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Tokjo – Il mercato Tsukiji visto da Nicola Tanzini

Intervallo, il sipario si accosta e sospende l’ennesima rappresentazione. Questa sorta di backstage in bianco e nero è silenzioso, calmo, i fotogrammi fermano i movimenti rallentati e precisi di una scena sospesa. Gli attori sono i lavoratori del più famoso mercato ittico del mondo, quello di Tokjo, che due giorni fa è stato smantellato per sempre. Dopo 83 anni di attività, quell’area diventerà un parcheggio per le Olimpiadi. Quel luogo incredibile però, tempio delle aste mondiali del tonno e dove vengono vendute ogni anno più di 700mila tonnellate di pesce, è reso immortale dallo sguardo di un fotografo italiano. Lui è Nicola Tanzini, fondatore di Street Diaries, progetto itinerante e in costante evoluzione sulla fotografia di strada, che si alimenta grazie ai numerosi viaggi compiuti dall’autore intorno al mondo. La sua ricerca si ispira prevalentemente al movimento della fotografia umanista, ponendo al centro i comportamenti, le situazioni quotidiane appartenenti alla natura umana, in quello che l’autore definisce il proprio ambiente naturale: la strada. Dal suo approfondimento giapponese deriva “Tokyo. Tsukiji” che si traduce nel suo primo libro (edito da Contrasto) e in una mostra personale ospitata da Leica Galerie in via Mengoni 4 a Milano, fino al 4 novembre con ingresso libero. Sia il volume che la sua personale sono curati da Benedetta Donato.

Tanzini ha impiegato due anni di lavoro per produrre questa importante testimonianza di un microcosmo che scompare. E lo ha fatto osservando un contesto frenetico e rumoroso come Tsukiji da un punto di vista inedito: si è soffermato dietro le quinte, sul volto meno conosciuto di questa realtà, concentrando il suo obiettivo sul termine della giornata lavorativa. Usa un linguaggio caratterizzato da forti contrasti e da un’attenzione maniacale per i gesti ripetitivi e le espressioni delle persone incluse nell’inquadratura. A fine mattina i lavoratori preparano le ultime cassette, fanno i conti, spingono bancali, puliscono strumenti e banchi, si fermano a fumare, mangiare, sbadigliare, riposare guardando il cellulare. L’autore rivolge in particolare il suo sguardo sull’area interna del mercato (jonai shijō), quella famosa per le aste dei tonni, che ogni turista in visita ambisce a vedere e che rappresenta l’anima del luogo i cui protagonisti sono i grossisti ripresi negli attimi che precedono la dismissione delle attività e la conseguente chiusura. Come gli astronauti o i palombari, i soggetti vengono fotografati in un momento di decompressione, ma forse, in fondo, anche un magazziniere o un commerciante possono portarci sulla Luna. O in fondo al mare.

Oltre al testo curatoriale di Benedetta Donato, il progetto editoriale realizzato da Contrasto Books si avvarrà del contributo di Masuo Nishibayashi, Direttore dell’Istituto di Cultura Giapponese in Roma. Il libro, proposto in un’unica edizione multilingue italiana/giapponese/inglese/francese, è distribuito in Italia e all’estero.

Barbara Silbe

 

 

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Laboratori – Motus et imago

Annunciamo un’altra bella collaborazione con lo Spazio Mimesi di Rimini. Hanno da poco presentato il labortorio “MOTUS et IMAGO”, che propone un’attività di studio e sperimentazione sulla creatività rivolta sia a fotoamatori che a professionisti del settore che vogliano fare ricerca. Gli incontri vedranno mescolarsi il racconto e la fotografia: il testo diventerà il territorio su cui fondare e realizzare un progetto basato sulla libertà espressiva e il fascino del gioco, pur non alludendo figurativamente al corpo originario dell’opera letteraria.

Attraverso la narrazione, che avviene in modalità teatrale (guidata attraverso la stimolazione sensoriale della lettura creativa), lo studente approderà  alle immagini costruendo una propria geografia tangibile e spaziale, fino alla realizzazione dell’opera per immagini.
L’esplorazione è libera, individuale, indipendente e tende a sviluppare quelle attitudini narrative che esulano dai canoni convenzionali della fotografia.

Il laboratorio si svolgerà in 3 sessioni di lavoro, al termine delle quali si terrà una revisione dialogica con i tutor e i photoeditor designati, per una lettura specifica di ogni singolo progetto che servirà a verificare il lavoro svolto e a dare indicazioni allo studente su possibili alternative, volte a migliorarne l’esecuzione del lavoro finale o semplicemente per evidenziarne le attività positive.

MOTUS et IMAGO sarà condotto da Lucia Accardo per la parte di lettura creativa e da Veronica Bronzetti per la parte di fotografia. Il lavoro di revisione e di editing sarà coadiuvato da Barbara Silbe, giornalista, fotografa e da Manuela Cigliutti, photoeditor, che sono rispettivamente anche il direttore responsabile e il direttore creativo di EyesOpen!. Oltre alle specifiche letture, forniranno agli studenti indicazioni concrete per giungere all’elaborazione finale del progetto.

A completamento dell’esperienza didattica lo studente potrà vedere realizzato il proprio lavoro in un progetto ampio di condivisione che culminerà in una mostra e in un libro autoprodotto (fanzine) curato dagli organizzatori e con l’art direction di Newdada Comunicazione.
L’associazione FIOF, ovvero il Fondo Internazionale per la Fotografia, ritenendo il progetto “Motus et Imago” di forte interesse e valore culturale ha deciso di supportare  Spazio Mimesi nella divulgazione del programma e nella sua realizzazione in altre città italiane dopo Rimini. E naturalmente lo supporteremo anche noi.
Le iscrizioni sono aperte, tutte le info qui: SPAZIO MIMESI, Via Giuseppe Garibaldi, 112/a, 47921 Rimini RN.

Contatti telefonici: Veronica 366 488 1299; Lucia 347 917 6468

e-mail: v@veronicabronzetti.com; spaziomimesi@gmail.com

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Festival – A Courmayeur per un nuovo appuntamento con la buona fotografia

Si chiama Pho-Bo Festival, prima edizione di una kermesse all’insegna della fotografia che si terrà ai piedi del Monte Bianco, in Val Veny (Aosta), dal 26 al 29 luglio. Noi di EyesOpen! abbiamo deciso di parteciparvi per varie ragioni. Prima fra tutte la concentrazione di bravi autori che si alterneranno fra mostre, proiezioni, workshop, talk, incontri e letture portfolio (domenica mattina) a cui siamo stati invitati. Sarà presente il direttore della nostra testata, Barbara Silbe, che insieme al fotografo Angelo Ferrillo valuterà i vostri lavori per una possibile pubblicazione. Oltre a loro, citiamo tra i nomi confermati Max&Douglas, Alessandro Belluscio, Massimiliano Sticca, Giorgio Galimberti, Davide Camisasca.  Chi si iscriverà, oltre a stare al fresco in uno scenario mozzafiato circondato dal paesaggio alpino, potrà approfondire competenze tecniche e creative, sia in fase di sviluppo che di realizzazione di un progetto, confrontandosi con varie tematiche: dal paesaggio alle riprese outdoor, dal ritratto al reportage alla fotografia naturalistica alla smartphoneography.

Questo appuntamento sarà una full-immersion di creatività all’aria aperta lontani dal caos cittadino, in un territorio ricco si spunti estetici e di riflessione, ottima opportunità per raccontare i luoghi, la gente, la natura, le storie usando la fotografia come linguaggio espressivo, o semplicemente visitando una delle mostre in giro per la città o ascoltando gli autori parlare. Previsto anche un momento “touch and try” a cura di Fowa, con ingresso libero per professionisti e amatori, venerdì e sabato presso il Foyer del Centro Congressi di Courmayeur  per vedere o testare fotocamere direttamente in loco. Iniziative in programma anche per la fotografia “social” o per i più piccoli.

L’Hobo Camping (loc. Cuignon 7, Val Veny), delizioso campeggio adagiato a 1560 metri di quota immerso nella natura selvaggia di una delle valli più belle d’italia, sarà il cuore pulsante di questo lungo evento estivo. Info: info@campinghobo.com, tel. 0165/869073.

Si comincia alle ore 18 di gioveì 26 luglio. Dopo una cerimonia d’apertura durante la quale saranno presentati i docenti, le mostre e Fowa University, ci sarà un open party al quale non potete mancare.

Questo il programma dettagliato:

Venerdì 27 c/o HOBO Camping e Comune di Courmayeur:

Dalle 09:00 alle 18:00 workshop

  • Ritratto – max&douglas (Fowa University)
  • Reportage – Angelo Ferrillo (Fowa University)
  • Action Photo – Alessandro Belluscio (Fowa University)
  • Naturalistica – Massimiliano Sticca
  • Landscape – Davide Camisasca

Dalle 09:00 alle 13:00 workshop

  • Droni: normativa e tecnica – Roberto Ferrarin (Fowa University)
  • Instagram e Fotografia – Raffaele Monaco (Igers Italia)

Dalle 14:30 alle 18:30workshop

  • Droni: normativa e tecnica – Roberto Ferrarin (Fowa University)
  • Instagram e Fotografia – Raffaele Monaco (Igers Italia)

Dalle 20:00 alle 22:00 conferenze e speech autori

  • Dalle 20:00 alle 21:00 parliamo con Mattia Vacca della sua mostra
  • Dalle 21:00 alle 22:00 parliamo con Davide Camisasca della sua mostra

 

SABATO 28 c/o HOBO Camping e Comune di Courmayeur:

Dalle 09:00 alle 18:00 workshop

  • Ritratto – max&douglas (Fowa University)
  • Reportage – Angelo Ferrillo (Fowa University)
  • Action Photo – Alessandro Belluscio (Fowa University)
  • Naturalistica – Massimiliano Sticca
  • Landscape – Davide Camisasca

Dalle 09:00 alle 13:00 workshop

  • Droni: normativa e tecnica – Roberto Ferrarin (Fowa University)
  • Instagram e Fotografia – Raffaele Monaco (Igers Italia)

Dalle 14:30 alle 18:30 workshop

  • Fotografia Aerea – Enrico Pescantini (Fowa University – 2 da 2H cad.)
  • Instagram e Fotografia – Raffaele Monaco (Igers Italia)
  • Baby Photography – Fotografia Istantanea – Giorgio Galimberti (Fowa University)

Dalle 20:00 alle 22:00 conferenze e speech autori (c/o HOBO Camping):

  • Dalle 20:00 alle 21:00 parliamo con Renzino Cosson del territorio e di fotografia
  • Dalle 21:00 alle 22:00 parliamo con Raffaele Monaco e della fotografia Social

 

Domenica 28  luglio c/o HOBO Camping e Comune di Courmayeur:

Dalle 09:00 alle 13:00 workshop

  • Droni: normativa e tecnica – Roberto Ferrarin (Fowa University)
  • Fotografia Aerea – Enrico Pescantini (Fowa University)
  • Baby Photography – Fotografia Istantanea – Giorgio Galimberti (Fowa University)

 Dalle 10:00 alle 13:00 Letture portfolio a cura di EyesOpen! Magazine

Dalle 10:00 alle 18:00 Proiezione in centro delle immagini realizzate da Igers durante il festival e in supporto agli hastag creati ad hoc.

Dalle 18:00 alle 20:00 Festa di chiusura del festival in centro.

Sia venerdì che sabato saranno aperte al pubblico le mostre legate all’evento (con accesso gratuito):

GRANDI AUTORI DI FOWA c/o Sala Congressi Comune di Courmayeur

Una collettiva dei fotografi professionisti e dei docenti di fotografia

WINTER’S TALE di Mattia Vacca c/o Foyeur del Cinema di Courmayeur

Un bellissimo viaggio fotografico nel Carnevale di Schignano

NERO SU BIANCO di Davide Camisasca c/o Museo Duca degli Abruzzi – Ufficio Guide

Un excursus nei paesaggi suggestivi ed incredibili del territorio.

(l’accesso per gli iscritti a PHO-BO è gratuito)

Altre informazioni qui: https://phobofestival.com/

 

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Workshop – Apologia del nudo con Monica Cordiviola

Il ritratto di nudo è uno dei generi più difficili da affrontare in fotografia. Si rischia il banale, il voyeurismo, il trash, con errori a volte commessi per ingenuità che compromettono la buona riuscita di ogni posa. Per educare i modi e lo sguardo di chi è interessato a percorrere questa strada complessa per passione o per lavoro, ecco un workshop degno di segnalazione. Lezioni il 23 e 24 giugno presso Bottega Immagine, Centro per la Fotografia di via Carlo Farini 60 a Milano, guidati da una delle più note fotografe italiane del genere. Lei è Monica Cordiviola, durenta la due giorni cercherà di sottolineare, attraverso il suo lavoro e facendovi affrontare alcune situazioni pratiche sia in studio che in esterno, l’importanza del rapporto che ci deve essere tra il fotografo e il soggetto vestito solo della sua pelle, componente essenziale per un efficacia progettuale!

Questo il programma dettagliato:

Sabato mattina
Ritrovo al mattino presso la sede di Bottega Immagine con breve presentazione dell’autore con proiezione slide di alcuni suoi lavori e presentazione dei partecipanti al workshop.

Inizio del workshop dove verranno trattate tutte le fasi della fotografia di ritratto e nudo di donna, partendo dall’interazione con la modella stessa e l’approccio migliore per ottenere un buon lavoro fino alla composizione stessa del ritratto con particolare cura delle pose in fotografia.

Sabato pomeriggio
Saranno stabilite alcune situazioni di scatto all’interno dello studio fotografico, lavorando sia con luci naturali e non.

Domenica
Si proseguirà il lavoro con scatti in esterno nella mattinata, lavorando con luce naturale e dopo pranzo ci sarà una breve lettura portfolio degli scatti effettuati durante queste due giornate e relativa discussione degli stessi visionati insieme sul pc con relativi brevi cenni e consigli sull’editing da adottare per ognuno di essi.

Si consiglia ai partecipanti di portare un computer portatile almeno nella seconda giornata. Fabiana Farina è la modella che vi farà da soggetto.

Altre info qui

 

 

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Mostra – Abitanti. Sette sguardi sull’Italia di oggi

Un modo nuovo e umanista di considerare il paesaggio che parte da una riflessione sull’abitare compiuta da nove giovani fotografi. I progetti esposti sono di Dario Bosio, Saverio Cantoni e Viola Castellano, Francesca Cirilli, Gloria Guglielmo e Marco Passaro, Rachele Maistrello, Tommaso Mori e Flavio Moriniello. La mostra, a cura di Matteo Balduzzi, è allestita alla Triennale di Milano fino al 9 settembre e chi la vede ha la possibilità di compiere un’indagine sociologica e antropologica nel vivere contemporaneo.

Sette storie raccontate da dentro, ciascuna con linguaggi e stili molto diversi, che mostrano uno spiccato radicamento nei luoghi ripresi. Si è fatto uno sforzo di collegamento tra lo spazio geografico e la presenza umana, fino ad abbracciare il tessuto sociale nel suo complesso. Ogni sguardo racconta una diversa sfumatura dell’abitare, da quanto di noi emerge durante coabitazione con sconosciuti con Airbnb, alla vita in una ex fabbrica di Penicillina oggi occupata da più di 600 persone, alla vita in un minuscolo paese delle Marche in cui internet diventa estensione del privato, creando una sorta di collisione tra reale e virtuale.

La mostra nasce con la volontà di promuovere lo sviluppo della cultura fotografica contemporanea attraverso campagne di committenza pubblica, valorizzare giovani fotografi italiani, incrementare il patrimonio fotografico delle collezioni pubbliche e sottolineare il ruolo chiave della fotografia per testimoniare, indagare e comprendere le trasformazioni culturali, sociali ed economiche.

I lavori vincitori sono stati selezionati tra le oltre trecento candidature arrivate da tutta Italia da un comitato scientifico composto da Fabio De Chirico, Dirigente della Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie urbane, Giovanna Calvenzi, Presidente del Museo di Fotografia Contemporanea, Matteo Balduzzi, curatore del Museo di Fotografia Contemporanea e del progetto, Stefano Mirti, fondatore di IdLab, progettista e curatore della mostra 999. Una collezione di domande sull’abitare contemporaneo, Luigi Spedicato, sociologo all’Università del Salento e Milena Farina, ricercatrice in progettazione architettonica e urbana all’Università degli Studi Roma Tre.

La mostra è promossa dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie urbane in collaborazione con la Triennale di Milano e il Museo di Fotografia Contemporanea, e con la partecipazione di Geico.

 

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Workshop – Nuove declinazioni del ritratto

Vi segnaliamo una tre giorni fotografica di qualità che sta girando l’Italia. Dopo la tappa di Milano, è la volta di Napoli l’8, 9 e 10 giugno.  Il workshop è mirato a istruire i partecipanti all’utilizzo del ritratto come linguaggio, comunicazione, racconto, ricerca introspettiva. A guidarvi nelle giornate di laboratorio ci saranno gli Hasselblad Ambassador max&douglas e Angelo Ferrillo.

Si passeranno in esame le varie declinazioni del genere: dal ritratto posato a quello ambientato, dal reportage al ritratto di strada, quattro espressioni differenti che sono rami dello stesso approccio alla persona. A completare il percorso, la stampa delle immagini realizzate durante il lavori posati e ambientati.

Il programma sarà così sviluppato:

Venerdì (dalle 19:00 alle 22:00) si affronterà il ritratto da un punto di vista teorico, analizzando autori, linguaggio, semantica, tecnica e tipologie.

Sabato (dalle 10:00 alle 18:00) si affronteranno le tipologie di ritratto mettendo in pratica i canoni teorici studiati il giorno prima. I partecipanti saranno divisi in due gruppi e si alterneranno passando dallo studio alla strada.

Domenica (dalle 10:00 alle 18:00) si dedicherà la giornata all’editing, alla post produzione e alla composizione del portfolio di ogni partecipante, per arrivare a una selezione di immagini che verranno infine stampate per dare concretezza maggiore ai risultati ottenuti durante il laboratorio. Chiuderà la giornata un aperitivo conviviale di scambio.

I partecipanti NON realizzeranno ritratti di modelle, come nella tradizione della varietà formativa contemporanea, ma di soggetti comuni che verranno rintracciati tra la gente comune, approccio che differenzia questa experience dalle altre offerte dal mercato. I partecipanti non scatteranno tutti insieme, ma uno alla volta, seguiti passo passo dai docenti. Dalla ricerca del soggetto, all’impostazione tecnica, allo scatto, all’editing, alla postproduzione, alla composizione del portfolio, alla stampa alla messa in opera.

Il limite massimo di partecipanti è fissato per n. 20 (2 gruppi da 10 persone).

Il costo è fissato per € 249,00 IVA compresa.

Agli iscritti IgersItalia verrà praticato uno sconto, pagando solo € 199,00 IVA compresa.

I prossimi appuntamenti saranno Bologna e Roma.

Per ulteriori informazioni e iscrizioni: info@angeloferrillo.com

 

max&douglas
Ambassador Hasselblad, lavorano insieme dal 1998, anno in cui terminano l’ Istituto Europeo di Design di Milano. Una delle prime “coppie creative” nel mondo della fotografia, sicuramente la prima in Italia. Iniziano a lavorare in campo pubblicitario e successivamente inizia la collaborazione con numerose ed importanti riviste italiane ed estere, delle quali realizzano innumerevoli copertine.

www.max-douglas.com

 

Angelo Ferrillo

Ambassador Hasselblad nasce a Napoli nel 1974 dove intraprende gli studi di Ingegneria e mentre lavora, si appassiona alla fotografia, formandosi da autodidatta, come è regola che sia, fino ad approdare nel mondo fotografico professionistico. Attualmente si occupa di fotogiornalismo come freelance, e di fotografia corporate, inoltre insegna fotografia e comunicazione visiva presso lo IED Milano e Officine Fotografiche Milano.

www.angeloferrillo.com

 

 

 

 

 

 

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Interview – Alys Tomlinson and her winning series “Ex Voto”

Barbara Silbe

Alys Tomlinson is an award-winning editorial and fine art photographer based in London. She was named “Photographer of the Year” at the prestigious Sony World Photography Award 2018. The World Photography Organization assigned the prize (25.000 $) to her winning series “Ex-Voto”, focused on religious devotions she found in many Christian pilgrimage sites worldwide. She often  photographed  anonymously and hidden places where pilgrims leave ex-votos as expressions of hope and gratitude, creating a tangible narrative between faith, person and the landscape. Taken at the pilgrimage sites of Lourdes (France), Ballyvourney (Ireland) and Grabarka (Poland), the project encompasses formal portraiture, large format landscape and small, detailed still-lifes of the objects and markers left behind. Shot on 5×4, large format film, the images evoke a distinct stillness and reflect the mysterious, timeless quality present at these sites of great spiritual contemplation. People and landscape merge as place, memory and history entwine. All the images are taken in 2016/2017

Hi Alys, would you define yourself a photographer or an artist? And why?

I consider myself primarily a photographer or perhaps a photographic artist. My work is often heavily research-based and my latest project ‘Ex-Voto’ drew on my Anthropological studies, so maybe I would even call myself a photographer and researcher.

What is Photography for you?

It starts as a curious impulse or fascination and is driven by the desire to find out more about a certain subject or community. Photography gives me freedom to explore ideas and allows me to tell the stories of others, to discover the unseen and document that in a very personal way.

Tell me more about the project winner of the SWPA.

I’ve been working on ‘Ex-Voto’ for around five years, exploring Christian pilgrimage sites in Ireland, France and Poland. The project is all shot on black and white, large format film and consists of three strands – portraits of the pilgrims, still life shots of the ‘Ex-Voto’ and the wider landscapes.

Tell me more about your feeling and mood when you realized you were named Photographer of the Year SWPA 2018

I was amazed and surprised, but also very happy that that the judges had seen meaning and depth in my work. To get this type of recognition for a project I have committed to for so long is hugely rewarding.

You are a great portrait maker, you put an extraordinary formalism in your landscape and you demonstrate an out of order capability to tell stories. What you like the most, and why, if you can choose?

I am always drawn to making portraits and find the connection you have with that person very interesting, as I am fascinated by people and how we relate to each other and our environment. However, I also love the stillness of photographing landscapes. With landscapes, it is often just me and the camera and I enjoy that solitude. I’m not sure that I can pick a favorite!

What surprised you most in this work on spirituality?

How open people were about their faith and how complex their beliefs were. I was also surprisingly moved at these pilgrimage sites, even as a non-believer there is a very special aura and unique feel when you are there.

You studied English literature before studying photography, do you think this first part of your schooling shaped your vision in art?

Photography is all about storytelling and I think my interest in literature and reading has shaped my work. The structure of good writing can be transferred to photographic storytelling. I am also very influenced by cinematography and film, particularly the work of directors such as Haneke, Tarkovsky and Pawlikowski.

Tell me something about your equipment, why do you use a huge Victorian-style single frame camera for this project?

It’s a very slow and considered approach, which means I have to think carefully about each shot. As the negatives are 5×4 inches, it allows for great detail. Also, the method of using large format is almost ritualistic, reflecting the religious subject matter.

How did you start your career and when?

After graduating from my BA degree, my first job was taking photographs around New York for the Time Out Guide, which taught me to be organized, creative and independent. I’ve been working as a professional photographer for around 10 years, combining commissioned work with my personal projects.

What’s the fun part of your job? and which one is the most demanding?

The most demanding is the dedication required and the need to hold on to the conviction that the work you’re making is of value. The most fun is meeting people I would never normally meet in my everyday life and taking off on photographic adventures, never knowing where it’s going to lead…

Which are your main future project after this important victory?

Winning the SWPA has instilled in me a need to prioritize my personal projects and not lose sight of that. I am hoping for a solo exhibition of the work and I’m also planning on making the ‘Ex-Voto’ project into a book which I’m very excited about, so I am currently looking at design options for publication.

 

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Paesaggio – Imperdibile corso con il nostro Erminio Annunzi

“Il numero minimo di partecipanti a questo corso è di cinque fotografi, fino ad un massimo di dieci. A rischio di apparire arrogante, direi che è un corso da non perdere assolutamente”. Esordisce così Erminio Annunzi sul suo profilo Facebook per introdurre la notizia del prossimo workshop che terrà. Come sanno i nostri lettori, Erminio collabora con noi tenendo una mirabile rubrica sull’edizione cartacea del magazine ed è, inoltre, un  ottimo fotografo e insegnante da trent’anni impegnato nella ricerca sul paesaggio. Egli è quanto di meno arrogante ed egocentrico si possa immaginare scandagliando l’intero genere umano. E’ più un filosofo dai modi gentili come quelli di un filo d’erba.

Il 23 e 24 giugno prossimi terrà un seminario proprio dedicato al paesaggio in bianco e nero su pellicola. E’ dedicato a chi ama  fotografare a pellicola ed è sensibile al fascino dell’immagine in bianco e nero, ma potrebbe interessare anche chi è curioso di sperimentare nuove (antiche) strade della fotografia affidando la sua formazione a chi possa infondere in lui la visione e la progettualità dell’immagine. Nei due giorni, il tempo degli iscritti sarà dedicato alla ripresa e allo sviluppo dei rulli realizzati durantela giornata di uscita fotografica e verranno affrontate le problematiche della ripresa, l’uso dei filtri, l’uso creativo delle pellicole e, infine, verrete consigliati su quale rivelatore è più adatto per il risultato desiderato. Per informazioni più precise, erminioannunzi@virgilio.it

A proposito, seguitelo anche qui 

 

 

 

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Libri – Flowers by Maurizio Galimberti

Di Barbara Silbe

Maurizio Galimberti saluta l’arrivo della Primavera con un libro dedicato ai fiori. Detto così, sembra una cosa banale, in realtà il Galimberti-pensiero è sempre complesso, intarsiato, da scoprire tessera dopo tessera. Il volume, l’ennesimo pezzo da collezione, lo presenta questa sera in corso Venezia 35 a Milano, incorniciando casa sua con una piccola mostra che raccogie le sue opere dedicate a Parigi e alla Tour Eiffel. Come i suoi celebri mosaici futuristi, anche gli scatti a quesi boccioli multicolore spostano continuamente la nostra attenzione sul dettaglio, sul punto di messa a fuoco, sulla cornice, su abbinamenti e movimenti che sono frutto della sua inesauribile forza espressiva. L’artista della fotografia istantanea, genio imprevedibile, scompone sempre ogni oggetto che si trova davanti, che sia una piazza, un monumento, un volto o un petalo delicato. Ci gioca, manipola, lo rimanda a noi intriso di nuovi significati per sollecitare la nostra fantasia. E questi scatti di margherite, tuberose, gigli, petunie o tulipani, sembrano maltrattare la fragilità della natura fino a fare uscire una nuova verità: sono tagliati o racchiusi in cornici, dai toni desaturati o vividi, abbinati a formare dittici o lasciati solitari alla nostra mercé… Eppure, tutti insieme concorrono a formare un bouquet di metafore che, attraverso un linguaggio universale, ci parla dei nostri stessi sentimenti.

Scrive così il professor Stefano Zecchi nel testo critico del libro: “Maurizio Galimberti fa un grande, originale lavoro misurandosi con i testimoni della aristocratica bellezza della natura, consapevole della loro potenza simbolica, prudente per non oltraggiarne la qualità. Di fronte a un fiore, il fotografo può rimanere ammaliato dall’idea di catturare con la sua macchina il segreto della bellezza: immagini perfette, colori che non trascurano le più lievi sfumature. Non è così per Galimberti che procede lentamente senza illudersi, e illuderci, di rappresentare la vita di un fiore attraverso il suo simulacro. Lentamente, perché si preoccupa di ritrarre qualche dettaglio per stimolarci a ricostruire con la nostra sensibilità il tutto: il particolare di un fiore è la tessera di un mosaico, perché nel mosaico il punto focale dell’immagine deve essere sempre, di volta in volta, definito. Un mosaico è avvolgente, domina lo sguardo, non gli dà la libertà di controllare l’immagine”.

“Flowers”, di Maurizio Galimberti, è edito da Centro Diffusione Arte.

E’ in vendita presso Armani Libri, via Manzoni 31 a MIlano e, prossimamente, anche su Amazon.

 

 

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Alan Gallo – Giappone selvaggio

Alan Gallo

Abbiamo chiesto ad Alan Gallo le fotografie di un suo recente viaggio in Giappone. Come tanti, scopre la fotografia da giovanissimo, a 14 anni, ma si impegna per migliorare ed imparare grazie ad un lavoro come aiutante presso lo studio di un fotografo matrimonialista e continua la pratica fotografando in autonomia gruppi musicali. Con il tempo però mette ordine a tutti i suoi interessi trovando una strada ben chiara e definita: gli animali, i viaggi, la natura e concilia il tutto con la fotografia.

Oggi si dedica al paesaggio e agli animali selvatici. Dal suo viaggio in Giappone (paese da lui visitato già due volte) non ci aspettavamo fotografie urbane ma esattamente quello che potete vedere in questa piccola e non esaustiva selezione: natura e animali in libertà alle prese con un rigido inverno. Chi non è mai stato in Giappone si stupisce nel vedere che è anche e soprattutto un territorio che per il 70% è coperto da montagne e da abbondanti nevicate dove gli animali vivono in libertà. Alan ha colto perfettamente espressioni e momenti di “vita quotidiana” degli abitanti di questi territori.