lucca, la personale di Ilaria Abbiento dal titolo Καρδια. Resterà aperta fino al 3 ottobre 2021.

Capraia è un’isola vulcanica, l’unica dell’arcipelago toscano.

La prima eruzione, circa nove milioni di anni fa, provocò un violento terremoto e metà dell’isola sprofondò nel mare.

 

καρδια è un lavoro elaborato durante una residenza d’artista sull’isola di Capraia, Plaza Art Residency

a cura di Claudio Composti, mc2gallery.

Il corpo del lavoro si compone di alcune opere fotografiche, una pietra vulcanica, un mareografo costruito con un elettrocardiogramma registrato sull’isola e un video, un diario e due antiche carte nautiche di Capraia dipinte a mano con il rame.

 

Riprendiamo qui alcuni appunti della stessa autrice:

 

[καρδιά, dal greco antico, vuol dire cuore.]

ho mal d’amore

Osservo da giorni la carta nautica di Capraia. Il mio sguardo, che segue le dolci linee di costa, d’un tratto

s’incanta sui frammenti delle rive e il profilo dell’isola mi appare come i contorni di un cuore lacerato.

Mi chiedo se le mie fratture collimino con le erosioni dell’isola.

 

Capraia, febbraio 2020

L’isola è un cuore sospeso sull’acqua.

Dal mare mi infiltro nelle sue arterie.

 

La percorro nei suoi molteplici sentieri.

La polvere vulcanica, le pietre sanguigne che ho ritrovato e le lesioni nei suoi bordi forse sono la verifica di

ciò che avevo immaginato. Registro la mia presenza sull’isola con il diagramma del mio ritmo cardiaco,

un mareografo immaginario che si accorda all’ondeggiare del mare e pulsa come la luce che lampeggia dalla lanterna del faro.

Nell’assenza di un segnale imparo a leggere il vento e ascoltare il mare, dolce anestetico di ogni mio dolore.

Così l’oceano, che circonda l’isola e il mio cuore, rimarginerà, almeno in parte, le vermiglie abrasioni.

 

Mentre il mio cuore prova a guarire, quello di mio padre sta per fermarsi.

 

φιλικῶς

con amore.

 

 

Claudio Composti

 

“Ognuno rinasce ogni giorno. Non sapremo mai se la conseguenza di quello che ci accade ci porta da una parte o dall’altra…credo nel “giusto tempo” anche nell’accettare quel tempo… e accettare quello che c’è”.

(Ezio Bosso, compositore – 1971/2020)

 

La sincronicità è un principio di nessi acausali che consiste in un legame tra due eventi che avvengono in contemporanea, connessi tra loro, ma non in maniera causale, cioè non in modo tale che l’uno influisca materialmente sull’altro, bensì come due orologi che siano stati sincronizzati su una stessa ora.

Così ha fatto Ilaria Abbiento, sincronizzando il battito del suo cuore ad ogni passo fatto per i sentieri lungo la costa dell’isola di Capraia. E non solo. Ha trascorso lì un periodo, in inverno, da sola, per una residenza d’artista… “Registro la mia presenza sull’isola con il diagramma del mio ritmo cardiaco, un mareografo immaginario che si accorda all’ondeggiare del mare e pulsa come la luce che lampeggia dalla lanterna del faro…”.  Le rosse “vene” rocciose che solcano questa isola di origine vulcanica sembrano darle ragione. Mappandone le linee di costa, si è spinta prima del tramonto fino in cima al faro, di fronte alla lanterna spenta fino a che, improvvisamente, si è accesa, come un cuore che improvvisamente torna a battere. E illumina. Unica luce per i marinai nella notte o nella tempesta, in quel buio che a volte arriva troppo presto nella vita di ognuno. Ha studiato le carte nautiche dell’isola, scorgendo nelle sue linee la forma di un cuore appoggiato sul mare, di cui ha scoperto essersi persi dei pezzi di costa in passato, sprofondati nel mare in seguito ad eruzioni… “Osservo da giorni la carta nautica di Capraia. Il mio sguardo, che segue le dolci linee di costa, d’un tratto s’incanta sui frammenti delle rive e il profilo dell’isola mi appare come i contorni di un cuore lacerato. Mi chiedo se le mie fratture collimino con le erosioni dell’isola” scrive nel suo diario di bordo immaginario, capitano esperto di un viaggio dell’anima. Pezzi di “cuore” perduti, ricuciti con la sua arte e il suo amore viscerale per il mare, che la aiutano a tracciare nuove rotte per navigare tra le isole del suo arcipelago interiore, come lo chiama lei e a lenire le sue ferite del cuore. Quelle che lascia la vita, quando accade…“Così l’oceano, che circonda l’isola e il mio cuore, rimarginerà, almeno in parte, le vermiglie abrasioni. Mentre il mio cuore prova a guarire, quello di mio padre sta per fermarsi.” E si ferma. Sincronicità.

Καρδια assume così una forte valenza personale e simbolica che rende omaggio al ciclo della vita e all’amore puro, di cuore, che vive all’unisono di gesti e silenzi, distanze e parole, in un tempo tutto suo, sincronico, oltre la nostra volontà. Il “giusto tempo”. Dante, nella Divina Commedia, descrive Ulisse come chi, ubbidendo al suo destino di curioso giramondo, “per seguir virtute e canoscenza” ha ripreso il mare una volta giunto a Itaca e ha varcato le Colonne d’Ercole, giungendo ai piedi del monte Purgatorio. Ilaria Abbiento si fa mare e ci naviga, novella Ulisse, in quel viaggio che chiamiamo vita, in cerca della propria isola interiore dove approdare e da cui, forse, non ripartire. E traccia per noi nuove rotte sulle coordinate della sua poesia e del suo amore folle e irresistibile per il mare. Da batticuore.

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In Val di Non è aperta la mostra “A Line Made by Walking. Pratiche immersive e residui esperienziali in Long, Fulton, Griffin, Girardi”

di Barbara Silbe

C’è una valle alpina molto fotogenica, ideale per incursioni dedicate al paesaggio, al trekking fotografico, al buon cibo e alla cultura. Si tratta della Val di Non, provincia di Trento, un’ampia visuale dolomitica che si snoda tra il Brenta e il fiume Noce da Mezzolombardo fino a Cles. Sui pendii di queste montagne si coltivano le mele più buone del mondo, mentre non tutti sanno che questa terra ospita ben 43 antichi manieri e dimore storiche oggi visitabili: Castel Valer, Castel Nanno, Castel Coredo, Castel Belasi, Castel Thun, Palazzo Nero… edifici possenti che custodiscono tesori e storia, alcuni dei quali recentemente restaurati. Sono tra i meglio conservati di tutto l’arco alpino e la loro riapertura al pubblico li ha visti trasformarsi in un bellissimo spazio espositivo diffuso che, fino al 30 ottobre, ospiterà la mostra collettiva “A Line Made by Walking. Pratiche immersive e residui esperienziali in Long, Fulton, Griffin, Girardi”, prevalentemente incentrata su opere, per lo più inedite, provenienti dalla prestigiosa Collezione Panza di Biumo, dove pittura, grafica, scultura, installazioni, fotografia e videoarte dialogano tra loro e con gli spettatori.

A Castel Belasi, edificio affrescato tardo duecentesco legato alla famiglia nobile famiglia Kuhen, recentemente restaurato e fulcro della mostra, sono ospitate 21 opere: 15 sono inedite e 6 sono state parte della Collezione Guggenheim New York dal 1996 al 2003. Il filo conduttore, pensato come un dialogo tra il territorio, i suoi castelli e le opere, è la pratica del camminare quale esperienza estetica. Oltre a quelli di Richard Long, Hamish Fulton e Ron Griffini, a Castel Belasi, sarà presentata una serie di lavori di Daniele Girardi. Castel Valer, Castel Nanno e Castel Coredo gli altri manieri coinvolti dal percorso espositivo che ospiteranno altri pezzi, quaderni d’artista e approfondimenti.

A cura di Jessica Bianchera, Pietro Caccia Dominioni e Gabriele Lorenzoni.

Un’estate in castello

Oltre a una parte del percorso espositivo della mostra, Castel Valer, il fiore all’occhiello tra i manieri della Val di Non, propone novità interessanti: autentico scrigno di tesori, abitato ininterrottamente alla famiglia Spaur dal XIV secolo, da quest’anno oltre alle visite guidate sarà possibile partecipare a una serie di attività culturali, gastronomiche e didattiche, nonché organizzare eventi privati. Le aree fiabesche come il giardino, la loggia o il salone degli stemmi, faranno da cornice alle tante proposte ideate per gli ospiti.

Se prima valeva la pena raggiungere questo luogo anche solo per farsi incantare dall’imponente bellezza della struttura, con la sua torre ottagonale, unica in tutto il Nord Italia, che svetta tra i filari di melo, con queste nuove iniziative sarà possibile immergersi da protagonisti nei magnifici spazi di uno dei castelli più ricchi di elementi originali di tutte le Alpi.

Castel Belasi, che ospiterà, appunto, il cuore della mostra, si mette in evidenza anche per gli affreschi del Cinquecento che richiamano il modello decorativo del refettorio del castello del Buonconsiglio di Trento. Sottoposto a recente restauro ha ritrovato importanti decorazioni intorno alle porte dei saloni e ha svelato una facciata affrescata di notevole fattura. In questa sede si troveranno una selezione di lavori per lo più inediti di Long, Fulton e Griffin appartenenti alla Panza Collection.

Altro maniero visitabile sarà Castel Nanno, che si presenta come un’elegante residenza cinquecentesca, manifestando con chiarezza alterne fasi di uso e abbandono. L’edificio è stato, infatti, villa fortificata di campagna, a riparo della famiglia Madruzzo, caserma austro ungarica, ricovero coatto delle truppe italiane durante la Grande Guerra e deposito utile al lavoro nei campi.

Dimora dalle antiche origini, protagonista dell’estate della Val di Non in castello, è anche Castel Coredo, austero palazzo documentato per la prima volta nel 1291, che oggi ha l’aspetto di una dimora signorile settecentesca in cui sono ben visibili le stratificazioni del tempo e che ospita, tra le altre ricchezze, un ritratto di bambina del pittore trentino Bartolomeo Bezzi e la prima edizione del celebre Dioscoride, un trattato miniato di botanica stampato a Venezia nel 1565 del medico Pietro Andrea Mattioli, che soggiornò a lungo a Trento e in Val di Non.

Non perdete infine l’occasione per andare a Castel Thun, definito tra i più bei manieri medievali di tutta la Penisola e sottoposto a un lungo restauro. Immerso tra i meleti, svetta con la sua imponenza e racchiude tesori, mobili, pezzi d’arte, armi, porcellane che consentono un vero viaggio nel tempo. Che sia per vederli tutti insieme, uniti anche dal percorso espositivo legato alla mostra, o per ammirarne anche uno soltanto, i castelli della Val di Non costituiranno un ulteriore motivo per scegliere la valle trentina per un weekend fotografico e culturale o per un periodo di relax all’aria aperta con le Dolomiti di Brenta, patrimonio UNESCO, a fare da sfondo.

Info sulla mostra e sui castelli della Val di Non: www.castellivaldinon.it

Info turistiche: www.visitvaldinon.it