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Sony World Photography Award – Comincia lo spettacolo

Oggi la World Photography Organisation ha rivelato i nomi dei finalisti dei concorsi Open e Giovani dei Sony World Photography Awards 2019, che premiano i migliori scatti singoli realizzati nel 2018 in tutto il mondo. Tra i fotografi selezionati, spiccano i nomi di otto italiani.

Un successo notevole, tanto più che l’edizione 2019 degli Award è stata caratterizzata da una partecipazione da record, con 326.997 candidature provenienti da 195 Paesi. Gli otto artisti italiani gareggeranno in sette delle dieci categorie in cui sono suddivise le straordinarie opere realizzate dai finalisti del concorso Open. Questi i loro nomi e i loro lavori:

● Il milanese Marco Zaffignani è stato selezionato nella categoria Viaggio grazie a uno scatto intitolato “Whale Shark Encounter.Realizzata nel parco nazionale di Teluk Cenderawasih (Papua Occidentale), l’immagine rappresenta l’incontro tra il fotografo e alcuni squali balena nel mese di settembre 2018.

● L’insegnante torinese Rosaria Sabrina Pantano è una fotografa autodidatta. L’opera selezionata per la categoria Street Photography, “Walking Among the Stars”, è stata scattata nella sua città, in Piazza Castello.

● Alessandro Zunino è tra i finalisti della categoria Fotografia creativa con “Wires and Pigeons”, un accattivante lavoro in cui un gioco di luci e ombre crea un effetto suggestivo.

● Il fotografo documentarista Niccolò Cozzi, di origini toscane, presenta nella categoria Ritratto un’opera dal titolo “Portrait in Night Lights”.

● David Salvatori e Roberto Marchegiana rientrano entrambi tra i finalisti della categoria Natura e animali selvatici. L’immagine proposta da Salvatori, “The Assault”, è uno straordinario scatto subacqueo che ritrae un banco di sardine e dei delfini al largo del fiume Mbotyi, in Sudafrica. “Ethiopian Wolf” di Marchegiana, invece, è ambientato nel parco nazionale dell’altopiano di Sanetti in Etiopia e vede come protagonista uno degli animali più rari al mondo.

● Nella categoria Paesaggio, Sara Bianchi presenta il panorama innevato della penisola Yamal illuminato dall’aurora boreale. Quest’area costituisce l’habitat naturale del popolo dei Nenet e delle loro renne.

● Alessandro Zanoni, di professione Graphic Designer, è uno dei finalisti per la categoria Cultura. Con il suo scatto “Bright Minuet”, realizzato nei pressi del cancello principale del Palazzo Gyeongbokgung di Seul, vuole sottolineare i contrasti di una città in rapida evoluzione, in cui tradizione e modernità sembrano spesso scontrarsi.

I finalisti si sfideranno con i più talentuosi fotografi al mondo per potersi aggiudicare la vittoria nelle rispettive categorie e il titolo di Fotografo dell’anno Open. I riconoscimenti per i vincitori includono attrezzature fotografiche Sony di ultima generazione, biglietti aerei per partecipare alla cerimonia di premiazione degli Award a Londra e premi in denaro pari a 5.000 dollari.Gli scatti finalisti dei fotografi italiani potranno essere ammirati alla mostra dei Sony World Photography Awards presso la Somerset House di Londra e, in un secondo momento, in un tour globale. Inoltre, le opere saranno pubblicate sul catalogo annuale degli Award.

Prodotti dalla World Photography Organisation e acclamati in tutto il mondo, i Sony World Photography Awards rappresentano uno degli appuntamenti più importanti per il settore fotografico internazionale. Giunti al 12° anno di preziosa collaborazione con lo sponsor principale Sony, gli Award includono quattro concorsi: Professionisti (per i progetti fotografici), Open (per gli scatti singoli), Student Focus (per le istituzioni accademiche) e Giovani (per i fotografi di 12-19 anni). I finalisti del concorso Professionisti saranno annunciati il 26 marzo.

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Portfolio – Marco Buratti racconta la Zona Industriale Apuana

Nel progetto Z.I.A., Zona Industriale Apuana, sono partito da foto d’archivio e ho cercato di ricostruire avvenimenti che non ho vissuto, perché troppo giovane all’epoca dei fatti, intervistando e ritraendo gli abitanti della Z.I.A., esponenti dell’Assemblea permanente dei cittadini di Massa e di Carrara, Anarchici e giovani impegnati a trovare energie alternative.

Anni 80-90, la Z.I.A. è stata scenario di avvelenamenti ambientali, morti bianche, finte bonifiche e tentativi di insabbiamento delle prove e occultamento dei rifiuti tossici. Negli anni ‘80 chiusero per l’inquinamento e per incidenti diverse aziende chimiche. Tra queste, ricordiamo la Rumianca, che chiuse nel 1984 dopo un incendio che provocò la fuoriuscita di diossina, le lavorazioni dell’arsenico provocarono gravi malattie agli operai, le norme di sicurezza erano pressoché assenti. Quando un operaio si ammalava, il suo posto lo ereditava un familiare.

Nel 1988 chiuse anche la Cokapuania che produceva carbone metallurgico e trattava gas di distillazione del carbon fossile. Gli abitanti della zona ogni giorno vedevano uscire nubi di polvere di carbone dai suoi camini.

La nota positiva è che in quegli anni la popolazione prese coscienza dei danni che quel tipo di chimica produceva. Erano gli anni in cui abitanti di diverse frazioni iniziarono a dialogare per dei fini comuni, gli anni in cui nacque l’Assemblea Permanente dei cittadini di Massa e Carrara.  I forti odori, le colture dei contadini locali che marcivano, i fumi neri e i continui incidenti tecnici causarono contestazioni e picchetti della cittadinanza, che trovarono una forte risonanza nell’incidente della Rumianca e in quello del 17 luglio 1988, l’incendio scoppiato alla Farmoplant. Ogni sera le persone si ritrovavano davanti alla fabbrica e leggevano insieme gli articoli comparsi sulla stampa e i documenti reperiti dai tecnici di Castellanza e di Medicina Democratica. Tra questi tecnici spiccava la figura di Luigi Mara, biologo di Castellanza, che traduceva con semplici parole il linguaggio tecnico e quello politico. Il fine era quello di portare tutti allo stesso livello di consapevolezza. Fu una grande scuola di formazione e un momento di forte aggregazione.

Il movimento, con la denuncia e le manifestazioni, ha sempre preceduto i tecnici. Le donne hanno sempre preceduto il movimento, infatti loro occupavano le strade e avvisavano le istituzioni appena vedevano qualcosa di sospetto, denunciando incidenti che sarebbero stati custoditi segretamente dentro i cancelli. Il primo Referendum Consultivo d’Europa modificò gli equilibri del sistema che

industriali e politici auspicavano: il movimento da minoranza emotiva diventò maggioranza pensante. Da allora ad oggi si è proceduto alla bonifica del territorio tra polemiche e misteri. Le bonifiche hanno portato alla luce fusti pieni di sostanze chimiche. I camion diretti in tutta Italia smaltivano i rifiuti clandestinamente. La falda acquifera della zona è stata compromessa dalle sostanze nocive e tossiche riversate nei campi e nei torrenti dalle aziende della Z.I.A. Il tasso di malattie degenerative è più alto rispetto alla media regionale.

Marco Buratti
www.marcoburatti.com

 

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Books – The magic story of a legendary train

We announce the release of a new, beautiful book from ACC Art Books: “Orient Express, the Story of a Legend”. With a forward from the actor Kenneth Branagh, a text from Guillaume Picon and photographs by Benjamin Chelly, it explores the legacy of the train known as ‘the king of trains, the train of kings.’  Orient Express was the first train to connect Europe and the gateway to the East, and it reached an immediate succes as it was the incarnation of all the desires and fantasies associated with it. Put on the rail in 1883 by the Compagnie Internationale des Wagons-Lits connecting Paris Gare de l’Est with Costantinopoli, now Istanbul, the service was interrupted during the two World wars between 1914 and 1921 and between 1939 and 1945, to cease definitively in 1977 due to competition from air transport.

Symbol of a slow and luxurious way of traveling, the Orient Express has often appeared in books and films, often as a place of mystery and intrigue, becoming a timeless myth also thanks to literature and cinema. Many years after its final journey, “Orient Express, the Story of a Legend” explores previously unpublished archives and opens the doors to the restoration workshops giving the witnesses to this mythical story brought back to life. The book features over 200 new and archival images documenting its extraordinary journey.

TITLE:   Orient Express, The Story of a Legend

EDITOR:   Sue Bennett

PUBLICATION DATE:   September 2018

TRIM SIZE:   240 x 290mm

PRICE:   £40.00 / $55.00

ISBN:   978-1-85149-915-1

IMPRINT:   ACC Art Books

PAGE COUNT:   260

WORD COUNT:   21,965

PICTURE COUNT:   216 cmyk / 119 bw

BINDING:   Hardback

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Premi internazionali – A Siena va in scena il riassunto del nostro mondo

Ve lo segnaliamo, nonostante la chiusura sia abbastanza vicina, perché questo progetto espositivo è in parte esplorazione e sguardo sul mondo. Raccoglie immagini spettacolari protagoniste di un premio internazionale di fotografia che di anno in anno acquisisce sempre più rilevanza. Il prestigioso SIPA, Siena International Photo Awards, organizzato da Art Photo Travel,  è giunto alla sua quarta edizione, la Ex-distilleria “Lo Stellino” ospita fino al 2 dicembre la mostra principale “Beyond the Lens”. Sono raccolte 143 immagini di 48 fotografi professionisti e non, provenienti da 37 Paesi, che hanno partecipato alle selezioni. Una giuria internazionale di fotografi, redattori, editori ed esperti ha selezionato 48 scatti e ha premiato come “Photographer of the year” il bengalese K M Asad con l’opera “Battle Victim”: ritrae una giovane rifugiata Rohingya in lacrime, ospitata in un campo profughi del Bangladesh. E’ il riassunto visivo della tragedia di un intero popolo, esempio perfetto dell’immenso potere della comunicazione attraverso la fotografia, linguaggio universale ed empatico. Il percorso di visita è suddiviso in 10 aree come le categorie del contest. Libero colore, Libero monocrome, Viaggi & avventure, Persone e volti accattivanti, La bellezza della natura. Animali nel loro ambiente naturale, Architettura e spazi urbani, Sport in azione, Story-telling e Schizzi di colore. In contemporanea, sempre fino al 2 dicembre, si può anche ammirare una selezione di fotografie aeree, intitolata  “Sky’s the limit” prima collettiva realizzata in Italia di opere premiate ai Drone Awards.

Queste immagini, senza scorciatoie, ci raccontano il mondo in cui viviamo. Ogni scatto propone  prospettive e orizzonti che ci aiutano a capire, ascoltare e vedere meglio la terra e i suoi abitanti attraverso una lente fotografica. Come ha detto Estevan Oriol “ le fotografie riescono a far entrare in empatia luoghi del mondo lontanissimi per cultura e fusi orari”.

Siena International Photo Awards.

“Beyond the Lens”.

Ex-distilleria “Lo Stellino”, Via Fiorentina 95 Siena

Orari: venerdì 15-19; sabato domenica e festivi 10-19

Info: www.artphototravel.it; https://sipacontest.com/

(Testo a cura di Carolina Masserani)

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Mostre – Marcello Grassi, Sine tempore

Marcello Grassi è un autore italiano originario di Reggio Emilia, dove è nato nel 1960. Da domani fino al 2 dicembre il Civico Museo Archeologico di Milano ospita una sua mostra personale. La sede, una delle culle dell’antichità, apre i suoi spazi alla fotografia per una ragione ben precisa e valida. La selezione esposta proviene dalla serie di immagini dal titolo “Sine Tempore/Anatomia del Tempo” e nasce nel 1985 in seguito alla lettura di ‘Memorie di Adriano’ e ‘Il Tempo Grande Scultore’ di Marguerite Yourcenar e alla visita ad alcune mostre organizzate in Italia per l’Anno degli Etruschi. L’obiettivo che si pone l’autore è quello di inventariare i cambiamenti intervenuti attraverso il tempo sulle sculture, sui volti, sui reperti conservati nelle collezioni archeologiche, nati per altri usi e collocazioni, cercando di restituirne una quotidianità, celebrarne una sorta di resurrezione, nella ricomposizione di annali ed effemeridi, perseguendo così un dialogo con il lascito di quelli che ci hanno preceduto negli sguardi e nei gesti modificati e fissati dallo scorrere delle stagioni; ed è come guardare a noi stessi, alla nostra immagine riflessa, assistere allo stesso tempo alla lotta perenne tra la vita e la morte, percepire il modificarsi del corpo e volgere infine uno sguardo all’immortalità dell’anima. Il bianco e nero è scelto come linguaggio fotografico, quale espressione determinante nel distogliere l’attenzione dalla realtà/quotidianità percepita a colori, nel formato quadrato in cui le opere e le architetture monumentali ritrovano espresse a compimento le teorie rinascimentali.

Marcello Grassi (qui il suo sito), fin da piccolo e grazie alla passione del padre Corrado, si occupa di fotografia. Nel 1985, dopo aver visitato alcune esposizioni in programma per l’Anno degli Etruschi, progetta e realizza un lavoro di “scavo visivo” nei luoghi, città e necropoli della civiltà etrusca; nel 1999, in occasione dell’esposizione di queste sue fotografie al Musée Reattu di Arles, Federico Motta Editore pubblica il volume ‘Etruria’ con i testi di Charles-Henri Favrod e Michele Moutashar. Nel 1992 riceve l’incarico di fotografare i reperti della collezione archeologica conservati nel Cortile e nella Galleria dei Marmi dei Civici Musei di Reggio Emilia. Dal 1994 al 1996 fotografa la città francese di Arles. Nel 1997 su incarico del Musée Archeologique de Nice-Cimiez realizza un servizio sul sito archeologico locale. Nel 1998 la provincia di Reggio Emilia, nell’ambito delle relazioni culturali previste nel programma di gemellaggio con quella dell’Enzkreis in Germania, lo invita a fotografare il monastero cistercense di Maulbronn. Nel 2002 Grassi inizia a lavorare insieme a Fabrizio Orsi a un progetto su Luzzara a cinquant’anni esatti dalla pubblicazione del libro “Un Paese” di cesare Zavattini e Paul Strand. Alla fine del 2004 viene presentato il volume ‘Luzzara.Cinquant’anni e più’ edito da Skira Editore con un testo di Luciano Ligabue.

L’autore ha esposto in personali e collettive in varie città d’Europa dove sue fotografie sono conservate presso musei e istituzioni. Nel 2013 espone nella collettiva Mon Ile de Montmajour a cura di Christian Lacroix nell’Abbaye de Montmajour nel sud della Francia. Recentemente ha esposto la serie Sine Tempore nel Palazzo dei Principi di Correggio. Nel 2018 grazie alla collaborazione con la Galleria Paola Meliga di Torino ha presentato una selezione delle fotografie di Sine Tempore alla IAGA Contemporary Art di Cluj-Napoca in Romania, galleria che porterà lo stesso lavoro alla Thessaloniki International Contemporary Art Fair prevista dal 22 al 25 novembre. Nella primavera del 2018 Grassi dona una sua opera per l’asta benefica “La Fotografia diventa Nobile”, organizzata da EyesOpen! Magazine per una raccolta fondi a favore di Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica Onlus, alla quale hanno partecipato 178 fotografi da tutto il mondo, per un monte donazioni di quasi 24mila euro totali.

© Marcello Grassi/Civico Museo Archeologico di Milano

 

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Mostre – Efrem Raimondi a Parma

Apre l’8 novembre alle 18.30, nello spazio espositivo BDC28 di Parma, “La mia famiglia”, personale intimista di Efrem Raimondi curata da Laura Manione e inserita nell’ambito di ColornoPhotoLife 2018. Promossa da Lucia Bonanni e Mauro del Rio, la coppia che ha creato il contenitore culturale “BDC – Bonanno Del Rio Catalog”, «La mia famiglia – scrive la curatrice – si pone come una frattura nello scheletro che regge le innumerevoli ricerche fotografiche condotte oggi su questo tema. La famiglia, per Efrem Raimondi, non è un’entità astratta sondata nelle sue sfumature psicologiche o nelle sue variabili geografiche. E non è neppure il frutto di un rigoroso censimento parentale. Al di là della specie e del regno di appartenenza (esseri umani, gatti e una pianta d’appartamento confluiscono infatti a pieno titolo nella serie) la famiglia, qui, è materia vera. È carne dell’autore, sostanza uscita dal suo stesso grembo nell’unica forma possibile: quella di una fotografia. Refrattario per natura a ogni codificazione espressiva, Efrem Raimondi, anche in questa occasione, si è mosso in una zona franca, libera dai dazi imposti dalla contemporaneità. Con una semplice operazione di recupero, ha radunato ritratti e autoritratti scattati nel tempo con strumenti che più hanno segnato il suo percorso.Ha trasferito se stesso e i suoi affetti più cari su un registro esclusivamente fotografico. Le immagini in mostra, quindi, non celebrano un figlio, un marito, un gattofilo o un floricoltore. Non abbozzano un’autobiografia. Bastano e badano a loro stesse. Insensibili agli sguardi del pubblico come a quelli del loro stesso autore».,

BDC – Bonanni Del Rio Catalog è il progetto di Lucia Bonanni e Mauro Del Rio dedicato all’arte contemporanea. Inaugurato a gennaio 2016 ad Artefiera a Bologna, riunisce le attività e le produzioni organizzate dalla coppia, relative all’arte contemporanea: una serie in divenire di eventi, oggetti, luoghi ognuno identificato da un numero progressivo. Il quartiere generale di BDC è BDC28, chiesa sconsacrata nel centro storico di Parma e dove, nel Seicento, una confraternita legata alla Chiesa di San Benedetto fondò l’oratorio di Santa Maria della Pace. Sconsacrato agli inizi del ‘900, fu riconvertito a officina meccanica e poi a garage, finché nel 2015 è stato riaperto con il progetto BDC. Oggi è un centro dedicato all’arte contemporanea: fotografia, disegno, musica live, performance, incontri.
L’antologica di Efrem Raimondi rimarrà allestita fino al 25 novembre. Orari: venerdì, sabato e domenica dalle 16 alle 21. Catalogo in edizione limitata e numerata.
www.lauramanione.it
bonannidelriocatalog.com

©Efrem Raimondi – All Rights Reserved

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Portfolio – Emanuele Giacomini per “Modelli si Nasce”

L’autismo è un grave disturbo dello sviluppo che si manifesta generalmente entro i primi due anni e mezzo di vita. La maggior parte dei bambini autistici sono in apparenza perfettamente normali, ma manifestano un originale comportamento che è nettamente diverso dal tipico comportamento dei loro coetanei. Un tempo si pensava che l’autismo fosse semplicemente un destino da accettare, oggi si è consapevoli che si tratti di una ‘condizione’, un modo di essere, un modo di pensare, che con trattamenti terapeutici scientificamente comprovati può essere modificato con risultati sempre più incoraggianti per chi ne soffre e per i loro familiari.

Il réportage “Parallelo” è un viaggio intrapreso da Emanuele Giacomini con alcuni di questi straordinari ragazzi mentre realizzavano il proprio percorso formativo per diventare “fotomodelli”.  L’autore ha condiviso il mondo di quattro ragazzi autistici della onlus “Modelli si Nasce” (che si occupa di inserire queste giovani vite nel mondo del lavoro in modo concreto) vivendo con loro momenti della quotidianità, ma anche di crescita professionale e personale.

Emanuele Giacomini nasce a Roma il 13 dicembre 1989. La passione per la fotografia compare nella sua vita da piccolo grazie a suo nonno e un po’ alla volta diviene per lui una forma di comunicazione. Con il passare degli anni, quando si specializza in ritratto e réportage, si trasforma in un lavoro. I suoi réportage sono stati pubblicati su diverse riviste di settore; tra i suoi lavori più interessanti: “CIRCUS” che è diventato una mostra itinerante all’interno dei tendoni circensi e “NO LIMITS”, esposto al museo Maxxi dopo aver vinto il secondo posto al concorso fotografico internazionale “Run for Art”. EIUS invece è il réportage iniziato per caso in un vicolo di Trastevere, a Roma, e durato un anno. Qui l’autore racconta della drag queen Monique.

www.emanuelegiacomini.com

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Mostre – Amici cani, eroi di ogni giorno

Per celebrare il suo 50esimo anniversario, Royal Canin rende omaggio alla meravigliosa relazione che esiste da secoli tra uomini e cani. Questi esseri pelosi sono i nostri eroi di ogni giorno, compagni di vita e preziosi amici, questo stretto legame viene raccontato dallo sguardo e da una doppia esposizione dell’arstita danese Charlotte Dumas. L’autrice, che da sempre è interessata ai meccanismi e al messaggio che scaturisce dalle relazioni tra uomo e donna, ha scelto di cimentarsi in questa nuova prospettiva.

La sua indagine artistica è alla FLAIR Galerie di Arles, Francia, fino al 24 novembre. In quella sede viene presentata una selezione di fotografie da lei realizzate tra il 2009 e il 2011, affiancate a quelle estratte da un progetto specifico commissionatole da Royal Canin quest’anno. Questo secondo nucleo è stato ospitato in parallelo all’ingresso del Summer Garden, boulevard des Lices dal 19 settembre al 3 ottobre. I visitatori scopriranno ritratti di cani e gatti dallo sguardo umano, animali domestici che sono come pezzi di famiglia sempre al servizio dell’essere umano.

Per l’occasione, il catalogo è pubblicato da Glénat. @ Arles, France

 

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Con la community di Igersmilano per dare valore alla fotografia d’autore

Come già saprete, quest’anno il nostro magazine sta lavorando molto sui suoi canali social e web. In virtù di questa grande evoluzione, siamo lieti di annunciare una nuova collaborazione con gli amici di Igersmilano, attivissima community milanese di IgersItalia, che a sua volta è una vasta associazione culturale nata nel 2013 che raccoglie gli appassionati di mobile photography: IgersItalia conta 116 “ramificazioni” in tutto il Paese tra città, province e regioni e vanta oltre 2.000 associati. Il loro scopo è diffondere la fotografia e gli autori su Instagram, e incentivare alla scoperta del territorio. Per queste e per molte altre ragioni sia culturali che divertenti, EyesOpen! Magazine ha scelto di essere partner del neonato progetto #milanoeyesopen , una nuova rubrica di Igersmilano che mette al centro “la fotografia”. Dei tanti scatti che condividete su Instagram taggando #igersmilano, e che dovranno ritrarre il capoluogo lombardo in ogni sua sfaccettatura, con ogni stile e ogni genere fotografico, alcuni verranno selezionati per “merito” e ripostati sul profilo della community: saranno immagini che attireranno l’attenzione di un photo editor esperto, che motiverà la sua scelta e ogni settimana segnalerà chi divulgare. La rubrica è affidata al nostro direttore, Barbara Silbe, (@lasilbe su Instagram) che metterà a disposizione di Igersmilano la sua esperienza scandagliando quanto avrete prodotto. Taggate quindi i vostri scatti #igersmilano e, se volete provare a far colpo su Barbara, adottate #milanoeyesopen e buona fortuna. Seguite anche l’account Facebook e Instagram di EyesOpen! Magazine (@EyesOpen_Mag) dove le foto selezionate avranno infine la possibilità di essere ripostate e dove tutta la redazione potrà conoscervi.

Buon divertimento a tutti!

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Tokjo – Il mercato Tsukiji visto da Nicola Tanzini

Intervallo, il sipario si accosta e sospende l’ennesima rappresentazione. Questa sorta di backstage in bianco e nero è silenzioso, calmo, i fotogrammi fermano i movimenti rallentati e precisi di una scena sospesa. Gli attori sono i lavoratori del più famoso mercato ittico del mondo, quello di Tokjo, che due giorni fa è stato smantellato per sempre. Dopo 83 anni di attività, quell’area diventerà un parcheggio per le Olimpiadi. Quel luogo incredibile però, tempio delle aste mondiali del tonno e dove vengono vendute ogni anno più di 700mila tonnellate di pesce, è reso immortale dallo sguardo di un fotografo italiano. Lui è Nicola Tanzini, fondatore di Street Diaries, progetto itinerante e in costante evoluzione sulla fotografia di strada, che si alimenta grazie ai numerosi viaggi compiuti dall’autore intorno al mondo. La sua ricerca si ispira prevalentemente al movimento della fotografia umanista, ponendo al centro i comportamenti, le situazioni quotidiane appartenenti alla natura umana, in quello che l’autore definisce il proprio ambiente naturale: la strada. Dal suo approfondimento giapponese deriva “Tokyo. Tsukiji” che si traduce nel suo primo libro (edito da Contrasto) e in una mostra personale ospitata da Leica Galerie in via Mengoni 4 a Milano, fino al 4 novembre con ingresso libero. Sia il volume che la sua personale sono curati da Benedetta Donato.

Tanzini ha impiegato due anni di lavoro per produrre questa importante testimonianza di un microcosmo che scompare. E lo ha fatto osservando un contesto frenetico e rumoroso come Tsukiji da un punto di vista inedito: si è soffermato dietro le quinte, sul volto meno conosciuto di questa realtà, concentrando il suo obiettivo sul termine della giornata lavorativa. Usa un linguaggio caratterizzato da forti contrasti e da un’attenzione maniacale per i gesti ripetitivi e le espressioni delle persone incluse nell’inquadratura. A fine mattina i lavoratori preparano le ultime cassette, fanno i conti, spingono bancali, puliscono strumenti e banchi, si fermano a fumare, mangiare, sbadigliare, riposare guardando il cellulare. L’autore rivolge in particolare il suo sguardo sull’area interna del mercato (jonai shijō), quella famosa per le aste dei tonni, che ogni turista in visita ambisce a vedere e che rappresenta l’anima del luogo i cui protagonisti sono i grossisti ripresi negli attimi che precedono la dismissione delle attività e la conseguente chiusura. Come gli astronauti o i palombari, i soggetti vengono fotografati in un momento di decompressione, ma forse, in fondo, anche un magazziniere o un commerciante possono portarci sulla Luna. O in fondo al mare.

Oltre al testo curatoriale di Benedetta Donato, il progetto editoriale realizzato da Contrasto Books si avvarrà del contributo di Masuo Nishibayashi, Direttore dell’Istituto di Cultura Giapponese in Roma. Il libro, proposto in un’unica edizione multilingue italiana/giapponese/inglese/francese, è distribuito in Italia e all’estero.

Barbara Silbe